Come contribuisce un laureato?

 

 

 

(NOTA: pubblicato anche qui)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fra i sostenitori delle verità alternative serpeggia spesso una generale sfiducia verso il mondo dell’istruzione avanzata e dell’università. In costoro vi è una punta di diffidenza e pregiudizio nei confronti di chi segue un certo percorso formativo che prevede anni di studio e successive applicazioni.

Certo, a volte è anche reponsabilità di chi magari si atteggia con un po’ troppa supponenza e superiorità senza saper divulgare il sapere, così come di chi si laurea in Fenomenologia delle Supercazzole Prematurate e poi non può far granché più che servire gli Happy Meal, oppure chi si laurea pure in ingegneria o medicina ma poi progetta edifici che crollano o sbaglia le diagnosi.
Però si tratta di minoranze, mentre sempre più gente è disposta a credere ai complotti sui vaccini e free energy piuttosto che agli specialisti del settore, come se ci fosse un classismo elitario da combattere.

Molti di loro, indagando a fondo, si scopre che non hanno avuto (o non hanno potuto avere) un’istruzione più approfondita, qualcuno potrebbe addirittura aver avuto esperienze negative (meritate o meno) a causa di quelle proprie caratteristiche che li hanno portati a non eccellere; e magari avvertono un senso di inferiorità che, come in una sorta di ribaltamento di valori nietzscheiano, compensano vantandosi delle proprie supposte qualità e sminuendo quelle dei professionisti o ingigantendo i loro difetti.

Nel caso dei sostenitori delle verità alternative si esalta a dismisura tutto ciò.

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Così le “élites sono state fortunate o privilegiate se hanno potuto proseguire gli studi; sicuramente non hanno mai e poi mai lavorato (nemmeno per finanziarsi gli studi); si credono superiori solo perché hanno un pezzo di carta o intelligenti perché hanno avuto un bel voto; spesso producono solo astrazione prive di praticità nella vita quotidiana della gente comune; ripetono a pappagallo le nozioni della storia o della scienza dimenticando che la prima la scrivono i vincitori mentre la seconda è finanziata da chi ha degli interessi (quindi sono falsate); vengono indottrinate di modo da fare il gioco della casta dominante invece di pensare con la propria testa; sono le sole ad usufruire degli eventuali benefici del loro operato e mentre studiano sono solo un costo per la collettività sostenuto invece dalle masse del volgo.
Queste ultime invece producono, sono state sfortunate, sono veri lavoratori, non hanno bisogno di chissà quali percorsi per poter capire qualcosa di materie anche complesse, hanno la grande qualità di dubitare di tutto (tranne che delle ipotesi alternative, delle credenze antiche e dei complotti) e soprattutto sono umili (loro).

Non pensate stia esagerando perché da qui ad un sempliciotto come Domenico Schietti che, in preda a delirio d’onnipotenza, si inventa che le caste dei fisici e degli ingegneri hanno mentito al mondo intero finché lui non li ha “confutati”, il passo non è lungo.

Non mi interessa fare ora stupide contrapposizioni fra chi è meglio o chi è peggio secondo fazioni: in fondo anche un Tullio Simoncini si è laureato prima di iniziare le sue esperienze mistiche con i funghi, tanti laureati in economia han capito l’andazzo globale negli ultimi anni con la professionalità di Willy il principe di Bel-Air contribuendo a mettere in crisi il sistema economico, ed esistono anche i figli di papà che non fanno alcunché dalla mattina alla sera e probabilmente non lo faranno mai; mentre è vero che c’è anche chi non ha potuto permettersi gli studi a causa della povertà e che un voto non basta a definire le qualità di un individuo.

Ma mi preme ad ogni modo replicare a chi queste contrapposizioni le fa, solo dal lato “umile” della diatriba, pensando magari il peggio dei professionisti… e perdonatemi se sembrerò caustico nel farlo.

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Come contribuisce alla comunità chi si è laureato?

