Archive – The False Foundation

L’ultima fatica di Darius Keeler e Danny Griffiths si intitola “The False Foundation” e prosegue il loro stakanovistico lavoro in chiave atmosferica, elettronica e meditata. Il disco segue dei binari introspettivi, tenui sinfonie elettroniche che trasformano i brani in languide sperimentazioni dedicate alla contemplazione. Le basi elettroniche rimangono le stesse, influenzate dall’ambient à-la Brian Eno e dal trip-hop dei Massive Attack (nelle atmosfere lounge ma non nel battito downtempo), ma le stratificazioni si fanno più diradate e strizzano l’occhio anche all’industrial dei Nine Inch Nails dei momenti più melodici e meno distorti. Gli umori sono più cupi e malinconici che mai, trovando punti di contatto tematici e sonori con i Radiohead, la cui influenza rende questo probabilmente uno degli album più intimisti degli Archive. Si viene così a cercare un ibrido fra il minimalismo atmosferico, i droni elettronici e i consueti arrangiamenti eclettici e variopinti della band. Purtroppo l’impresa è ardua e spesso gli inglesi diventano ripetitivi, oppure finiscono per stemperare il potenziale melodico, che cerca di uscire a più riprese, rendendo i pezzi poco più che semplici intermezzi se non riempitivi. Si tratta, quindi, di un nuovo album di transizione, con cui sperimentare particolari soluzioni sonore prima di ricongiungere il tutto in un lavoro più unitario, diretto e melodico.

Approfondimento.

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