“Il cyberpunk ha ucciso la fantascienza perché è troppo realistico”

Dal gruppo Facebook “fantascienza”:

Le uniche risposte possibili per ciascuno dei due le lascio al Maggiore:

P.S.

Ho scoperto oggi che il 30 maggio è stata pubblicata l’intera Trilogia dello Sprawl di William Gibson in un unico volume. La cosa gustosa è che dai rivenditori online costa solamente 12 €, ovvero si hanno Neuromancer, Count Zero e Mona Lisa Overdrive tutti assieme a praticamente 4 € l’uno. E meritano già al prezzo normale che hanno da separati.

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Congratulazioni per la tua rasatura, Shinji

Una parodia delle congratulazioni a Shinji se Evangelion fosse stato una serie animata anni ’30, tipo in stile fratelli Fleischer (notare Asuka in versione Rebuild 3.0 spoiler harlockiano):

Poi ho scoperto questi spot pubblicitari:

E niente, è qualcosa di so bad it’s good.

Gli occhi del maggiore sono come i miei, ma lei ha attraversato un remake dove si tocca

Ghost in the Shell. Una caratteristica peculiare che Mamoru Oshii volle conferire a Motoko Kusanagi nel film del 1995 era l’assoluta staticità degli occhi nei primi e primissimi piani. Per tutto il lungometraggio il maggiore sbatteva le palpebre raramente e comunque in scene in cui lo sguardo era defilato o comunque non particolarmente importante. Ma dove la fotografia si incentrava sul personaggio nei suoi momenti più profondi, il regista voleva che gli occhi fossero spalancati e le palpebre rigorosamente immobili.
Solitamente nell’animazione giapponese gli occhi sono un importante mezzo espressivo, quindi sono soggetti a vari movimenti e alterazioni per comunicare emozioni o dare l’idea del personaggio animato. Persino nel manga originale di Shirow Masamune a Motoko conferiva un campionario di sguardi che andava dalla cerbiatta al deformed addirittura. Oshii invece voleva che Motoko trasmettesse l’idea di una bambola, fredda, robotica, di modo da ricollegarsi anche al concetto dello spirito racchiuso in un guscio metallico e dei solipsismi su cui il maggiore medita spesso (personalmente credo che sia anche il motivo per cui il colore degli occhi, da rosso-bruno che era nel manga, è divenuto celeste, anche se poi per Stand Alone Complex tornò rosso). La sbarazzina Motoko di Shirow è un po’ differente da quella di Oshii, come carattere e design.
Con degli attori in carne e ossa è comprensibile che sia più difficile e stancante controllare tutte le varie microespressioni del volto, ma nel remake hollywoodiano del 2017 di Rupert Sanders, con tutti i suoi omaggi al franchise originale (persino a Innocence) e con la consulenza di Oshii stesso sulla regia, speravo di ritrovare questo dettaglio – tanto banale quanto importante nel caratterizzare il personaggio del maggiore.
Scarlett Johansson nella maggior parte delle scene si muove come una specie di manichino, con spalle rigide e accentuati movimenti delle braccia, immagino per dare l’idea del corpo robotico, solo tramite le parti dinamiche e non quelle statiche (cosa che non accadeva nell’originale dove Motoko si muoveva come gli altri personaggi). Però quando si passa ai dettagli e ai primissimi piani, compaiono battiti di ciglia, mini movimenti del corpo, delle mani o dei muscoli facciali, deglutizioni, cinestetismi. Cose naturali, involontarie e inavvertite, per un attore vero. Negli screenshot che ho preso come confronto non si vede Scarlett quando tiene gli occhi chiusi, ho proprio beccato i movimenti della palpebra in lunghe scene dove aveva gli occhi aperti. Non ho preso uno screenshot per l’emersione dalle acque perché viene mostrato solo il maggiore che nuota e subito dopo risale sulla barca.
Personalmente questi mini movimenti mi stonano un po’ su di un personaggio che poi quando si alza e cammina per strada sembra uno stoccafisso rispetto a chi la circonda. E mi fanno sembrare il maggiore troppo umano nelle scene clou, dove originariamente veniva sottolineato il suo aspetto artificiale. Non credo che l’abbiano fatto apposta per suscitare proprio un effetto opposto, anche perché il grande pubblico a cui il film puntava non ci avrebbe mai fatto caso. Non penso neanche che fossero ignari di un tale dettaglio. Credo semplicemente che a Scarlett siano venuti degli spontaneissimi e normalissimi movimenti di qualunque corpo umano, e che in produzione non abbiano voluto a priori sbattersi tra recitazione precisa o editing/cgi per dei dettagli che alla fine solo una piccola fetta del pubblico avrebbe notato.
P.S.
Quando penso alle differenze caratteriali tra la Motoko di Shirow e quella di Oshii penso al fatto che il buongiorno si vede dal mattino (ovvero la prima pagina del primo capitolo escludendo il prologo, che è a pagina 10 del volumetto) e si fa riconfermare soprattutto nei riferimenti ai gasteropodi:
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Character design comparison: Kanon, QUALITY™ and Fake QUALITY™

Nel mondo dell’animazione si usa il termine ironico “QUALITY” per identificare i disegni fatti male. Di solito si tratta di approssimazioni dovute alla fretta e alla scarsità di fondi durante la trasmissione televisiva, che poi vengono sistemati con la successiva pubblicazione dei DVD (con anche intere scene ridisegnate bene). In altri casi sono proprio il frutto di un lavoro mediocre che rimarrà mediocre.

