Secolarizzare i paesi islamici

Vedo che nelle discussioni sugli islamici fondamentalismi si pensa a fare più propaganda politica filo-islamica o anti-islamica che a parlare dei due punti cruciali secondo me, cioè la secolarizzazione culturale e la semplice cara e vecchia disparità geopolitica.

Cosa sono?

Facciamo un esempio.
Prendiamo il cristianesimo delle origini.

I primi cristiani avevano poco in simpatia Roma, vista come Babilonia la meretrice. C’era un profondo senso di unitarietà nel mostrarsi diversi con l’austerità, il sacrificio, la povertà, contro lo sfarzo, la raffinatezza, la promiscuità, l’intellettualità (e la corruzione) delle elites elleniste o romanizzate. Alcuni autori raccontano episodi che sono vere e proprie ripicche tinte di zelo religioso: come la chiesa edificata sulle ceneri di un tempio di Apollo dove vennero attuate persecuzioni, o l’albero che Dio avrebbe fatto crollare addosso a una folla di pagani che irrideva un cristiano monastico. Quando poi i cristiani iniziarono a rifiutare di sottomettersi agli imperatori, perché il loro unico re è Gesù, iniziarono a far girare le scatole anche allo stato, che fino ad allora aveva tollerato chiunque purché si sottomettesse all’autorità romana.

Anche per questi motivi il cristianesimo si diffuse: era la religione dei popoli vinti e sottomessi da Roma, che certo non ci andava leggera con le province conquistate. Lì dove il nazionalismo ebreo (e non solo) era stato piegato col bastone e la distruzione del tempio di Gerusalemme, il cristianesimo rappresentava una sorta di resistenza alternativa, di speranza. Effettivamente i primi cristiani erano visti un po’ come rompiballe moralisti e sobillatori (prima che si iniziasse a dire di loro che bevevano sangue di bambini e altre cose). Erano fastidiosi, soprattutto quanto discutevano che le donne dovessero coprirsi la testa in preghiera per non “distrarre gli angeli coi loro capelli”, ma in altre occasioni erano gli unici a fare cose come il provare un minimo di pietà per i morti nelle arene, anche a costo di fare invasione di campo per far smettere lo spettacolo sanguinoso ed essere massacrati di conseguenza, o ad adempiere al ruolo di funzionari senza farsi comprare subito dai politicanti più rapaci.

Vi racconto ora una cosa: non tutti sanno che fra i primi patriarchi della Chiesa, mai e poi mai si è dogmatizzato che la Terra era piatta o che la Genesi era da prendere alla lettera. Vi stupirà sapere che persino Agostino o Tommaso d’Aquino consideravano la Creazione come un’allegoria, per altri era addirittura una trovata letteraria. Ed erano cristianissimi, allo stesso modo di quelli che “Deus lo vult” o che bramavano la distruzione di Roma sanguinaria, meschina e scostumata da parte dei barbari (salvo piangerne subito dopo, come san Girolamo). Perché?
Erano, per così dire, “intellettuali” e “mondani”, diversi dai “soldati di Cristo” che riempivano le messe o si incontravano scambiandosi un saluto tipico loro, e che rappresentavano il “proletariato” del primo cristianesimo se mi passate la metafora. Ma erano diversi anche da un capitano di crociata che decide che è giusto saccheggiare Costantinopoli per salvare la propria anima dai peccati o da un conquistador convinto che gli amerindi siano subumani e quindi si possano schiavizzare.

Rimanevano però figli delle loro epoche e delle loro credenze in una società con una certa mentalità complessiva.

Arriviamo al Rinascimento. I cattolici in genere lo citano come esempio delle vette raggiunte per ispirazione cristiana, con le arti e la cultura. Capolavori come l’Ultima Cena o la Cappella Sistina.
Bene.
Il Rinascimento in realtà però era sostanzialmente paganesimo travestito, col placido benestare della Chiesa stessa perché anche all’epoca il turismo e il mecenatismo portavano affari, oboli, riverenza e consenso.
I vari Michelangelo e Leonardo ritraevano soggetti cristiani perché quelli gli venivano commissionati dai finanziatori vescovi e cardinali, ma più spesso ritraevano soggetti profani o presi dal mito antico. L’arte rinascimentale celebra soprattutto l’antica cultura pagana. L’opera più celebre del Botticelli è la Venere seguita dalla Primavera, non la Castità delle Santissime Monache Penitenti.

