Impariamo dai puffi!

La tendenza negativa di alcune mie conoscenze a pubblicizzare e condividere molte teorie astruse, soprattutto sui social networks, ha fatto sì che spesso, purtroppo, le fonti d’ispirazione per gli articoli su questo blog non sono mancate, dando conferma che in certe occasioni non si assiste a temporanei sfoghi circoscritti di qualche corbellatore occasionale, ma a vere e proprie esperienze croniche-degenerative.

Prendiamo per esempio il caso dei simpatici cantastorie di Scienza di Confine.

Questa volta ci deliziano con un elogio alla bucolica vita di nientemeno che i puffi. Ovviamente per dire sottilmente che il mondo fa schifo, noi siamo tutti schiavi, gli unici che se ne sono accorti sono i risvegliati come loro e chi non li capisce come noi è probabilmente un povero pirla destinato a cose molto brutte.

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UNO STILE DI VITA PERFETTO

Al di la di chi paragona il villaggio dei puffi al vecchio comunismo, se andiamo ad osservate con attenzione il cartone animato dei puffi nasconde il segreto della RICCHEZZA.
I puffi sono in possesso della ricetta del benessere e la soluzione a tutti i problemi economici del mondo.
Nel villaggio dei puffi non circolano soldi e ognuno di loro ottiene lo stesso ciò che gli serve per vivere ed essere felice.
Si denota che i soldi non sono importanti come ci fanno credere i governi e le cose di cui si ha bisogno si possono ottenere in altro modo.

Accidenti, tutto è stato spiegato alla fine solo dai puffi e in millenni di storia non ci siamo arrivati prima! Fessi che siamo!

Ma un momento cari confinisti, fermiamoci un attimo a riflettere: per esempio, il denaro. Si può dire che è vero che abbia generato corruzione e che molte persone vi diano un’importanza eccessiva, ma di base esso funziona, semplicemente, come contropartita immediata nelle transazioni, è cioè un mezzo di scambio nonché un valore di riferimento.

Se io andassi a scavare in una miniera o a costruire un edificio, vorrei avere almeno una contropartita per il sudore che caccerò nel mentre. Mica mi metto all’opera per senza niente, quando potrei starmene in panciolle tutto il tempo. Soprattutto in un mondo vasto e popoloso, dove potrei dare i miei servigi a qualcuno che nemmeno conosco (cosa più che mai reale, dato che non viviamo in un minuscolo villaggio con pochissimi abitanti che si conoscono da una vita e si fidano ciecamente l’un l’altro).

Però in realtà non starei in panciolle. Probabilmente, starei pensando a provvedere a me stesso: per esempio, procacciandomi del cibo, o procurandomi materiale con cui confezionarmi vestiti o costruire la mia di casa, o comunque badando ai fatti miei. Soprattutto nell’antichità, quando venne inventato il denaro, avrei avuto tutta la necessità ed il diritto di pensare a mettere qualcosa sotto i denti e trovarmi un riparo, altrimenti avrei passato una vita non tanto felice!
Perciò se devo passare la mia giornata a compiere un lavoro, vorrei qualcosa in cambio, che mi garantisca di non aver consumato tempo ed energie inutilmente invece di provvedere alle mie necessità primarie. Magari per qualcuno che poi scopro pure starmi molto antipatico!

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Si dice che per un periodo funzionò il baratto: io ho allevato questo capretto, te lo darò per far festeggiare stasera la tua famiglia a tavola assieme al vasellame che ho saputo realizzare, in cambio mi dai qualche sacco di grano, oppure mi dai una mano a zappare i miei campi, oppure mi confezioni un indumento caldo che io non lo so fare. L’idea dello scambio è perfettamente sensata in fondo.
Ma il baratto ha dei limiti. Prima di tutto perché non sempre si avrebbe una contropartita: magari il mio capretto è ancora troppo piccolo e non ci si cenerebbe granché, oppure hai finito la stoffa per gli abiti e ne avrai altra fra un mese. Poi perché non è semplice quantificare i valori fra tante cose diverse, soprattutto perché le necessità individuali sono diverse: diciamocelo, se un capretto vale 4 sacchi di grano, ed un sacco di grano e mezzo vale come 6 vestiti, che valgono come un’intera settimana ad arare il mio campo brullo e duro ma come un mese a piantare patate nel prato morbido del mio vicino, come risolvere il problema in cui tu vuoi solo una coscia perché non hai famiglia (o peggio non lo vuoi perché sei vegetariano e io non ho altro che ti piaccia!) e a me servono 3 sacchi di grano e 2 vestiti?

