Quando gli animali hanno più diritti delle persone

Risale a oggi la notizia che in un parco a Venezia è stato vietato l’accesso ai bambini perché, in occasione di una festicciola, uno di essi facendo esplodere un palloncino ha spaventato il barboncino di una signora. Che se l’è presa parecchio andando a sbroccare presso la dirigenza.

Si tratta di un provvedimento assurdo ma gli animalardi esultano, fra i commenti alle notizie sparse per la rete ne ho letti alcuni che rasentavano l’odio categorico e pregiudizievole: per loro tutti i bambini sono dei piccoli mostri che maltrattano gli animali e soprattutto fanno morire quelli domestici, quindi è giusto vietare loro di andare nei parchi così non importuneranno cani innocenti che vogliono farsi una passeggiata col padrone e non possono a causa di marmocchietti maleducati dai genitori.
Il paragone non ha senso perché allora io potrei dire che a tutti i cani andrebbe vietato di andare in giro perché alcuni di loro, magari con padroni negligenti o bastardi, possono essere pericolosi, tanto che nemmeno pochi giorni fa un bambino è stato sbranato.
Così come io non generalizzo negando diritti ai cani e demonizzandoli perché vi sono stati episodi negativi, non si dovrebbe nemmeno gioire perché all’infanzia si nega uno dei più elementari dei diritti (giocare all’aria aperta) pensando con rancore a quei singoli casi di bambini maleducati se non proprio maligni che hanno maltrattato un animale.

Si tratta di una misantropia latente in alcune persone estremiste perché, delusi nei rapporti umani dalle persone (per stronzaggine degli altri o per causa loro?) riversano sugli animali tutta la loro sfera psichica, affettiva e mentale, magari traslando in generale i sentimenti provati verso un singolo compagno peloso che gli ha dato l’amore incondizionato che non hanno trovato negli altri. E che può dar luogo a reazioni assurde.

Rimane comunque vero che a volte i bambini vengono straviziati e lasciati liberi di fare qualunque cosa solo perché “ma so’ ragazzi”, senza contare quando prendono esempio scorrettisimo da pessimi genitori. E che magari possono molestare un animale (e magari andarsele a cercare le rogne, tramite reazioni aggressive). Per questo è giusto comunque essere esemplari nella loro educazione, invece di fare i negligenti o essere un cattivo esempio.

Non è comunque questo il caso visto che il bambino stava per i fatti suoi e non credo che il barboncino sia saltato in groppa alla padrona piangendo perché gli è stato fatto un attentato.

Si spera che si riveda un po’ tutto l’andazzo, creando spazi appositi per ciascuna fazione di modo da evitare contrasti, oppure ancor meglio riuscire a reintrodurre un po’ di convivenza, concordia, tolleranza, educazione e rispetto fra tutte le parti (e ricordandoci che il giocare assieme ai cani fa bene sia a loro che ai bambini).

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