Il latino è una lingua viva o morta?

il latino è una lingua viva o morta? Tagliamo subito la testa al toro, dicendo che è morta. Punto.
Non è un giudizio per dire se è bello o brutto, utile o inutile, è solo la considerazione di uno status, quello di lingua correntemente parlata.
Una lingua è viva quando è quotidianamente usata come lingua nativa da una popolazione, e viene utilizzata per le sue comunicazioni generali così come per la composizione e la creazione in madrelingua da parte di individui.
Il papa quando abdica e qualche nerd su Wikipedia in latino NON sono un popolo che parla quotidianamente il latino come lingua nativa, né i loro prodotti sono comuni composizioni in madre lingua ed espressioni di una attuale determinata cultura (che poi, fra l’altro, il Vaticano normalmente usa pure l’italiano per le comunicazioni, il latino è solo per particolari liturgie e formalità). Così come non lo sono una rivista pubblicata in latino, una radio finlandese ascoltata da quattro renne o qualche gruppo power-goth metal per far figo: si tratta solo di accanimenti terapeutici per illudersi di mantenere in vita una lingua, ma è solo un surrogato artificiale. Sono fatti apposta. Ad hoc, se mi concedete ironicamente proprio il latinismo.

Forse un giorno le cose cambieranno, e allora ben venga il considerare il latino una lingua viva (o meglio risorta), ma fino a quel momento le cose sono diverse.

Inutile anche che i latinisti citino il fatto che viene insegnato nei licei, visto che NESSUNO parla abitualmente il latino come lingua nativa che costituisce la propria vita (se non, come già detto, qualche nerd wikipediano, e anche lì si devono sforzare perché pensano in un’altra lingua), né alcune parole entrate nel vocabolario comune bastano a considerarla una lingua viva (sarebbe come dire che molti italiani allora parlano inconsapevolmente anche giapponese, arabo, ebraico, se non l’inglese anche senza averlo mai studiato).

Per quanto possa essere affascinante da conoscere e saper tradurre, nonché bella come lingua (io la trovo molto suggestiva, al tempo stesso espressiva ed imponente), il latino è una lingua morta che viene artificialmente ancora tramandata nelle scuole e utilizzata appositamente per apprendere come comunicavano gli antichi, così come sempre artificialmente e forzatamente viene appositamente usato per dei tentativi di riesumazione – che magari vengono pure coordinati in inglese. Anche il Facebook in latino è un artificio e non una prova che il latino è vivo. Ed esistono le wikipedie in elfico e klingoniano, non vuol dire che si tratta di lingue correntemente parlate.
Quando si realizzerà una grossa e complessa opera di rivoluzione sociale che induca la gente comune a tornare a parlare latino, come madrelingua o anche solo come lingua internazionale al posto dell’inglese o dell’esperanto, allora sarà di nuovo una lingua viva; in maniera simile a quanto accaduto con l’ebraico.
Il fatto stesso che la si definisca così e qualcuno cerchi di negarlo, è emblematico del suo essere morta: non si porrebbe altrimenti il dubbio, né si dovrebbero inventare scuse articolate per cercare di giustificarne la “vitalità”.

Potete però giustamente dire che il latino non è scomparso, non è dimenticato, non è estinto.
Si tratta, alla fine, di definizioni, ed un pizzico anche di crucci personali.

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