Riassumendo quanto accaduto fino ad ora:

1) le livree presentate fino ad ora sembrano per la maggior parte fantastiche… la Renault (che è praticamente uguale alla Jordan in versione più “vespide”) è bellissima, la Mercedes pure; la Virgin/Manor poi sembra un’auto IndyCar. Non vedo l’ora di vedere le rimanenti.

2) Peter Sauber ha deciso che il suo team continuerà a chiamarsi Sauber-BMW. Ed è motorizzato Ferrari. Per cui si chiamerà Sauber-BMW-Ferrari. Figo, eh?

3) sempre Peter Sauber invece di confermare un pilota affidabile come Heidfeld (che forse è bloccato dalla Mercedes come riserva in caso di debacle di Schumacher) ha assunto Pedro de la Rosa. Assieme alla notizia precedente, se ne consegue che il buon vecchio Peter inizia a sentire anche lui il peso mentale della vecchiaia. Ora attendiamo che qualcuno riporti nel circus anche Coulthard per un revival dei vecchietti.

4) la Campos e la USF1 potrebbero non essere presenti al via del mondiale perché non hanno ancora pronte le macchine. Quella più in vantaggio sembra essere la USF1, ma le notizie a riguardo sono ancora fumose. In ogni caso chi ne vuole approfittare è la Stefan GP, team serbo che vanta nello staff Mike Coughlan (quello della spy story) e Dave Ryann (quello che ordinò ad Hamilton di passare Trulli e mentire a Melbourne 2009), praticamente mancano Briatore e Stepney per avere il team “Lato oscuro della F1″. I piloti comunque sono Ralf Schumacher (ecco, dobbiamo sorbirceli tutti e due!) e Nakajima (sicuramente sponsorizzato). Anche se Ecclestone non l’ha iscritta al mondiale, il patron Darth Stefanovic manderà comunque materiale e uomini (rilevati dall’ex-Toyota) in Bahrein per test e prove in vista del gp. Forse che riuscirà a sostiutuire almeno la Campos (lasciando così appiedato purtroppo Bruno Senna), il cui progetto non è ancora ben chiaro?

5) cazzo, ma da quanti anni non c’era una griglia con così tanti nomi di alto livello? Campioni come Schumacher, Alonso, Hamilton, Kubica, Vettel… buone seconde guide come Rosberg, (si spera) Heidfeld, Massa, Webber, giovani talentuosi come Hulkenberg e Petrov… mancherebbe solo Raikkonen a questo punto ed un po’ di alcool per assicurarsi il suo rendimento.

6) Gian Tòt, alias la controfigura di Alvaro Vitali, sta praticamente offrendo il continuo della sciagurata gestione Mosley. Non solo dei punteggi folli in stile motomondiale, ma adesso la simpatica idea di costringere i primi 10 a montare le stesse gomme del Q3. Per lo meno hanno rivisto il divario fra primo e secondo di modo da dare più peso alla vittoria, perché com’era nella proposta iniziale se il primo prende 25 punti e il secondo 20, il rapporto è lo stesso che con 10 e 8, quindi l’apparente maggior vantaggio in termini di punteggio del vincitore in realtà non esiste. In entrambi i casi, se Tizio vince all’esordio e poi finisce sempre secondo, mentre Caio all’esordio si ritira e poi vince sempre, Caio ci impiegherà 5 gare a raggiungere Tizio. Questo perché in entrambi i casi i punti ottenuti dal secondo classificato rappresentavano l’80% dei punti ottenuti dal vincitore. Con 25 e 18 invece la cosa non sussiste.  Ma faceva tanto schifo mettere 11 o 12 punti al vincitore, che era la soluzione più semplice? Anche se così i team piccoli avranno più chances di fare punti e saranno più contenti e non romperanno le balle.

7) la stampa italiana è come al solito ridicola e attacca Schumacher per stronzate disumane, quanto sono campanilisti e ingrati quelli che per anni l’hanno osannato come i più infimi lecchini finché faceva vincere il Cavallino.

Insomma, ci vediamo fra un mese per vedere come andrà a finire tutto.

(le simpatiche immagini sono realizzate da tal Christopher LaBrooy)

Questo perché in entrambi i casi i punti ottenuti dal secondo classificato rappresentavano l’80% dei punti ottenuti dal vincitore.

