Spaghettate busone

Basta polemiche sulla Barilla. La nuova pubblicità mostrerà la produzione collettiva della pasta in un kolchoz. Dove c’è Barilla c’è Soviet. (L’Apparato)

Vi dirò, a me non frega una beneamata mazza se siete gay o meno. Ma se ci tenete alla causa della lotta alla discriminazione, mi permetto di suggerirvi di trovare bersagli veri contro cui lottare, invece di perdere tempo con facezie inutili che, anzi, vi potrebbero far apparire ridicoli agli occhi dei più.

Mentre siamo alle prese con una crisi di governo che London Alcatraz definisce giustamente alla stregua di una metastasi, in Grecia viene meritatamente segato il partito di estrema destra di Alba Dorata e in Egitto si sono epurati allo stesso modo i fratelli musulmani, il grave problema che preoccupa la crema degli aristòi italici, dai radical chic da Facebook alla Boldrini, è se un piatto di tortellini o fettuccine possa essere considerato omofobo o meno, o se una mamma che serve un piatto di pasta sia rispettoso o meno.
Ciò per via dell’ultima esternazione della Boldrini seguita dalle dichiarazioni di Guido Barilla su Radio 24.

Analizziamo un po’ queste dichiarazioni (grassetto mio):

« Noi abbiamo una cultura vagamente differente. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei valori fondamentali dell’azienda. La nostra è una famiglia tradizionale. Se ai gay piace la nostra pasta e la comunicazione che facciamo mangeranno la nostra pasta, se non piace faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra. Ma uno non può piacere sempre a tutti per non dispiacere a nessuno. Non farei uno spot con una famiglia omosessuale, ma non per mancanza di rispetto verso gli omosessuali che hanno il diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica. Tra l’altro la donna, per tornare all’argomento di prima, è fondamentale».

«Io rispetto tutti, che facciano quello che vogliono senza infastidire gli altri. Ognuno ha diritto a casa sua di fare quello che vuole senza disturbare quelli che stanno attorno rivendicando più o meno diritti che sono più o meno leciti. Io rispetto il matrimonio omosessuale perché riguarda persone che vogliono contrarre il matrimonio, ma non rispetto assolutamente l’adozione nelle famiglie gay, perché questo riguarda una persona che non sono le persone che decidono». «Certo che crescono tranquillamente, ma io che sono padre plurimo conosco le complessità che ci sono nel tirare su dei figli e mi domando quali altre complessità possano esserci in una coppia dello stesso sesso. »

In sostanza, dice che rispetta i gay, non ha nulla in contrario contro il matrimonio omosessuale, non condivide le adozioni (opinione la sua sulla quale certo se ne può discutere ma non mi pare che lui faccia crociate o proclami catastrofisti da attivista cattolico) ma comunque riconosce ai gay il diritto di gestire come preferiscono la loro sfera privata e la libertà di accettare o respingere l’immagine della sua azienda. Solo, si riserva di specificare che lui è comunque attaccato ad una visione tradizionale della famiglia, non per questo è omofobo, semplicemente ha un retaggio più conservatore e preferisce la classica famigliola d’altri tempi.
Cosa che fra l’altro ha tutto il diritto di fare: l’azienda è sua, lui decide quali strategie di marketing attuare in base al pubblico di riferimento e cercando di ottimizzare al meglio l’immagine proposta.

Sono tutti pareri pacatissimi, rispettabilissimi e tranquillissimi. Niente di paragonabile alle farneticazioni dei giovini di Forza Nuova che considerano gli omosessuali “contro natura” e necessitanti di “essere curati”.
Poi magari, preso in privato, è meno accomodante, ma non mi pare che abbia dato delle risposte scandalose.

Eppure, sono state accolte come un grave esempio di intolleranza e discriminazione, un vero e proprio oltraggio. Qualche fanciullo sui social network, senza neanche aver letto le parole dell’intervista, ha naturalmente condiviso invettive contro il supposto “razzismo” del signor Barilla.
Pare inoltre partita una iniziativa di alcuni ideologisti, quella di boicottare la Barilla bruciandone le confezioni con tutto il contenuto:

Continuo a pensarlo, in Italia siete completamente impazziti (cioè, più del solito).