Per semplificare enormemente tutto si giunge così a scegliere un qualcosa che abbia valore di riferimento, con cui stabilire dei prezzi per i servizi e gli oggetti – la valuta. Essa ha funzione di credito: non mi puoi confezionare l’abito, allora mi dai alcune unità della valuta, cosicché io possa tornare quando ci sarà stoffa (o possa andare da un altro sarto). Oppure in alternativa io te ne do un po’ per aggiustarmi la porta di casa che ho sfasciato, così tu poi, visto che sei vegetariano e il capretto punto non lo vuoi, ci comprerai del cibo dal mio vicino fruttivendolo che non vuole barattare qualcosa con me perché prima dell’invenzione della moneta gli promettevo sempre dei capretti in cambio dei suoi ortaggi ma me li mangiavo sempre prima.

E non si tratta di un piano diabolico progettato dal Bilderberg e dagli Illuminati all’alba dei tempi (anche perché non esistevano ancora), ma di una conseguenza naturale di una necessità fisiologica di regolare gli scambi e le contropartite. Che avvertono soprattutto coloro che lavorano molto, per la cronaca, e più che un abbandono della moneta preferirebbero che i loro risparmi non venissero prosciugati da un fisco eccessivamente vampiresco.

La vita nel villaggio dei puffi scorre tranquilla, non ci sono ne padroni ne servi, tutti si rispettano e vivono sereni. Non c’è nemmeno la polizia, perchè senza un governo, nessuno ruba a nessuno, tutto è in equilibrio.
Niente Potere, niente polizia che lo difende, uguale anche niente violenza!

Credo di aver sentito qualcosa di simile da parte di un certo Thomas More… solo che lui la chiamava Utopia e non a caso.
Perché avete tralasciato un fondamentale dettaglio: la violenza è sempre stata radicata nell’umanità, non è certo un’invenzione dei tempi recenti, causata dalle organizzazioni statali, dalle banche o dalle forze dell’ordine!

Penso che basti aprire un libro di storia per trovare testimonianza di tutto ciò nei secoli precedenti all’età contemporanea e anche oltre: persino il famigerato medioevo non ha nulla a individiare, in quanto a brutalità, fanatismo e oppressione, alla storia antica dei classici che ricordiamo tanto idealizzati nelle letture al liceo dell’Eneide o negli sceneggiati su eroi storici e personaggi mitologici.

Ma dopo l’invenzione della scrittura si è pur sempre in un’epoca dominata dagli scambi commerciali e dalla moneta che voi detestate. Adesso apriamo una parentesi antropologica, se trovate l’argomento noioso potete pure saltare ma a mio avviso è un’occasione interessante per approfondire un po’ di più la scienza.

Secondo i paleontologi, la più antica traccia trovata di guerra vera e propria nel neolitico è quella del cosiddetto cimitero 117, risalente a circa 14.000 anni fa, con ben 59 resti umani sui quali sono stati trovati resti di morte violenta nonché punte di lancia e freccia conficcate negli scheletri. In Europa il sito più famoso è quello di Roaix, che però è più recente (anche se in quel periodo noi europei eravamo ancora molto primitivi rispetto ad altri).
Rimane difficile ipotizzare guerre antecedenti, un po’ perché la popolazione era certo troppo rada e dispersa per dar luogo di generare granché di conflitti, un po’ perché è proprio con il neolitico che si creano i presupposti per la guerra stessa. Il neolitico infatti comporta l’introduzione di numerose novità, come l’agricoltura, l’allevamento, lo stanziamento ecc. che rappresentano un enorme balzo in avanti in termini di sopravvivenza, perché permettono di avere a disposizione cibo e riparo in quantità maggiori e con molto meno dispendio di risorse rispetto a dei cacciatori nomadi. E che quindi possono indurre furti e saccheggiamenti, come la necessità di difendersi da essi.

