Differenze fra arti marziali e sport da combattimento

Spesso le persone notano che quando si parla di boxe, karate, vietvodao, krav maga e tutte queste discipline dai nomi più strani, si fa spesso differenza fra le “arti marziali tradizionali”, gli “sport da combattimento” e i “metodi di difesa personale”.
In cosa consistono queste distinzioni?

Dopo opportune analisi dei praticanti medi, nonché dei litigi e delle diatribe in cui li vedo coinvolti nei forum o nei vari stage (a pagamento), penso di poter stilare un qualche prontuario sulle principali differenze.


Arte marziale

Discipline preferite dai fan: karate, aichìdo, giugizzu, kung fu, shaolin, tai chi, wushu, uinchun, ningizzu, taecchiòn, chengiuzzu, vietvodao e simili.

Aspetto: i praticanti si vestono con pigiami di solito bianchi e spendono parecchie cifre per accessori come scarpette a la Goku, sandali giapponesi, stemmi con lo yin-yang e cinture in multicolor. Lo fanno perché sono simboli di semplicità, modestia e umiltà di vita, in opposizione al consumismo e alla superficialità occidentali.

Idoli: Bruslì, Ip Man, Funakoshi, Miyagi, Steven Seagal, Dan Inosanto, la monaca che inventò il wing chun, il tizio che parlava del guerriero come i fiori di ciliegio, il maestro del maestro del proprio maestro, Bodidharma, Musashi.

Film preferiti: La foresta dei pugnali volanti, La tigre e il dragone, L’urlo di Chen terrorizza l’occidente, Dalla Cina con furore, L’ultimo samurai, Ip Man, Ip Man 2, Gola Profonda.

Segni particolari:

Per far colpo sulle amichette e rafforzare la loro autostima nei confronti dei compagnucci di scuola che li prendono in giro, si sono lasciati influenzare dall’immaginario romantico e idealizzato dei Guerrieri™ (di solito orientali) che combattono con tecniche sopraffine e prevalgono sul Male™ insito nella vita. Essi si aspettano di dare una decisa svolta alla qualità della propria vita grazie a caratteristiche come coraggio, dedizione, abilità, spirito, mente, “aumentata percezione delle cose”, consapevolezza del retaggio culturale e legame intellettuale con i grandi maestri d’oriente. Tramite queste caratteristiche possono elevarsi al di sopra della massa meschina e ignorante che non capisce la loro filosofia, i loro valori e il loro sogno.

Li si riconoscono perché si pavoneggiano parlando tanto di rispetto, onore, rifuggere dal combattimento, mai attaccare per primi, il primo nemico da sconfiggere è in sé stessi e altre amenità simili; ma poi sono prontissimi a rinfacciarti con arroganza la cintura turchina 32° dan ottenuta con l’esamino (senza versare tanto sudore) e le loro conoscenze (superficiali) di culture lontane che li pongono automaticamente al di sopra di te nella gerarchia sociale, nonché le micidiali tecniche con cui potrebbero neutralizzarti se continui a fare il gradasso – e con cui intendono difendere le amichette del gruppo dai bruti che nelle loro fantasie vogliono attentare alla loro verginità.

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Frasi tipiche:

“ma io c’ho la cintura #insert@coloreacaso#”
“ho fatto lo stage di un’ora e mezzo con #nomemaestroorientale# per 90 €, ne è valsa la pena per imparare tante nuove cose”
“ho passato l’esame per il grado, adesso sono più forte!”
“se tu mi fai questa mossa io rispondo così, però non lo faccio perché sono tecniche mortali e non bisogna mai utilizzarle”
“con la mia arte si combattevano le guerre intergalattiche milioni di anni fa”
“ora vi ripeto a memoria i paragrafetti del bushido che ho letto su wikipedia”
“io sono come un ninja perché pratico il ninjutsu”
“non contano la forza o le dimensioni perché io ho la tecnica superiore”
“anche se non ho l’armatura da samurai nel mio spirito sono come un guerriero perché conosco le arti marziali”,
“ciao, io faccio giugizzu e taiccì, ti va di uscire?”
“anche se rispetto la tua arte, la mia è certamente la più letale perché è antica, quella originale e testata sui campi di battaglia”
“anche se rispetto l’impegno nel tuo sport da combattimento, la mia arte marziale è più efficace perché noi non abbiamo regole”
“anche se rispetto la ricerca dell’autodifesa, il tuo metodo di difesa personale ha solo copiato le tecniche che erano già state inventate in Oriente mille anni fa”.

