Le meraviglie della scienza omeopatica

Questo articoletto è riportato su gentile segnalazione di un seguace di Italia Unita per la Scienza, che preferisce rimanere anonimo in quanto “con le mani in pasta”.
Tralasciamo la questione suddetta e concentriamoci sul contenuto. Il titolo sbagliato è voluto.

LE MERAVIGLIE DELLA SCENZA OMEOPATICA (ovvero, come NON funziona l’omeopatia)

Come ormai anche i sassi sanno, uno dei principi su cui si basano le diluizioni omeopatiche è la memoria dell’acqua, cioè la capacità che hanno le molecole d’acqua di “assorbire” le informazioni di una sostanza con cui sono venute a contatto e di diffonderle tra di esse, caricandosi delle proprietà terapeutiche di tale sostanza e di conservarle anche se il grado di diluizione è tale che le molecole della sostanza in oggetto non sono più fisicamente presenti nella soluzione acquosa.
In omeopatia tali informazioni vengono condivise tra le molecole d’acqua durante la fase di “dinamizzazione”, cioè una serie di succussioni verticali (10 o 100 a seconda del tipo di diluizione). L’ovvia e immediata obiezione logica che viene mossa a tale affermazione è che l’acqua viene in contatto con tantissime sostanze differenti durante il suo naturale ciclo e pertanto durante la fase di dinamizzazione noi diffonderemmo le informazioni di queste sostanze, oltre che quelle del principio attivo del nostro rimedio in preparazione.
Quella che sta per seguire è la supercazzola omeopatica inventata per rispondere all’obiezione qui sopra.

[momento di silenzio plateale… rullo di tamburi… grattatina pubica che ci sta sempre bene… ocio che arriva eh?!]

Ebbene, l’acqua che si usa per le diluizioni è acqua W.H.I.T.E.: no, non è acqua bianca detta all’inglese perché fa figo, semplicemente WHITE è l’acronimo di Wide Holographic Intensifier Transfer Energy (ecco, ora fa veramente figo… avete mai sentito nulla di più roboante?! Piccola nota, più è roboante e incomprensibile il nome, più seguito avrai dagli stolti); ma cos’è quest’acqua WHITE? L’acqua WHITE è acqua informata supercoerente, cioè acqua avente le stesse caratteristiche di coerenza dell’acqua presente negli esseri viventi, un’acqua che permette l’accesso costante alla propria energia vitale. Essa viene ottenuta… ok, ok, vi lascio un po’ di pausa per farvi finire di ridere.

Beh, avete smesso?

Dai, insomma, guardate che le supercazzole non sono mica finite qui, se non riuscite già più ad andare avanti rimarrete per sempre nella vostra ignioranza (l’errore è voluto).

Tutto a posto? Possiamo riprendere?

Bene, come dicevo, l’acqua WHITE è ottenuta ponendola su di un’apposita piastra e irradiandola che delle luci, chiamate, indovinate un po’, piastra WHITE e luci WHITE (che originalità, eh? Beh, dopo trutta la fatica che è stata fatta per creare quell’acronimo, non vorrete mica che venga sperperato solo per dare nome all’acqua, no?). Esse si basano sui principi dell’elettrodinamica quantistica applicata alla biologia della materia vivente; l’acqua così trattata risente degli stati di oscillazione trascritti nella piastra con l’effetto di creare un processo di dissipazione di energia che contribuisce a instaurare nell’acqua uno stato elettrodinamico ad altissima coerenza simile all’acqua presente nei sistemi viventi. L’acqua viene quindi rifasata e presenta un contenuto energetico di molto inferiore all’acqua liquida normale; in altre parole, la memoria dell’acqua viene resettata ed è pronta per essere rifasata (Capitano Kirk: “signor Spock ci faccia ‘na pippa!”).

Va bene, sarò buono, vi concedo un’ulteriore pausa per ridere… però è l’ultima, eh?! Perchè queste sono cose serie! Sono cose REALI!

Finalmente siamo giunti alla nostra acqua pronta per essere utilizzata per le diluizioni… eh sì, perché ora seguirà un’ultima, meravigliosa supercazzola. Come dicevamo, l’acqua WHITE ha la memoria resettata e il contenuto energetico minimo, quindi è in grado di ricevere e memorizzare le informazioni delle sostanze con cui viene a contatto; ma cos’è questa memoria? Banalmente, ogni molecola emette delle radiazioni: queste sono “assorbite” dalle molecole di acqua che si caricano così delle proprietà terapeutiche della sostanza che le ha emesse; non solo, le stesse molecole di acqua inizieranno ad emettere le medesime radiazioni, diffondendo così l’informazione terapeutica alle altre molecole di acqua, che acquisiranno a loro volta le stesse proprietà pur non essendo entrate direttamente in contatto con la molecola di sostanza che le ha originate.
Ma perché tutto ciò avvenga, è necessario sottoporre la nostra acqua ad un ulteriore trattamento chiamato “dinamizzazione” che, come detto sopra (ormai molto sopra, ammetto di essere parecchio prolisso), si tratta di normali succussioni verticali; durante il processo di dinamizzazione, le molecole di acqua WHITE (e SOLO di acqua WHITE; non vorremmo mica toglierle l’esclusiva, eh?) si allineano come nello schema allegato, facendo diventare l’acqua un SUPERCONDUTTORE e permettendo quindi una rapida diffusione dell’informazione terapeutica tra tutte le molecole di acqua coinvolte nel processo.

whitewater

Bene, ora sapete come funziona a livello scientifico l’omeopatia e… vabbè, ma almeno potete farmi finire con i saluti e i ringraziamenti per l’attenzione: vi costava così tanto attendere 30 secondi prima di rotolarvi a terra dalle risate???

Comunque, per i masochisti forti, ma sopratutto per dimostrare che non mi sono inventato nulla, vi lascio un paio di link come fonti di quanto scritto sopra a proposito dell’acqua WHITE:

http://www.acquainformata.eu/archivio/piastra-white/
http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/acqua-informata-metodo-white.php

Un saluto a tutti e spero che, nonostante la lunghezza del testo, vi abbia divertito; perdonate i miei commenti nel testo, se li ritenete offensivi nei confronti di queste perle di scenza (anche qui l’errore è volontario).

Che dire, oltre ai ringraziamenti per la segnalazione, se non: cristo santo.

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8 pensieri su “Le meraviglie della scienza omeopatica

  1. La tecnonlogia uait (lo scrivo così per non ridere) è posteriore al 2000, l’omeopatia è del 1810 circa, quindi per quei 190 come funzionava l’omeopatia ? Ah, già, esattamente come adesso.

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  2. @Marco Brandizi,

    Non è così, manca, nella descrizione della preparazione del farmaco, tutta la parte che segue la prima diluizione 1/100.
    Ecco, quel prodotto viene diluito a sua volta 1/100, e questo a sua volta ecc. per 12/30 volte sempre battendolo ad ogni passaggio 100 volte sulla Bibbia (ma credo che il Corano vada bene lo stesso).
    A questo punto quest’acqua la spruzzi sulle pastiglie di zucchero che vengono vendute e LE LASCI SECCARE, quindi niente più principio attivo e niente più acqua.
    Resta lo zucchero.
    Ecco perchè l’omeopatia ha poco successo tra i diabetici.

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