10 film di fantascienza che vi consiglio

Oggi mi gira di consigliare film di fantascienza. Così vi ho messo dieci titoli che mi piacciono, immaginando di rispondere a un’ipotetica persona che mi chiedesse “mi consigli qualche bel film del genere?”. L’ordine non è da prendersi alla lettera come una classifica indiscutibile fino al “migliore”:

10. Bicentennial Man (1999 Chris Columbus)

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9. Back to the Future (1985 Robert Zemeckis)

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8. The Martian (2015 Ridley Scott)

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7. Gattaca (1997 Andrew Niccol)

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6. Interstellar (2014 Christopher Nolan)

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5. Aliens (1986 James Cameron)

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4. 2001 A Space Odyssey (1968 Stanley Kubrick)

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E ora… il podio!

 

 

 

 

 

3. Alien (1979 Ridley Scott)

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2. Ghost in the Shell (1995 Mamoru Oshii)

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1. Blade Runner (1982 Ridley Scott)

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Spero che vi piaccia questa lista. Au revoir.

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“Se vieni promossa papà ti compra il Kalashnikov che ti piace tanto”

Ogni tanto salta fuori una polemica su un qualche sceneggiato od opera artistica perché offende la morale di qualcuno e farebbe parte di qualche cospirazione atta a plagiare culturalmente le menti, e insomma, signora mia, non sta bene che i nostri figli siano esposti a queste cose.
Mentre la gente si indigna perché il Dr. Who diverrà per la prima volta legittimamente donna o Marilyn Manson torna in concerto in Italia, io vado a ripensare a un titolo drammatico giapponese intitolato Gunslinger Girl, pubblicato come fumetto nel 2002 e poi divenuto serie animata nel 2003, che fa sembrare le canzoni di Manson adatte a un matrimonio e le polemiche sui videogiochi violenti ragazzate.

Ricordo che all’epoca fece scalpore (leggasi: volevano proibirlo) soprattutto in America perché il massacro della Columbine High School era avvenuto pochissimi anni prima e l’11 settembre era fresco fresco. Non fece tanto rumore in Italia però, anche se è ambientato da noi.

Gunslinger Girl parte da una premessa fantascientifica che è forse una delle più coraggiose di sempre: il governo italiano è talmente cazzuto da essere capace di organizzare un’agenzia segreta che costruisce cyborg per combattere il terrorismo. Si tratta di una premessa incredibile, che mette a dura prova la sospensione dell’incredulità, ma nella storia regge.
I cattivi della situazione sono rappresentati dal cosiddetto Movimento delle Cinque Repubbliche, che è praticamente la Lega Nord in versione terrorista, come se fosse stata fondata da Osama Bin Laden invece che da Umberto Bossi, facendo attentati tequila bum bum lungo tutta la penisola. Oggi, o al tempo delle Brigate Rosse (che sono pure citate) probabilmente da noi l’idea farebbe discutere di più.
L’ambientazione è un po’ da cartolina, ma ci si sposta per tutta Italia con una trama coinvolgente e di grande pathos, compare persino Berlusconi (!) anche se non viene menzionato per nome.
Dicevamo, per combattere la minaccia terrorista il governo italiano ha istituito l’Ente Pubblico per il Benessere Sociale, il cui scopo ufficiale è di prestare assistenza ai disabili. In realtà sotto copertura seleziona candidati ideali da potenziare con innesti cibernetici e poi sottoporre a un processo di condizionamento (lavaggio del cervello tramite uso pesante di farmaci e altre tecniche invasive) per farli diventare killer efficienti e spietati.
E per farlo sono necessarie ragazzine delle scuole medie da “riconvertire” e a cui fare impugnare armi vere.

