Gloria imperitura a Silvio Berlusconi, viva l’idea immortale della Casa delle Libertà del Cavaliere

Tu, ehi dico a te.
Sì, proprio a te, che esulti per la sentenza su Abberlusconi come se fosse il preludio ad una nuova epoca di Immancabili Destini™ e quasi come se l’avessi condannato tu di persona a 4 anni di reclusione.

Voglio metterti in guardia dal tuo giubilio di fronte alla condanna, perché nei festeggiamenti generali e nelle valanghe di status su Facebook entusiasti tutti voi, che siete estasiati dopo che finalmente un corrotto con spiccata propensione per le leggi ad personam e per il vedere ristoranti sempre pieni è stato condannato, state commettendo una leggerezza molto, troppo ingenua.

Si tratta della leggerezza storica che da 20 anni a questa parte una certa cultura politica ha inculcato in giovani studenti borghesi e intellettuali d’alta estrazione, cioè che ogni guaio o problematica del Bel Paese sia imputabile solo e unicamente alla sua ascesa e alla sua presenza, al suo essere radice d’ogni mal, e che una volta sbarazzatici di lui finalmente potremo edificare un paese moderno, libero, democratico e progressista.
Sbagliate: anche dopo la sua condanna, non si risolveranno i problemi dell’Italia, anzi, continueremo a sprofondare. Perché stiamo sprofondando e sempre più velocemente.

Tanto per cominciare siamo in un periodo di crisi terribile, e come in ogni periodo tale, priorità è la presenza di un governo stabile, per condurre lo stato in maniera solida, mentre si spera che all’opposizione non ci vada un branco di sciroccati che sbroccano e sbraitano in continuazione solo perché il programma politico rivale è stato eletto e il loro no.
Dunque al governo abbiamo un partito ufficialmente “giovane” ma composto anche da molti esponenti vecchi, ipocriti e debosciati, un bordello certo non noto per la compattezza e la coesione interni; associato ad esso in una coalizione di larghe intese ci sono i cagnolini ciechi e fedeli di Silvio pronti a far cadere tutto. A rincarare la dose, si minaccia (metaforicamente, spero) la guerra civile.
Confortante.

All’opposizione invece abbiamo i grillini.
I grillini.
Quelli che vantano fra le proprie file parlamentari che si fanno le proprie idee basandole su un ghirigoro di assurdità come Zeitgeist, si informano indipendentemente tramite un noto corbellatore come Claudio Messora e seguono ciecamente un leader dal vaffa pronto come Beppe Grillo, noto per le sparate antiscientifiche (tanto che s’è guadagnato il Premio Perlone 2012).
Non c’è da essere entusiasti di un’opposizione del genere… ma almeno rompono le balle alla coalizione dominante controllando che i politici non facciano cagate e hanno sensibilizzato molti di loro sulla questione della competenza delle persone – in queste cose bisogna dar loro atto che sono stati utili.

Quindi già sul piano politico siamo in una brutta situazione. Non lo dico per difendere Silvio, sia ben chiaro.

Non credo in una “guerra civile” ma come minimo Napolitano (che dipende da questa grande coalizione per la sua presenza) rischia le dimissioni.

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Quanti problemi incrocia l’Italia nel quotidiano, che non spariranno certo perché Berlusconi è stato condannato?
Molti, dalla burocrazia lenta ed estenuante (su questo Berlusconi ha sempre avuto ragione nel criticarla), alla tendenza generale dei vari gruppi di persone a ragionare e fare dichiarazioni unicamente sulla base della propria prospettiva e del proprio orticello, non tenendo conto degli altri (e su questo invece ha sempre avuto torto marcio, o vogliamo credere veramente che i ristoranti fossero tutti pieni di persone di ogni estrazione e ceto economico?). Senza dimenticarci della pressione fiscale asfissiante, esacerbata dalle raccomandazioni, dalla fuga di cervelli e dalla mancanza di mobilità nelle iniziative. Quel poco che si fa, come la questione F-35, a mio avviso è a lungo andare inefficiente come investimento.
Anche perché stanno tartassando le risorse primarie, dalle quali poi dipendono molte attività strategiche, dalle quali dipendono a loro volta aziende e industrie.