Invece il semplice atto di violenza di per sé all’interno del genere Homo si può definire come ancora più antico, seppur con riserve. Resti databili fino a 500.000 anni fa di Homo erectus presentano indizi di tutti i tipi. Per esempio, molte tipologie di fratture (e saldature) sono state giudicate incompatibili con il trauma accidentale (es. una caduta), suggerendo piuttosto che gli sventurati del caso avessero ricevuto percosse violente. In altri casi si sono trovate pile di teschi che presuppongano qualche forma di trofeo o rituale (ma potrebbero anche essere state accumulate nelle loro tane da carnivori ripulitori), mentre vi sono molti altri indizi addirittura di casi di cannibalismo.
Ma è difficile ricostruire con esattezza cosa è accaduto molto tempo addietro, soprattutto con resti fossili che possono essere incompleti e frammentari. Eppure qualche deduzione interessante la si riesce a fare; alcuni paleontologi per esempio ipotizzano che il cranio di H. habilis ed H. erectus si fosse evoluto in un contesto di scontri anche violenti, dove bisogna avere delle ossa molto robuste per sopportare i traumi.

Non molti sanno che il primo fossile di Neanderthal ritrovato presentava, sul braccio sinistro, la cosiddetta “frattura di Monteggio”: i segni della guarigione di una frattura al III prossimale dell’ulna con una dislocazione anteriore della testa radiale. Forse l’ominide aveva alzato il braccio per difendersi da un colpo, o forse si era fatto male cadendo. Però l’antropologo forense T. Dale Stewart osservò che il braccio sinistro è proprio quello che si alza istintivamente per proteggersi, dato che chi attacca usa di solito il braccio destro. Il che ci fa sospettare fortemente di un caso di violenza. Certo, a meno di credere a priori in un’umanità idilliaca e pacifica nella natura.
Di certo molti suoi cugini come quelli rinvenuti nei siti di Shanidar o di Skhul se la passarono male senza ombra di dubbio, dato che si beccarono una lancia nel torso, mentre uno zio di St. Césaire aveva il cranio perforato. Regolazione di conti o “banditismo”?

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Non bisogna però pensare a degli ominidi intrinsecamente cattivi o violenti, i “bruti” rozzi e ignoranti dell’immaginario di fine ‘800. Anzi, questa è un’immagina che ormai è stata del tutto abbandonata e screditata, soprattutto per i Neanderthal di qui sopra.
Piuttosto, come nelle specie animali che popolano la natura che ci circonda, e che occasionalmente si scontrano per qualche motivo (per delimitare il territorio, o spartirsi una preda, stabilire le gerarchie in un gruppo sociale, conquistarsi la precedenza nella riproduzione), dovremmo pensare a contesti vari che possono in alcuni casi dar luogo ad episodi di violenza. Gli animali in natura sanno essere molto, molto violenti. Ma non sono “malvagi”, semplicemente si trovano in condizioni e contesti in cui non possono scegliere altro.

Tuttavia, non credo si possa tornare ad una condizione come quella degli Homo habilis per vedere come stavano di preciso le cose, né che ciò ci converrebbe davvero.

ANIME TALENTUOSE

Ogni puffo ha un talento che esercita con piacere e Amore.

C’è il puffo contadino, il puffo inventore, il cuoco ecc.
In poche parole senza l’obbligo di un istruzione forzata, senza l’obbligo di un lavoro coatto e monotono, ognuno esprime il proprio talento, contribuendo allo sviluppo sociale o del villaggio nel caso del puffi.

Indubbiamente è brutto essere costretti a qualcosa che non si desidera.
Permettetemi però un appunto, l’istruzione è forse uno dei beni più preziosi di cui disponiamo proprio perché ci permette di raggiungere vette altrimenti impossibili.

Un tempo non ci si potevano permettere nemmeno i libri o gli insegnanti, i giovinetti avevano come unica scuola e palestra l’andare a zappare la terra assieme al babbo.
Invece al giorno d’oggi un’istruzione di base è uno dei diritti fondamentali della società occidentale nonché la base con cui accedere a professioni specializzate che richiedono competenze un attimino più elaborate di quelle del lanciatore di coriandoli.
Come credete che un chirurgo possa operarvi di appendicite, o un ingegnere progettare il ponte che state attraversando, o un elettrotecnico montarvi l’impianto a casa per permettervi di accendere il computer (a sua volta esistente grazie a chi ha studiato elettronica, scienza dei materiali, fisica ed informatica) per spararne a iosa su Internet?

