Dieta carnivora o vegetaliana

A volte si vedono persone come i vegani sindacare sul fatto che in realtà non dovremmo nutrirci di carne, per motivi fondamentalmente etici (della loro etica), ma cercando di giustificare il tutto con spiegazioni “scientifiche” secondo le quali non dovremmo proprio toccare alcun alimento di origine animale.

Si asserisce, per esempio, che non avremmo né un apparato masticatorio né un tratto gastro-intestinale idonei a nutrirci di carne, perciò (la conclusione secondo certi vegani) dobbiamo necessariamente essere erbivori e lasciar in pace tutte le creature che deambulano.Le cose non stanno proprio così.

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Tagliamo subito la testa al toro: mettendo un attimo da parte il fatto che con l’intelligenza abbiamo creato attrezzi che ci permettono di cacciare mammuth e coltivare patate transgeniche (quindi lasciando da parte il fatto che artificialmente abbiamo ampliato le nostre possibilità alimentari), fondamentalmente l’apparato masticatorio umano è al principio della sua evoluzione anatomicamente configurato per un’alimentazione tipica di un raccoglitore che integra la sua dieta con alimenti di origine animale (come lucertole, piccoli mammiferi, uova, uccelli, artropodi).

Non siamo quindi assolutamente né dei carnivori, né degli erbivori, in senso stretto, quindi dobbiamo usare la fatidica parola “onnivori” che tante volte abbiamo sentito menzionare ma che molti estremisti ignorano, scompartimentando tutto il mondo in bianco e nero come più gli aggrada.

Naturalmente è vero che la nostra dieta deve essere principalmente costituita da alimenti di origine vegetale, soprattutto frutta, legumi e cereali; anzi, è proprio grazie a queste fonti di cibo che abbiamo potuto sviluppare la nostra civiltà: se non avessimo gli enzimi necessari per degradare l’amido, non avremmo mai creato insediamenti stanziali attorno ai quali far fiorire l’agricoltura e l’urbanizzazione. Così come il potersi procurare grandi quantità di cibo, ricco di elementi nutritivi e sostanze benefiche, piuttosto che andare a cacciarselo, ci ha dato una spinta impressionante in avanti nell’aumentare l’età media e il benessere della popolazione.https://i0.wp.com/www.ariannyceleste.com/wp-content/uploads/2013/04/1cdfdd949e4611e2868a22000a9f18a6_7.jpg

Se mangiassimo solo bistecche e salsicce, invece, probabilmente andremmo incontro a varie patologie, e non mi riferisco solo all’arteriosclerosi o all’obesità. Lo sapevano bene pure gli esploratori dell’età moderna che si accorsero che senza frutta andavano incontro allo scorbuto.
La carne è un alimento importante per poter integrare nella nostra dieta alcune vitamine ed amminoacidi essenziali che difficilmente troveremmo altrove, e una sua carenza non adeguatamente compensata con altri alimenti può provocare disturbi e patologie anch’esse. Il segreto, come qualunque nutrizionista serio saprà dirvi, è nel giusto bilanciamento della dieta, per poter condurre una vita sana e al meglio delle nostre potenzialità.

Il problema è quando subentrano disquisizioni totalmente inesatte per giustificare posizioni patosensibili dettate più da emotività che da scientificità. Certi animalisti e vegani, purtroppo, in certi casi eccedono dando prova di un integralismo fuori luogo ed esagerato, se non aggressivo ed offensivo, quando alcune volte arrivano ad insultare e a dare degli assassini a chi si è voluto mangiare un semplice panino col prosciutto.
Per poter essere veramente degli erbivori, dovremmo avere innanzitutto dentature diverse, incisivi più resistenti e soprattutto molari molto più grandi con i quali triturare fogliame, radici, semi e affini. Ed avere dei muscoli atti alla masticazione molto più potenti, necessitanti di attaccature al cranio come una cresta ossea sagittale, che ritroviamo difatti nei nostri cugini gorilla, i quali hanno una dieta molto più vegetariana della nostra.

Dei nostri parenti ancora più prossimi ma ormai estinti, gli australopiteci/parantropi dei ceppi robustus e boisei, avevano tutte queste caratteristiche, ad indicare una vera dieta vegetariana. Da macinatori, da “mulini viventi” come direbbe Piero Angela.