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Le ragazzine perdono la memoria per via del condizionamento e accorciano la loro vita a ogni “riparazione” o “manutenzione”, ma non sono semplici mezzi robot. Formano un legame speciale con gli agenti che si occupano di loro e che vengono chiamati “Fratelli”, arrivando praticamente ad innamorarsene platonicamente, al punto da mandare al diavolo missioni che coinvolgono la vita di numerosi civili se è per proteggere il loro Fratello. E i Fratelli si legano a loro; o meglio non sempre: ci sono quelli che le considerano solo strumenti, da sottoporre a condizionamento completo e sostituire quando non più utilizzabili, e quelli che cercano di mantenere in loro un briciolo di umanità e le portano a vedere le stelle con un telescopio.
La principale protagonista, Enrichetta/Henrietta, è stata stuprata tutta la notte accanto al cadavere dei genitori prima di venire “reclutata”. Entra in scena nel primo capitolo spaccando il cranio con la sua custodia per violini a un terrorista che stava minacciando il suo Fratello sotto copertura. Anche se dovevano indagare senza dare nell’occhio, Enrichetta va fuori controllo ed estrae una mitragliatrice P90 con cui fa fuori tutta la cellula muovendosi meglio di una SWAT e più ferocemente di una SS. Erano a Napoli alla ricerca di un informatore albanese che gli era sfuggito in Calabria.

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La cecchina del gruppo, Rico, aveva una malattia rara che le impediva di muoversi e così assiste nascosta e immobile da lontano.

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Doriella/Triela è stata rapita dalla mafia, portata ad Amsterdam nei quartieri che potete immaginare, drogata e costretta a subire sevizie molto spinte e violente per un filmino di pedopornotortura, così ora si occupa di “sfondamento” e combattimento corpo a corpo nelle operazioni. A volte mi sembra che ci sia stato un po’ di sadismo nel decidere le biografie dei personaggi da parte dell’autore.

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Angelica era stata investita dal padre in bancarotta che aveva stipulato una polizza sulla vita su di lei, è stata la prima a subire il condizionamento e quindi quella più “logora”. Claes (in alto a sinistra) non può combattere e viene usata come cavia per nuovi esperimenti bionici.

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Così le bambine hanno un corpo meccanico, ma dentro batte ancora il cuore fragile di una giovane fanciulla. E un momento il loro sguardo è freddo e impassibile mentre riversano tonnellate di piombo su un sospettato, un momento dopo prendono il tè assieme, mangiano un gelato a Piazza di Spagna o parlano dei doni ricevuti dai loro Fratelli.
Il fumetto venne edito in Italia da ShinVision, che pubblicò un volume, ci mise anni a pubblicare il secondo e poi fallì. d/Visual ne acquistò poco prima la licenza e annunciò la ripubblicazione dell’opera trollando ShinVision. Ahinoi non è riuscita a completare la pubblicazione di tutti i volumi.
Il cartone è composto da due serie. La prima, di soli 13 episodi, è un capolavoro struggente e drammatico, con una delle colonne sonore più azzeccate di sempre per un anime. La seconda, intitolata “Il teatrino”, è mediocre, diluita, annacquata, resa innocua, senza la medesima tensione psicologica di fondo e senza la stessa atmosfera da tragedia personale.
La storia è puramente fittizia, e si avverte che l’Italia è rappresentata idealmente da chi la vede da lontano, ma alcuni dettagli e riferimenti sparsi qua e là sono inquietantemente vicini al mondo reale. Se vi chiedete perché tra le grandi nazioni europee solo l’Italia sembra non essere bersaglio di attentati, è grazie ai metodi poco ortodossi dell’Agenzia e di queste bambine armate fino ai denti, il cui destino biologico è già segnato al momento della riconversione.

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Fiorella Terenzi, PhD

Vi presento Fiorella Terenzi:

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Dottorato in astrofisica conseguito presso UniMi, si trasferisce negli USA dove fa da ricercatrice a San Diego in quella che chiama “astronomia acustica” e partecipa a festini fino a Miami, scattandosi un sacco di foto assieme alle Ferrari e a (ex-)piloti Ferrari:

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi

Più che come scienziata, sembra essere “famosa” per essere musicista, o meglio per avere combinato l’astrofisica e la musica. Pare prenda i segnali radio da nuclei galattici attivi e li converta in qualche modo in impulsi sonori “musicali”.

Il risultato è una sorta di pseudo-ambient che onestamente faccio fatica ad ascoltare, molta molta fatica:

Qui una sua intervista in cui lei afferma di scrivere musica assai allegra e la rivista dice a nientemeno che Trent Reznor di starsene a casa:

Sarà.