Varianti:

– il chunner, che si considera distinto e a parte perché la sua arte (il wing chun) è scientificamente superiore a tutto il resto facendo ricorso a biomeccanica e principi fisici, quindi esula da qualsiasi suddivisione;
– il tsunner, che considera il chunner una degenerazione commerciale mentre lui pratica il vero wing tsun originale ed efficace (a volte le due definizioni si invertono);
– il taekwondoka, che è effettivamente un praticante di SDC ma ha la mentalità dell’AMT, ed è convinto di poter disarmare malintenzionati armati di coltello o di stendere lottatori professionisti con calci piazzati al posto giusto;
– il formista, che è convinto che praticare forme e pose per ore renda guerrieri invincibili, menarsi sul ring con i guantoni non serva a nulla perché non è realistico;
– lo spiritualista, che è convinto nei grandi potenziali della mente umana, sogna di usare qualche potere telecinetico e crede nei chakra, nel ki, nell’agopuntura e cose simili;
– l’esotico, per cui Cina e Giappone, volendo anche la Corea, sono troppo banali, e deve studiare per forza l’arte birmana, o quella del Viyanghar, o risalire alle origini dell’arte marziale facendo un giro del mondo dell’oriente fra regioni sconosciute;
– il permaloso, per cui tutto è stato già inventato dai giapponesi (o dai cinesi) e tutto il resto è solo una volgare copia;
– il giustificazionista, per cui “non conta l’arte ma il praticante” quando perde, “sei troppo legato alle regole la strada è diversa” quando vince.

Sport da combattimento

Discipline citate dai fan: bocs, bigeiggei, emme-emme-a, frì fait, valetùdo, muaitài, chicbocsin, no holds barred, sciùt, pancrazio.

Aspetto: i praticanti tendono ad indossare varie combinazioni sgargianti di pantaloncini e magliette aderenti, soprattutto se con il marchio (o lo stemma del team, o qualche logo in thailandese o in portoghese) in bella evidenza, a volte accompagnandoli con tatuaggi che fanno riferimento alla tradizione guerriera greco-romana. Lo fanno perché è sciocco ed ipocrito spendere cifre per pigiamini, che vengono a detta loro presi solo per atteggiarsi e apparire marziali.

Idoli: Fedor, St. Pierre, A. Silva, W. Silva, Mike Tyson, Buakaw, Diamond Dekkers, Bas Rutten, Helio Gracie, Mezzokilo, Tisi, Longo, il proprio istruttore, Leonida, Spartaco, Crisso, Gannicus, Milone di Crotone.

Film preferiti: Never Back Down 2 per la figa (il primo no perché è troppo commerciale), Warrior, Kickboxer, The Expendables, 300, la serie di Spartacus, The Eagle, Il Gladiatore.

Segni particolari:

Per far colpo sulle amichette e rafforzare la loro autostima nei confronti dei compagnucci di scuola che li prendono in giro, si sono lasciati influenzare dal machismo un po’ cinico ma brutale dei lottatori di arti marziali miste, degli antichi guerrieri spartani, del legionario romano, dei pugili che soli contro tutti trionfavano e che vogliono nel cercare il contatto più duro e nel mettere a repentaglio la propria salute una dimostrazione di valore, a volte giustificando l’autolesionismo con eufemismi esaltati o romanticizzati.
Essi si aspettano di dare una decisa svolta alla propria vita grazie a caratteristiche come coraggio, dedizione, sacrificio, resistenza, volontà di potenza, bozzi, lividi, muscoli indolenziti, magliette sudate, work hard, dolore, prestanza fisica e legame culturale con i guerrieri del passato come Leonida o Xenofonte. Tramite queste caratteristiche potranno distinguere Loro™, che sfidano le avversità e non mollano mai, dagli Altri™ che prevalgono non con il duro lavoro e la forza di volontà ma con la furbizia e la menzogna.

Li si riconoscono perché si pavoneggiano parlando tanto di rispetto, onore, rifuggere dal combattimento, avere attitudine da predatore, evitare gli scontri con la sicurezza in sé e altre amenità simili, ma poi sono prontissimi a rinfacciarti con arroganza che loro escono sempre dalla palestra rintronati, indolenziti, con qualche muscolo ferito mentre tu sei solo un poverino che non affronta mai questi pericoli che solo i Veri Duri™ affrontano, ponendoli di conseguenza al di sopra di te nella scala gerarchica poiché tu manco sai che significa avere un livido, nonché il fatto che potrebbero tranquillamente menare a te se fai il gradasso e a qualunque bruto che intenda attentare alla verginità delle proprie amichette che ascoltano nel gruppo.

