Anti-americanismo, onestà intellettuale e il principio del comunista che mangia i bambini

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Prendiamo una fazione (politica, religiosa o quant’altro) a caso: per esempio, il comunismo.
Ora, noi sappiamo che nel nome di questa ideologia si sono compiuti molti dei crimini più efferati della storia. Conosciamo tutti, per esempio, le grandi purghe staliniane, oppure i vari interventi per sopprimere chi non voleva un regime comunista come in Ungheria nel 1956. Un po’ meno noto è l’incidente batteriologico di Sverdlovsk nel 1979, in cui venne rilasciato l’antrace fra civili inermi.

Oltre a tutte queste efferratezze e atrocità, potremmo semplicemente contestare l’ideologia di fondo, ritenendola se siamo anticomunisti nel migliore dei casi utopica ed illusa, nel peggiore oppressiva, avvilente e appiattente.
Quindi, è chiaro che il comunismo a meno di essere rossi non è stato esattamente qualcosa per cui tutti farebbero i salti di gioia, tranquillamente lo si può e si deve criticare per ciò che ha fatto, ciò che è stato e ciò che ha rappresentato.

Perciò, se dicessi che nel massacro di Katyń i nazisti per una volta avevano ragione e i comunisti tentarono di insabbiare tutto e far ricadere la colpa su di loro ingiustamente, NON vorrebbe affatto dire che io supporto i nazisti e cerco di difenderli: semplicemente la verità storica è che i colpevoli furono i comunisti e non i nazisti, stop.
Sarebbe assurdo accusarmi di apologia del nazifascismo o simili – eppure, proprio in Italia all’interno delle culture politiche è sempre stato imperativo fomentare contrapposizioni di questo tipo, sia a sinistra che a destra.

D’altronde, per quanto possa dire peste e corna dei comunisti, se qualcuno mi venisse a dire tutto convinto che loro mangiano i bambini, sacrificano vergini a Satana e si accoppiano durante i concerti metal, io gli risponderei tranquillamente che sta dicendo cazzate, perché sono cazzate e basta.
Non vorrebbe dire che sto difendendo i comunisti o che mi dia fastidio che si parli di loro perché sono un loro ultrà.
Accusare qualcuno di essere un filo-comunista, solo perché concepisce come immane fesseria il ritenerli pedofagi, è qualcosa di molto stupido e scorretto argomentativamente.

Non li si difenderebbe perché si sostiene il comunismo, ma per il semplice motivo che non è vero che mangiano i bambini, si tratta di onestà intellettuale.
Allo stesso modo, in qualunque discussione si prenda posizione verso qualcosa, oppure si difenda un ente da un’accusa falsa, non è per forza perché si sostiene questo ente, ma semplicemente perché per onestà intellettuale e magari coerenza non si può dare credito a quella che si ritiene una stupidaggine o una menzogna.

Se non ricordo male ne aveva già fatto qualche accenno tempo fa Uriel mi pare parlando delle frecciate fra PD e M5S, ma la cosa rimase circoscritta ad una diatriba pre-elezioni ed era più uno dei suoi soliti sfoghi. E comunque casualmente il giorno prima c’era già arrivato Charly.
In realtà questo principio può e deve essere applicato sempre.

Lo potremmo chiamare il principio del comunista che mangia i bambini: laddove si dicesse che il comunista di turno faccia scorpacciate di infanti, reazione logica conseguente sarebbe il mettersi la mano sulla fronte e in casi estremi irridere il tapino, chiunque reagisse accusando di parteggiare per lui la farebbe decisamente fuori dal vaso.
Perché replicare a giudizi sballati su qualcosa non è per forza filo-qualcosismo o giudicare qualcuno sacri e più belli, è semplicemente onestà intellettuale.