Il quinto album studio dei Massive Attack (quarto, se si considera 100th Window come un album solista di Robert Del Naja) viene alla luce dopo un periodo di gestazione immensamente lungo e travagliato. Problemi nella stabilità della formazione, un lavoro di produzione tribolato, il titolo che ha subito diverse modifiche prima di giungere a quello definitivo e gli innumerevoli rinvii hanno fatto di Heligoland uno dei dischi più attesi degli ultimi anni.
Il parallelo è con Third dei concittadini Portishead, anch’essi fra i pionieri del trip hop e che hanno rilasciato un nuovo album dopo molti anni dall’ultimo. Ma se Third risultava inaspettatamente inedito e con uno stile completamente trasfigurato rispetto a quello dell’epoca d’oro del Bristol sound, Heligoland cerca di mediare maggiormente fra alcune delle tendenze esplorate dai Massive Attack nel corso della loro discografia e assemblarle in qualcosa di familiare e ugualmente oscuro, introverso e alienato – anche se molto più soffuso e meno angosciato nei toni, decisamente meno spiazzante nella novità.
Un’altra differenza è nel songwriting ben più elettronico, nonostante pure gli strumenti acustici qui abbiano un ruolo attivo in fase di composizione e il disco rimanga in larga parte “suonato”; ma principalmente la tendenza del disco e di rimescolare basi elettroniche e riempimenti ambientali sia come fondamenta su cui appoggiare l’edificazione del brano, sia come accompagnamento espanso, con percussioni mai invasive anche quando più frenetiche, sintetizzatori dosati e introversi, tastiere minimali. Un risultato che è frutto della produzione certosina effettuata da Del Naja & soci e che deriva da quanto già fatto in 100th Window (spogliato però di buona parte dei suoi spunti gotici e psichedelici, nonché di molte soluzioni sonore esotiche).
Una similitudine è invece negli arrangiamenti più scarnificati, soluzione atta a rendere i pezzi più essenziali, diretti e inquietanti, come a rappresentare una società spogliata della sua umanità oramai che il nuovo secolo si è inoltrato, ma che nel finale tendono a risultare purtroppo un po’ piatti a dispetto di un buon inizio.
Apparentemente meno profondo, Heligoland è invece calmo, ponderato, con un’attitudine più riflessiva e intimista, necessitante di una dosata messa a fuoco per svelare i vari volti psicologici nascosti nei pezzi.

La sensazione è che i Massive Attack si siano “reinventati” prendendo alcuni elementi del loro passato, in particolare gli arrangiamenti più elettronici di 100th Window (di cui comunque il disco non è l’erede diretto, anche se il paragone non è tanto erroneo) e alcune soluzioni che caratterizzavano i primi dischi, però più che altro per non ripetere la stessa solfa con qualcosa di identico piuttosto che per rivoluzionare o sperimentare nuove soluzioni, ma comunque cercando di esprimere appieno gli umori e le angoscie più radicati nelle storie raccontate da ciascuna traccia.
Il songwriting in certi momenti è più prevedibile del solito come evidenziato nel trackbytrack, ma permangono apici interessanti e guizzi melodi con cui si ottengono diversi brani piacevoli, immersi come sono in atmosfere cupamente elettroniche dal retrogusto decadente o intrise da arrangiamenti acustici minimali.
Può darsi che Heligoland si riveli in ogni caso il disco più debole e meno creativo dei Massive Attack, ma l’album cresce con gli ascolti e rivela ogni volta nuove sfaccettature della sua personalità complessa e introversa.
Se dopo sette anni di attesa e innumerevoli rinvii ci si aspettava molto di più dalla formazione britannica, il disco può rivelarsi a conti fatti un po’ deludente, ma dandogli tempo di crescere ed evitando confronti con i capolavori del passato (che sminuirebbero gli intenti e gli obiettivi di Del Naja e Marshall) si scoprono sempre più sfumature che lo compongono.

Voto: mah, m’è oscillato parecchio nei giorni scorsi, a volte m’andava di dargli 6, altre volte 7, e non escludo che l’idea cambi ulteriormente nei prossimi giorni. Su Rockline (online la rece a breve) cmq cercherò di mantenere un voto fisso, con il consueto +0.5 rating per la differente scala.