Altrove, come nella desolata Spagna, si era rimasti legati al Signore che governa la terra e tutti sono sotto nella gerarchia sociale che praticavano l’arme, oravano aut laborabano. Era ancora una società feudale nel ‘500 e questo avrebbe avuto ripercussioni sia sull’America latina che sui successivi possedimenti italici degli spagnoli.
La cultura umanistica era in suo cuore laica e filopagana. Esistevano clubs di fan di Aristotele e Platone che discutevano anche menandosi su chi fosse il più sapiente. A Firenze venne rifondata l’accademia, non il tempio di Salomone. Questa cultura ricercava i classici perduti, la loro sapienza, la loro estetica. E avevano ragione a farlo. Tutto questo perché la società del ‘400 era SECOLARIZZATA.

Questo aveva anche l’altra faccia della medaglia: le autorità anche religiose si diedero alla politica, al nepotismo e allo sfarzo più che in ogni altra epoca. Non hanno fatto una fiction su Borgia per imitare Game of Thrones, che a confronto è un giuoco di pargoli. Già nel tardo medioevo riformatori come i catari o Huss denunciavano la corruzione del clero e auspicavano un ritorno a costumi più morigerati e umili. Ma fu proprio in questo frangente che i papi del ‘400 poterono abbellire Roma con le opere che noi tutti conosciamo, altrimenti l’Urbe sarebbe rimasta la città desolata dei secoli precedenti.

Questo non piaceva nel nord Europa, dove laggente c’avevano fame e dovevano pagare la costruzione di una cattedrale a Roma con le indulgenze che poi finivano nelle tasche della ka$tah italica che viveva nel lusso e nelle cortigiane mentre loro erano austeri e lavoravano duramente sotto la morsa di Equitalia.
Il Protestantesimo all’epoca assomigliò a un grillismo ante-litteram, se mi passate anche questa metafora (e il fatto che i protestanti hanno influito sulla cultura umana MOLTO di più), e in un certo senso aveva ragione anch’esso, perché nonostante il mecenatismo, il clero era veramente corrotto. Again, anche la riforma aveva il suo lato B della medaglia. Calvino, a Ginevra, approvò da solo forse più roghi di quanti mai Torquemada ne avesse fatti. Lutero vi avrebbe cavato volentieri gli occhi se aveste detto che il Sole è al centro dell’universo e preferiva i turchi dilagare oltre Vienna che dare concessioni ai papisti, perché “meglio gli infedeli del diavolo mascherato da agnello”.
I protestanti rigettavano, come risposta alla corruzione della società italica, la mondanità, le belle chiese con le arcate d’oro, le statue di satiri, il ritratto del papa. Predicavano invece l’interpetazione letterale della Bibbia, il ritorno a una maggiore austerità, l’affidarsi alla grazia divina invece che alle opere terrene.

L’effetto positivo fu che stimolarono a lungo andare una nuova società che permise il fiorire di ceti borghesi, mercantili e nuovamente laici, stimolò la nascita di coscienze nazionali, di forme di arte diverse e più “popolane”, sul lato calvinista di repubbliche più democratiche e le Bibbie tradotte furono per lingue come il tedesco il loro punto di riferimento come lo è Dante per noi; ma inizierei a parlare della genesi dell’odierno capitalismo, divagherei, citerei Max Weber e poi Charly mi abbaierebbe dietro.
L’effetto negativo fu che nell’immediato non solo stimolarono i veri grandi roghi di libri proibiti o la caccia alle streghe (molto più tremendi che nei paesi cattolici), ma arrivarono a uno scontro con i cattolici che ebbe il culmine con il conflitto forse più sanguinoso di sempre, la guerra dei 30 anni. I cattolici reagirono con la controriforma, che è come opporre alle brigate rosse le camicie nere, stessa invasatezza, stesso ritornare alla più pura partigianeria della religione. Ma seguendo il papa e non il principe tedesco luterano o la repubblica calvinista. Nel nome del quale ci furono l’espulsione dei moriscos, le trucidazioni degli ugonotti, l’abiura del sobillatore Galileo (Copernico potè pubblicare in pace e con il benestare del clero) e tante altre cose su cui nel secolo precedente si era tanto spesso chiuso un occhio.

Il medioevo cristiano forse fu più luminoso del ‘500 e del primo ‘600, paradossalmente.
Ci volle tempo per ritrovare la secolarizzazione e il pensiero laico, che arrivarono proprio da nord (nonostante ancora oggi creazionisti o geocentristi siano proprio in maggioranza anglosassoni), mentre il sud si arroccò in un chiuso conservatorismo di cui ancora oggi scontiamo gli effetti a lungo andare. Pochi, in questo clima di conflitto religioso, sembravano mantenere la testa a posto. Erasmo da Rotterdam fu forse il più saggio nel prendere le distanze, tanto da risultare ambiguo ed essere accusato di collusione col nemico da ambo le due fazioni cristiane.