Questo del comunismo è solo un esempio, potrei farne molti altri: non sono per niente cattolico, ma contesterei chi dicesse per attaccarla che la chiesa cristiana fece crollare Roma o che predicasse il dogma della Terra piatta fino a Colombo; viceversa, ammiro la cultura illuminista ma la riterrei responsabile della diffusione di queste leggende metropolitane (bufale).
Allo stesso modo, riconosco che sono state fatte anche porcate da case farmaceutiche, non certo perché medcomplottista o sostenitore del Dogma Standard del Complotto Biomedico, e sono spietato verso i ciarlatani che propinano fesserie contro la “medicina ufficiale” sfruttando tali paure e l’ignoranza dei boccaloni.

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Uno dei casi più frequenti di disonestà intellettuale è l’anti-americanismo: perché va bene criticarne degli aspetti, ma farlo unidirezionalmente e giustificando o dimenticando altri schieramenti è poco coerente.

Premettiamo che anche gli americanisti a volte sono ipocriti (per esempio, c’è chi condanna la pena di morte o il controllo dell’informazione in Cina, ma giustifica il braccio della morte oppure gli squadrismi su Internet), ma sarebbe tutto un altro discorso e ci dilungheremmo troppo, quindi per ora limitiamoci all’antiamericanismo.
Gli esempi sono tanti e lunghi quindi limitiamoci ad uno. Visto che recentemente c’è stato l’anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, mettiamo da parte fascismi e comunismi e parliamo dei capitalisti.

Ora, in questo caso accetterei volentieri un dibattito se alla fine fosse stato veramente necessario, o giusto, utilizzare la bomba. In fondo lo stesso stato maggiore se ne preoccupò e all’interno di Casa Bianca e Pentagono gli animi erano divisi. Alla fine Truman decise di autorizzare il bombardamento, ma ci si potrebbe chiedere se si sarebbe potuto agire diversamente.

Ma se, per esempio, l’ennesimo oplita del bene dovesse professare l’onestà (o addirittura l’innocenza) dei giapponesi e la crudeltà degli americani tronfi, conquistatori e invasori, che facevano scorrere fiumi di sangue, mi sembrerebbe un controsenso poco legittimo, perché durante la guerra l’Impero giapponese di questi attributi ne era l’incarnazione. Se c’è stato qualcuno per eccellenza che invase, fu conquistatore, ma soprattutto tronfio, arrogante, razzista, spietato e crudele, offrendo massacri gratuiti e facendo scorrere sangue senza scrupoli, furono proprio i giapponesi del periodo imperiale in primis.
Furono oltre ogni misura peggio di qualsiasi cosa fecero gli Alleati, dagli internamenti per i cittadini di origine giapponese in quanto sospettati di spionaggio al garantire protezione a criminali di guerra di cui si volevano carpire le conoscenze evitando cadessero i mano ai sovietici – perché li conosco, naturalmente.

Nessuno però parla dei loro crimini di guerra, fa la minima invettiva verso di loro, nessuno celebra la memoria del massacro di Nanking o si scandalizza per ciò che l’unità 731.
Gli unici ad essere accusati sono sempre e solo gli USA, per aver sganciato una bomba. Mai si elaborano attenuanti, interpretazioni o giustificazioni per il loro comportamento; lo sgancio non lo fecero tanto per divertirsi a uccidere gratuitamente e gustarsi caviale e champagne ridendo delle vittime, ma in alternativa ad un’invasione sanguinosa contro un nemico fanatico e disposto a morire fino all’ultimo, anche con equipaggiamento disperato, o a suicidarsi, pur di non lordare l’onore del Giappone con la sconfitta per mano dei barbari americani.
Anzi, vengono accusati anche solo per aver vinto la guerra ed imposto la resa incondizionata, nonostante non le avessero iniziata loro le ostilità.

Evidentemente dire in questo caso che i creatori di anime furono dei gran pezzi di merda che realmente godevano nel far scorrere fiumi di sangue fra i civili non fa notizia, vanno capiti. Chi da loro è stato attaccato e ha reagito no, è un bastardo, doveva essere sportivo.
Insomma, fa figo andare contro l’America sempre e comunque. Anche per aver semplicemente non detto il buongiorno al mattino.