Have faith and trust in me, she said and filled my heart with life

 

She came to me one morning
One lonely Sunday morning
Her long hair flowing in the mid-winter wind
I know not how she found me
For in darkness I was walking
And destruction lay around me
From a fight I could not win
Ah, ah, ah

She asked me name my foe then
I said the need within some men
To fight and kill their brothers without thought of men or God
And I begged her give me horses
To trample down my enemies
So eager was my passion to devour this waste of life
Ah, ah, ah

But she would not think of battle that
Reduces men to animals
So easy to begin and yet impossible to end
For she the mother of all men
Had counciled me so wisely that
I feared to walk alone again
And asked if she would stay
Ah, ah, ah

Oh, lady, lend your hand, I cried
Oh, let me rest here at your side
Have faith and trust in me, she said and filled my heart with life
There is no strength in numbers
I’ve no such misconceptions
But when you need me be assured I won’t be far away
Ah, ah, ah

Thus having spoke she turned away
And though I found no words to say
I stood and watched until I saw her black cloak disappear
My labor is no easier
But now I know I’m not alone
I find new heart each time I think upon that windy day
And if one day she comes to you
Drink deeply from her words so wise
Take courage from her as your prize and say hello for me
Ah, ah, ah, ah, ah, ah

Amaranthe

Partendo dall’idea di “metal truzzo” con enorme spazio dedicato alla melodia e sintetizzatori occasionali, portato avanti da gruppi definiti come “trance metal” o “trancecore” (definizioni con senso?) come i giapponesi Blood Stain Child, i russi Xe-NONE o gli inglesi Enter Shikari, e ispirandosi a gruppi alternative metal connazionali di Gothenbug e dintorni (i Soilwork in particolare dal 2003 in poi; gli ultimi In Flames; gli Engel con il loro mix di alt rock, industrial e melodeath dai quali poi proviene anche il bassista; e soprattutto gli All Ends con il loro heavy rock su cui si adagiano le due potenti vocalist femminile in salsa anni ’80), ecco a voi i “fenomeni” del momento: gli svedesi Amaranthe.

 

Purtroppo non dico che siano praticamente ai livelli di una boyband con i chitarroni ruffiani, la frontwoman gnagna per vendere biglietti e gli altri componenti del gruppo che hanno dei look che mettono assieme numetallari, powermetallri, goticoni, thrasher, punk ecc. per strizzare l’occhio al pubblico, ma siamo quasi a quel livello lì.
Sono un gruppo che fa una sorta di pop/metal(core) melodico con tre voci diverse, una femminile pulita pop che guida le redini, una maschile pulita pop di sostegno e un’altra maschile in growl che sembra starci come i cavoli a merenda. In mezzo ci mettono qualche sintetizzatore e assolo per sembrare moderni e tecnici, ma in realtà non fanno altro che riciclare diversi gruppi messi assieme appositamente. Sono un po’ un collage fatto con lo stampino di stilemi banalissimi e ultra-catchy rubacchiati identici altrove, per sfondare le classifiche. Quel poco che può essere interessante di loro (se proprio ci si vuole trovare qualcosa a parte qualche ritornello carino in salsa europop, un paio di riff riciclati da mille altri gruppi metalcore e qualche assolo power metal) non è nemmeno vera farina del loro sacco. Non hanno nemmeno un lavoro di missaggio realmente degno visto che non sanno bilanciare la compressione vocale in post-produzione, non si distinguono mai i bassi e le tastierine suonano sempre piattissime.

Non so con che coraggio li si possa definire un esempio di apertura musicale e innovazione fuori dagli schemi come ha fatto qualcuno, poi è estremamente tirato accostarli al rock alternativo, all’industrial, al melodic death metal o alla stessa trance (genere elettronico preciso con le sue caratteristiche) come alcune recensioni entusiaste fanno…

E seppur finiscano sempre nelle top chart, dopo una settimana tendono a passar via in sordina. Il loro pubblico non è poi così grande.

A novembre è uscito il loro ultimo disco, che non ho sentito ma volendo si recupera e in caso si stronca subito (già su RYM prende voti bassissimi dagli stessi fan pare, lol) perché sarà sicuramente una fotocopia del predecessore il quale era una fotocopia del disco precedente il quale a sua volta era una fotocopia del disco d’esordio che non è che brillasse per chissà quale originalità dei contenuti. Anche a trovarli orecchiabili, ascolti uno qualsiasi dei loro millemila singoloni a caso e si ha già ascoltato il 99,5% di quel che propongono e rimediato materiale per una scheda biografica.