Per distrarvi dai fatti più recenti come il gelo che imperversa in Italia, la promozione di una mucca a CEO della Sunrise, l’uscita di Avatar nei cinema nostrani con settimane di ritardo rispetto al resto del mondo, la laurea in economia comicamente assegnata a due cerebrolesi che credono nei complotti sul signoraggio e l’improvviso boom di bambine a Bergamo di sopra (tutte di nome Barbara Attila, Stella Alpina, Ilenia Desadè, Maria Catena o Brooklyn) ho pensato di rendervi partecipi di questa novità. Vabbè che l’avrei fatto comunque anche senza questi fatti importantissimi.

Noi di Rockline abbiamo stilato un elenco dei dischi che riteniamo siano stati i più rappresentativi del decennio appena passato.

Trovate la chart in due parti qui e qui. Ci abbiamo discusso su abbastanza, ci siamo scervellati per orchestrarla, ci abbiamo bisticciato, ci abbiamo cambiato tutto all’improvviso salvo poi ripristinare le condizioni precedenti, ma alla fine siamo soddisfatti del risultato finale e della fatica fatta per decidere cosa metterci.

Personalmente mi ritrovo molto con questa classifica generale, anche se nella mia personale avrei fatto alcune modifiche (per esempio avrei rimosso Opeth, Strokes e Libertines, mentre avrei fatto entrare i da poco da me scoperti Comets on Fire o i cazzutissimi Project: Failing Flesh), ma tutto sommato i nomi principali combaciano con le mie aspettative.

Sono sicuro cmq che ci saranno gli alt/wavers che si lamenteranno dei troppi dischi indie e dei troppi dischi metal, i metallari che al contrario penseranno che ce ne sono troppo pochi mentre sono troppi quelli elettronici, e così via. Ma purtroppo non si può accontentare tutti e probabilmente ci sono 43287432897 dischi meravigliosi ma ancora da scoprire che meriterebbero di essere aggiunti.

Spero che la nostra classifica vi piaccia e che non vi spaventi il discorsone sulla digitalizzazione musicale e sulle correnti nate, esplose ed implose.

P.S. 100 punti a chi becca le citazioni nel paragrafo iniziale e sa chi sono i tizi nella prima foto.

Ho scoperto solo ora che gli spremigalline del Sol Levante hanno in mente di riesumare Code Geass il cui trend evidentemente non si è ancora spento.

Tristezza.

Spero proprio che il nuovo anime, se per forza di cose lo faranno, sarà almeno solo un prequel, invece che una nuova storia. In caso contrario, spero anche che l’operazione si affossi del tutto e i jappi ci rimettano vagonate di soldi (assieme a quelli della Panini che hanno aperto una testata solo per i manga di Codice Gesso), imparando così che hanno rotto i kōgan.

Ora attendiamo che alla Sunrise assumano una mucca come amministratore delegato generale.

Visto che domani esce in Italia il nuovo iper-costoso colossal di James “Titanic” Cameron (nonostante nel resto del mondo sia uscito già da tempo, ma sapete com’è, avrebbe ostacolato gli incassi dei soliti filmoni natalizi nostrani…), vi posto questa immagine divertente che ho trovato fra i commenti del blog di StepTb e che pare sia tendenzialmente aprioristica (cit.) nei confronti del film:

(per averla a dimensioni più grandi cliccare qui)

Prima di tutto cliccate qui per avere la mia top 10 delle uscite 2009.

Come ogni anno, ecco l’elenco degli ascolti relativi all’album appena passato, assieme ai miei commenti stilosamente profescionàl.

Se ho dimenticato qualche disco lo aggiungerò in seguito magari:
Archive – Controlling Crowds

Disco extra-figo, saporita e multisfaccettata rifondazione del trip hop che proietta un genere probabilmente morto da tempo (da quando è diventato un trend) nel 2009, rivitalizzandolo senza ripeterne i clichè.

Archive – Controlling Crowds Part IV

Meno figo, ma qualche pezzo buono c’è lo stesso.

Agua de Annique – Pure Air

Così così, disco cantautoriale molto acustico ed intimista, ma Anneke mostra diversi limiti come compositrice solista tranne quando (ed è significativo) viene accompagnata da musicisti validi nel songwriting.

Agua de Annique – In Your Room

Merda.

Closure in Moscow – First Temple

Noiosetto e manieristico, c’è di meglio in giro (per esempio i Coheed and Cambria).

Current 93 – Aleph at Hallucinatory Mountain

Gustosamente gustoso, ennesimo gioiello nella discografia del gruppo.