Lo fa curando con efficacia chi si ammala, altrimenti costui non potrebbe andare a lavorare per mantenere sé stesso e la famiglia. In caso di intervento dovrebbe ancora mordere una sferetta di piombo sperando di non avere dodicimila complicazioni (e le avrà), rischierebbe la vita anche per malattie tutto sommato banali e se perdesse qualche funzionalità organica non ci sarebbe nulla da fare. Maurice Hilleman fu un grande medico che sviluppò i vaccini per il morbillo, l’epatite, la meningite e la varicella fra i tanti. Probabilmente ha indirettamente salvato più vite lui di chiunque altro in tutta la storia, ma nessuno lo ricorda. Si preferisce esaltare l’anticonformismo di un Povia nel sostenere il complotto del NWO o giubilare Grillo quando dice che l’AIDS è un’invenzione o che la Montalcini svolgeva mansioni di fatica.
Certo, se si parte a priori che i vaccini fanno male o i medici sono corrotti, non si può ritenere ciò un contributo alla collettività.

Lo fa progettando mezzi meccanici che velocizzino e migliorino i lavori agricoli, tecniche agronomiche più sviluppate, colture ibride o ingegnerizzate, prodotti come i fertilizzanti o metodi per evitare contaminazioni chimiche. Altrimenti i contadini dovrebbero usare ancora il bue per coltivare meno cibo in più tempo, avrebbero rese povere e limitate a quei suoli naturalmente ricchi, sarebbero falcidiati dalle infestazioni di parassiti e potrebbero soddisfare solo le esigenze del radical chic che vuole il prodotto bio a km 0 pagandolo il doppio nel ristorantino “tradizionale”. Norman Burlaug, per esempio, fu un agronomo padre della cosiddetta “rivoluzione verde”. Grazie a lui abbiamo a disposizione molto più cibo e abbiamo avuto le indicazioni per renderlo ancora più disponibile e per molte più persone in futuro.

Lo fa garantendo servizi terziari (informatica, telecomunicazioni, ricerca di base ecc.) che semplificano enormemente la vita di tutti i giorni, altrimenti useremmo ancora i piccioni viaggiatori, gli abachi e i pendolini magici.
Lo fa realizzando macchinari e attrezzi che permettono ai costruttori di piazzare un ponte o una ferrovia senza impiegare tantissimo tempo, senza spaccarsi la schiena e raggiungendo performances eccezionali.
Lo fa costruendo un sacco di cose tremendamente fighe e utili come grattacieli, ponti sospesi, satelliti, automobili, fermentatori, celle frigorifere, impianti eolici, treni, protesi artificiali, impianti bionici, nanosonde, superconduttori e colture idroponiche.

Lo fa ottimizzando e rendendo più sicure la produzione della birra che vi gustate al bar con gli amici, l’installazione di un pacemaker per il vostro zio coronopatico e la manutenzione del motore della vostra 500.

Tutte cose di cui tantissime persone non si rendono conto, perché sono talmente abituate ad usufruirne da aver dimenticato su cosa poggia il loro benessere e stile di vita.

Sia piccole cose, come il microonde inventato da un ingegnere radio come Percy Spencer, che grandi cose, come i primi passi mossi nella conquista dello spazio da gente come Sergei Korolev il cui operato sfociò nel satellite Sputnik.
Ed è grazie al genio di un matematico come Alan Turing se potete usare un computer, il cui utilizzo non è solo quello di scrivere cazzate al computer, ma anche di sostenere tutta la ricerca, la produzione ed il progresso attuali.

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D’altronde, se esiste la possibilità di condividere qualunque palla vista su di un social network o su di un blog, convinti di essere alternativi e contro il sistema, è perché c’è stato qualcuno che ha concepito l’idea di calcolatore, qualcuno che ha analizzato e lavorato i materiali, qualcuno che ha assemblato le componenti interne, qualcuno che ha progettato un sistema di condivisione telematica e qualcuno che ha programmato il codice per far avviare il pc, per la connessione a Internet e per il sito. Ed infine qualcuno che ha installato l’impianto elettrico a casa propria.

In futuro, ne usufruiremo ancora di più, è inevitabile e da un certo punto di vista scontato.

