Giannino, ja nai!

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Pare che all’interno dei gruppi di discussione facenti capo a Fare (o almeno a quel che ne resta) vi siano alcune frange o tendenzialmente scettiche sulla figura di Giannino, per via di ciò che ha fatto, o un po’ permalosi sui commenti anche ironici a riguardo.
Rammentiamo per la cronaca che Oscar Giannino, candidato premier per Fare – Fermare il Declino alle elezioni 2013, venne sgamato in piena campagna elettorale in quanto millantante titoli universitari inesistenti.

Ai secondi, quelli un po’ permalosoni, non c’è molto da dire: semplicemente chi non ride non è una persona seria (cit.), la satira è uno dei più sacrosanti diritti del popolo verso gli esponenti del mondo politico fin dall’antichità (quando però effettivamente era un tantino meno tollerata) e, soprattutto quando un aspirante primo ministro (almeno in teoria…) o qualsiasi figura di spicco o leader di un movimento viene presa con le mani nel sacco, certi frizzi sono inevitabili. Suvvia, a meno di esagerazioni palesi sappiate avere un po’ di ironia e non preoccupatevi troppo delle goliardate! C’è chi fa di peggio, in fondo.

Ai primi invece il discorso è valido per due sottocategorie, a seconda che si tratti di un estimatore deluso, che si vede magari anche preso in giro dagli altri perché aveva fatto notevole campagna elettorale per Fare prima della scoperta delle lauree false, o di un indifferente che si limita a sentenziare la morte politica di un individuo.
Innanzitutto veniamo al fattaccio in sé, che per voi pare sia alla stregua di un Prost che viene cacciato dalla Ferrari dopo averla definita un camion, o di una Juventus retrocessa in B per via di Calciopoli.
Ora, io non so che razza di metri di paragone avete in mente. Non per scusare chi ha lauree false o ritenerle “accettabili”, ma abbaimo di fronte esempi lampanti di gente che ne ha combinate di tutti i colori, strafregandosene bellamente, ed ha continuato tranquillamente.

Negli ultimi venti anni abbiamo avuto quasi sempre un primo ministro che fra indagini, processi e condanne (prescritte o definitive), sia si tratti di argomenti veri sia si tratti di speculazioni o illazioni, ne ha accumulate tante che probabilmente se fosse vissuto ai tempi di Dante avrebbe avuto neanche un girone apposito, ma proprio tutto un oltremondo personale con annesso libro. Per di più, ciò non gli ha impedito di continuare a ripresentarsi alle elezioni e vincere, nonostante tutti quelli che “ma è un delinquente!”. I suoi uomini o quelli suoi alleati non erano da meno: dalle dubbie coerenze ideologiche di Fini alle birbonate finanziarie dei vari Belsito-Fiorito-Dell’utri, passando per le affermazioni assurde di Scilipoti, ce ne sarebbe abbastanza per dire “ma chi ca**o è questo con simili sottoposti?”. Eppure, Silvio Berlusconi si è sempre messo a posto la cravatta di fronte a simili affermazioni e ha proseguito baldanzoso nel fare il suo gioco. I suoi elettori hanno continuato a supportarlo e anche a difenderlo. E non si trattava solo di gente che “sarà un delinquente, però…”, ma anche di veri e propri fanboy. Anche gli altri, a parte forse la triade prataiola, continuano tutt’ora a occupare posti in parlamento.

Oscar Giannino è un dilettante a confronto. Non solo: lui ha anche chiesto scusa e si è impegnato a dimettersi, subito dopo (anche se ha provato ugualmente ad arrampicarsi sugli specchi accampando qualche scusa). Nessuno di quelli qui sopra ha mai chiesto scusa. Non lo ha fatto certo Berlusconi. Anzi, ha sempre continuato con il piagnisteo del complotto comunista globale nei suoi confronti, roba da orchite fulminante (doppia, perché prima l’hanno fatta venire i radical sbroc suoi nemici).
Sarebbe come appiedare Massa per aver fatto perdere tempo ad Alonso in qualifica, quando Schumacher dopo Jerez ’97 è rimasto dov’era.
E fa comunque più effetto una laurea in Albania come quella del Trota, piuttosto.