Ecco, dire questo non significa essere anti-giapponesi, e quindi giudicarli tutt’ora mostri sadici e senza scrupoli (forse ancora un po’ xenofobi, ma c’è di peggio). Né significa essere partigiani degli Stati Uniti: NESSUNO ha detto che l’America è figa, angelica e sacra. Hanno i loro bei difetti e le loro contraddizioni, potrei dire che li giudico prossimi all’implosione se non correggono la loro struttura economico-culturale, potrei contestare il lobbismo nella loro scena politica e ritenere l’invasione dell’Iraq come tutta la strategia estera adottata nell’ultimo decennio una solenne stronzata.

Semplicemente, se mi veniste a descrivere come conquistatori che godevano nel far scorrere sangue nel Pacifico chi prese a calci quelli che s’erano messi a invadere, conquistare e far bagni di sangue, senza neanche mai proferire una parola per queste cose ma anzi magari addirittura minimizzandole o giustificandole con obiezioni tipo “era la loro cultura” o “furono forzati dalle situazioni contingenti”, ci sarebbe una profonda scorrettezza e disonestà intellettuale di fondo.

È questo il punto.

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C’era ben poco da considerare quelle delle azioni Alleate contro i giapponesi come un gran programma definitivo di violenze gratuite e senza scrupoli. Eppure ho visto anche persone giustificare, minimizzare o negare la Soluzione finale o la coventrizzazione generale, ma gridare ugualmente allo scandalo per Dresda come se fosse stata gratuita e inprovocata.
E ho visto gente esultare per Marzabotto a causa del “tradimento” dei soldati italici come una giusta punizione per i “servi degli angloamericani”.
Ma le tronferie altrui lo erano, ed erano tali per tutti, non solo per gli “americani” ingerenti che ficcano il naso negli affari e nella politica internazionali.
Solo che nella retorica collettiva, di sinistra ma anche estrema destra, sono sempre circondate dalle più innumerevoli attenuanti, eccezioni, separazioni. Quelle americane invece marchi a fuoco, senza mai una scusante o comprensione/considerazione. Ed è questa tradizionale disonestà intellettuale che non va bene.

Sì, certo, poi alcuni marines fallocefali si divertirono a stuprare nei paeselli di Okinawa. Però nessuno si azzarda mai a dire che lo fecero anche i soldati giapponesi (intendo a Okinawa – intendo anche); o che esistevano le ianfu; o che con dei soldati che avevano in mente di avere di fronte il Nemico™ maligno che li aveva attaccati spietatamente, è scontato che qualcuno invasato dovesse decidere di sfogarsi e magari “vendicarsi”. La propaganda è che c’erano tutte da una parte bestie sataniche che avevano organizzato ogni atrocità, mentre dall’altra i devoti e onorevoli protagonisti de L’ultimo samurai. Bianco e nero. Buoni e cattivi. Stati Uniti Grande Satana, chiunque altro paladini contro l’oppressione a stelle e strisce. In questa retorica distorta ci sguazzano poi estremismi di sinistra e di destra.
Potete trovare esempi simili anche in forum, blog e social groups di odierni partiti con tali orientamenti e sono sempre a senso unico e abbastanza ipocriti; a meno, per certuni, di essere negazionisti o credere nel complotto globale.

L’onestà intellettuale NON è mai delle ideologie che sono state sconfitte storicamente (e devono attaccare per ogni cosa gli USA o l’Occidente per sopravvivere, anche a costo di difendere gli indifendibili o contraddirsi clamorosamente).
Le loro opinioni sociali e geopolitiche non sono idee ma pregiudizi faziosi, inculcati da quelle ideologie che gridano allo scandalo per la pena di morte in Texas ma che non aprono bocca per quanto fanno nei paesi islamici, in Cina o in Russia; o che se chiunque altro inizia a far casino va bene, se intervengono con la forza in Cecenia, Sinkiang o Kurdistan va bene; ma se gli USA fanno la minima azione no.

In realtà frignano e sono ipocrite.

Perché poi è cool elogiare gli sciroccati testa di bomba del caso, come quelli di Hamas o di Hezbollah; e fa figo rivalutare chi venne sconfitto, anche se fece porcate dieci volte peggiori, gratuitamente e senza scrupoli, solo perché sconfitto dagli USA.
Quindi nessuno dica mai che si contestano certe affermazioni perché si ritengono che gli USA sono sacri, puri e ariani. Perché non è quello il punto.