E poi abbiamo un “handicap” abbastanza rilevante, quello dell’intestino troppo breve per consentire la fermentazione adeguata di tutti gli alimenti di origine vegetale e privo degli enzimi necessari alla degradazione della cellulosa, solitamente prodotti da batteri simbionti (che noi non abbiamo). Senza bisogno di pensare alla presenza di organi specializzati come il rumine dei bovini, non siamo fatti per nutrirci di tanto fogliame e tanti arbusti, come un vero erbivoro.

Ci sono altre cose che citano a volte gli animalisti più estremi: il fatto che non abbiamo un pH gastrico basso come quello dei carnivori (non di molto, ciò deriva dal fatto che i carnivori hanno la necessità di “sterilizzare” la carne, magari di carogna, di un animale malato o lasciata all’aperto, che mangiano, c’è stata una pressione selettiva in questo senso che a noi non serviva urgentemente, ma manteniamo la nostra buona acidità disinfettante), il fatto che la carne vada in putrefazione negli intestini (vero, ma per questo bisogna mangiare equilibrato, e non vuol dire che ogni volta che mangiamo una bistecca ci prendiamo una setticemia, anzi), il fatto che nessuno abbia mai sentito l’esigenza di uccidere una creatura vivente (stronzata, chiedete a qualunque cacciatore della foresta o allevatore delle montagne, che non vivono certo fra cuscini con le scatolette pronte in frigorifero) ecc. ecc.

Non starò qui in questa sede a dissentire su tutte una per una, almeno per ora, visto che è già presente ampia letteratura a vostra completa disposizione cercando informazioni.https://i0.wp.com/cdn.rsvlts.com/wp-content/uploads/2012/11/Arianny-Celeste-Best-Wallpaper-0021.jpeg

Curiosamente a volte capita anche gente che, per rispondere ai vegani, si schiera totalmente dall’altra parte (la causa “carnivora”) abbassandosi allo stesso livello e dando prova di stessa ignoranza e stupidità. Oppure, si proferiscono onnivori, ma comunque forniscono argomentazioni “anti-vegane” più che “scientifiche”, tanto per fare i bastian contrari. Sbagliano, anche perché facendo così finiscono per dare più lustro a pratiche sbagliate (es. è lecito mangiare carne mentre i vegetariani sono cazzari —> ingozziamoci di tutte le carni fregandocene della nostra salute altrimenti siamo dei vegecazzari).
Per quanto riguarda anche il non essere carnivori tout-court, non significa nulla il fatto che abbiamo dei canini e basta, perché sono molto diversi da quelli di veri carnivori come un leone o un lupo, capaci di azzannare una preda, stritolarla e triturarne gli organi. Quindi chi linka foto dei nostri denti con una freccia ad indicare i nostri piccoli canini commette un errore formale.
La nostra combinazione di canini e incisivi serve più che altro ad “afferrare” e strappare la carne già in mano, carne che però o è proveniente da prede piccole (come un coniglio), o da una carogna facile da lavorare, o intenerita magari dal fuoco; tanto che i neanderthaliani si ritiene utilizzassero la bocca come “terzo arto” tendendo e serrando lembi di pellame da lavorare, in maniera analoga alle nostre mamme che magari afferrano così un lenzuolo da spiegare.
Difficilmente potremmo usare i nostri denti come arma per acciuffare una gazzella e spolparcela.
Siamo più adatti a prendere un po’ di quello e un po’ di quell’altro, non disdegnando di mangiare un bel pollo quanto un melone, ottenendone ugualmente dei principi nutritivi.
L’evidenza è che ci siamo adattati a trarre vantaggio dalle circostanze e poter sopravvivere raccogliendo un tubero sotto terra, della frutta caduta da un albero, qualche uova di uccello e magari catturando prede fattibili, oppure cercando crostacei e molluschi presso zone d’acqua, larve d’insetto nei tronchi, rubando qualche pezzo di carne lasciato incustodito dai grandi predatori, e così via.
Tuttavia, con l’intelligenza abbiamo ampliato di molto le nostre possibilità alimentari: dal punto di vista predatorio, diventando dei cacciatori temibili, anzi, i cacciatori massimi, grazie all’invenzione di armi con le quali abbattere prede più grandi, utensili con cui strapparne più facilmente le carni e lo sfruttamento del fuoco come già detto in precedenza. C’è però un effetto circolare, non solo l’intelligenza ci ha spinto evolutivamente a diventare predatori sempre più efficienti, ma l’esigenza di cacciare con maggiore efficacia ha selezionato popolazioni sempre più intelligenti capaci di elaborare strategie più raffinate ed armi più evolute. E in natura sono sempre stati i predatori a necessitare di maggiore intelligenza; agli erbivori bastavano la mole o il numero per affrontare l’eterna lotta per la sopravvivenza.