Nel mondo islamico abbiamo avuto una sorta di umanesimo nel medioevo. Importanti filosofi, matematici e astronomi arabi, berberi e persiani si erano imbevuti di cultura classica e inventato un sacco di cose che troviamo ancora oggi utili nella scienza.
Ma vivevano in ambienti ancora legati alle tradizioni tribali levantine e i loro semi non attecchirono, anche perché nemmeno loro avevano legame diretto col mondo greco-romano. E per molti altri motivi che vi risparmio nei secoli successivi persero il primato che avevano nel medioevo, rimanendo indietro su tutto, invece di proseguire “l’età d’oro islamica” anche loro.
Il problema di quel che accade oggi in paesi come l’Arabia Saudita con i burqa, le impiccagioni nel Mali o l’Iraq o l’Afghanistan con Isis e talebani è proprio l’arretratezza culturale di una società non secolarizzata, rimasta legata alle tradici tribali antiche, come fanno certe bestie nei nostri paesi occidentali che vorrebbero la donna zitta e schiava, gli omosessuali bastonati perché abomini immorali; e che vede l’occidente come un lupo famelico e peccatore. Esattamente come quando nel 1630 luterani, calvinisti e controriformisti si odiavano tra loro, sbandierando fede, zelo e altre amenità. O come 100 anni fa da noi esistevano il delitto d’onore o le donne coprivano i capelli.
In una società simile si rigettano la corruzione e le ingiustizie percepite negli occidentali, vere o no che siano, pompando al massimo zelo, rigore, austerità, permalosità e “bisogno di difendere l’onore, la memoria e il nostro stile di vita dalle offese dei nostri nemici”.

La storia è un continuo susseguirsi di azioni e reazioni, una faida costante. Di certo, gli ultimi 20 anni di politiche disastrose nel Vicino Oriente, a ragione o a torto, non hanno fatto altro che inasprire gli integralisti islamici.

Ed esattamente come gli odierni Breivik o Ku Klux Klan sono in tutto e per tutto identici alle teste di bomba dell’attentato in Francia.
Ciò non vuol dire che le società secolarizzate non diano spazio agli esaltati o ai redneck della Bible Belt o ai deliri mistico-fanatici di nazisti o casapoundisti, né che le nazioni laiche o secolarizzate siano immuni da crimini, guerre o ingiustizie. No e la storia lo insegna.
Ma hanno spazio per permettere al libero pensiero di svilupparsi, ammettono la tolleranza religiosa senza liberalizzare le faide di fede, non permettono che per motivi religiosi tu donna debba stare zitta e ubbidire e hanno autorità che condannano e perseguono chi compie atti che altrove sono visti come giustizia. Magari una giustizia con un pizzico di rancore vendicativo, perché nel mondo globalizzato, gli ultimi rimangono gli ultimi, e mal vedono i primi, soprattutto quando ne approfittano o lasciano di loro un ricordo storico poco piacevole.

I cristiani dovettero “paganizzarsi” per darci il Rinascimento. Poi, cattolici e protestanti dovettero secolarizzarsi a loro volta, soprattutto grazie alla nascita del metodo scientifico o dell’Illuminismo, per iniziare a smetterla di considerare lecito fustigare gli omosessuali o bruciare gli eretici o saccheggiare Roma nuovamente Babilonia con i lanzichenecchi. Anche se ancora oggi c’è qualcuno a cui piacerebbe fosse così, ma appaiono ridicoli nel loro anacronismo.

Ma ciascuno di essi perse le caratteristiche che li distinguevano agli inizi. Siamo forse noi, oggi, una società identica a quella dei primi cristiani? Applichiamo alla lettera il deuteronomio che considera abominio un fracco di cose? Crediamo nell’infallibilità del papa o nel fatto che la Bibbia sia da prendere alla lettera come voleva Lutero? I vari cattotalebani che predicano assurdità e incoraggiano i Breivik di turno hanno potere quanto lo avevano in passato?

Così, anche gli stati islamici, per liberarsi di questi integralismi, devono secolarizzarsi. Ovvero, occidentalizzarsi.

Ed è questo il problema: provate a dire agli stati musulmani “dovete diventare come gli occidentali”. Che è un po’ anche uno dei grandi temi contraddittori delle sinistre: rispettare e tutelare le diversità come vogliono i più populisti, oppure imporre la modernità. A destra, invece, abbiamo un sacco di partiti tutti concordi che faranno un boom di voti e non so quanto sarà un bene o un male.

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