L’ennesima scoperta di una cura per il cancro

*NOTA*

Articolo spostato qui:

http://italiaxlascienza.it/main/2013/06/lennesima-scoperta-di-una-cura-per-il-cancro/

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Esiste un dogma al di fuori dell’ambiente biomedico, che potremmo chiamare dogma standard del complotto biomedico (DSCB): tutte le istituzioni della sanità, le aziende (le industrie) farmaceutiche ed il mondo della ricerca sono collusi fra di loro per guadagnare soldi a discapito della ggente. Poiché il loro guadagno corrisponde alla vendita di farmaci, curare le malattie nuocerebbe al profitto, poiché non si venderebbero più farmaci. Pertanto questo sistema ha il suo interesse non solo nel boicottare la ricerca di nuove cure sempre più efficaci, ma a volte è responsabile dell’insorgere di malattie nella popolazione, allo scopo di rendere tutti dipendenti dai medicinali.

Questo dogma ha fatto sì che negli anni sorgessero elaborate teorie del complotto riguardo il mondo biomedico. Una, per esempio, vuole che i vaccini non solo siano inefficaci, ma addirittura pericolosi, sempre per gli stessi motivi: guadagarci con la somministrazione, o addirittura attuare perversi piani di controllo mentale o della popolazione inoculando sostanze misteriose. Un’altra vuole che rimedi cosiddetti “naturali”, tradizionali o comunque alternativi alla “medicina ufficiale” siano boicottati dalle industrie, che non potrebbero più guadagnare con la messa in commercio di molecole “chimiche” se si scoprisse che i rimedi per tutti i mali sono già messi a disposizione da madre natura, o antichi saperi molto filosofici e magari esotici oppure qualche genio incompreso che, è scontato, è vittima di una persecuzione così come fu per Galileo.

Tutto ciò naturalmente è stato già a lungo e in largo discusso, dibattuto, analizzato, smontato e ricostruito pezzo per pezzo, smentendo un bel po’ di teorie del complotto. Purtroppo spesso si è constatato che chi aveva già deciso a priori a cosa credere, non era punto disposto a mettere in discussione la sua convinzione, perché chi voleva credere per forza in qualcosa ci avrebbe creduto ugualmente nonostante la montagna di prove contro che gli si sarebbero potute portare. Esemplare è il caso di Piero Angela che, nelle sue esperienze a caccia di rabdomanti, chiromanti, veggenti, maghi, indovini e quant’altro, ha dovuto ad un certo punto ammettere che non aveva senso continuare a insistere perché chi ci voleva credere ci avrebbe creduto comunque.
Ma accanto agli irrazionali fideisti, ci sono anche persone con un barlume di speranza che semplicemente ignorano i fatti e dovrebbero essere accuratamente informate prima che qualche imbonitore o complottista gli infili tante convinzioni assurde in testa.

Non starò ora ad elencare e dissezionare questi casi già citati, né a spiegare perché le teorie di sopra sono state smentite. C’è chi l’ha già fatto molto più accuratamente di me e i link che ho inserito possono già dare buone spiegazioni. Sono qui semplicemente per illustrare in sintesi episodi che mi capitano per mano al momento, divulgare qualcosa e spero far interessare i lettori (?????) di questo blog ad approfondire tematiche scientifiche.

In questo caso, ispirato da alcuni fatti di cronaca recente, vorrei soffermarmi su uno degli argomenti più gettonati nel DSCB, quello riguardo le cure per il cancro: esse infatti esisterebbero già, oppure sarebbero dovute esistere già, solo che i poteri forti non vogliono che si diffonda o si scopra la cura per il cancro, altrimenti non si potrebbero più fare profitti con costose chemioterapie e radioterapie. I media sono collusi perché oscurerebbero le notizie.

Il caso è tornato in auge dopo la recente scoperta di alcuni ricercatori ad Urbino, che avrebbero trovato un modo per combattere il cancro nella molecola del maltolo. Tale notizia è stata commentata così dagli ambienti della ggente, abbinandola a questa immagine:

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Sui social network che potete bene immaginare, sono numerosi anche i commenti carichi di odio, sfiducia e accuse verso il mondo della ricerca, facendo riferimento ai soliti luoghi comuni e dando praticamente per scontato che questa scoperta verrà cassonata e così via.
La stessa immagine è esemplificativa, dando per scontato che i media censurerebbero tali notizie (ma non notate che si tratta di una foto di un giornale? come autosbugiardarsi da soli al primo colpo) e insinuando che le case farmaceutiche faranno forse insabbiare il brevetto.