All’opposizione, invece, abbiamo l’Armata Brancaleone, che per 50 anni è proseguita imperterrita a farsi votare e a raccogliere seggi, nonostante sconfitte brucianti, faziosismi e scandali non da meno di quelli dei loro “rivali” e tegole sulle loro teste pesantissime.
Bersani è uno che in Germania verrebbe mangiato vivo per come si esprime e per la confusione che ha in testa. D’Alema, l’unico suo merito è stato quello di avere ogni tanto stemperato le diatribe con la destra, ma per il resto quando non è stato inutile è stato o masochista, o iettatore, o meschino.
SEL e Vendola si inseriscono fra i deputati nonostante dichiarino che Carlo Giuliani è un “Eroe della Repubblica” o che Hamas dovrebbe inculare a sangue gli israeliani.
Nel passato storico, Berlinguer riusciva ad avere la faccia tosta di andare a Mosca per auspicare l’avvento del socialismo reale in Italia, purtuttavia rimanendo nella NATO e in alleanza con il capitalismo; che è un po’ come dire, far entrare Israele nell’Asse, studiare sciamanesimo e diventare medici, oppure essere pornostar vergini (no, Valentina Nappi non conta).
Tutti i loro “alleati” erano coinvolti in un’alleanza di tipo achea: funziona solo quando c’è da eliminare un nemico comune per scampare dall’annientamento, altrimenti si ritorna alla condizione normale di galassia di staterelli in perenne conflitto – e anche quando c’è il nemico comune alcuni si professano neutrali, non allineati, non belligeranti, supportatori morali o altre amenità (se non addirittura cambiano schieramento).
Beh, tutti questi qua continuavano a recitare egregiamente il ruolo dell’opposizione che fa il 49%, si lagna per un po’ che l’italiano medio è bifolco e ignorante a non votarli, e poi torna tristissimo a occupare un seggio e a ricevere lo stipendio. Almeno fino all’arrivo del Movimento 5 Stelle.
Ripeto, se la carriera politica di Giannino dovesse terminare per così poco, o VOI doveste volerla vedere terminata, qualcosa non quadra.

Poi, vogliamo parlare di prese in giro? Quelle che le due grosse coalizioni di sopra si fanno fra loro sono enormi e storiche. Ma quelle che si sta beccando proprio il M5S, a causa delle corbellerie che i grillini dicono, o delle sparate che lo stesso Beppe Grillo (o Casaleggio) sostiene, sono il concentrato di tutte le precedenti messe assieme (d’altronde, nemico comune…).
Eppure continuano, insistono, sono diventati persino il primo partito nel paese.
Cioè, gente come Bernini è riuscita a finire in parlamento ed è pure più perculato di qualsiasi attivista di Fare.

Volete farmi credere che Giannino, previo possibilissimo (e magari anche facile) restyling d’immagine non potrebbe tornare a dire la sua o comunque ad avere un peso o un ruolo?
Volete dirmi che siete tanto deboli di carattere da farvi spernacchiare per il suo misfatto da gente che poi va a inneggiare a maiali e bertucce di ogni genere, subendo colpo su colpo?

Va da sé anche che la mancanza di una laurea non sembra essere condizione impedente per accedere al parlamento. La Lorenzin è ministra della salute nonostante sia solo diplomata. D’Alema è stato persino presidente del consiglio.

Certo, Fare non è riuscita a superare lo sbarramento nel 2013 e nulla, viste anche le fratture degli ultimi mesi, sembra preannunciare che in futuro andrà diversamente salvo riforme interne o collasso di altri da cui cattare i voti. E il fatto che in molti suoi aderenti sembrano essere ideologicamente schierati assolutisticamente verso il liberismo stretto (e non vedo di buon occhio gli schieramenti ideologici certi e aprioristici, che si tratti di gente che vuole il “tutto stato” o “nessunissimo stato”) mi impedisce di solidalizzare appieno con il partito, piuttosto che simpatizzare per alcuni suoi aspetti.
Ma l’atmosfera di riflessione e innovazione portata in certe discussioni, quando capita di seguirli i commenti interessanti di Zingales e Boldrin (più Zingales in verità) e anche l’autoironia di altri membri mi sono sempre piaciute; per lo meno, molto più che negli altri partiti alternativi. Su Grillo & soci sapete già come la penso. Su Ingroia stendiamo un velo pietoso. Forse Forza Nuova sarebbe un bel partito, se i suoi membri non fossero passatisti, ultracattolici, maneschi, complottisti, ossessionati dalle lobby giudo-massoniche-occulte-sataniste-globali, convinti che certuni siano “diversi” e in quanto tali vadano “curati”, nostalgici e supponenti (cioè se non fossero… forzanovisti).

Attenti nei piccoli litigi per le piccole cose come queste, perché c’è il rischio di rovinare ciò che vi è rimasto dopo tante difficoltà. Non fatelo, se davvero ritenete di poter essere qualcosa di realmente nuovo, diverso ed efficiente, piuttosto che l’ennesimo partitino di rompiballe che sottraggono qualche manciata di voti agli altri e poi si estinguono.

Oppure, magari in cambio di qualche provvedimento sulle fighe di legno o sull’insegnamento di postmodernismo ed educazione sessuale a scuola, candidate Valentina Nappi e fatele promettere che ricompenserà generosamente ogni voto ricevuto. Sarebbe credibile, in fondo.

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