Si tratta spesso di un circolo vizioso: per esempio, i raccomandati aumentano l’inefficienza di un’azienda che già deve pagare in sangue al fisco, costringendola a non investire in Italia. I cervelli fuggono perché non riescono a trovare possibilità dato che i posti sono occupati dalle solite faccie e le imprese diventano immobili e decrepite.
Le idee, i finanziamenti e le novità non circolano, rialimentando il tutto.
Poi sopraggiunge una crisi di un settore produttivo, per esempio quello siderurgico, e come effetto domino presto vedremo tutto ciò che ne dipende afflosciarsi.

Il problema più grande è però la progressiva morte della cultura scientifica in Italia.
Non è questione di casi assurdi ma tutto sommato banali come il rapporto 5:2 fra ore di letteratura classica e scienze nei licei scientifici, o le folle che ancora vanno ad assistere al “miracolo” di San Gennaro. Quelle sono stupidaggini a confronto.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito a scempi del tutto indipendenti e davvero gravi.
Volete qualche piccolo esempio?

Allora diciamo che in senato è stato presentato un disegno che sancisce delle limitazioni verso l’utilizzo di animali da laboratorio per la ricerca sperimentale. Beh direte voi, e allora?

In effetti non c’è nulla di strano, essendo in risposta ad una direttiva europea che soddisfa il giusto principio delle 3 R (riduction, refinement, replacement)… se non fosse che la stessa è stata rimaneggiata arbitrariamente di modo da aggiungerci obbrobri come il divieto agli xenotrapianti terapeutici o l’obbligo di anestesia anche per dei semplici prelievi, fra le varie cose.
Anche al PD sono soddisfatti di tali rimaneggiamenti, nonostante persino Nature cerchi di spiegare come la comunità scientifica necessiti di queste sperimentazioni e l’alternativa sarebbe sfruttare i poveri del terzo mondo (o affidarsi alle più recenti novità dei santoni religiosi).

Non capite cosa ci sia di tanto terribile da rendere pessimisti?
Leggete oltre i singoli fatti in sé: abbiamo di fronte l’ulteriore conferma di quanto sia diffusa l’ignoranza scientifica, che conviene molto più alla popolazione (e a chi poi va a fare il politico) piuttosto che sviluppare competenze; ed è questo il vero preambolo alla disfatta, non la permanenza di Berlusconi.
La stessa ignoranza che poi fa affossare i settori base e quelli avanzati.
Il solo fatto che si inizi l’iter per una cosa del genere è preoccupante.

Questa decisione, a meno di ribaltoni, vuol dire che la ricerca italiana sarà azzoppata, come già dissi riferendomi alle lamentele degli animalisti di Milano rispetto ai 3 milioni sbolognati a Vannoni.
Già, perché in Italia un laureato in lettere può sbraitare contro la ricerca, Telethon e la comunità medica, con la compiacenza di un programma satirico che monta ad arte i servizi, e per mera acclamazione popolare farsi assegnare ingenti e preziosi fondi per una terapia estramemente dubbia e criticata. Anche quando Telethon poi pubblica una ricerca dignitosa di questo nome, fioccano ugualmente le critiche, se non addirittura le accuse che fosse tutto combinato.

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Trovo più preoccupante che la gente scenda in piazza per difendere Vannoni, insultare Telethon e dare dei venduti ai medici, oppure che un paio di invasati occupino impuniti uno stabulario di un dipartimento mandando in fumo ricerche preziose di anni, o che si facciano cortei contro le vaccinazioni o che ogni anno puntualmente esca fuori l’ennesima cura per il cancro; piuttosto che qualche pirletta del cosiddetto “esercito di Silvio” lo vada a sostenere davanti le magistrature.

In Friuli, invece, Giorgio Fidenato, nonostante la cassazione gli abbia dato ragione, s’è visto i propri campi di mais ogm venire devastati dai vandali. Questo per via di una vicenda in cui alcuni ministri s’erano detti disposti a violare una normativa europea, unicamente perché “anche i francesi l’hanno fatto e non gli hanno detto nulla” (ma ho una brutta notizia per voi: li hanno già strigliati).
Un blob assurdo di illegalismo, oscurantismo scientifico, terrorismo psicologico e squadrismo, che ha ricevuto assenso da tutte le parti politiche.
Eppure mica si vuole imporvi gli ogm o avvelenarvi tutti come parte di un mega-complotto globale. Non voglio ora scendere nel dettaglio del dibattito sull’ingegneria genetica o delle biotecnologie; ma se dei ministri, rappresentanti del popolo, trattano le leggi e gli accordi internazionali come se contassero solo quando fanno comodo, mentre degli attivisti distruggono con la violenza ciò che non gli piace, è evidente che c’è qualcosa che non va nel paese – senza contare i motivi, che più spesso ho citato, per cui secondo me tale pregiudizio è diffuso.

