25 aprile: ma che “minchia” festeggiamo?

La nota pagina (purtroppo anche facebook) di disinformazione e propaganda anti-occidentale nota come “Informare per resistere”, che molti di noi conoscono già bene per le innumerevoli corbellerie che riesce a pubblicare (dall’omeopatia alle scie chimiche, purché si dia addosso all’occidente, al sistema, agli americani, eccetera eccetera) ha, in occasione dell’anniversario del 25 aprile, condiviso questa ennesima perla, prendendola dal solito gruppo che vede massoneria ed illuminati dietro tutto:

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Trascrivo:

25 aprile 1943 – 2013 MA CHE MINCHIA FESTEGGIATE?

Nel 1944 gli USA mandano in Sicilia circa 3000 famiglie mafiose ad impossessarsi dei punti strategici della regione. Non a caso per la fine della guerra, gli Stati Uniti entrano proprio dalla Sicilia ed arrivano fino a Roma senza sparare un colpo. Dopo 68 anni siete ancora sicuri di essere stati liberati anzichè invasi?

Corbezzoli, una vera avanzata ininterrotta senza colpo ferire, proprio agli sgoccioli della guerra!

Naturalmente le cose non andarono affatto così. Il piano di sbarco in Sicilia da parte degli Alleati (che non erano solo americani), denominato Operation Husky, avvenne non nel 1944 come prodromo di una avanzata repentina alla fine della guerra, bensì nel luglio del precedente quando ancora erano lontani Overlord o Stalingrado. Allo sbarco parteciparono in egual misura americani e britannici come numero di divisioni, spalleggiati da una canadese come ausilio del Commonwealth. Lo scacchiere del Mediterraneo era in mano al generale inglese Harold Alexander.

Angosciante affermare che non venne sparato un solo colpo: nella sola Gela le divisioni Livorno ed Hermann Göring organizzarono un’accanita resistenza nei confronti degli sbarcanti, e solo il supporto combinato di aviazione e artiglieria navale impedì agli Alleati di venire ributtati a mare.
Le cose non migliorarono nemmeno dopo l’occupazione della Sicilia, dato che una volta traghettati sulla penisola gli Alleati trovarono la Linea Gustav a sbarrar loro la strada, e il Meridione fu teatro di sanguinose battaglie come quella di Montecassino. Per riuscire a superarla e raggiungere così Roma, si dovette sbarcare ad Anzio. Le vittime che gli Alleati ci misero furono migliaia in mesi di guerra logorante e in stallo. Altro che “senza sparare un colpo”…

Opinabili anche i numeri sulla mafia, senza fonte e messi probabilmente per instillare un’associazione negativa fra USA e mafia. Gli Alleati cercarono il supporto logistico dietro le quinte di Lucky Luciano, che strinse contatti dietro le quinte per favorire o quanto meno non ostacolare le truppe alleate sul suolo; gli stessi Alleati però si preoccuparono del possibile risorgere della mafia, tentando di arginarlo una volta concluso lo sbarco. Mandare in Sicilia 3000 famiglie (quindi ancora più gente) è già ad un altro livello.

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Ciò è di un’ignoranza storica abissale atta solo a fare propaganda anti-americanista. Cari ragazzi, possiamo pure contestare politiche estere (guerra in Iraq?) o interne (porto d’armi?) statunitensi per quello che sono, ma certe mosse sono solo meschinità messe a scopo di faziosismo ideologico, perché probabilmente si detesta ciò che gli Stati Uniti rappresentano: in primis il libero mercato, la capitalizzazione, il primato tecnologico-economico-politico senza avere antiche statue di illustri antenati, l’industrializzazione…

Il rosicamento sotto sotto è connesso a particolari estremismi politici ed è duplice.

Da un lato, da parte di ideologie tendenzialmente molto sinistroidi, che per dirla con semplicità disprezzano qualunque cosa sia connessa con il capitalismo, il liberismo, la globalizzazione, e non gli va giù che molti dei loro (utopici) sogni siano crollati nel triennio 1989-1991 di fronte alla mancanza di competitività verso il modello occidentale, quando non già traditi in passato da leader politici che si erano resi simboli della loro lotta, al punto da guadagnarsi celebrazioni grottesche da parte del gregge rosso (chi si ricorda il “gloria imperitura a Giuseppe Stalin“?), ma che ne avevano combinate di tutti i colori.

