Lunga vita all’ignoranza

Ieri alcuni “attivisti animalisti” hanno effettuato l’occupazione della facoltà di farmacologia a Milano, nel nome della loro lotta ideologica a favore delle cavie da laboratorio. Non si tratta di veri animalisti ma di esagitati che rovinano la causa animalista, quelli che ultimamente vengono chiamati “animalardi”.

La questione di base è sempre la stessa che già da qualche mese avevo menzionato.

Anche a voler essere il più possibile solidali verso la causa animale piuttosto che sostenere la sperimentazione animale, la mossa è decisamente stupida per i seguenti motivi:

1) Cosa ne faranno degli esemplari prelevati? Li adotteranno in massa? Li libereranno? Quegli animali sono nati e cresciuti in condizioni di cattività particolarissime, non abituati al mondo esterno, immunodepressi e allevati appositamente per sopravvivere in un laboratorio. Probabilmente alcuni potrebbero anche essere geneticamente modificati ai fini di qualche ricerca. Liberarli vorrebbe dire condannarli a morte: sarebbero incapaci di sopravvivere nel mondo esterno, in campagna, in un bosco, nelle fogne di una città. Anche se qualche animalista molto determinato e coerente decidesse di ospitare tutti quei conigli e topi a casa propria, le probabilità di infezione per i poveri animaletti sarebbero elevatissime.

2) Tale azione non fa altro che danneggiare la causa degli animalisti, perché anche i più innocui e innocenti amanti degli animali rischierebbero di vedersi accostati a invasati, teppisti e scalmanati; gente che non ragiona, pensa solo “è giusto; è sbagliato”, “perché sì/no” e agisce di conseguenza. E rischierebbero di vedere le proprie lotte più sacrosante e ragionevoli venire sminuite, private di visibilità e malconsiderate dal fatto che c’è chi compie tali scempiaggini come questi estremisti.

3) Anni di studio e di lavoro da parte di ricercatori, studenti e insegnanti, nonché di investimenti da parte del dipartimento e dell’università, adesso vanno in fumo. Poi non lamentiamoci che in Italia la ricerca è a zero, i cervelli se ne scappano, il progresso langue. Non è colpa di abberlusconi o di bersano (cioè sì è anche colpa loro), ma della moltitudine che preferisce credere ai Vannoni o alle cure omeopatiche, e che pensa di aver capito tutto semplicemente condividendo immagini su facebook invece che studiando seriamente gli argomenti su cui si improvvisano esperti.

4) Ultima questione, ma prima per importanza, cosa accadrebbe se quegli animali facessero parte di una ricerca sui farmaci per curare una malattia infettiva e contagiosa? Portarli fuori vorrebbe dire rischiare un’epidemia. Questo è criminale, punto. Ma c’è chi ne sarebbe pure contento.

UFC-128-023

La situazione ormai è esasperante e i ricercatori hanno organizzato una contro-protesta verso l’ignoranza e la prepotenza che devono subire, nonché l’incapacità delle forze dell’ordine di reagire (pare perché gli “attivisti” si siano incatenati di modo da non poter fare irruzione senza far loro del male) e la debolezza mostrata sia dal mondo scientifico (che non riesce punto a farsi ascoltare o a far valere la propria voce) che dall’amministrazione universitaria (che sta lasciando correre, ma immagino per evitare che osteggiandoli c’è il rischio che facciano danni più gravi di quanto già fatto, magari manomettendo delicate e costose attrezzature).

L’iniziativa è stata proposta dallo staff di In Difesa della Sperimentazione Animale, che già da tempo lamenta di come in generale l’opinione pubblica venga indotta a considerare la scienza come un orco malvagio.
Gli stessi admin stanno inoltre raccogliendo contatti per organizzare manifestazioni simili nel resto d’Italia, soprattutto in atenei di ricerca e scientifici. Chiunque volesse collaborare li contatti per vedere il da farsi, o magari scarichi la locandina di AFDSA e la affigga nelle bachece della propria università.

Ricordo in chiusura di articolo le norme pratiche per l’utilizzo di animali in laboratorio (da sottolineare i paragrafi dedicati alla prevenzione di contaminazioni), altre condizioni relative ai saggi biotossicologici e l’immancabile riassunto dell’iter di test per lo sviluppo di farmaci.

Estremisti come questi non vorranno però mai mettersi in gioco, mai accettare il dialogo o il confronto, mai sforzarsi di capire piuttosto che credere a quello a cui hanno già deciso di credere. Continueranno ad arrabbiarsi, a gridare all’assassino, a invitare i “crudeli vivisettori” a sezionare molto umanamente i loro figli.

Uriel, nella sua Teoria della Montagna di Merda, ritiene che ogni esaltato come questi trae linfa dalla rabbia stessa e dalla sua propagazione, pertanto è inutile scaldarsi con loro, non ascolteranno e gli si darà solo forza.

Aggiornamento: ecco un bel comunicato stampa in cui si fa presente il danno di centinaia di migliaia di € nonché i dati persi nella ricerca su malattie molto gravi.

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