Inoltre ognuno è libero di seguire le proprie inclinazioni ed aspirazioni (anche troppo: vedere le polemiche sul rendere i corsi universitari a numero chiuso) e nessuno ha il diritto o la facoltà di costringervi a studiare medicina se volete diventare architetti, o a lavorare in un’azienda petrolchimica se volete fare lettere.
Certo però, se tutti diventassero cuochi o pittori la situazione diverrebbe problematica, perché ci sarebbe una saturazione del meccanismo di domanda e offerta nonché una penuria di professioni qualificate per compiti più avanzati. Avremmo una situazione in cui saremmo pieni di torte ai mirtilli e ritratti di Puffetta (ma quanti sarebbero disposti a mangiarsi tutte quelle torte o a prendersi l’ennesimo dipinto?), ma nessuno saprebbe che pesci pigliare una volta emerse problematiche più pressanti o esigenze più strette.

Nel mondo dei puffi, se ci fate caso, esiste solo un membro per professione e ciò mantiene un equilibrio senza che vi siano sovrapposizioni, concorrenze, superfluità, quel sistema funziona proprio perché è un mondo irrealizzabile di fantasia ideato a priori come perfetto e senza il minimo problema; a differenza della realtà dove in certi casi a momenti ci sono più avvocati che cause legali.

Senza l’istruzione su cui sputate, non ci sarebbe chi progetta macchinari con cui rendere la coltivazione dei campi molto più veloce, leggera e produttiva; i medici guarirebbero con le sanguisughe; in caso di calamità si andrebbero a invocare gli spiriti al santuario invece di progettare soluzioni alle sciagure; e di certo voi non potreste dilettarvi al computer e sulla rete, sia perché non sarebbero realizzabili, sia perché le vostre giornate sarebbero riempite con attività realmente monotone e pesanti, ma obbligatorie se volete sopravvivere in un mondo arretrato con tante difficoltà e tante vessazioni.

Signori miei, fra tante corbellerie questa è una delle peggiori, non trovate?


I talenti dei puffi contribuiscono al benessere di tutta la comunità e qui abbiamo molto da imparare !!!

Nessuna fatica, nessun lavoro, ogni puffo si dedica alla sua passione e di conseguenza migliora la vita dei suoi simili.

Quando un puffo ha bisogno di una mano, TUTTI gli altri puffi vanno in suo aiuto, non basta questo per ottenere ciò che desideriamo?

Vi lancio una dritta: la fatica è stata progressivamente ridotta o debellata grazie al progresso e all’istruzione di cui parlate male.
C’è chi ha studiato ed ha inventato macchine con cui coltivare più facilmente, più velocemente e più produttivamente la terra; o mezzi con cui debellare o contenere le malattie per allungare di molto la vita media di tutti; o tutto il necessario per consentire ad esseri poco utili di sfogare le proprie frustrazioni su Facebook invece di andare a spaccare le pietre.

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In un mondo bucolico come quello di cui parlate, voi fareste una fatica immensa anche solo per sopravvivere. Provate a chiedere ad un contadino se sarebbe disposto a cedere il trattore, i fertilizzanti e quant’altro. O ad una squadra di costruttori se rinuncerebbero a trapani, gru, camion e materiali compositi.
E nessuno vi verrebbe a dare una mano costantemente e gratuitamente, se non siete loro amici e familiari (o siete il loro signore che li comanda a bacchetta…), avendo da preoccuparsi più di portare il pane a casa che di farsi in quattro per qualcuno che potrebbe pure non ricambiare il favore!

Tutto questo può sembrare utopia per chi come noi è abituato au una realtà non all’altezza dei propri sogni, ma vi ricordo che quando siamo nati non ci fregava un caxxo dei soldi!

Mi pare ovvio: la nostra preoccupazione principale era ricevere da mangiare da mamma e farsi cambiare il pannolino (oltre che farsi vaccinare per non morire subito come tanti altri bambini fino agli inizi del ‘900).

Solo che quando siamo adulti nessuno viene a imboccarci la pappa o a cambiarci il pannolone! A meno di essere più o meno invalidi e pagare qualcuno disposto ad occuparsi di noi piuttosto che a badare ai propri interessi.

Nemmeno ai primi Homo sapiens fregava qualcosa dei soldi, ma la loro vita era enormemente più dura e breve della nostra.