Essi ignorano prima di tutto che certi modelli di società, come quello per esempio agognato dall’Internazionale comunista, si basano su archetipi ideali che all’atto pratico non trovano realizzazione (almeno allo stato attuale di avanzamento della civiltà) se non parziale e dopo processi lunghi e laboriosi, scontrandosi con le dure regole del mondo. A meno di sovvertire a forza queste regole, ma abbiamo visto cosa è accaduto e cosa accade in certi paesi dove ciò è avvenuto.

Tali modelli vengono comunque automaticamente considerati perfetti a priori, ogni manifestazione pratica dell’applicazione di tali modelli messa di fronte ai suoi errori viene definita “degenerazione” e come tale scartabile da ogni considerazione: in fondo non era la vera rappresentazione del modello. Quante volte avrete sentito dire “quello non era il vero comunismo”? Il che in parte è anche giusto da dire, ma solo a patto di riconoscere che per instaurare il “vero” comunismo bisognerebbe affrontare tutta una serie di problematiche che lo rendono assai poco realistico.

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Ciò purtroppo non solo non accade, ma viene anzi insabbiato da un’omertà verso gli altri sostenitori del modello “rosso” che ha lasciato in eredità alla sinistra d’oggi una gran dose di ipocrisia, inettitudine e mancanza di responsabilità; persino fra i partigiani, quelli appartenenti alle brigate schierate ad estrema sinistra si sono resi colpevoli di delitti che offendono la gloriosa storia della Resistenza anti-nazifascista, delitti dei quali però non è sempre lecito parlare, col rischio di venire tacciati di essere “fascisti” dai più accaniti nostalgici del Partito.

Parallelamente, l’insuccesso del modello viene giustificato vedendo nel suo attuale modello rivale o la fonte di questo insuccesso o il compendio di ciò che non dovrebbe esserci e non ci sarebbe se solo esistesse Quel modello giusto e perfetto.

Per partecipare ad un gioco, bisogna essere bravi giocatori, non serve a molto contestare le regole. Facciamo un esempio stupido: per lo stesso principio è inutile che la Ferrari si lagni che c’è troppa importanza data all’aerodinamica piuttosto che alla meccanica in F1 quando il suo punto debole è, come al solito, l’aerodinamica, o che gli imbranati in amore si lamentino delle ragazze perché le stesse preferiscono certe caratteristiche piuttosto che altre. Sono esempi molto banali ma per rendere il concetto.

Dall’altro, comunque, abbiamo anche ideologie tendenzialmente molto destroidi, che, anche qui per dirla con moltissima semplicità, vivono nella perrenne illusione che, poiché in passato nella nostra stessa penisola sono abitati gli antichi romani e alcuni importanti figuri rinascimentali, l’italiano sia altrettanto nobile e valoroso, e abbia in qualche modo un primato morale sugli altri in virtù dei suoi natali.

Ciò nonostante l’italianità abbia fatto figure barbine su figure barbine seguendo questo sogno, concretamente a causa di chi dirigeva il carroccio (come si dice a Napoli, il pesce inizia a puzzare dalla testa…), ma secondo i sostenitori di tal sogno e i nostalgici di un certo dittatore, esso è stato rovinato magari dagli odiati borghesucoli plutocrati d’oltre oceano, che non hanno certo la nobile virtù di spirito guerriera degli eredi di Cesare ma solo soldi e petrolio. Più di tutto a costoro non va giù di essere subordinati come potenza agli Stati Uniti, citando i famigerati accordi di Cassibile come casua del fatto che “siamo una colonia iuesséi”, e pensando di sembrare più fascinanti usando certe apostrofazioni. Dovrebbero sapere che you don’t fuck with the Eagle, come ricordavano i Carnivore…

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Come per il pensiero precedente, anche qui abbiamo una fiducia incondizionata verso un modello (sociale, politico, religioso o come preferite ritenerlo), giudicato il migliore ed auspicabile in partenza; i suoi fallimenti sono da imputare alle ingerenze esterne o a cause di forza maggiore che in realtà il mito del modello, se ne avesse avuto la possibilità, avrebbe certamente evitato (“il fascismo ha fatto anche grandi cose, lo sbaglio è stato allearsi con Hitler, ma capite che non c’era scelta altrimenti ci avrebbe invasi…” “eh ai miei tempi… se oggi ci fosse ancora il Duce non vedremmo tutto questo schifo in giro, lui sì che farebbe pulizia”).

