Il solito problema riguardo Berlusconi

Mentre su facebook impazzano gli status per la decadenza di Berlusconi, con gente che esulta come se lo avesse giudicato di persona e addirittura annunci di “spumanti stappati”, mi trovo a constatare ancora una volta di come fra gli italiani schierati a sinistra si trascuri di pensare ai bacilli del morbo e a tutti gli altri sintomi dopo aver eliminato la febbre, per quanto eccessiva.

Il tutto con un’attitudine che definirei “in pantofole”.

Se c’è una convinzione abbastanza diffusa è quella di pensare che la sua frangia politica, cioè il centro-destra di estrazione liberista e privatista (vista nel senso negativo), ormai si dissolverà come neve al Sole e si riverserà a sinistra. Perché dovrebbe accadere invece di confluire in un modello di cdx più moderato convivendo o, al limite, frazionarsi fra altri partiti anche più estremi e anti-sinistra non si sa.
Anche potendo considerare politicamente finito di persona Berlusconi, sia per l’età che per il fatto che molti italiani si sono stufati della vecchia classe politica, come dimostra anche l’emergere del M5S, non è però vero che non potrà ancora per qualche tempo fare campagna d’opposizione, istruire un delfino a sfruttare questa vicenda per attirare consensi in campagna elettorale e poi magari qualche parente più giovane provi ad ereditarne lo scettro. Peggio ancora: potrebbe evitare le leggi sul conflitto d’interesse e spargere i semi per una propaganda in qualche modo in periodo elettorale.

Non vuol dire neanche che molti punti del programma economico del cdx non possano emergere altrove sotto altra forma. Seppur non si tratterà della precisa linea “berlusconiana”, molti esponenti dei futuri partiti avranno fatto scuola in questi territori, che trasformeranno all’occorrenza. Non vuol dire neanche che i partiti considerati di sinistra possano adottare strategie simili. D’altronde pare che lo stesso Letta dalla barricata stia operando manovre di privatizzazione in questi giorni. Guardando a naso, però, mi sembrano più che altro di cessioni di quote in cui lo stato mantiene voce in capitolo, per cui prenderei con un grano di sale gli accostamenti col cdx per il momento.
Sempre che non si segua la strategia solita della mano che lava l’altra, con l’azienda passata sotto banco ad un uomo di fiducia che può spalmare i debiti di un’altra azienda, per poi ripetere il ciclo con conseguenze funeste ed eventualmente tranche finale nella Cassa depositi e prestiti.

Il fatto però è che Berlusconi non è assurto a leader del centro-destra perché ha plasmato dal nulla un’ala politica raccogliendo menti illibate da plasmare a piacimento, ma perché il mondo della destra ha trovato in lui una figura carismatica di spicco, capace di dare stabilità alla coalizione, mantenere un elettorato unito e di proseguire per tutto un mandato laddove altri governi annaspavano fra fiducie ed elezioni anticipate dopo due anni. Soprattutto dopo i travagliati anni ’90 e il periodo conseguente a Tangentopoli, ma in particolare come la crisi ha iniziato ad affacciarsi oltre la metà del decennio passato, la sola idea della stabilità è bastata a mantenere nel recinto numerosi figliol prodighi.
Il liberismo, l’aziendalismo, la politica economica del privatizzare il privatizzabile esistevano già, così come anche il conflitto d’interesse, il clientelismo, l’aggiramento delle norme procedurali. Facevano parte di una determinata cultura politica e le degenerazioni negative della stessa sono parte di una mentalità che lasciato i presupposti per cui Silvio emergesse, NON l’opera finale di un manipolatore collettivo di coscenze.

E tenete a mente il punto più importante: fra chi votava a destra c’erano anche persone normalissime, come noi o voi, senza che fossero imprenditori con l’accento di chi c’ha il pallino pev il bìsnes pronti a privatizzarvi l’ospedale, o politicanti locali con le mani invischiate nei lodi alfani o nelle reti televisive. Semplicemente gente normale che si riconosceva in una determinata idea politica, oppure riteneva che da essa potessero essere maggiormente accolte le proprie esigenze.

Per questo mi fanno sorridere quelli che credono che adesso tutti i voti di FI/PDL potranno confluire nella sinistra, come se chi votava cdx si dovesse improvvisamente svegliare e cambiare personaggio da sostenere.