Non solo per l’ormai canonica estrema permalosità, figlia di una mentalità del politicamente corretto e del piagnisteo portate agli eccessi da una determinata cultura politica italiana verso determinati argomenti (quasi come “l’ideologia da cuscus party”), tanto da vedere l’insulto e la discriminazione dietro ogni cosa che non coincida con l’esaltazione e la celebrazione dell’oggetto di discussione, contro cui vi è l’imperativo morale di scagliarsi. Tralasciando che è terribilmente stupido preoccuparsi se della pasta sia omofoba o meno.
Mentre nessuno ha (giustamente) da ridire sulle pubblicità che mostrano donne imbranate che spendono patrimoni per i vestiti o cinesi che taroccano le caramelle alla gole alpine.
E non mi pare neanche che qui in Francia si scandalizzino per sketch di questo genere parlando di razzismo, anzi, qui trovo parecchi giovani che ci ridono su – esatto, proprio i francesini che voi ritenete presuntuosi e esageratamente suscettibili.
Qualcuno, che per DECENNI ha sbandierato l’apertura mentale e l’elasticità, dovrebbe iniziare ad essere per davvero un po’ più elastico.

Non solo per l’ipocrisia nel trovare offensiva una dichiarazione del genere, mentre intanto i giovani omosessuali continueranno ad essere picchiati a scuola, o discriminati REALMENTE in ufficio, o vittime di vessazioni ed insulti fra coetanei, colleghi, persino familiari in alcuni casi; l’importante sono le azioni di facciata, è protestare contro l’orco malvagio della Barilla, o condividere l’evento del gay pride, o mettere nel blog il bollino pro-Tibet, o dire che è tutta colpa di Berlusconi che andando con la povera Ruby ha mercificato la figura femminile e incoraggiato la  prostituzione femminile. Tutti contro tutto, pronti a protestare non appena c’è qualcosa che non va bene, a condividere su facebook, a firmare la petizione online, ad appendere striscioni contro il buco nell’ozono o la  guerra in Andocazzostan negli atenei. Ma raramente a fare fronte comune verso gli squadristi che picchiano a morte un gay, o a notare che nessuno fa poi niente contro le innumerevoli prostitute minorenni mandate nelle strade notturne a forza.
E, a livello di tessuto sociale, non cambierà nulla con tali battaglie perché non sarà la certificazione di omosessualità garantita da Rob Halford della pasta Barilla a far cambiare le cose e a risolvere le vere discriminazioni – anzi, rischiate l’effetto opposto.

Ma anche e sorpattutto per l’idea, stupida, ridicola, malata di distruggere del cibo come simbolo della vostra protesta.
Per chi lo ha fatto, tale azione dimostra la vostra pochezza e infimità sia mentale che culturale. Dimostra che siete soltanto dei bambocci viziati che non hanno mai conosciuto neanche realmente i veri problemi del mondo; perché altrimenti vi indignereste per una tale mossa, piuttosto che per delle dichiarazioni innocue. Questo è un vero insulto a chiunque nel mondo ha fame, come a chiunque lavora e fatica per guadagnarsi il pane per sé e per la prole.
In Abruzzo dell’entroterra, da dove vengo, ci ricordiamo cosa voglia dire la fame, soprattutto durante le guerre se ne sono passate abbastanza da ritenere un tale gesto diecimila volte più criminale e offensivo di chiunque dicesse di volere la famiglia tradizionale.
E no, non siete “antropologicamente e moralmente superiori” perché vi credete aperti, tolleranti e di difendere per davvero gli omosessuali aderendo ad un boicottaggio ridicolo basato su di un dilemma stupido.

(en passant, un tale ossessionato dal cibo biologico e dal benessere alimentare, tipicamente occidentale, ha avuto il coraggio di dire che Norman Borlaug ha causato la fame e le malattie in Africa e che per loro sarebbero un problema i cereali perché causano obesità e diabete, non c’entra con l’articolo di oggi ma vi anticipo un prossimo post)

Ecco, secondo me, qualcosa di veramente sensato a favore dei gay e anche della sinistra, piuttosto che questa triste storia:

Qualcuno mi dice che se però si fosse parlato di pasta per bianchi e non neri, nessuno avrebbe mai gridato all’eccesso di perbenismo, e quindi ci sono due pesi e due misure. Bene, analizziamo due casi con cui il signor Barilla avrebbe potuto esprimere questo concetto:

1 –  “la nostra pasta è solo per vichinghi ariani 101% con stemma decorativo delle SS, tatuaggio di croce celtica e mp3 di Burzum nel lettore, qualunque negrodimmerdah sorpreso a comprarla verrà bastonato”.

