Qualche commento sparso

Dato che mentre tutti sono già ubriachi prima ancora di Halloween, io devo combattere con piante ingegnerizzate per esprimere un gene che però non lo esprimono a sufficienza e con una responsabile teutonica alta come un watusso che minaccia di portare una torta alla cipolla in laboratorio se non rispetto tutti i protocolli fino alla virgola, mi sono messo a ripensare alle notizie che mi sono giunte dall’Italia nell’ultimo periodo.

C’è stato per esempio il caso di Elena Fattori, senatrice M5S che ha avuto una pregiudizievole proposta sugli OGM, e di cui magari approfitterò la prossima volta per parlare di una cosa, essendo un argomento abbastanza vasto.
Ci sono però interventi peggiori: come quello che ha fatto una settimana fa Flavia Vento a Bergamo Scienza. Flavia, va bene Flavia, ti vogliamo bene lo stesso, però perfavore non parlare più di Nibiru e della culla aliena dell’umanità. Al limite se proprio non puoi farne a meno, puoi iniziare un viaggio che ti riporti lassù (non esiste? ok, è stato bello conoscerti).

Poi c’è stato il caso delle ragazzine che si sono prostituite a Roma, una pure dall’ennesima solita famiglia bene di insospettabili, rivelando situazioni orrende di disagio familiare altissimo, opportunismo meschino e vigliacco di adulti, droga giovanile. Lo squallore è aumentato dal fatto che costoro NON sono le sole, ma spesso non si interviene né si indaga in questi casi, e mentre una delle ragazzine addirittura aveva trascinato nel giro la compagna, molte altre sono invece costrette (soprattutto se straniere) ad andare per le strade di notte, magari sotto minaccia di percosse da parte di protettori che approfittano dei vuoti nella legge. Dubito che il caso Ruby fosse più urgente e meritasse di scomodare mari e monti, a confronto; e comprendo come Berlusconi riesca ancora a prendere voti nonostante tutte le sue malefatte, se esiste questa unidirezionalità politicizzata di certa fazione opinionista (e si comprende anche, fra le righe, cosa intendesse realmente dire Putin quando ha detto che se fosse stato gay non si sarebbero accaniti altrettanto su di lui). Per casi come questo di Roma però non vedremo cortei, proteste in piazza e dibattiti televisivi. Il primo a ringraziare è proprio Silvio, in ossequio al principio Wildeiano del “si parli bene o male di me, purché si parli di me”.

Poi c’è stato il ceppo di tubercolosi resistente a Milano, che mi fa ricordare di come a L’Aquila per entrare nella casa dello studente fosse necessaria una certificazione medica per accertare di non essere portatori di varie malattie (fra cui anche la tubercolosi, che si verifica con il cosiddetto test di Mantoux). Come in occasione del commento sugli alloggi, anche in questo caso ho ripensato al fatto che c’erano alcune persone a L’Aquila che si lamentavano: eh ma a cosa serve, ma tanto mica c’abbiamo il morbo della giungla, siamo sani non siamo certo andati in Angola. Ennò belli miei, perché chi gestisce gli alloggi NON sa se effettivamente siete andati in Angola o in altri posti esotici (ma anche nel primo mondo) in vacanza e vi siete beccati l’HIV mangiando qualcosa contaminato da sangue di scimmia, o capitando a contatto con le persone sbagliate. Così come non sanno se queste persone sbagliate sono venite loro qui da voi, lasciandovi micro-ospiti sgraditi anche solo con una stretta di mano. Effettivamente, un clandestino  (ma anche un turista ignaro) proveniente illegalmente da una zona a rischio, di cui non si sa dove è stato e con chi e facendo cosa, potrebbe benissimo essere portatore di un patogeno.
Vale anche la sfortunata evenienza di una mutazione in loco imprevedibile.
Comunque sia, tutto questo per dire che un borsista che viene a risiedere in un dormitorio NON sa a sua volta con CHI si ritroverà e NON vuole capitare con qualcuno sfortunatamente contagioso per qualcosa. Eppure, i lamentosi sussistevano comunque.

Infine un evento che mi ha colpito molto. Ora, io sono fra i primi a dire di mantenere il distacco, non sfociare nella patosensibilità per individui estranei alla propria vita, e tendo ad essere molto critico sia verso i suicidi che verso molti nullatenenti.
Però la morte del barbone ucraino gettatosi sotto un treno a Napoli mi ha scosso. Non so, mi sono istintivamente immaginato di essere presente sul posto e vederlo disperato nella mente, con gli occhi vuoti, farla finita, senza nessuno e senza alcuna possibilità né prospettiva, e un po’ mi sono commosso. Mi è tornata anche alla mente una scena iniziale di un anime, Gantz, in cui un barbone cade sui binari della metro (però ubriaco) e viene salvato da due ragazzi che però non fanno in tempo a scappare. Forse non c’entra niente, però.

Vado, la direttora tedescona la settimana prossima è a Parigi per un convegno e mi deve dettare il programma in sua assenza, da rispettare minuziosamente e con le istruzioni su cosa fare, non fare e cambiare. E come tutti i tedeschi, è molto esigente e abile nello spaccare il capello in due.

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Un pensiero su “Qualche commento sparso

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