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Ed è anche vero che fra gli elettori di Berlusconi c’erano invasati, come quelli che hanno aggredito (pare) la troupe di Servizio Pubblico. Ma, se sono delle “bestie fasciste” come le ho viste soprannominare, hanno votato Berlusconi per supportare il partito più forte di modo da non far vincere la sinistra. Ora voteranno il secondo partito più forte oppure confluiranno in qualche centro sociale fascista gestito da Casapound o Forza Nuova, col rischio per dire che qualche partito estremista riesca a superare gli sbarramenti elettorali. Non sono i soli: il PDL non era un partito fascista, ma molti fascisti lo votavano, unicamente in funzione anti-sinistra. Per loro Berlusconi era “il meno peggio”, esattamente come lo era il PD appena nato quando si trattava di fare propaganda fra liceali nel 2006 e nel 2008.
Si elimina il baronetto antipatico che reggeva i guinzagli, per vedere i mastini iniziare a muoversi. Dubito sarebbe una mossa furba. Così come i no global e i no tav continuerebbero a votare a sinistra anche se si facesse fuori qualche grosso nome della coalizione di csx.

Oppure, piuttosto, come al solito dietro l’angolo è più probabile che a raccogliere i voti dei “delusi” sia Beppe Grillo, nonostante tutto. Ma, come ben saprete conoscendomi, non è che l’idea mi entusiasmi.

Tutto questo però alla fine conta poco, perché il problema principale è il ritenere Silvio Berlusconi causa necessaria e sufficiente per delimitare la condizione di crisi del paese, il pensare che prima di lui tutto andasse meravigliosamente bene e che senza di lui tutto tornerà ad andare meravigliosamente bene.

Limitandoci ai difetti della cultura politica da cui Berlusconi è emerso (e non ha generato), Charly ha scritto alcune considerazioni interessanti riguardo la mentalità dietro questo tipo di destra liberista (lui però è molto più statalista di me quindi tenetene conto), nonché il problema fondamentale che lo affligge. Berlusconi ne è diventato un simbolo, e vi dirò, anche quando sarà definitivamente passato di scena, i primi che cercheranno di ricordarlo saranno proprio i suoi oppositori politici.

Sarebbe sbagliato pensare anche che il problema sia semplicemente questa mentalità, sarebbe un limitarsi a passare dall’usare Berlusconi come spauracchio all’usare il berlusconismo. O l’idea di “destra”, o di “liberismo” in generale. Ma è una leggerezza, che vedo nei commenti di chi brinda con questo spumante e già immagina l’instaurarsi dell’Utopia ora che il Tiranno è stato abbattuto, che dispone di una visione molto limitata ed è anche per questo che nell’ultimo decennio la sinistra le ha prese spesso e volentieri. Ed è la stessa leggerezza che va avanti da anni e non fa rendere conto della situazione contingente. Feci già un post ironico e generalista qualche tempo fa a riguardo (per il quale in privato mi è stato accusato di essere un berlusconiano seguace del Mattino, tanto per la cronaca).

Ora abbiamo attraversato un periodo dove prima Berlusconi ha subito una sentenza che ha fatto gridare su Facebook “ho aperto lo spumante!”, ora è decaduto e nuovamente la gente ci tiene a far sapere a tutti di stare festeggiando. Ma non vi accorgete che non è cambiato niente.

Abbiamo un governo ancora vacillante e che spreme la popolazione con un sistema di tassazione inefficiente. Le aziende continuano a chiudere. I “cervelli” continuano a fuggire all’estero. La ricerca e l’istruzione sprofondano sempre più giù. La giostra di IVA, IRPEF e IMU è ancora un carosello pasticciato. Avvocati in parlamento ammettono di voler violare leggi europee confidando nella lentezza della burocrazia comunitaria. Laureati in lettere riescono a far imporre per acclamazione popolare le linee che la scienza dovrebbe tenere. Prostitute minorenni continuano ad essere usate e schiavizzate nelle località balneari, per molto meno e senza neanche essere consenzienti come Ruby. Processi viziati da corruzione, abbagli della magistratura e scartoffie assurde continuano ad essere tenuti, senza che vi siano invischiati Welby di sorta. Imprenditori traslocano nei paesi limitrofi portando con sé il know-how e le risorse specialistiche – e quelli che rimangono falliscono, o tirano tanto la cinghia, o assorbono altri imprenditori che non possono sopravvivere da soli, o ricorrono a mezzi poco legali.