Qualche volta capitano dei meme photoshoppati per esagerare disegni e prenderli in giro. Ma ogni tanto vengono usate delle basi che non sono poi così QUALITY e potrebbe esserci un po’ di confusione su cosa sia vero e cosa no.

Un esempio è questo, il personaggio Makoto della serie Kanon, nel remake del 2006 realizzato dalla Kyoto Animation:

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È un meme leggendario, se cercate QUALITY ANIME su Google sarà onnipresente.

L’originale è però questo:

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Decisamente meglio, non trovate? Certo, se proprio si vuole essere pignoli al massimo, gli occhioni sono forse un po’ grandicelli, ma bisogna proprio sforzarsi. Qualche buontempone ha estremizzato ulteriormente la cosa:

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Il motivo è da ricercarsi nell’ilare battuta “sono carina?”. Kanon era inizialmente un videogioco prodotto dalla Key, che è nota per fare occhioni grandi e distanziati, anche in altre serie (Air, Clannad). Nel 2002 la Toei Animation aveva sceneggiato la serie una prima volta e divenne nota per mostrare discreti esempi di QUALITY. Questo meme esagerato proviene dal remake (molto migliore) del 2006 della Kyoto Animation e si fa beffe dell’originale.

Ecco Yuuichi versione Toei 2002:

E poi versione KyoAni 2006:

Cercando su internet trovo anche questi confronti, che si soffermano più che altro sulle sproporzioni degli occhi, comunque accettabili rispetto ad altri disegni scadenti nell’edizione 2002:

Sempre dall’edizione 2002, qualche altro esempio di sproporzione degli occhi:

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Naturalmente la KyoAni non è esente da QUALITY™ in alcune sue serie, ma se c’è qualcosa per cui è famosa è la quality, proprio quella nell’accezione reale del termine. Sarei curioso di vedere la differente allocazione di risorse (budget e artisti impiegati) fra le due serie Klannad. Comunque sia, a livello di risultato finale, nel confronto con la Toei, la KyoAni senz’altro ne esce vincitrice.

Il live action di Death Note realizzato da Netflix

Appena finito di vedere. Parlo del live action realizzato da Netflix con Death Note ambientato in USA. Non riesco nemmeno a fare un commento costruttivo, è un cumulo di cazzate enorme.

Davvero, perdonatemi se mi limito a sparare sulla croce rossa, ma proprio non riesco a scrivere niente di decente:

  • forzature della trama a go-go che rendono i personaggi deboli e poco credibili, sceneggiatura affrettata, illogicità sparse, cose senza senso (dalle intercettazioni telefoniche che sembrano non esistere al nome di Watari che è insensatamente il suo vero nome pubblico);
  • gore gratuito e inutile;
  • Light è un cerebroleso, madonna quanto è stupido, ogni 5 minuti viene voglia di prenderlo a schiaffi per le cazzate che combina;
  • la pseudo-Misa è stronza, caratterialmente vuota e fa sembrare la Misa originale un premio Nobel;
  • nigga-L è forse il personaggio più interessante ma le sue deduzioni sono traballanti, fa dei salti logici forzatissimi nei ragionamenti (mancano tutti i dettagli che nel manga originale rendevano credibili le sue deduzioni), compie errori madornali, alla fine si trasforma in un emo-psycho diventando completamente out of character, perlomeno mi è piaciuta la recitazione nella postura e nei gesti (almeno all’inizio del film);
  • Ryuk è diventato stronzissimo, ma si limita a timbrare il cartellino facendo la comparsa diabolica sullo sfondo;
  • il padre di Light è forse il meno peggio, più che altro perché c’è il vuoto in questo personaggio e quindi non può sprofondare più degli altri che si impegnano per essere pessimi.

A mezz’ora dalla fine ho iniziato a pensare solo “qualsiasi finale che non consista nella morte di ogni personaggio per manifesta stupidità sarà da considerarsi un fallimento” per quanto sono decerebrati tutti.

Ah e poi le espressioni dei personaggi:

 

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Voto finale: 3,5

mezzo punto in più perché mi sono piaciuti i gesticolamenti di L e la colonna sonora non è malaccio

Missione di oggi… fallita. (cit.)

10 film di fantascienza che vi consiglio

Pare ci sia una specie di catena sui social network che invita a consigliare film di fantascienza. Così ho messo dieci titoli che mi piacciono, immaginando di rispondere a un’ipotetica persona che mi chiedesse “mi consigli qualche bel film del genere?”. L’ordine non è da prendersi alla lettera come una classifica indiscutibile fino al “migliore”, ma solo un abbozzo di quel che mi è venuto in mente su due piedi e che ne approfitto per elencarlo:

10. Bicentennial Man (1999 Chris Columbus)

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9. Back to the Future (1985 Robert Zemeckis)

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8. The Martian (2015 Ridley Scott)

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7. Gattaca (1997 Andrew Niccol)

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6. Interstellar (2014 Christopher Nolan)

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5. Aliens (1986 James Cameron)

Risultati immagini per aliens 1986

4. 2001 A Space Odyssey (1968 Stanley Kubrick)

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E ora… il podio!

 

 

 

 

 

3. Alien (1979 Ridley Scott)

Risultati immagini per alien 1979

2. Ghost in the Shell (1995 Mamoru Oshii)

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1. Blade Runner (1982 Ridley Scott)

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Spero che vi piaccia questa lista. Au revoir.

Risultati immagini per blade runner