Dälek – Gutter Tactics

Discreto, ma deludente in confronto ai suoi dischi migliori. Forse col tempo lo rivaluterò.

The Dead Weather – Horehound

Alcune canzoni sono una figata, ma non mi ha intrigato abbastanza da ascoltarlo con più attenzione.

The Decemberists – Hazards of Love

All’inizio non cattura molto, ma poi cresce con gli ascolti. Interessanti soprattutto i pezzi iniziali imho.

Franz Ferdinand – Tonight: rottura di palle

No scherzo, qualcosa di buono c’è, ma non è un capolavoro. Discreto diciamo.

The Gathering – The West Pole

Molto meno vario, creativo e originale degli altri, alla luce di ciò risulta deludente, ma ci sono comunque momenti positivi. Una parentesi per ammortizzare l’abbandono della cantante e trovare un trampolino di lancio per il futuro.

Here We Go Magic – [s/t]

Piacevolmente orecchiabile e divertente.

Hypocrisy – A Taste of Divine Heresy

Non mi ha convinto, troppo poco incisivo e legato allo stereotipo stilistico che il gruppo ha costruito (per quanto sia, a suo modo, personale).

Iggy Pop – Préliminaires

Il disco non è granché, ma lo eleggerei disco dell’anno solo per far sbroccare i punk kids che gridano al tradimento.

Isis – Wavering Radiant

Un po’ discontinuo nelle canzoni, ma complessivante comunque una buona conferma anche se non all’altezza dei precedenti.

Kasabian – West Rider Pauper Lunatic Asylum

Forse il loro migliore, ma sempre nulla per cui strapparsi i capelli e che ho già accantonato.

Katatonia – Night Is the New Day

Ottima cura degli arrangiamenti, qualche spunto ripreso dal passato e filtrato con l’ottica attuale, complessivamente un buon disco, anche se lungi dall’essere il loro migliore.

Kreng – L’autopsie phénoménale de Dieu

Figata a cavallo fra jazz, ambient e musica classica, fra le migliori uscite dell’anno.

Kylesa – Static Tensions

Gruppo cazzuto che ruleggia abbestia (cit.), da ascoltare.

Long Distance Calling – Avoid the Light

A volte un po’ troppo derivativo, ma il songwriting rimane di buona fattura e salva il disco.

Massive Attack – Splitting the Atom

Qualche spunto interessante, ma anche qualche ombra, speriamo bene.

Mastodon – Crack the Skye

Non il loro migliore, a volte un po’ pomposo e sconnesso, ma sempre un lavoro cazzutissimo, variopinto e allucinato.

Muse – The Resistance

Il loro disco più tronfio, barocco e magniloquente, ma anche il loro disco più variopinto e ambizioso. Non siamo ancora ai livelli dei primi dischi comunque.

Nightrage – Wearing a Martyr’s Crown

Il solito disco di melodic death metal contaminato con metalcore, ultrasbrodolato e saturo di stereotipi per fanboys.

Nels Cline – Coward

Figata spaziale.

port-royal – Dying in Time

Non un capolavoro ma buono. Forse uno dei gruppi italiani più in forma al momento.

Portugal. The Man – The Satanic Satanist

Abbastanza figo, non troppo però, ma comunque una buona uscita.

Rammstein – Liebe Ist für Alle Da

Il disco più piatto, ripetitivo e auto-indulgente del gruppo. Bocciati.

Soulsavers – Broken

Carino, nulla più.

Steven Wilson – Insurgentes

Un po’ manierista, ma anche intrigante ed orecchiabile.

Sunn O))) – Monolith and Dimensions

Iperbrillo.

(è un complimento)

VNV Nation – … of Faith, Power and Glory

Qualche bella melodia e canzone riuscita, ma nel complesso appena sufficiente.

Why? – Eskimo Snow

Il suo disco più debole e prevedibile, comunque con più classe di molti altri gruppi.

Zu – Carboniferous

Buon disco, ma neanche lontanamente il loro migliore.

L’avevo visto in anteprima nazionale su Discovery Channel a novembre, ho scoperto solo ora che sul Tubo i tre corti di Assassin’s Creed: Lineage (prequel al videogioco Assassin’s Creed II e tranquillamente visionabile anche senza aver mai giocato alla saga, come per il sottoscritto) sono stati accorpati e messi online con continuità e in alta qualità.