Sarebbe invece più utile pubblicare dettagli sulla ricerca come pubblicazione scientifica, ma questo alla ggente non importa e non lo vuole cercare, troppa fatica e richiederebbe conoscenze che stempererebbero gli animi (per la cronaca potete leggere qualcosa in inglese qui). Invece è molto più agevole il pensiero del gregge comune, l’acclamazione popolare, la folla che incita Barabba,
Lo stesso giornale usa un titolo un po’ sensazionalistico e che quindi potrebbe risultare fuorviante: difatti molti commentatori hanno inteso che è stata scoperta (l’ennesima) cura per il cancro, cioè si potrebbe procedere già da ora a terapie efficaci e ben scandagliate. E Big Pharma sicuramente si attiverà visto che da domani potrebbe crollare tutto il suo fatturato, no?

Andiamo a vedere cosa c’è scritto nell’intervista effettiva ai due ricercatori di Urbino. Effettivamente, a voler essere rigorosi, non si parla proprio della scoperta di una molecola che fa “suicidare le cellule malate”, bensì di studi riguardo molecole di maltolo opportunamente modificate che sarebbero in grado di alterare la conformazione della cromatina nelle cellule tumorali; con le giuste alterazioni si possono indurre processi come l’apoptosi (la “morte programmata”) della cellula. Tali studi hanno avuto dei riscontri positivi nei test in vitro, e dopo aver ricevuto sostegno in seguito alla pubblicazione su importanti riviste scientifiche, si stanno indirizzando verso i test in vivo. Ulteriori ricerche potranno sfruttare queste conoscenze per la produzione di nuovi tipi di farmaci da utilizzare nelle terapie anti-tumorali… e quindi sempre chemioterapia, si spera più efficace e con meno effetti collaterali, con buona pace di chi vede nelle case farmaceutiche (che finanzierebbero gli studi e brevetterebbero tali farmaci) e nella chemio il male nascosto.
Esemplare è questa frase citata dall’intervista:

«Tale meccanismo di azione, ad oggi mai osservato in molecole ad azione antineoplastica, è alla base per un potenziale sviluppo di molecole che possano sfruttare strategie alternative con cui bersagliare le cellule tumorali. Insomma, speriamo di poter sviluppare nuove armi con cui aggredire il cancro con le quali poter migliorare le attuali cure soprattutto per quei tipi di tumore ad oggi sprovvisti di terapia o derivanti da una recidiva.»

Avete letto bene, si parla di potenziale sviluppo, strategie alternative, speranze di poter sviluppare nuovi farmaci con cui migliorare le attuali cure. Si tratta insomma della consueta ricerca scientifica che parte da un’idea o da un’intuizione, ci lavora su e pianifica dei possibili sviluppi per poter giungere a possibili previsti risultati. Niente che giustifichi il sensazionalismo e il meschino complottismo con cui è stata accolta la notizia.
Io, quando lessi la notizia la prima volta, non rimasi folgorato dalla “splendida notizia”, perché già so che ogni volta che si parla di ricerca in abito di cure mediche, funziona così: un ricercatore annuncia un nuovo passo, un’intuizione, un abbozzo di progetto per quello che in futuro avrà una forma definita, magari anche solo una congettura che se confermata potrebbe portare a determinate conseguenze… i giornali, puntualmente, esordiscono con la folgorante rivelazione della “scoperta la cura per il male X”. Se ipotizzassi che il Lambrusco potrebbe in futuro essere utilizzato come carburante per razzi (esempio assurdo ma per rendere l’idea), verrebbe titolato che è stato inventato il nuovo mezzo di trasporto per atterrare su Marte.
D’altro canto, attira di più i lettori annunciare la scoperta improvvisa di una cura per qualcosa che affligge la popolazione (anche se non è scoperta né tantomeno improvvisa), piuttosto che discutere pacatamente di un percorso di ricerca. Si tratta di un trucco giornalistico, quello dell’esagerazione, molto becero e sfruttato spesso in numerosi ambiti.
Purtroppo la maggior parte delle persone che leggono recepiscono solo il titolo a caratteri cubitali, assimilano poco o nulla del contenuto dell’articolo (che magari ridimensiona notevolmente la faccenda), e in questo caso non si sforzano minimamente di approfondire la tematica bensì si apprestano esclusivamente a condividere il link polemico su Feisbuc e ad abbaiare assieme al resto degli alternativi. L’unica cosa capita è che è stata scoperta, come dal nulla, una molecola speciale, con cui far “suicidare” in fretta e senza tanti patemi il tumore, al posto della chemioterapia, e che quindi deve esserci il complotto dietro perché altrimenti sbroc. D’altronde, condividere ciecamente non richiede chissà quale preparazione o volontà d’informarsi. Beata ingenuità.

Naturalmente la sperimentazione di nuovi farmaci segue un iter rigoroso e non certo immediato, che può essere riassunto qui. Pertanto, difficilmente domani troveremo i nuovi flaconi belli e pronti per la lotta al cancro. Ma questo, per le solite pecorelle, non vuol dire nulla, ci deve essere per forza la lobby dietro le quinte che ritarda le ricerche. Tutto ciò è fortemente offensivo verso il mondo scientifico e verso questi due ricercatori con i loro studi.

