L’Orsa Daniza

Riguardo la recente questione dell’orso in Trentino, da quel che ho letto a riguardo (senza bisogno di cercare l’articolo di Lisa Signorile su National Geographic Italia) ho capito questo: dunque, c’è un tizio che va a cercare funghi in una zona frequentata da orsi, dove io personalmente sospetto esista la possibilità che si possano incontrare orsi oltre che funghi. A un certo punto egli ha incrociato dei cuccioli di orso. Anche se non ci fossero le raccomandazioni delle guide forestali riguardo lo stare alla larga dai cuccioli e in caso arretrare lentamente, basta il buon senso per capire che è meglio evitare di incrociare la strada di grossi mammiferi con i cuccioli, soprattutto di una specie in cui le mamme possono essere molto irascibili se notano un intruso bazzicare attorno ai figli.

Tuttavia, l’aspirante cercatore di funghi celesti, invece di andarsene pian piano, si piazza in un angolino a fissarli e fotografarli lì vicino. Ora, un orso adulto in Italia pesa sui due quintali. Le mamme sono abbastanza protettive verso i piccoli e non sopportano che vi si avvicinino altre creature. Hanno unghioni che potrebbero essere usati per scrostare il porto di Venezia.

Io capisco l’andare a fotografare i fringuelli sugli alberi nel parco, capisco il fotografare i leoni allo zoo, capisco il fotografare il nido d’aquila *da lontano*; ma avvicinarsi a degli orsi è in genere sicuro solo quando si tratta di pelouche coccoloni, quindi la mossa mi pare un po’ imprudente. Non vuol dire nulla che ti nascondi dietro un tronco o un cespuglio: devi ALLONTANARTI perché nemmeno a 30 m di distanza mamma orsa gradisce la presenza di estranei con i cuccioli appresso. Niente “ma… però…”: devi ALLONTANARTI. PUNTO.

Non credo che uno che va per le montagne ignori queste semplici raccomandazioni, mi piace pensare che abbia solo valutato male la situazione; ma se può interessare, un poco più a nord oltre il Brennero in casi simili non solo la forestale ti dice che te le vai a cercare, ma a volte ti multa pure per aver disturbato la fauna territoriale (e anche se veramente ignorassi il comportamento da attuare, non è considerata attenuante).

L’orsa difatti lo nota e, visto che per una madre è normale incazzarsi se uno sconosciuto gli stalkera i piccoli da dietro un cespuglio, giustamente gli fa brutto. Lo fanno tutte le specie, persino noi ci irritiamo in situazioni simili, immaginatevi Clemente Russo che va al parco giochi con la figlia piccolina e si accorge che dietro lo scivolo c’è uno sconosciuto acquattato.

Normalmente, in questi casi, l’aspirante fotografo di cherubini verrebbe sbranato, o comunque messo in condizioni critiche.
Nonostante le ricostruzioni parlano di un incontro di wrestling serrato da rivaleggiare con Schwarzenegger vs Predator, tuttavia lo sfortunato avventuriero se l’è cavata solo con un morso ad una scarpa, qualche escoriazione e soprattutto molto spavento.
Vuol dire che l’orsa, una volta accertato che non aveva da temerlo (nel senso che tanto non avrebbe potuto fare nulla), si è contentata di mettere in chiaro che deve stare alla larga sennò sono rogne assai peggiori.

Questo, ripeto, è quanto ho capito dalle notizie, e ammetto che magari potrei avere dimenticato qualche dettaglio importante. Ma sulla base di questo mi sono fatto un’idea personale a riguardo.

Dopo tutto ciò è sorto il caso mediatico dell’orsa pericolosissima, con la questione se abbatterla o trasferirla o convocarla in nazionale al posto di Chiellini.

Io sono uno di quelli che, a differenza di molti appassionati che gongolano all’idea di tenersi in casa gli animali più esotici da accudire o di andare nella foresta a cercare “incontri ravvicinati”, pensa che nella stragrande maggioranza dei casi essi stiano bene nel loro habitat naturale, visti dalla distanza se non proprio lasciati ai fatti loro.

Non ha senso protestare che il fotografo “non aveva intenzioni ostili” o “era disarmato”, per il semplice fatto che sono dati letteralmente irrilevanti: forse che l’orsa può rendersene conto e valutare di conseguenza? Si tratta di un essere dotato di raziocinio, che può pensare “ehi, aspetta, quest’uomo sta solo facendo fotografie, gli chiederò perfavore di smetterla e nulla più”?
Si tratta di un animale selvatico, non una persona. Non puoi andare nella foresta o nella savana a chiedere informazioni ad un leone e poi lamentarti della delinquenza se come risposta ottieni uno squarcio da unghiata nel ventre.
L’orsa neanche è in grado di comprendere cosa voglia dire “fotografare”, concepisce solo la presenza o meno di intrusi, e se questi estranei possano rappresentare una minaccia a loro o alla prole.

La questione riguardo la pericolosità dell’animale è relativa.
L’orsa è pericolosa? Certo che lo è. Nel senso che avvicinarsi a un grosso animale selvatico è pericoloso per definizione, soprattutto con i cuccioli vicino. Oppure esistono le orse educate che sgridano i figli dicendo di sorridere?
Un’orsa, ma anche un lupo, un leone, una tigre, nell’ambiente selvatico, sono non pericolosi solo in un caso: quando si trovano a mille mila metri di distanza.
Un conto è magari avvertire la forestale se un orso inizia a frugare fra i rifiuti di un centro abitato, o se un pastore lamenta di attacchi al suo gregge. Ma un altro e se sei tu ad avvicinarti all’animale, nel suo habitat, ai suoi cuccioli.

Per il resto, rimando all’articolo di Lisa Signorile: http://lorologiaiomiope-national-geographic.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/08/16/lettera-aperta-in-favore-dellorsa-daniza/

Questi, comunque, sono solo i miei personalissimi pareri riguardo il caso in sé, umilmente e senza ficcare il becco poi nelle altre questioni intorno.

[AM]

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Un pensiero su “L’Orsa Daniza

  1. L’orsa si è comportata esattamente come dovrebbe, in base al suo istinto. I discorsi sulla pericolosità, sul non essere armati, ecc., sono assurdi: la gente dovrebbe smettere di pensare di vivere nei film Disney e infilarsi nel cervello che gli animali selvatici non ragionano come le persone e sono PERICOLOSI!

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