Frasi tipiche:

“tu non combatti, io sì, quindi ti meno quando voglio”
“mi sono fatto lo stage con Alessio Sakara, e pensa a solo 80 €! questo mi darà una marcia in più rispetto agli altri”
“se credi che la tua arte sia efficace dimostramelo sul ring/tappetino”
“non mi importa se mi faccio male, se non cacci sangue e sudore non fai bushido”
“so badare a me stesso” [nei Quartieri spagnoli, a Wuppenthal o nel Bronx]
“lo posso affrontare benissimo quando voglio”
“se credi di farmi paura ti sbagli di grosso”
“devo fare ancora altri n anni di sparring continuato prima di potermi considerare un vero guerriero”
“anche se non ho l’armatura, io combatto con lo spirito del guerriero, perché sto sempre in palestra a ricevere colpi e a farmi proiettare mentre tu non fai nulla di tutto ciò” [in pratica le prende, e sarebbe un guerriero?]
“io faccio emme-emme-a, ti va di uscire?”
“la tua arte è inefficace, funziona solo quello testato sul ring, quindi muaittai, bigeiggei, bocs e lotta libbera”
“se ti rompi tal osso o spappoli tal organo, è meglio perché significa che ti sei allenato veramente”
“non sei un vero combattente se non fai a contatto pieno io però in palestra faccio più piano perché ci si sta allenando e se no ci si fa male però se volessi saprei come fare a contatto pieno”

Varianti:

– il marzialista pentito, che ha iniziato con il kung fu o con il karate, ma dopo averle prese da un semplice pugile dilettante si è convinto della necessità di fare sparring e ora proclama l’assoluta superiore efficacia di qualunque SDC;
– il grappler, che dopo essersi iscritto ad un corso di BJJ è automaticamente convinto di battere qualunque avversario portandolo a terra (anche per strada, anche contro 10 teppisti armati) perché i Gracie avevano stravinto le prime edizioni dell’UFC;
– il pugile defender, che pensa che bastino due pugni ben assestati, tutto il resto è roba commerciale, e poi appena scazzotta senza guantoni si ritrova le nocche rotte dopo aver beccato una tempia e non capisce perché;
– il marzialista in incognito, che crede di fare arti marziali tradizionali dopo essersi iscritto al corso di muay thai, ma finisce per essere uno sportivo;
– il piazzista, che non fa altro che proporti paradenti fosforescenti, rashguard da 70 € che si sfilacciano solo a guardarle, kimono da BJJ all’offertona prendi 2 paghi 3, guantoni e protezioni usate con sconto a 20 €, guantini da allenamento che non vanno bene perché troppo sottili e cianfrusaglie varie;
– il paranoico, che teme Fedor (il tipo di sopra con i gelati) spuntare dai vicoli più bui per aggredirlo all’improvviso con una suplex con ground & pound;
– il passatista, che si è letto tutti i libri di Valerio Massimo Manfredi e ti sa citare i nomi di tutti i soldati di Alessandro Magno a Gaugamela.

Metodo di difesa personale

Discipline citate dai fan: krav maga, commando krav maga,  close quarters krav maga, total annihilation krav maga, aiki krav maga, krav maga all’amatriciana, krav maga senza zucchero, close combat, combatives, systema, GI Joe, Ultimate Supreme Incommensurebol Incredibol Definitive Defense System.

Aspetto: i praticanti indossano completi neri che sembrano aver fatto un bagno nella pece, completi militari acquistati al mercatino del fine settimana, magliette della federazione marchiate, combinazioni fra questi. A volte hanno anche tatuaggi cattivi o decorazioni in ebraico o con altisonanti nomi in inglese che fanno riferimento ai gruppi militari americani.

Idoli: la 101a aerotrasportata, il Col Moschin, la X MAS, la Folgore, le teste di cuoio, i caràbbiniéri, il GSG tedesco, i SAS britannici, i Navy Seals, i marines, i ranger, la Delta Force, Chappy Sinclair, Will Smith che dice “chi è il supermacho eh?”, il proprietario del poligono di tiro vicino casa, gli Spesnaszzzsdszdzdzdzdz e poi ovviamente le forze armate e di polizia israeliane.

Film preferiti: Alien vs Predator, Panico ad alta quota, Commando, My Little Pony – Friendship is magic!, Aquile d’acciaio, Aquile d’attacco, Bléc hòc dàun, The Expendables.