I biotecnologi vengono accusati di giocare a fare Dio, di sovvertire le leggi della Natura e altre amenità. Ma in futuro forniranno in abbondanza della resistentissima seta di ragno per uso industriale e medico dopo aver manipolato i bachi, come già hanno sperimentato nei laboratori del Wyoming.

I fan di Vannoni sputano sulla ricerca medica e su Telethon, ma questa accoppiata ha pubblicato da poco i risultati di uno studio che sembra promettere di fornire veramente una cura per malattie gravi come la sla. Altri ricercatori invece, trapiantando midollo bruno, hanno riscontrato dati positivi nella lotta contro l’AIDS nei mesi scorsi, sperando che il virus non muti o si ripresenti all’improvviso.

Gli ingegneri sembrano studiare come matti a spese altrui, ma fra le tante novità svilupperanno arti, organi di senso e organi artificiali sempre più efficienti con cui rimpiazzare quelli perduti, grazie all’operato di persone come Kevin Warwick avremo innovazioni pazzesche nel campo della cibernetica o della robotica.

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Quando i fisici vi daranno i monopoli magnetici, i chimici i superlubrificanti, gli informatici i software polimorfici senzienti per reti neurali artificiali e i matematici gli algoritmi per quasi tutto ciò, non vi accorgerete del loro impatto. Continuerete a guardare gli equivalenti futuri di Amici o di Voyager in televisione, a discutere se sia “etico” o meno rimpiazzare il proprio corpo con uno artificiale o coltivare organi umani in laboratorio, ad accusare le macchine di togliere posti di lavoro, a formare gruppi di resistenza (passiva) passatista in cui rimpiangere i bei vecchi tempi e contemporaneamente a usufruire di tutto ciò.

Senza rendervi conto che è grazie all’operato di brillanti scienziati, ingegneri e inventori, se la preoccupazione ricorrente non è più di non finire sulla strada di un esercito in marcia, di non rimanere contagiati da qualche morbo o di avere un buon raccolto nell’orticello; e se adesso “iniziare a lavorare” non vuol più dire andare a zappare i campi, trasportare pesanti sacchi o pascolare le pecore fin da quando si ha 5 anni.

E consentendo a ragazzine viziate di permettersi reale supponenza con esternazioni come questa, a cui far seguire teorie secondo cui la storia è falsa e ce la propinano i signorotti del caso:

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Tornando alla domanda iniziale: come contribuisce alla comunità un laureato?

Con tutto questo.

(link alla fonte d’ispirazione per questo post, che probabilmente avrete già intuito)

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5 pensieri su “Come contribuisce un laureato?

  1. Ale sei intelligente e scrivi sempre articoli interessani ma…… Un giorno mo devi spiegare CHE CACCHIO C’ENTRANO LE IMMAGINI DEGLI ARTICOLI !!!! XD

    Rispondi
  2. L’ha ribloggato su Gianvito Scaringie ha commentato:
    Come contribuisce alla comunità un laureato?
    (ovvero: scienza e complottismo, ovvero: chi sono i veri umili?)
    Un bell’articolo che mi ha letteralmente letto nel pensiero. Ne consiglio a tutti la lettura.
    Gianvito Scaringi

    Rispondi
  3. Bell’articolo, lo condivido subito!
    Solo mi sfugge la scelta dei monopoli magnetici come prospettiva di contributo dei fisici! :)

    Rispondi
  4. L’ha ribloggato su Exp(i·pi)+1=0e ha commentato:
    «D’altronde, se esiste la possibilità di condividere qualunque palla vista su di un social network o su di un blog, convinti di essere alternativi e contro il sistema, è perché c’è stato qualcuno che ha concepito l’idea di calcolatore, qualcuno che ha analizzato e lavorato i materiali, qualcuno che ha assemblato le componenti interne, qualcuno che ha progettato un sistema di condivisione telematica e qualcuno che ha programmato il codice per far avviare il pc, per la connessione a Internet e per il sito. Ed infine qualcuno che ha installato l’impianto elettrico a casa propria.»

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