Se invece si parlasse degli ebrei e uno dicesse che fanno gli untori e bevono sangue di cristiani, risponderei di non dire cazzate. Desolante stupidità sarebbe il contrastare con proclami a favore di Hamas e contro il sionismo.
Allo stesso modo se Stalin mi dicesse che noi italiani siamo stati genocidi e imponevamo la nostra lingua e cultura col manganello, risponderei “da che pulpito!”. Ma non starei difendendo Mussolini.
Allo stesso modo, quando “difendo” Berlusconi o attacco i suoi oppositori in alcuni miei articoli, NON sono berlusconiano, anzi ho un’opinione estremamente bassa dei pidiellini, semplicemente noto le contraddizioni, l’ipocrisia e le storture di chi gli guarda i bruscolini negli occhi ignorando le travi nei propri.

Ma tutto questo naturalmente, come già detto, non vale solo per discorsi storici o politici.

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Per esempio, la questione della carne realizzata in laboratorio di cui parlai tempo fa.
Ora, nessuno vi costringe a mangiare ciò che non volete. Ma se iniziate ad accusare gli scienziati di essere mostri pazzi che giocano a sostituirsi a Dio e vogliono avvelenare tutti con il cibo-frankenstein, il minimo che dovreste aspettarvi è che vi si dica che la state decisamente facendo fuori dal vaso. Assurdo sarebbe poi rispondere che non si rispetta il vostro diritto a pensarla diversamente o che si è arroganti nel tirare acqua al proprio mulino. Stesso discorso per gli OGM.

Oppure quando parlo di dieta vegetariana e vegani. Questi ultimi spesso ne sparano di immense. Ma contestarli non vuol dire ritenere che un regime alimentare vegetariano non possa essere sano e nutriente, o che nei prodotti carnei non possano esserci dei difetti, o che una dieta à la Homer Simpson sia meglio di una vegana. O notare quando anche gli anti-vegani ne sparano di grosse (e ne sparano eh).

Ed anche con gli animalisti più invasati: possono dire stupidaggini, rompere le balle a dei bambini che prendono i granchi per vederli e poi buttarli in acqua, occupare illegalmente laboratori dove si facevano ricerche preziose ed insultare con epiteti infamanti i ricercatori; ma non per questo allora non ci si può preoccupare del benessere degli animali, avere a cuore l’ecosistema o ritenere che anche nelle sperimentazioni esistano limiti ed errori di procedura.

Per finire con i metallari tradizionali, quelli Duri & Puri™ (ormai sempre meno però), che invocano al rispettare i gusti musicali, a riconoscere il loro come un genere musicale dotato di una propria dignità e immeritevole di discriminazioni bigotte; salvo poi comportarsi allo stesso modo con altri generi come punk, hip hop, elettronica.

Probabilmente anche io spesso risulto essere ipocrita in alcuni frangenti. Però noto che chi si fa bandiera di determinate ideologie, come l’antiamericanismo, o come l’odiare ogni religione tranne l’Islam, o come il comunismo, o come la nippofilia o il tifo per la Ferrari, spesso risulta profondamente incoerente.

Infine, per par condicio, anche gli americanisti spesso sono un po’ disonesti intellettualmente, puntando sempre il dito verso i difetti altrui ma ignorando quando gli Stati Uniti ne presentano di medesimi ed equivalenti. Ma questo non è un articolo per contestare i fanboy schieratissimi e paladini degli statunitensi, quindi forse sarà per un’altra volta.

Buoni ultimi scorci di vacanze a tutti.

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4 pensieri su “Anti-americanismo, onestà intellettuale e il principio del comunista che mangia i bambini

    • Grazie, ma è solo una cosa riassuntiva e generalista, niente di “profondo”. Per esempio, chiaramente non tutto a sinistra è come descritto, né gli americanisti non hanno i loro nei; però poi a sciorinare di tutto e di più in una sola semplice bloggata diverrebbe un mattone astruso e indigeribile.

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