Vodka e Red Bull

Beh, siamo in piena estate, tutti ci stiamo rilassando, durante le vacanze nessuno ha voglia di impegnarsi più di tanto nel pensare a cose serie e avremo un mese intero senza i patemi strazianti del tragico carrozzone della Formula 1.
Diamoci quindi dentro con le speculazioni nel mercato piloti, visti i recenti argomenti più scottanti (Webber lascia la Red Bull, gli screzi fra Alonso e la Ferrari, il futuro incerto di Massa ecc.), anche perché dopo tanti articoli di carattere più o meno scientifico quest’anno, è bene darsi alla pazza gioia con qualcosa di più irrazionale e che verrà prontamente disatteso non avendo alcuna base concreta.

Da quando Mark Webber ha annunciato il ritiro dalla F1 per andare in LMP1 con il progetto Porsche, subito si sono aperte le ipotesi su chi lo sostituirà: ovviamente fra i papabili c’è l’attuale duo STR, ovvero Ricciardo e Vergne. Qualcuno non esclude anche una promozione di Buemi (attuale terzo pilota) e ci sono state voci di contatti fra Chris Horner e il manager di Nando. Ma la voce più forte e insistente è quella che vorrebbe Raikkonen come compagno di Vettel per un grandioso dream team 2014.

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Le motivazioni a favore sono molteplici:

– durante la breve parentesi nei rally, Kimi era sponsorizzato proprio dalla Red Bull, pertanto il rapporto già c’è e non sarebbe tanto innaturale condurlo sotto la propria ala;
– è molto amico di Vettel, perciò la sua sarebbe una presenza gradita (sicuramente più di Webber con il quale il rapporto si è sempre più deteriorato negli anni fino al fattaccio in Malesia);
– dico, la scuderia migliore degli ultimi anni, non vogliamo provare a vedere se possiamo vincerci qualcosina negli ultimi anni di carriera?;
– la popolarità di Kimi è cresciuta negli ultimi anni, anche se come anti-personaggio, sarebbe quindi interessante per i vertici dell’azienda averlo come uomo immagine (magari per tamponare alcuni fatti incresciosi capitati alla scuderia, come il sopracitato caso del Multi 21);
– una delle taglines della scuderia bovina è quella che lo sport viene prima di tutto, quindi avere due campioni del mondo con cui puntare al titolo piuttosto che un campione ed uno zerbino (come avviene invece nella scuderia equina) enfatizzerebbe al massimo tale filosofia;
– inoltre Kimi è uno a cui principalmente piace correre per divertirsi e, come sta dimostrando adesso alla Pseudo-Lotus, non è un dramma per lui anche arrivare secondo (a differenza di uno che si lamenta di non avere la macchina degli altri) o sostenere il compagno di squadra come nel 2008, quindi non ci sarebbero problemi se finisse dietro a Vettel.

Io però non sono così sicuro dell’arrivo del finlandese fra i bibitari.
Innanzitutto, abbiamo sotto agli occhi la difficile convivenza fra Vettel e Webber di questi anni, che Horner ha gestito a fatica. Vettel è un po’ ormai abituato ad essere il cocco di casa Red Bull. Cosa accadrebbe se l’alcolico biondo, che sta facendo benissimo alla Pseudo-Lotus, mettesse in difficoltà il tedeschino?
Sicuramente Vettel, nonostante in superficie affermi di essere suo amico, sotto-sotto non vorrebbe essere ridimensionato nel team che orbita attorno lui. Anche perché, dopo le critiche di parte del pubblico perché vincerebbe solo grazie alle auto di Newey, essere messo in difficoltà avrebbe un valore molto più grande.

Vettel potrebbe non trovarsi più a suo agio. Nel peggiore dei casi ciò potrebbe essere un preludio ad un passaggio di Vettel in Ferrari (perché essendo cresciuto sportivamente sotto il mito di Schumacher, non potrà non volere ad un certo punto tentare di emularlo vincendo anche con la storica rossa e non solo con la giovine Red Bull, soprattutto con il rapporto con Alonso che va deteriorandosi… e non è un’ipotesi tanto fantasiosa). Non sarebbe auspicabile, contando anche che Raikkonen è negli ultimi anni di carriera e non potrebbe fare da figura di riferimento.

roscoekimi

Per Kimi intanto è meglio magari rilassarsi e divertirsi con un team che gli da carta bianca, sempre a patto che lo paghi. Ma anche se non lo dovessero pagare, non è detto che una destinazione alternativa sia la Red Bull. In Germania pensano addirittura che Raikkonen potrebbe tornare in Ferrari, magari al posto di Massa, contando che Alonso non è più in un rapporto idilliaco come un tempo e che (a buon prezzo s’intende) potrebbe essere una ghiotta occasione per togliersi la soddisfazione di essere cercato da chi l’aveva cacciato, per concludere la carriera col conto in banca rimpinguato.

Infine, la Red Bull ha stanziato molti fondi per il suo young team, sponsorizzandolo a dismisura. Ignorarlo per prendersi un pilota di quasi 35 anni già campione vorrebbe dire mandare all’aria il progetto e considerarlo inutile se non ipocrita.
Tutti questi crucci per la testa verrebbero tranquillamente risolti prendendo semplicemente un ragazzo dalla STR, come Ricciardo che sembra quello più in palla e più tranquillo all’idea di approdare nel team maggiore (è stato in fondo un “predestinato” fin da subito).
Ciò valorizzerebbe lo young team e permetterebbe ad un pilota giovanissimo di crescere accanto a Vettel, senza impensierirlo troppo (di modo da non dover usare ordini di scuderia) ma gettando le basi per quando il tedeschino vorrà guardarsi altrove.

Inoltre, la Red Bull è molto attiva in eventi promozionali, sponsorizzazioni, marketing e quant’altro. Kimi notoriamente non apprezza molto questi eventi, è già tanto se ha fatto la pubblicità per Clear, preferirebbe essere lasciato decisamente tranquillo.

La mia previsione è che in Red Bull ci andrà Ricciardo. Kimi andrà in un altro team capace di pagarlo invece, anche perché così Maldonado andrebbe sulla Enstone F1 e assieme a Grosjean formerebbe il Carmageddon Dream Team.

Twitter-Silverstone

Infine, un paio di considerazioni sul caso Alonso con relativa risposta di Montezemolo:

Sappiamo tutti che Alain Prost venne licenziato per molto meno (“guidare la Ferrari è come guidare un camion”).
Ma erano epoche diverse, e poi non c’era più nemmeno Enzo Ferrari. Come avrebbe reagito il Drake?
Secondo Gozzi, nel 1984 René Arnoux si permise in un briefing privatissimo di alzare la voce contro Enzo Ferrari. Immediato il successivo appiedamento (anche se potrebbe pure essere una balla per coprire altro).
Effettivamente Enzo era una testaccia calda. Era capace di licenziare un’intera squadra corse per capriccio, se fosse rimasto irritato o deluso da qualcosa.
Inoltre, per lui era sacrosanto che i piloti amassero la Ferrari. Inoltre preferiva che fosse la Ferrari a creare i campioni, non che i campioni salvassero la patria (anche se gradiva che un campione volesse guidare per la rossa).
Beh, dopo che nel 2006 el grande campeòn parlò assai male della rossa, dopo la spy story del 2007 e dopo il crash gate 2008, io ho la certezza storica, matematica, filosofica che Enzo Ferrari non avrebbe mai licenziato lo spagnolo dopo le ultime insofferenze mostrate dall’Eletto.
Perché non l’avrebbe fatto proprio arrivare.

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