No, onestamente la notizia della condanna di Berlusconi mi ha lasciato quasi indifferente.

Io non sono molto ottimista sul futuro e ce n’è abbastanza da non causarmi gioia, gaudio e tripudio solo perché “Berlusconi è stato condannato”. Sarebbe come se un malato di cancro gioisse per essersi tolto una zecca fastidiosa.
Oh, sì certo, alcuni di voi diranno che è vero che ci sono tanti altri problemi, ma da qualche parte si dovrà pur cominciare no? E allora cominciamo con il Berlusca.

Ma Berlusconi è solo un sintomo: la febbre di un grande malato, ma non il bacillo (anzi, i bacilli). Non è solo per colpa sua che affrontiamo tanti guai.
V’illudete che condannarlo finalmente cambierà le cose e che senza di lui finalmente i filosofi e i sapienti della nazione potranno realizzare l’Utopia. Che non si è potuta realizzare perché Berlusconi ha fatto questo, Berlusconi ha fatto quest’altro, è tutta colpa di Abberlusconi, Silvio, il Serpente, il Demonio.
Siete ingenui come Bruto e Cassio, che pensavano che eliminare Cesare potesse salvare una Repubblica ormai in agonia e sempre più marcia (non per paragonare Cesare al Berlusca, visto che non hanno niente in comune a parte la sana passione per il triangolo sacro).

Io lo definisco una leggerezza perché non fa rendere conto, a chi crede in questo mito, anche dei problemi impliciti nel substrato che nel bene e nel male ha avuto a che fare con Berlusconi (cioè i difetti nella mentalità del popolino), delle carenze e incompetenze di chi si è affidato a lui per la propria carenza (cioè nei politici PDL ed ex-FI, che vengono puntualmente dimenticati) nonché degli errori, delle ipocrisie e dei faziosismi ideologici di chi per 20 anni ha basato il proprio programma politico su “è tutta colpa di Abberlusconi, votate noi e non lui!”, lasciandogli così davvero campo di agire non riconoscendo le istanze per cui è salito alla ribalta.

La verità è che lui era in buona parte un prodotto di ciò che la maggior parte degli italiani erano e volevano. La verità è che, sì, come si dice a Napoli, il pesce comincia a puzzare dalla testa, ma non solo lui compone la testa e anche il resto del corpo puzza. La verità è che “i guai” c’erano prima di lui, ci sono nonostante lui e continueranno ad esserci dopo di lui.

La verità è che anche colpa di molti di noi, soprattutto di chi l’ha desiderato (perché aveva già la mentalità decadente per supportarlo) e di chi unicamente non voleva lui (perché con la propria nullità gli ha lasciato campo libero).

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Berlusconi è stato il riflesso di una società che esiste. È vero che ha fatto belle porcate, ma senza i presupposti “giusti” non sarebbe mai giunto al potere. Ha piovuto sul bagnato.
Non ha ideato nessun diabolico progetto di rovina dell’Italia e non ha inventato proprio niente: la manipolazione della stampa e dei mezzi d’informazione, il clientelismo, il nepotismo, le collusioni, le tangenti, il lavaggio del cervello dei membri del partito esistevano già da decenni; le praticavano i grandi schieramenti pre-tangentopoli. Lui semplicemente risaltava perché nella nuova politica le elezioni le vinceva bastonando i contendenti e perché non solo era plateale nelle sue uscite, ma se ne sbatteva se tutti i giornali lo attaccavano. Applicava il principio di Oscar Wilde: “si parli bene o male di me, purché si parli di me”.

Non ha “corrotto” gli italiani tramutandoli in pecoroni sconci ed egoisti edificando una rete mediatica ad hoc: i reality show vari, i telegiornali satirici, i programmi con le showgirl erano già format normali nel resto del mondo, che sono stati importati. Il “malcostume” e gli scandali esistevano già, ma prima erano nascosti da un perbenismo falso e da moralismo bigotto.
Evidentemente alla gente piace di fondo vedere il Grande Fratello o Veline, mentre lo scoperchiare il vaso degli altarini non ne fa comparire i contenuti all’improvviso al momento dell’apertura.