Segni particolari:

Per far colpo sulle amichette e rafforzare la loro autostima nei confronti dei compagnucci di scuola che li prendono in giro, hanno sviluppato un approccio cinico e razionalista, ragion per cui diffidano da tutto ciò sia ammantato dai colori sgargianti delle discipline più tradizionali preferendo invece farsi guidare da paroloni come “moderno”, “militare”, “efficace”, “reale”, le caratteristiche tipiche delle vere forze armate di tutto il mondo che realmente combattono conflitti pericolosissimi.
Essi si aspettano di dare una svolta decisa alla qualità della propria vita con caratteristiche come realismo, conoscenza del rischio, fiuto del pericolo, fiuto del terrore, codici colorati dello status mentale, disillusione, approccio scientifico, valutazione oggettiva delle situazioni e capacità di condurre previsioni tattiche.
Tramite queste caratteristiche potranno soddisfare le loro paure inconscie nei confronti della vita e il bisogno di certezze con cui migliorare la confidenza con il proprio corpo.

Li si riconoscono perché si pavoneggiano parlando tanto di rispetto, onore, rifuggere dal combattimento, cedere il portafoglio al malintenzionato armato per non rischiare, evitare sempre le condizioni strategiche pericolose e altre amenità simili, ma poi sono prontissimi a rinfacciarti con arroganza che con le loro nozioni loro si distinguono dai venditori di fumo che buggerano i poveri romanticoni dei due gruppi di sopra propinando loro disonestà pericolose, mentre loro sono realmente capaci di incapacitare sia te se non gli porti rispetto (poiché sei o dovresti essere al di sotto nella piramide sociale dato che tu non conosci le micidiali tecniche difensive del calcio nei genitali, della ditata negli occhi o dell’uscita dalla presa dell’orso) sia eventuali bruti che volessero attentare alla verginità delle amichette lì intorno nel gruppo.

Frasi tipiche:

“ho i pantaloncini militari”
“ho la maglietta della federazione di krav maga”,
“le cineserie sono solo cazzate, io sono certificato istruttore di #nomesistemamilitareacaso# passato in 12 ore di allenamento con esame finale”
“io faccio kepap, vuoi uscire con me? no, kepap, non kebab, non ti preparo alcun panino!”
“la tua arte è inefficacie perché sono solo pose e balletti col pigiamino”
“il tuo sport è inefficace perché la strada è diversa dall’ottagono o dal ring”,
“io mi alleno come i marines”
“anche se non ho l’M16, potrei arruolarmi nei marines perché a differenza vostra io so cosa vuol dire combattere realmente e fare drills psicofisici”
“io sono un marine”
“sul ring sono nel tuo territorio ma se usassi le mie tecniche micidiali proibite dal regolamento ti ucciderei”
“ho una carabina nel baule della macchina”
“ho comprato un Extrema Ratio”
“ho 38249 spray antiaggressione che scadono il mese prossimo, come li posso consumare?”
“ho comprato i guanti rinforzati”
“ho fatto lo stage di total annihilation alien vs predator commando krav maga, praticato anche dai militari impegnati in Andocazzostan, perciò in caso di aggressione potrei fare qualcosa a differenza di quei poveracci sfigati che si prendono a guantonate o fanno i kata”

Varianti:

– il filo russo, che ribadisce che le forze speciali russe si allenano attraversando laghi ghiacciati e lottando con gli orsi;
– il filo israeliano, che sogna di partecipare ad uno stage direttamente con Imi Lichtenstein o Moni Aizik, e magari di arrestare un terrorista;
– lo scrupoloso, che prima di farti entrare nell’ascensore controlla se non ci sono ordigni nascosti e controlla sempre le posizioni al millimetro di qualunque passante per valutare eventuali vie di fuga (dal bar universitario, dopo Pasquetta);
– le mani bucate, che spende 400 € per partecipare al boot camp di un week end dove “allenarsi come le vere forze speciali del paese X” e che naturalmente poi ritorna convinto di essere diventato come loro;
– il potenziale criminale internazionale, che prima di tornare dalla mamma a fare merenda ribadisce che imparando tutte queste tecniche chi garantisce che non le userà per scopi malvagi?;
– il paranoico, che non fa altro che chiedere che gli si insegnino le tecniche per sopravvivere in caso di minaccia da bazooka, situazione con ostaggi vittime della sindrome di Stoccolma e invasione di Alien;
– l’aspirante allegro chirurgo, che conosce a mena dito il corpo umano purché si parli di carotide, occhi, genitali e lobi delle orecchie;
– l’aspirante suicida, che è convinto di poter disarmare un camorrista. A distanza.

Poi c’è chi se ne frega e fa qualcosa perché gli piace, sapendo ben distinguere razionalmente ciò che consiste in un’applicazione più sportiva da ciò che studia l’eventualità di doversi difendere, ma senza paranoie, necessità di soddisfare il proprio ego o bisogni inconsci di rassicurazione. E senza stare a categorizzare tutto e tutti.

Naturalmente questo goliardico articolo può benissimo essere aggiornato con nuove succose varianti.

Alla prossima.

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