Contemporaneamente alla “splendida notizia” è stata ripescata inoltre la vicenda, risalente al 2010 ma ripescata in alcuni blog, di Roberta Benetti, ricercatrice di Udine che avrebbe anche in questo caso scoperto la cura per il cancro che le lobby boicotterebbero. L’immagine che gira è la seguente, accompagnata da un breve testo ed ispirata ad articoli come questo:

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DIFFONDI IN RETE-
ROBERTA BENETTI, 37 ANNI.
ricercatrice (precaria), dell’Università di Udine, ha fatto, nel 2010, una scoperta da “premio Nobel”, per curare il cancro . Ha scoperto le molecole “mocroRna” in grado di bloccare la duplicazione delle cellule tumorali. Ecco le donne Italiane che ci piacciono ! Eppure talvolta i “media italiani” continuano a propinarci notizie spesso definite come “spazzatura”.
Siamo proprio ridotti malissimo.

Naturalmente anche in questo caso abbiamo avuto il solito coro di proteste assurde, invettive verso il mondo della ricerca e pretese di aver capito tutto della vita da parte di gente nel migliore dei casi semplicemente ignorante.
Tralasciamo l’errore di battitura (è micro-RNA), possiamo già notare che la prima corbelleria è che la Benetti non ha affatto scoperto il micro-RNA. Esso è stato scoperto nel 1993 da un team americano, qui l’articolo scientifico, e le sue correlazioni con il cancro sono state già intuite per condurre studi vari, in barba al DSCB. Lei, assieme al suo gruppo di ricerca, ha invece condotto uno studio (qua) in cui si evince che tali molecole possono essere coinvolte nell’attivazione di particolari fattori anti-tumorali presenti nelle cellule. La cosa è molto importante perché in precedenza, addirittura, era stato visto che i micro-RNA possono anzi favorire la proliferazione di cellule tumorali in alcuni casi.
Ciò significa anche che *adesso* non ha scoperto nessuna cura, bensì le basi biologiche con le quali potrà eventualmente prodotto in futuro un farmaco.

Le considerazioni qui sono le stesse di prima sul sensazionalismo, sul fideismo e sul gregge. Gli alternativi e i complottari, così come l’articolo citato, si sono subito sbilanciati: la “scoperta” assicura che verranno eliminate chemio e radioterapia, i poteri forti di sicuro metteranno a tacere questa speranza preziosissima. Si sbagliano date, procedimenti e caratteristiche della ricerca.

Che dire, la stessa Benelli ha risposto qui allo stesso blog smorzando i toni entusiastici («In termini di applicabilità terapeutica lo studio sul miR-335 è ancora molto lontano dalla clinica e nessuno di noi ricercatori si è mai permesso di affermare che possa SOSTITUIRE la chemioterapia.») e ribadendo il concetto anche qua dove smentisce Bernardoni che parla delle solite lobby dietro («[smentiamo] sensazionalismi giornalistici incontrollabili [che], in primis, non garantiscono il rispetto ai pazienti colpiti da queste terribile malattia.»). Le sarebbe bastato elencare, a Bernardoni, tutte le ricerche relative a cancro e micro-RNA presenti su PubMed, di modo da zittirlo. Tutti quelli che però si tapperanno le orecchie e continueranno a condividere e a sbroccare su fb, mancando fra l’altro di rispetto al prezioso lavoro della ricercatrice, invece, dubitiamo si zittiranno questa volta.

A voi le conclusioni.

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11 pensieri su “L’ennesima scoperta di una cura per il cancro

  1. E internet (o meglio, i “nuovi” utenti che abboccano a tutto) ancora una volta si fa riconoscere per l’ennesima boiata scaturita da un “diffondi, condividi” buttato a caso senza nemmeno due secondi di verifica della notizia, palesemente sparata fuori in pompa magna per vedere più copie del giornale (cosa che gli spammer di Facebook hanno prontamente afferrato per farci un giro di mi piace e condivisioni facili). Spam veramente di alto livello, non c’è che dire. Date un premio al genio che ha pensato bene di sfruttare quest’ennesima occasione per testare la stupidità della gente dietro la tastiera.

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  6. Idiota è chi l’ha scritto, così contento di dimostrare le sue considerazione da non pensare al male che ha fatto a chi ha il cancro è sta soffrendo… Bestia

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    • Se ti riferisci a chi ha scritto gli appelli su facebook hai ragione, fa solo del male a chi è malato di cancro e viene illuso da notizie false e denigratorie.

  7. Beh allora andatevi a controllare i prezzi delle medicine usate in oncologia, e poi ditemi se le case farmaceutiche hanno convenienza a curare o meno il cancro. E’ un fatto non un a opinione.

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