Giustamente andrebbe linciato, ma non credo abbia detto qualcosa di analogo.
Non mi pare che abbia detto che i gay sono malati o innaturali e andrebbero purificati prima di toccare le sue confezioni di pasta, o qualcosa del genere. Sarebbe stato giusto criticarlo in quel caso. Ma non ha fatto nulla del genere.

2 – “la nostra pasta è pensata per la famiglia tipicamente italiana”
Fin qui io non ci vedo nulla di scandaloso, anzi, è tutto perfettamente normale. In Italia trovi maggiormente la famiglia italiana; in Cina avremmo trovato una coppietta Han.

Poi immaginiamo che qualcuno noti che, scandalo, usano sempre e solo bianchi (forse perché tipicamente italiano?) per le loro pubblicità.
Subito dopo la Boldrini annuncia una presa di posizione parlamentare a favore degli spot sulla pasta con gli aborigeni. Assieme alla Kyenge poi proclama che la pasta al sugo andrebbe abolita dagli spot perché l’imposizione di un piatto nazionale tradizionale sarebbe irrispettoso per le minoranze gastronomiche immigrate. Cosa ancora peggiore, Morgan ci compone un album. Infine arrivano Povia e quelli di FN che si sentiranno legittimati a rompere i coglioni sul fatto che si vuole subdolamente far diventare gli italiani schiavi del Bilderberg negro-sionista-rettiliano a partire dalla mistificazione pluto-giudaica del nwo sulla pasta.
Vi pare sensato? Ne varrebbe la pena, soprattutto?

Un’ultima considerazione sulle preoccupazioni della Boldrini per quanto riguarda la famiglia italiana: pare che, statistiche alla mano, almeno una buona parte delle donne voglia proprio accasarsi e diventare mamma (molte delle ragazze che conosco, probabilmente, perché istintivamente preoccupate per il proprio futuro). Se è vero, ciò vuol dire una cosa: no, non vuol dire che sono uno stronzo omofobo e sessista perché oso addirittura sottolineare che molte donne vogliono diventare mamme, assieme a PalleQuadre che ritiene tutta la storia una mostruosa cazzata; vuol dire che ogni dubbio, ogni timore idiota sulle pubblicità con la “famiglia tradizionale”, sono solo mostruose seghe mentali partorite da menti terribilmente ristrette, unidirezionali e cariche di pregiudizi all’incontrario – e che Barilla ha semplicemente espresso che il suo target è questa fascia di popolazione costituita dalle famiglie classiche italiane e che in funzione di esse sviluppa il proprio marketing, la cosa più consueta e regolare del mondo.
Infine, i VERI problemi che le donne devono affrontare sono i licenziamenti durante la gravidanza, le violenze domestiche, i ricatti sessuali sul posto di lavoro; accanirsi incoerentemente sulle loro comparsate nelle pubblicitá della pasta vuol dire trascurare i veri problemi per farsi distrarre dalle facezie secondarie, proprio come con gli omosessuali.

Vi saluto,
un sostenitore delle unioni civili fra omosessuali, dell’illegittimità di sparare cazzate a profusione, dell’uguaglianza piuttosto che della tolleranza e magari di una acquisizione dei diritti politici in una maniera a la Heinlein.

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3 pensieri su “Spaghettate busone

  1. Cribbio ma sei in Francia da quanto, due mesi, e sei già passato al ” Voi italiani ” ? Sindrome da Erasmus che impazza ovunque.

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  2. sai, io penso che guido barilla sia stato tradito per essere stato troppo politically correct. avrebbe potuto rispondere: “non faccio pubblicità con omosessuali perché siamo in italia, diobuono, e se io faccio una pubblicità così mi ritrovo il vaticano addosso, famiglia cristiana che mi fa il culo quadro e la mia pasta non la compra più nessuno, e stronzi voi di radio24 che fate ‘ste domande a cui io devo pure rispondere, che qualunque cosa dica ce l’ho nel culo”.
    ecco, così avrebbe potuto dire, sarebbe stato meno politically correct ma molto, molto, molto più sincero.
    personalmente non acquisto barilla ma per altri motivi (storiacce di armi che non interessano a nessuno :-P), e non è che io nutra grande stima nei confronti del suddetto, ma su questa riflessione non posso che darti ragione.

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