Chiaramente come storia non aspettatevi qualcosa di particolarmente significativo e concludente, in fondo è nato per pubblicizzare il videogioco e magari far figo con i fanboy, non per rivoluzionare la storia del cinema; ma per poco più di 35 minuti in totale io uno sguardo ce lo darei. Graficamente eccellente, a volte un po’ troppo sborone nel protagonista che pare più un ninja con pettorali iperprestanti piuttosto che un assassino, merita una visione secondo me in virtù soprattutto della pregevole combinazione di riprese dal vivo su sfondo verde, computer graphic e rielaborazione digitale. La recitazione poi è ben congegnata, mentre i personaggi sono tutti accattivanti, le scene d’azione invece sono un po’ manieriste ma in fondo è prevedibile. Purtroppo non c’è molto spazio dedicato all’indagine o al brancolare nell’ombra, ma con poco più di dieci minuti per corto a disposizione non si può far granché e bisogna dedicarsi alle caratteristiche più salienti, fruibili dalla massa e che colpiscono.

Anzi, visto che l’anteprima su questo blog è piccola, vi consiglio piuttosto di vederlo direttamente su Youtube, dove lo schermo è molto più grande, dettagliato ed in formato televisivo.

Ebbene, signori e signori, è passato un anno esatto dalla nascita di questo blog. Insieme a voi lettori (?) abbiamo passato momenti divertenterrimi insieme perculando piloti di F1, stroncando dischi musicali di Merda e inneggiando alle simpatiche figliuole di Niccolòcarliana memoria che ogni tanto comparivano senza motivo in articoli che non c’entravano niente con loro.

A tal proposito, è singolare notare che nelle statistiche del blog che io in quanto amministratore posso visionare si registrano le visite più consistenti proprio quando posto foto di dolci pulzelle. Magari c’entra anche il fatto che i post li linko sempre su Feisbuc con un’anteprima d’immagine, tant’è che una volta che postai in primo piano le mammelle corpose di Haruhi le visite schizzarono in alto – e non solo quelle immagino, pervertiti!

Ma bando alle ciancie. Per festeggiare quest’anno insieme ho deciso di ripescare una delle tradizioni più longeve dei blog, e cioè il commentario delle parole di ricerca più usate e strane fra quelle che hanno condotto dei visitatori nel blog. Buon divertimento:

gina carano

Lottatrice americana, questo mi fa pensare che a voi piacciano le tipe toste capaci di farvi un occhio nero se arrivate tardi ad un appuntamento.

ivan capelli

Commentatore di F1 che credeva di essere un pilota durante i primi anni ‘90, anche se in realtà era più un funambolo.

foto simpatiche

Immagino in che senso… :)

maggiorate

Ecco, appunto.

chiedevamo chiedavamo

chiedevamo o chiedavamo come si dice?

Ah, questa grammatica italiana…

Culonso

Un applauso. Con una stretta di mano. Vi stimo.

simpatiche immagini

immagini simpatiche

Ma allora è un vizio…

spiaccicato

Bleah, che schifo.

steptb complottismo

Lol, quando lo verrà a sapere (vedere link a sinistra) si incazzerà come una iena.

falerina maga incantatrice

Scusate, ma fatevi vedere da uno psicologo, da un medico, da un esorcista… invece di cercare queste cose su Google.

imbellere dizionario

Già che ci siete compratevi anche un vocabolario.

tiziano ferro di culo

tiziano ferro ride fa il pazzo

corpo di tiziano ferro

Cioè, qui siamo nel genio più totale.

scherzi del cazzo

Ahi ahi ahi, qualche permalosone vuol dare ripicca?

il ritorno del chupa

Jar Jar Binks presumo.

2020202020

Eh?

succhiatrici di cazzi

Ma che minchia cercate su questo blog?

toyota merda

lol

dio negro

stralol (questo cmq è di sicuro Niccolò “Sei un idiota ignorante” Carli)

chiby scuolastici

Credo c’entri qualcosa il Chibi Goku linkato a sinistra, ma forse mi sbaglio.

Credo sia tutto, auguro un buon 2010 a tutti quanti e che il Cazzeggio™ sia con voi!

Ufficiale: il tedescone che mangia i bambini, Michael Schumacher torna in F1, al volante della neo-nata scuderia Mercedes.

La cosa farà molto piacere sia a Norbert Haug che a Bernie Ecclestone, visto l’enorme giro mediatico e di sponsor che ci sarà attorno. Montezemolo comunque è tranquillo che non si rivelerà un rivale per la lotta al titolo tanto forte quanto lo era lo Schumacher di anni fa, ma un suo “sosia” con lo stesso nome.