Ed anche qui spesso la valvola di sfogo viene rappresentata dall’anti-americanismo, di riflesso dall’anti-sionismo che facilmente trova poi collegamenti con l’anti-semitismo e il neo-nazismo, soprattutto negli ambienti complottisti, revanscisti e di delusi esistenziali.

Inutile dir loro che non esistono razze, che Hamas mandava i bambini in avanscoperta, che i geni degli antichi romani comunque in millenni di movimenti si sono dissipati: direbbero che siamo vittima della propaganda mediatica e del lavaggio del cervello delle lobbies occidentali ed ebraiche, che ci vogliono imporre la dittatura del capitalismo e costringerci a diventare delle teste vuote che guardano Grande Fratello e mangiano solo dal McDonald’s.

C’è anche un risvolto psicologico a mio parere, gli americani fungono da capri espiatori per i disadattati del sistema occidentale, soprattutto i complottisti.
O meglio, gli americani sono la quintessenza del mondo che ci circonda nonché gli esponenti di punta del sistema occidentale: quindi finiscono per attirarsi inevitabilmente le antipatie degli alienati sociali, che credono che vivremmo in un’Età dell’Oro dove il loro genio sarebbe riconosciuto se non ci fosse il meschino mondo americano (magari diretto da dietro le quinte da ebrei, massoni, illuminati, satanisti, petrolieri e chi più ne ha più ne metta) a contaminare la nostra società con i fast food, gli alcolici, il sesso facile, gli ogm, i caccia a reazione, Hollywood.

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Non a caso l’anti-americanismo, e in particolare la contestazione di certe ricorrenze nelle quali gli americani c’entrano in qualche modo, è endemico in tutti quei siti che si occupano di contestare la civiltà occidentale tecnologica, industrializzata e primatista in numerosi campi. Vi proliferano contestazioni verso la politica, ma anche verso la ricerca scientifica, verso la medicina. Mali assoluti da evitare sono di volta in volta le aziende multinazionali, il cibo transgenico, i medicinali, le case automobilistiche, tutti collusi per fare affari a nostro scapito.
Serpeggiano i complotti: ora i vaccini sono uno strumento per controllare la popolazione, ora i cambiamenti climatici sono causati da HAARP, l’allunaggio non è mai esistito e dietro a tutto ci sono gli americani, gli ebrei, le multinazionali, le lobby del farmaco e del petrolio.

Non sto andando fuori tema: basta farsi un giro su Informare x Resistere, per esempio, e troverete spazio dedicato a tutte le teorie su verità alternative, dall’omeopatia alle scie chimiche. Si tratta di una matassa da cui è difficile districarsi e che ha come matrice una rabbia repressa, un odio viscerale ed esistenziale verso l’occidente, il suo sistema, le sue culture.

La stessa pagina si “diverte” a fare la moralista: secondo loro, a Boston ci sono state solo tre vittime e si è fatto un grande scandalo, mentre per un attentato in un tribunale somalo con decine e decine di morti e feriti non s’è proprio parlato.

Sono quindi da biasimare gli americani perché innaturalmente “privilegiati”. Peccato che l’attentato di Boston sia stato un tragico fuori programma in un ambiente assolutamente pacifico in un paese a noi vicino dove nessuno se lo aspettava, ragion per cui è lecito lo scalpore e il cordoglio, mentre l’attentato in Somalia avviene in un contesto di guerra civile decennale con contrapposizioni etniche e religiose e quotidiani scontri; per cui, anche se non certo meno importante, è comprensibile il maggior risalto dato dai media alla prima piuttosto che alla seconda notizia (che, comunque, è stata diffusa ampiamente ed è falsissimo che nessuno se li è cagati). Il problema è semplicemente di tipo giornalistico, se mai ce ne fosse uno.