Ma nessuno di chi stappa queste bottiglie scende nelle piazze ad aiutare le prostitute minorenni che veramente subiscono soprusi ed angherie, nonostante si sventolino ad ogni occasione il manifesto dell’osservatorio minori che proclama che anche una 17enne consenziente e che sprezza le istituzioni vada “guidata”.
Nessuno ha voglia di impegnarsi per salvaguardare la ricerca o denunziare le raccomandazioni dei propri amici e parenti.
Ci si scandalizza se Barilla dice di puntare alla famiglia tradizionale come clientela (e cosa dovrebbe dire, essendo un imprenditore che deve curare l’immagine di mercato in un paese come il nostro?), dando vita a deliranti iniziative come la distruzione del cibo, ma tutti tacciono quando degli adolescentiomosessuali si suicidano o degli squadristi malmenano a morte degli avventori di un locale gay.
Si accusa subito una esponente avvenente delle liste di destra di esser stata favorita con prestazioni sessuali, o il “berlusconismo” di aver introdotto (idea assurda ma è tutto un altro articolo) la cultura delle velini e del bikini; mentre quando nel PD si fanno sfilare “renzine” o simili i giornali di partito la chiamano “provocazione”.

Però tutti continuano a stappare le bottiglie, pensando che il problema Berlusconi BASTI a spiegare tutto, che sia la causa prima, il bacillo, il morbo. Ma è uno sbaglio: è la febbre.
La decadenza di Berlusconi, a conti fatti ormai, è solo una questione formale: si rimuove un corrotto e via.

Certo, lo so, Tremonti ha fatto danni, le leggi ad personam erano una porcata, il PDL in parlamento ha mandato un sacco di ignoranti. Ma non è questo il punto. Il punto è che il contesto è difettoso.

Penso che sia esemplare questo esempio che ho visto.

Qui in Francia, provando a chiedere (a francesi e non) qualche opinione sui problemi dell’Italia a chi ha seguito le nostre vicissitudini e a chi ci ha speso anche periodi della propria vita, noto che Berlusconi viene considerato davvero poco e intendo proprio quello che ho detto: pur riconoscendo in lui una figura assai discutibile, se sollecitati a farlo, non gli interessa granché di Silvio di per sé.

Rispondono che i problemi sono nelle pessime amministrazioni (statali E locali), nella mancanza di cultura scientifica, nella irresponsabilità economica, nell’inefficienza. Viene tutto prima e a prescindere da Berlusconi.

Il punto è, che in Italia difficilmente si manifesta la medesima priorità, Berlusconi sta sopra a tutto, al punto che basta a legittimare feste con lo spumante anche se tutto il resto è in macerie. Ne fanno le spese anche i partiti dell’opposizione perché commettono questo grave errore strategico, fornendo argomenti agli avversari.

Il caso Ruby è una metafora: tanto accanimento per tutti gli altri casi di prostituzione minorile non c’è, e le altre ragazze non sono diverse da Ruby (anzi, sono anche MOLTO più sfortunate e vittime). Diventa estremamente facile a questo punto per Silvio imbastire una retorica che parli di accanimento personale, toghe rosse o cose simili.
Ed è chiaro che Putin ironicamente dica che la magistratura avrebbe infierito molto meno su di lui se fosse stato gay, quando la preoccupazione è di facciata se Barilla parla di spaghettate busone ma i veri omosessuali dai diritti calpestati rimangono ignorati.

Ma provare a spiegarlo fa sì che ti si accusi di essere un berlusconiano, anche se fino a quel momento stavi parlando male di Berlusconi. C’è qualcosa che non va.

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C’è un articolo ancora più estremo che ho trovato interessante a riguardo, ma se vi sembra eccessivamente sbroccante, il caro vecchio Doppia I ha pur sempre il suo goliardico “Cittadino Abberlusconi” a disposizione.

Oppure, se non è abbastanza aggressivo, c’è il solito Palle Quadre con la sua carica di insulti esilaranti.

Comunque, se Berlusconi continuerà a fare campagne politiche prima delle elezioni prossime sfruttando la retorica della “persecuzione politica”, e il centro-destra continuerà ad applicare il programma politico berlusconiano (almeno in vista delle europee), allora buon per Travaglio e Santoro: potranno continuare a gridare “al lupo!” e magari a venderci libri, ripetendo di come Berlusconi subdolamente manovri i fili da dietro le quinte e di come il berlusconismo e il fascismo (mischiando sempre le cose) contaminino la vita culturale e politica del paese.

Che per alcuni dovrebbe essere basata solo sull’ideologia antropologicamente superiore, perché sì. E se la contesti, è perché sei un berlusconiano, anche se lo critichi altrettanto e uguale quando il discorso è limitato solo a lui.

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