Elitarismo culturale?

Prima della rivoluzione culturale cinese, la cultura e l’educazione erano relegate alle classe alte, come i funzionari, i “mandarini”. Ed erano state concepite proprio per essere appannaggio di una cerchia ristretta, a cominciare dal linguaggio scritto che era concepito appositamente per richiedere tanti anni di lento studio anche solo per essere padroneggiato. Comandavano loro perché solo loro potevano leggere, e non era uno scherzo imparare a leggere.

Lo scopo era puramente una strategia di sopravvivenza e classismo: più difficile era l’accesso alla conoscenza, più erano rinomati e richiesti (e pagati) coloro che ne disponevano.
Con l’istruzione obbligatoria molte cose cambiarono e si procedette anche per snellire il linguaggio cinese.

Accadeva qualcosa di simile d’altronde nel nostro medioevo prima dell’invenzione della stampa, quando gli uomini di cultura erano pochi, quelli che si potevano permettere l’accesso a pochi manoscritti se non addirittura interpretarli (es. per la conoscenza delle lingue antiche).
Dopo l’invenzione della stampa molte cose cambiarono e le ripercussioni ebbero portata storica (per esempio il protestantesimo nacque proprio grazie ad essa).

Nella Roma più antica, invece, i pontefici massimi basavano molto del loro potere sulla esclusività con cui pretendevano di interpretare il volere degli dei (consultando gli astri o interpretando un presagio o le viscere di un animale), potendo decidere naturalmente chi fosse “grato agli dei” per esempio fra i candidati al consolato, e anche il senato godeva di gran prestigio anche per l’accesso strettissimo ai loro consulti; e l’avvento di leggi più democratiche, come quella che introduceva il verbale delle discussioni in senato con gli acta diurna, fu un bel colpo per loro.

Perciò, anche se fosse vero che ad una maggior diffusione corrisponde una “semplificazione” del sapere (perché si cerca di divulgarlo alle masse), oppure una “perdita del piacere di leggersi un buon libro o gustarsi un vinile” (per via della diffusione di ebooks e mp3 in ambito culturale/artistico), io sono sempre favorevolissimo ad ogni mezzo che permetta la diffusione sempre maggiore e sempre più veloce di qualsiasi contenuto, perché sarà più grande e libera la circolazione delle idee o del sapere, e maggiore la possibilità che possano evolversi, trasformarsi, ricombinarsi e venire in contatto con altre realtà.

Poi naturalmente accanto a tante idee buone ci sarà tanto ciarpame da cui verranno tratti film su vampiri e licantropi oppure blog che parlano di pranoterapia e new age, ma basta sviluppare senso critico e venire a contatto con quante più cose possibili, senza avere le limitazioni date dal marketing, dalla controinformazione alternativa e dai media mainstream.

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