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Di questa psicologia ne parla già MedBunker nei suoi articoli “Io, complottista” e il CEIFAN ha stilato diversi riassunti della rabbia che pervade la mente dei complottisti (ma anche gli anti-occidentalisti in generale) che potreste trovare scavando fra i link a partire da qua, se siete interessati ad approfondire la psicologia che ci sta dietro questi comportamenti.

La pagina si è poi prodigata, dopo aver ricevuto diverse critiche e lamentele, nel pubblicare altre immagini a favore della causa partigiana per darsi un’aura da anti-fascisti: tuttavia, accompagnandole con sparate spiazzanti come il fatto che “i partigiani sono morti inutilmente”.

Gli amministratori evidentemente non hanno ben chiaro cosa sarebbe significato una vittoria dell’Asse, anche se a mio avviso i partigiani hanno contribuito poco alla loro sconfitta (e in alcuni casi estremi causando evitabili rappresaglie per intenti inutili o nei già citati settori di estrema sinistra abbandonandosi a purghe politiche che danneggiano solo i valori della Resistenza) rispetto a quanto fatto dalle forze militari Alleate, che ci hanno messo migliaia e migliaia di uomini e mezzi in prima linea a combattere l’Asse, e fra l’altro approvvigionavano gli stessi partigiani di rifornimenti senza i quali avrebbero potuto al massimo fare campeggio nei boschi.

Eppoi c’è un concetto che ormai è un classico, cioè “il 25 aprile non c’è stata la liberazione ma è iniziata l’occupazione”. Eh già, con un nuovo regime che tuttavia permette loro benissimo di giocare ai piccoli rivoluzionari su Internet, senza far intervenire la Gestapo o le guardie rosse per internarli in un campo di concentramento previe percosse con l’accusa di sovversione.

Probabilmente direbbero che è un regime subdolo e occulto, al punto da farci credere di desiderarlo, e condividerebbero di contorno estratti del povero Orwell a caso oppure comiche immagini antimassoniche con copiaincolla di nomi e volti vari (Monti, Bilderberg, ebrei, multinazionali, banche ecc.), o di soldati fotografati assieme a bambini islamici con dei fumetti menzogneramente ironici che parlano di esportare democrazia a suon di bombe e cose così. La solita retorica spicciola da quattro soldi.

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Tutto questo lungo sermone non è altro che l’ennesimo commento riguardo l’ennesima presa di posizione ideologica (contro gli Stati Uniti e l’Occidente che essi rappresentano), lamentandone il fideismo, il faziosismo, il partito preso, la propaganda anche facendo ricorso a dati inventati, menzogne, distorsioni e semplici meschinità pur di giustificare il loro modello, rosso o nero che sia.

Naturalmente lo stesso sermone da me postato è in fondo una forma di propaganda apologica verso un modello: quello occidentale, liberoscambista, democratico e atlantico.

Ed anche verso di esso quindi varrebbe lo stesso discorso. Ma, dato il giorno e il contesto, ho parlato degli altri due, piuttosto che dilungarmi per la par condicio anche sul terzo.
Che già sul piano economico sta venendo sviscerato, dato che il liberismo più spinto sta un po’ implodendo sotto il suo stesso peso nonostante la convinzione dei suoi più ciechi sostenitori che una “mano invisibile” avrebbe messo tutto a posto garantendo prosperità e ricchezza per tutti, senza dover ricorrere a interventi dello stato o forme integrate di corporativismo.

Ecco, vedete? Come i comunisti parlano di comunismo vero contrapposto a quello degenerato, mentre i fascismi fanno distinzione fra gli ideali del fascismo e il post-alleanza hitleriana, io ora parlato del “liberismo più spinto”, come a contrapporlo ad un liberismo puro ed ideale che invece funzionerebbe.

Eppure, nella stessa America la grande depressione venne combattuta in modo opposto da Roosevelt, mentre la politica di Reagan viene vista fra le cause primordiali dell’attuale crisi mondiale…

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