In compenso, c’è gente che riesce ad essere soddisfatta della propria vita impegnandosi sodo, puntando al massimo e rimboccandosi le mani per realizzare la migliore versione possibile di sé stessi, piuttosto che lamentandosi su Internet perché si ricevono delusioni sentimentali oppure nessuno gli viene a fare l’aereoplanino con gli omogeneizzati di pollo.

Quindi…siamo schiavi dei soldi o di chi li controlla?

Siamo venuti al mondo per sviluppare i nostri talenti e non per sopprimerli !!! E cosa succede se si sopprimono i talenti dell’anima?

Guardati intorno…succede un mondo come questo, dove la felicità è cosa rara, i sentimenti e l’amore sono confusi e annebbiati, riempiamo le case di oggetti inutili e per strada non ci salutiamo, continuiamo ad esistere infelici fino alla morte, schiacciati dalle tasse, da debiti inesistenti, da leggi ingiuste, da amori mancati e da malattie causate da un mondo inquinato e crudele.

Insomma i Puffi saranno solo un cartone ma chi li ha inventati è una persona come voi, con un ideale di vita diverso, per ora il suo sogno si è realizzato solo nello schermo di una Tv, ma quel che importa è che da piccoli ci ha fatto sognare, ora spetta a noi trasformarlo in realtà !!

Avete idea di come fosse il mondo in precedenza?
I sentimenti e l’amore non erano confusi e arrabbiati per il semplice motivo che venivano completamente ignorati quando si combinavano matrimoni per consolidare i poteri famigliari.
Le case non avevano oggetti inutili perché spesso mancavano anche quelli utili e non ci si poteva permettere il lusso delle “cose inutili”.
Per strada se non ci si salutava magari ci si metteva anche sulla sinistra per poter sfoderare la spada in caso di incontri spiacevoli (che erano diffusissimi finché non si potenziò quella polizia che secondo voi è la causa di ogni violenza).
Le tasse ebbero il loro apice di rapacità ai tempi di Vespasiano (proverbiale) e le leggi che oggi giudicheremmo ingiuste erano addirittura il fondamento di certe società: sapete che a Sparta i bambini nati malformi venivano uccisi o che nel tardo impero si doveva per forza di cose esercitare la professione del padre, mentre nel medioevo esistevano le corvées non retribuite e le decime?
Per non parlare delle malattie, forse credete che prima del 1979 non ne esisteva nessuna, ma fra epidemie e pestilenze ce ne sono state di ecatombi per millenni, la mortalità infantile a lungo è stata altissima e persino malattie oggi banali come un’influenza potevano uccidere.

Ma voi preferite credere sia possibile un mondo inesistente dove ognuno ha già il proprio interesse in armonia con gli altri senza sovrapposizioni o competizioni, c’è solo una Puffetta che non interferisce in alcun modo con i cervelli degli abitanti (quando nella realtà per far colpo sul sesso furbo molti maschietti poco svegli si menano o rovinano o non capiscono più niente) e la violenza non esiste semplicemente perché non c’è lo Stato con i suoi sgherri. Poco importa se nel mondo dei puffi non esistono per copione le malattie, le divergenze d’opinione, la scarsità, la siccità… la diversità. Già, perché a parte i mestieri diversi, in realtà i puffi sono tutti uguali. Naturale che vadano d’amore e d’accordo, senza far nascere contrasti!

Solo perché a voi nella vita reale non saluta nessuno e le donne vi respingono, non vuol dire che il mondo sia intrinsecamente una grande pattumiera che impedisce a voi di realizzare i vostri sogni.
Smettete di vedere il problema sempre negli altri e nel resto del mondo, a volte guardate anche un po’ voi stessi e fatevi qualche domanda.

Ci vediamo a breve, se riesco a trovare il tempo forse anche perché gli stessi confinisti hanno avuto l’ardire di parlare di un argomento che mi riguarda direttamente in prima persona (avendolo sperimentato sulla pelle) e magari si può spendere un po’ di tempo per sviscerarlo.

 

P.D. naturalmente so bene che questa dei puffi è una sciocchezzuola e non ne vale la pena di discuterci su, era solo una scusa per citare alcuni argomenti, in primis quelli paleontologici.

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Un pensiero su “Impariamo dai puffi!

  1. simili reperti fossili dovrebbero mettere a tacere senza ombra di dubbio chi pensa che in natura tutto era pacifico ed idilliaco, sono poi state le lobby della carne e delle case farmaceutiche a inventare la violenza

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