Anche dal punto di vista “vegetale” con la nostra intelligenza abbiamo espanso di molto le nostre capacità alimentari, tramite l’invenzione dell’agricoltura in primis (che non è assolutamente una cosa che si ritrova “in natura”), anche se in epoca decisamente posteriore rispetto a quella in cui abbiamo affinato le nostre abilità cacciatorie. Per non parlare di tutta l’ingegneria genetica e delle biotecnologie applicate ai prodotti di origine vegetale, che rappresentano la maggior parte del fabbisogno nutritivo mondiale.


Ciò su cui i vegetariani sbagliano è il voler per forza di cose, sulla base di motivazioni etiche-culturali influenzate da patosensibilità, pretendere per gli esseri umani una nuova “natura” che in realtà non è la loro. Noi ci nutriamo anche di carne e almeno per ora allo stato di cose attuali non possiamo farne a meno. Mi va benissimo che qualcuno non voglia mangiare della carne per coscienza sua, ma che non faccia affermazioni che non stanno né in cielo né in terra, soprattutto se condizionate da una componente più emotiva che razionale; e che non dia addosso a chi si vuole nutrire di carne. Vale lo stesso per gli “anti-vegani”: lasciate in pace chi vuole nutrirsi solo di vegetali perché gli dispiace mangiare carne, perché se lo insultate o deridete per questo motivo siete stupidi tanto quale il vegano estremista che vi da degli assassini nazisti ecc.

Comunque, nel pensiero vegano ci sono molte cose giuste su cui è doveroso riflettere:

– in primis la necessità di una dieta equilibrata e bilanciata, in cui le carni (preferibilmente bianche) siano solo una parte e non se ne abusi, o volete farmi credere che strafogandosi di hamburgers e salsiccie si faccia del bene al proprio organismo? oppure pensate che mangiare solo carne di maiale a iosa per fare ripicca ai vegetariani in quanto “dicono solo stronzate” sia più intelligente?
purtroppo la maggior parte delle persone non ha la minima consapevolezza di come si nutre e finisce per far scadere inutilmente la qualità della propria vita, che potrebbe invece essere più sana, soddisfacente e felice;

– le condizioni miserabili, pietose e sofferte in cui giacciono in certi casi al di fuori da controlli e leggi ad hoc molti animali anche da allevamento, sulle quali si potrebbe intervenire, almeno per far sì che il nostro “pranzo” non conduca un’esistenza fatta solo di terrore, dolore e stress ambientale inimmaginabile (ne trarremmo anche noi giovamento: carni stressate accumulano per esempio acido lattico, che le rende meno buone da mangiare, in sintesi);

– lo spreco di quantità enormi di risorse che andrebbero curate con maggiore efficienza, che sono anche soldi se preferite argomentazioni meno “umaniste” e più “materiali”;

– il fatto che sviluppando intelligenza e cultura abbiamo acquisito la capacità di scegliere e di crearci delle alternative, per cui magari in condizioni di abbondanza e stabilità possiamo ridurre il raggio di specie edibili sulla base di qualche criterio (es. tal specie è a rischio di estinzione oppure la sua riduzione comporta conseguenze dannose per l’equilibrio di un ecosistema o anche solo per la biodiversità, pertanto si legifera per proibirne la caccia*) e selezionare più attivamente il nostro modo di alimentarci, invece di farlo indiscriminatamente. Un vegano che conosco, una volta disse che se avessimo delle falci al posto delle mani, non vorrebbe dire che dobbiamo affettare tutti, c’è del vero in ciò e il libero arbitrio di ognuno deve essere insindacabile.
E chissà, magari in futuro non avremmo bisogno né di uccidere animali né di coltivare piante, perché sintetizzeremo tutti i nutrienti molecolarmente (compresi sapori e consistenza), ma forse viaggio troppo con la fantasia…
Per ora chiudo qua. Sembra che abbia scritto molto, ma in realtà ho scritto pochissimo di un argomento parecchio vasto e controverso, trattandolo pure superficialmente e senza nemmeno citare fonti (ma solo con un paio di immagini esplicative).
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Un pensiero su “Dieta carnivora o vegetaliana

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