Terminal Italic Disease

Rimango sempre più convinto che con certi figuri ai piani alti l’Italia sia un paese ormai in fase di malattia terminale.

Sono varie le cose che mi hanno spinto a pensare ciò, alcune le ho constatate di persona anche nell’immediato passato. Per esempio, l’8 giugno si è tenuta in vari atenei d’Italia la Giornata nazionale per la corretta informazione scientifica, promossa da Pro-Test Italia e molto carina come iniziativa.


Io stavo organizzando il convegno per una sezione dell’evento e sembrava filare tutto abbastanza bene nei preparativi. Almeno finché alcuni dei professori che avevano garantito di partecipare come relatori si sono tirati indietro il giorno prima per “andare al mare” (esatto; le auguro pioggia e temporale per tutte le sue vacanze questa estate) o perché gli stava antipatico Tizio o perché voleva caffè e briochina e casualmente aveva lo stesso giorno un convegno sulla produzione di marmellate con alberghino spesato.

Poi non si lamentassero se mancano fondi, se i professori vengono bistrattati o se non si fa mai nulla.
Molti italiani sanno solo lamentarsi ma poi sono i primi a far sciocchezze, invece di rimboccarsi le mani e costruire qualcosa.
Ciò inesorabilmente porta al declino perché gli stessi che dovrebbero essere prodromi e alfieri si grattano fino a che non si toccano i loro privilegi personali.

Ma quando una nazione raggiunge un certo grado di declino, non la si risolleva più neanche con delle endovena di Red Bull; e forse l’unica cosa da fare è prendere armi e bagagli per andare dove si può ancora costruire qualcosa, lasciando al loro destino coloro che si accaniscono sulla propria condizione, auto-indotta (magari dando la colpa a qualcun’altro), destinata all’inesorabile game over.

Un altro esempio: pochi giorni fa Giorgio Fidenato, un agricoltore friulano, x’è anda’ a piantare delle sementi transgeniche nel suo campo.

Si tratta di un avvenimento importante perché fino a questo momento l’Italia è stata alfiere nella lotta agli OGM, distruggendo anche campi puramente sperimentali a scopo di ricerca, nonostante i pregiudizi verso quei vegetali transgenici siano in massima misura o infondati a priori, o smentiti, o tenuti sotto controllo.
Fra le tante polarizzazioni assolutiste del nostro paese, quella verso gli OGM è una caccia alle streghe tra le più consistenti e veementi.
Non esagero perché ancora un ministro come Scilipoti (noto corbellatore) nemmeno un mese fa continuava a lanciare appelli in cui addirittura paventava i terribili pericoli dei pomodori pesce che violerebbero l’etica dei vegetariani che li mangiassero e ci mancano solo Frankenstein, xenomorfi e zombie nazisti nel discorso.

La semina è avvenuta grazie ad una sentenza europea che dopo anni di ostruzionismo ha finalmente aperto uno spiraglio nel nostro reazionario e obsoleto paese.
Dico reazionario ed obsoleto, e lo faccio con tutta la consapevolezza del peso di queste parole, perché siamo afflitti da una mentalità che rigetta spaventata le tecnologie e la modernità senza provare a studiarle; chi è al nostro governo ne esprime l’archetipo. D’altronde persino la nostra sinistra, che dovrebbe essere progressista per definizione, è talmente vecchia da essersi fatta fregare per 20 anni da uno che non è esattamente uno stinco di santo come uomo (ma è molto più sveglio e sagace).

La nostra classe politica (e chi l’ha prodotta) teme il confronto, teme di lasciare l’amata culla, di mettersi in gioco, di ammettete i propri limiti e imparare da fuori. È immersa nell’illusoria convinzione che tutto gli sia dato e tutto otterrà solo in virtù della propria italianità, condizione necessaria e sufficiente per essere nell’Olimpo e che quindi deve essere mantenuta intoccata, immutabile, statica, ingessata, soprattutto nei confronti di quegli agenti esterni e modernizzanti che non possono che corromperne la svperior virtvs.
È il mito del pensare di essere i migliori perché nello stesso territorio si hanno avuto i Leonardo, i Michelangelo, i Galileo; e quindi di non dover prendere lezione da nessuno. Il mito di produrre il meglio del meglio perché si hanno la Ferrari, il Chianti, il parmigiano; e di non dover neanche guardare cosa c’è la fuori perché solo nella propria tradizione c’è quanto basta e quanto merita.