La tv commerciale esisteva già, lui ha semplicemente fatto guadagnare a Mediaset lo share che solo la RAI aveva (a differenza di quanto accadeva nel resto d’Europa), senza chiedere per legge un canone.
E a fronte della “propaganda” anche lecchinosa fatta dai vari Emilio “Silvio rimembri ancor” Fido e simili, lo stesso processo lo facevano gli oppositori quando c’era da tirare acqua al proprio mulino fra giornali, canali tv, dichiarazioni di facciata. Solo che gli oppositori erano un’armata Brancaleone incapace di fare un minimo mea culpa per ogni propria mancanza o amnesia, invece di scaricare le colpe ai partiti rivali che ingannano l’elettorato che altrimenti voterebbe noi o all’elettorato che non capisce niente (e non c’è da stupirsi che si siano fatti fregare per vent’anni).

Il cavaliere mascarato non è niente più che un sotto prodotto della cultura della penisola nel periodo del secondo dopo guerra. La sua ascesa altro è conseguenza del terremoto successivo allo scandalo Mani Pulite e al crollo dei precedenti partiti.
Sì, sì, certo, la presunta P2, le frasi su Mussolini che “ha fatto anche cose buone”, il condizionamento nella diffusione delle notizie, le querele per chi lo accusava di qualcosa. Oh, ma è ovvio: è un fascista e s’è arraffato il potere.
Peccato che il fascismo non querelava (come legge democratica garantisce per verificare se c’è stata offesa) o indiva elezioni, andava giù di manganelli e olio di ricino e zitti e mosca. E peccato che mentre nelle inchieste parlamentari si facevano seghe mentali sulla P2 o a Porta a Porta ci si accaniva perché non si sono ribadite le sufficienti peste e corna su benny_tow, per i terroristi come Cesare Battisti si invocava addirittura la liberazione mentre Berlinguer che definiva Stalin “il nostro migliore amico” diventava ministro.

Quindi, adesso al governo non abbiamo solo uno, ma ben due partiti eredi di altrettante ali politiche che hanno lasciato dietro di sé una scia di porcate a 360°. Solo che una delle due ha cercato in tutti i modi di scaricare tutto addosso all’altra, per non far notare i propri sbagli, i propri scheletri nell’armadio e la propria inettitudine; e a farvi credere per anni che fosse solo quella a mandare tutto a rotoli.

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Quali altri partiti abbiamo, come alternativa?
Abbiamo già detto, del M5S. Ufficialmente il partito del cittadino medio, in realtà in larga parte un branco di fuffari. Fuffari fra i quali ritroviamo anche l’ultima incarnazione della mediocrità, della cialtroneria e del sentito dire. Ci vorrebbe una bella selezione delle componenti interne al movimento.
Stanno ereditando, fra l’altro, il ruolo dei berlusconiani agli occhi della sinistra: come loro sono emersi all’improvviso e, sfruttando la decadenza della precedente struttura politica, con molta demagogia si sono inseriti, fra l’altro fregando proprio il PD, che avrebbe dovuto stravincere a mani basse le elezioni, e invece nisba.
Ed ogni loro stupidaggine viene amplificata e diffusa in ogni dove, nonché trattata come se la causa d’ogni male fossero loro. Ma non pensiate che gli altri partiti stiano messi molto meglio come competenza e cultura scientifica (ed è stato soprattutto per i loro sbagli e le loro malefatte se l’Italia è in crisi).  Alla fine non sono stati deputati grillini a dire che sotto al Gran Sasso c’è un tunnel di 750 km o che gli F35 sono elicotteri antiincendio (pensate che putiferio se l’avessero detto loro). Né i vari Scilipoti, Calderoli e Giacobbo-wannabes sono grillini. Le interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche le hanno introdotte altri.