Anche se è un grande campione e il talento rimane sempre, la tesi non è assurda per alcuni semplici motivi: innanzitutto non è più nelle corse di F1 da vari anni, quindi deve riprendere il ritmo, la forma e la confidenza; poi è invecchiato, quindi forma fisica e riflessi non sono più quelli di una volta; l’ambizione non è quella di quando voleva vincere il titolo, anche se di sicuro la voglia di mettersi in gioco c’è; e soprattutto le prestazioni della Mercedes saranno un’incognita, visto che non è detto che all’ex-Brawn ricapiti un’altra stagione tanto fortunata (soprattutto se si contano i vari Hamilton/Alonso/Massa che vogliono tornare a lottare per il titolo).

Comunque c’è già chi pensa che torni solo per soldi.

In realtà proprio perché Schumacher di soldi ne ha tanti di certo non è solo per interesse economico che torna in pista addirittura come pilota titolare e non come rimpiazzo, ma anche per rimettersi in gioco, vedere di cosa è ancora capace, sfidare gli attuali campioni (che fra l’altro non sono dei Villeneuve o dei Coulthard e offrono più stimoli), capire quanto ancora può dare alla F1 e la F1 può dare a lui, e magari rifarsi della delusione per non esser salito sulla Ferrari a causa dei problemi al collo – e con le sollecitazioni che da una F1 non ci si può andar leggeri.
Inoltre sulla F60 di sicuro, oltre per il collo, non ci è andato anche perché quasi sicuramente sapeva già che non avrebbe combinato granché (macchina poco competitiva + 3 anni fuori + età avanzata + stress fisico…), cioè lui se torna in pista lo fa perché vuole mostrare quanto vale ed eventualmente vincere, non tanto per fare una scampagnata in macchina, o per intascarsi la pensioncina e basta.

Perciò per me ci metterà i denti e cercherà di far vedere ai “ragazzini” che il “vecchietto” non è ancora da rottamare.
Le incognite, come già detto, sono quelle di sopra, e possono rappresentare un grave ostacolo. Lui non è infallibile e anche negli anni migliori ogni tanto commetteva errori, a 40 anni dopo un bel periodo di pausa dovrà davvero metterci tutto il suo talento innato fino all’ultima goccia e sperare anche che la Mercedes assomigli più alla Brawn che alla Honda.
Ora spero per lui che la Mercedes si riveli una buona monoposto e gli garantisca qualche soddisfazione, altrimenti rischia di fare la fine di Mansell con la McLaren, che non è un bel congedo.

Ovviamente, dovesse essere esclamata nel bar all’angolo, da qualche 13enne che segue la F1 solo per la sua pubblicizzazione o da qualche ultrà campanilista, qualunque idea di “tradimento” è una stronzata immane: tradimento verso chi? Schumacher non ha mai giurato nessuna eterna sottomissione alla Ferrari, guidò per lei sotto regolare contratto e ci vinse, ora non è tenuto a nulla e potrà pure essere libero di scegliere cosa fare. Lui è un tedesco che torna in assoluta autonomia su di un team amcj’esso tedesco, che fra l’altro è quello che gli spianò la strada all’entrata in F1 ai tempi delle categorie minori (e che lo voleva già portare in una scuderia motorizzata Mercedes alla fine degli anni ‘90). Non vedo molte mancanze di rispetto nè tradimenti di sorta, anzi, seguendo la bandiera può pure essere “accusato” di patriottismo.

Anzi, molti tifosi delusi dovrebbero ancora ringraziarlo per quel che ha fatto per la Ferrari negli anni d’oro. Maggior rispetto per quelli che gli augurano buona fortuna e sono contenti di vederlo in pista di nuovo in azione.

Confesso che ci sono cascato anch’io e visto che mi è sembrato divertente ve lo ripropongo:

1) è impossibile toccarsi con la lingua tutti i denti della propria bocca.

2) scommetto che tu sei un pirla che ha provato a farlo in questo momento.

3) il punto 1 comunque era una bugia.

4) ora starai ridendo ancora di più.

6) e probabilmente avrai girato queste regole a qualcun’altro.

7) non ti sei accorto che manca la quinta regola e starai ridendo come un beota.

In ogni caso buone feste a tutti.