Quanto siete machi

Il maschio italico, quando ritorna da un’esperienza lavorativa o di studio all’estero, è tradizionalmente prodigo nel voler far sapere a tutto il mondo delle proprie conquiste amorose, senza neanche aspettare che qualcuno gli chieda come è stato il periodo fuori. In genere tralasciando i (ben più numerosi) due di picche e operando il miracolo della moltiplicazione delle signorine.
Non potrebbe fare altrimenti, visto che prima di partire aveva proclamato in maniera altisonante che avrebbe passato tutto il tempo fra le braccia di ragazze vogliose, sfinite e soddisfatte; una diversa per ogni notte, invece di studiare o lavorare – il tutto a spese dei contribuenti.
Non ero ancora arrivato in Francia che già mi contattavano su facebook alcuni tizi che volevano avere informazioni del tipo “ma dove si trova esattamente Marsiglia?” e “cosa devo mettere nell’application form quando mi chiede campo di studio?”, al quale hanno fatto seguito, in un improvviso cameratismo, auguri di incontrarsi in qualche festino mentre si pomicia in maniera un po’ spinta o di capitare in qualche serata tematica di “fraternizzazione” all’aperto (ho evitato di spiegare che in tali situazioni difficilmente ci si mette ad andare in giro a ritrovare persone e mi limitavo a rispondere che spero di tornare a casa tutto intero).

Ovviamente noi tutti sappiamo sempre che lo stallone internazionale del caso gonfia sempre un tantinello i racconti – e vi confermo, dopo aver assistito di persona alle “imprese” dei nostri moderni Casanova, e a cosa sono capaci di sparare con appena una punta di alcool in bocca: non credete manco ad una parola di chi vi racconta di averne fatte di tutti i colori a livelli che neanche Rocco.
Ma per non ridicolizzare il povero amico trionfante e impettito, gli diamo ugualmente corda e annuiamo fintamente gasati.
Quelli che veramente hanno qualcosa da raccontare, di solito se lo tengono per sé o lo confidano a pochi intimi, anche perché in realtà in questi programmi tendono a formarsi (e disfarsi) coppiette piuttosto che avventure occasionali. Dopodiché, se si ha risparmiato il ganzissimo racconto dionisiaco ad amici e conoscenti, arrivano i simpatici impiccioni che vogliono sapere quanti figli sono stati disseminati negli uteri stranieri.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...