Vale quanto detto per Berlusconi: il nostro paese non era una terra dorata prima dell’avvento di Grillo e dei grillini (che sono nati come reazione a qualcosa che c’era già, sono il pus di una infezione, ma non l’infezione) e non tornerà ad esserlo dopo la loro fine.
Come lui era un prodotto di ciò che gli italiani erano, anche i grillini lo sono. Sono il riflesso di una società che esiste. E non è per la loro ascesa che tanti fuffari si sono moltiplicati o tante teorie di merda sembrano avere guadagnato più consenso. C’erano già prima, solo che adesso non hanno remore ad esporsi, anzi confidano che sicuramente saranno ascoltati e hanno trovato un gruppo di riferimento in cui riconoscersi e con cui omologare le idee. Ma esistevano già prima.

Non sarà una loro interruzione formale a cambiare le cose.

Anzi, dietro le quinte sono pronte a scalpitare forze persino peggiori.

Come gli ingroiani con la loro manettocrazia fondamentalista, cioè immaginatevi dei grillini con licenza di venirvi a rivoltare come calzini perché sospetti ka$tari.
Sotto di loro degli anarco-comunisti che parlano di spedizioni punitive come degli squadristi, gridano “Viva Stalin!” e fanno a gara per compiacere graziose giovani modelle di origine ucraina che però appaiono un po’ incoerenti nel capeggiare certe manifestazioni con certi proclami.

O i forzanovisti che vedono lobby ebraico-massoniche dietro tutto e ritengono che le “devianze dalla natura” siano aberrazioni da curare. Non vi rendete conto di come siano efficienti la loro propaganda e organizzazione dietro le quinte, nonché dei valori base che risvettano rispetto alle corruzioni dei politici maggiori, delle iniziative che fanno per le strade e del carattere che dimostrano. Se non leggessero libri di negazionisti, lanciassero banane o volessero purgare gli omosessuali (e non avessero tendenze manesche, passatiste e troppo conservatrici), sarebbero un gran partito alternativo. Ma non lo sono.
Se non spopolano è perché hanno un leader innocuo (come se il M5S avesse solo Casaleggio a fantasticare di panda radioattivi)… temete il giorno in cui a FN comparirà qualcuno con le palle a fare da ascendente.

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Tutto questa lunga pappardella per dirvi che no, il fatto che finalmente Berlusconi sia stato condannato non spalancherà alcuna porta dell’Età Aurea.
C’è ancora molto da fare, tante maniche da rimboccare, tante camicie sudate da cambiare, tanti calcinacci da rimuovere. Non li ha fatti (solo) lui.

Spesso inoltre siamo noi stessi responsabili di qualcosa. Lo siamo quando pretendiamo una borsa di studio avendo fatto pochi esami o essendo fuori corso da anni. Lo siamo quando copiamo agli esami o frignamo per avere aiuto per poi lamentarci che l’istruzione è carente. Lo siamo quando scendiamo in piazza per manifestare contro le vaccinazioni e le scie chimiche e diamo dei cretini o dei venduti a medici, scienziati e ingegneri. Lo siamo quando andiamo ad affidarci ad un omeopata e magari facciamo morire nostra figlia per non dover prendere le “dannate medicine”. Lo facciamo quando facciamo tardi sul lavoro e ad ogni appuntamento per poi lamentarci di Trenitalia. Lo facciamo quando rifiutiamo ogni progresso timorosi che cambi le nostre consuetudini. Lo facciamo quando diamo soldi a Rosario Marcianò, Giulietto Chiesa, Marco Travaglio o Maurizio Blondet per acquistargli il libro o il DVD.

Vi dico tutto ciò per mettervi in guardia, invitarvi a non calare l’attenzione e a guardarvi intorno a 360°.
Perché a trovare un capro espiatorio a cui addossare tutte le colpe, ci si dimentica degli altri lupi e asini nel circo.
Fino ad ora, in molti parlavano come se il problema fosse solo Berlusconi.
E dopo di lui saranno solo i grillini.

Per concludere, quanto valgono normalmente i fanboy di Silvio?

Penso che basti vedere questo filmato per rendersene conto:

Un ownage quasi al livello di Istanbul 2005.

No, non sono meglio dei grillini. Però qualcuno si accorge di una certa semplicità mentale solo ora che i grillini si sono diffusi.

Buone vacanze a tutti.

P.S. ovviamente il titolo del post è ironico.

3 pensieri su “Gloria imperitura a Silvio Berlusconi, viva l’idea immortale della Casa delle Libertà del Cavaliere

  1. “compiacere graziose giovani modelle di origine ucraina”

    se ho capito a chi ti riferisci non penso che A. S. condividerà il riferimento velato

    Rispondi
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