Food is Obsolete™

Torno a parlare della carne in laboratorio. Questa volta sarà più uno sfogo che una riflessione.
Ora, come già detto anche nel discorso sulla onestà intellettuale, nessuno vi costringe a mangiare ciò che non volete.

Se però siete voi per primi a dire che si tratta sicuramente di schifezze (perché? perché viola le categorie aristoteliche e gli ideali platonici?); a stabilire a priori, senza neanche le verifiche e le ricerche necessarie, che delle proteine coltivate in vitro faranno sicuramente venire chissà quali malattie (nonostante l’ambiente asettico e controllato); a chiedervi perché si debbano fare cose simili; a chiamarlo “cibo Frankenstein” facendovi venire i brividi; ad accusare i ricercatori di giocare a fare dio o di essere maiali al pari di Hitler o Stalin… beh, il minimo che possa fare è farvi notare che state decisamente partendo per la tangente.
Si chiamano pregiudizio, terrorismo alimentare, in alcuni casi anche ignoranza.

Ma se a questo punto voi replicaste dicendo che noi scienziati siamo intolleranti, boriosi e non rispettiamo gli altri o non vogliamo confrontarci civilmente, allora c’è un esorbitante, fantasmagorico, spiazzante errore concettuale enorme di fondo.
Perché non sono quelli come me ad aver iniziato. Non ho esordito io con frecciatine come i brividi, l’accenno alle malattie, la reductio ad hitlerum (tralasciando che dubito che l’ideologia nazista avrebbe approvato ricerche del genere) e i paragoni con dio. Non è stato il dottor Post a dire che i metodi tradizionali sono “schifo” e “ci faranno venire le malattie questi maiali”.
Non siamo noi della lobby degli scientisti ad avervi detto di proclamare il vade retro bestiam quando una cosa “non esiste in natura” o è fatta in laboratorio (come se cambiasse qualcosa)… anche se poi magari da decenni si consumano un non proprio naturalissimo pompelmo rosa, pasta da farina di triticale o Creso, numerosi ortaggi e razze selezionatissime d’allevamento.

Ed è un po’ disonesto intellettualmente, oltre che retorica spicciola, paragonare dei ricercatori a Hitler o Stalin perché? Perché hanno condotto con successo un’applicazione biotecnologica delle staminali.

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È molto comodo scagliare il sasso e nascondere la mano.

E se si possono additare nello specifico biologi ricercatori e biotecnologi impegnati in studi come questo di essere al pari di dittatori sanguinari (è forse questo un confrontarsi civilmente e rispettosamente?), non vedo nessun problema a farvi notare, magari in maniera molto più mite e senza apostrofazioni iperboliche, che state vomitando stronzate su stronzate una dopo l’altra.

Ma non è questione di avercela con voi, o di essere di parte, o chissà cosa. Si tratta solo di onestà intellettuale.
Perché ribadisco che, come già detto, nessuno vi costringe a ingozzarvi di carne fatta in laboratorio; d’altronde ci vorrà molto tempo prima che si possa trovare in ogni discount. Né qualcuno impedisce di fare educazione alimentare o ottimizzare altri processi.
Però non venite a parlare di intolleranza e rispetto, quando siete voi i primi a non volere che si facciano determinate ricerche (e mettiamoci in mezzo anche gli OGM, va’), voi i primi a insultare questi ricercatori, voi i primi a ritenere che certi scienziati giochino a fare dio per imporre il monopolio del cibo e fare ammalare tutti, voi a esordire un dialogo aperto e civile con costruttivi paragoni con i suini e il regime nazista.

Non vedetela come un attacco personale, o come un ritenervi idioti perché non volete mangiare carne in laboratorio.  Ribadisco che, come già detto, nessuno vi costringe. Semplicemente si tratta di onestà intellettuale.

Prendetela così: eppur esiste chi, in gradi e modi vari, sostiene queste ricerche, e risponde a chi lancia il sasso. Ma non sono stato io ad accusarli di chissà cosa, a dargli dei maiali e poi paragonarli a mostri genocidi, per poi lamentarsi della boria e dell’intolleranza di chi evidentemente è chiuso mentalmente se non li ritiene esperimenti folli di qualche maiale.

Chimera
Ma forse non serve alterarsi così, perché alla fine è solo questione di tempo.
I luddisti cercarono di prendere tempo. Chi non voleva ferrovie, industrie, elettronica o aereoplani cercava di prendere tempo. Chi si oppose ai trapianti, all’inseminazione in vitro e anche alle prime tecniche di ingegneria genetica (negli anni ’70 eh, non è una cosa recente) cercò di prendere tempo. Ma alla fine tutto ciò è entrato a far parte della società.
Anche il Grande Male Satanico che vi fa ribrezzo, prima o poi avrà il suo spazio; e forse per quel momento avrete più rispetto e meno pregiudizi per il lavoro di importanti scienziati che non giocano a fare i novelli adolfi.

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