Badate non sto dicendo che l’italianità non possa dare esempio di eccellenza, anzi, abbiamo prodotto grandi cose. Ma quel che di buono facciamo o possiamo avere finiamo per rovinarcelo con le nostre mani. Dalla Olivetti alla Lancia, passando per la ricerca nucleare.
Anche i romani in fondo, conquistarono il Mediterraneo per poi trasformarsi in una società viziata, immobile e destinata al collasso.

Se il nostro settore agronomico e biotecnologico, da avanguardistico quale era, sta morendo, è per questi motivi.

Nunzia De Girolamo, ministro dell’agricoltura per il pdl, ha annunciato di voler bandire una volta per tutte gli ogm anche se ciò vuol dire violare la legge comunitaria.

E lo fa consapevolmente nonostante sia pure avvocato. Citando come attenuante la lenta burocrazia nel reagire alla Francia che ha fatto una violazione simile (un po’ come dire, “non paghiamo la multa” o “non restituire quel prestito”, magari si dimenticheranno o perderanno gli atti o verranno tenuti occupati da qualcuno).
Come già detto, se abbiamo ministri giovani così stiamo freschi.

A questo punto razionalmente è lampante dedurre che l’esempio mostrato dallo stesso ministro è di pura illegalità e incostituzionalità.
Forse che ora potremo quindi violare le leggi che non ci piacciono sperando che lo stato se ne dimentichi?

Ma in fondo noi siamo l’eccellenza. Lo siamo a prescindere.
Non dobbiamo macchiarci la reputazione usando gli ogm, nossignori, dobbiamo mantenerla pulita.

Come finirà questa vicenda?
Temo che a meno di imporsi a forza, complice un intervento UE (con tutti gli sbroccaggi che susciterà), l’avranno vinta gli anti-ogm “a prescindere” che non vogliono neanche provare ad analizzare. Spero vengano zittiti con una risposta esemplare. Se lo meritano.

Ormai dubito si possa far più niente nell’immediato per quanto riguarda la mentalità arcaica della media degli italiani, anche se alcuni come i ragazzi e colleghi di Pro Test e di Prometeus Magazine si stanno lodevolmente impegnando per far rialzare la china alla nazione.

Bisognerebbe rifondare tutto il paese alla radice, ovvero un qualcosa di distruttivo, che non so quanto converrebbe.

Siamo come i nostri antenati romani, che nel V secolo erano convinti di avere ancora le stesse virtù di quei loro antenati che avevano conquistato il Mediterraneo e di non dover temer nulla. E intanto attribuivano tutti i loro sfaceli interni ai germani e al cristianesimo, che in realtà come disse Montanelli si limitarono a seppellire un cadavere.
Così come i romani seppellirono il cadavere delle poleis greche, ancora convinte di essere il centro della civiltà nonostante puzzassero di rancido ed esausto lontano un miglio.

L’Italia è malata terminale.
Per tanti, tantissimi motivi, non solo per quest’ultima vicenda legata agli ogm.
Bisogna rimuoverla questa neoplasia, eradicarla, strapparla via.

Membri del M5S: avete ragione al 100% a criticare la nostra classe politica e a volerla mandare a casa a calci. Ma fra i contestatori della semina in Friuli sul posto c’eravate soprattutto voi nel vostro “attivismo”, convinti delle stesse palle che demagoghi vecchi, ignoranti e immobilisti vi propinano. Fatevi anche voi un esame di coscienza, perché volete curare un cancro col bicarbonato.

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2 pensieri su “Terminal Italic Disease

  1. E ti segnalo che, da oggi, s’è schierata anche la novella governatrice: http://www.agi.it/food/notizie/201306241358-eco-rt10195-ogm_serracchiani_ho_scritto_a_de_girolamo_perche_intervenga – che auspica “un intervento del ministro che va appunto nella direzione di garantire, attraverso un regolamento, la possibilità di impedire la coltivazione mediante Ogm nel nostro paese”. Tieni conto che la S. fa parte della corrente giovane, europeista e progressista del PD, quindi chissà gli altri. Perciò ora sappiamo di avere una cordata PD-Lega-M5S che può darsi la manina, e a difendere la posizione opposta non c’è alcuna forza politica che abbia un minimo peso.

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