Controcronaca: Nando-kan della Malesia

Al largo della costa della Malesia, una nave pirata sta navigando con due prigionieri a bordo. Si tratta di alcuni dirigenti della Proton catturati da Toni Fernandes e i suoi uomini, in merito alla vicenda legata al nome Lotus:

“allora, facciamo così, voi tornate ad essere Renault e ci lasciate correre come Lotus, e noi promettiamo di non far guidare più la vettura a Trulli e Kovalainen”

“mai! ora che andiamo forte non ci arrenderemo! abbiamo pure approntato delle tute color oro molto chiccose in onore della Malesia, piuttosto convinciamo la Ferrari a far cambio Kubica-Massa e poi vi giriamo il brasiliano come compenso per avervi fornito i motori!”

“NOOOOOOOOO FELIPE NOOOOOOOOOOOOOOO!”

“sì!”

“giammai! energia sferica, vieni a me!”

In quel momento una luce intensa circondò la nave che si volatilizzò in un bagliore accecante.

Nel frattempo i traghetti di Maranello sbarcano fra proclami altisonanti in terra malese, mentre Alonso viene condotto al circuito in groppa ad un elefante e circondato da odalische. Per gli studi di pole position farà di sicuro bella figura perché Melbourne era una gara anomala e quindi sarà in Malesia che i veri valori in campo, da sempre differenti (?) da quelli mostrati in Australia, saranno mostrati, perché è un circuito dove conta di più l’aerodinamica (quindi è come ammettere che se l’aerodinamica conta poco è colpa di Alonso?) e la Ferrari che sapete è un progetto estremo asfalterà  tutti.

Al sabato difatti le prime due file sono tutte appannaggio di Red Bull e McLaren, che sembrano destinate a fare la replica della stagione 1991, con la Ferrari di Alonso-Prost costretta a inseguire. Se, come ha detto Hamilton, loro due sono paragonabili a Senna e al francese, allora forse il fenomeno se ne andrà dalla rossa dopo averla definita un camion?

Alla domenica come di consueto Alonso sbaglia la partenza e si fa infilare dalle due Lotus/Renault, che sembrano tornate ai bei vecchi tempi del 2006 quando guadagnavano 2843789 posizioni alla partenza da regolamento. Partono così bene che si infilano dietro Vettel, che così può scappare come una lepre, e condizionano la gara delle due McLaren.

Alonso si fa passare pure da Massa, ma recupera una posizione perché Petrov, ritrovatosi tanto per la cronaca davanti a lui, per una volta rende onore alla Divinità andando per prati apposta per farlo passare. Il premio per il peggior partente però è di Webber che crede di dover dare la precedenza a metà schieramento perché non gli funge il kers (o non ce l’ha).

Mentre Vettel gioca all’agente segreto con i box via radio, parlando di Operazioni Overlord, Piani di Riserva e Configurazioni Segrete per la Risoluzione Finale, notiamo che le varie soluzioni come kers o ale mobili sembrano non servire ad una menga perché i sorpassi rimangono pochi (e sono soprattutto ai danni delle due caffettiere Mercedes che si fanno sorpassare da un po’ tutti) e perché la Bovino Rosso, senza usare il kers, guadagna secondi su secondi.

Le Williams hanno 3294080 problemi tecnici, per contro le Sauber sono in grande spolvero, ma chi è davvero da segnalare è il team HRT che è riuscito per miracolo a rientrare nel 107% così la presenza delle chicane mobili è assicurata in gara. Almeno finché non finiranno i soldi (cioè a breve). Le Ferrari, intanto, sembrano avere un buon passo, ma solo perché dopo gli scatti iniziali i bibitari e la Mecca hanno qualche decadimento nel consumo delle gomme.

A questo punto tutti iniziano a sperare nella pioggia, perché dopo aver constatato che la Ferrari comunque è indietro, si spera che il meteo scombussoli le carte in pista. Il che è come ammettere che in condizioni normali non si è competitivi.

La pioggia però proprio non viene, alché Luigino pensa di essere diventato Giasone Bottone e gioca la carta del pit stop furbo mettendo le gomme dure quando mancano ancora 300 giri da compiere; ma purtroppo per lui non solo le gomme dure non reggono così tanto, ma a quanto pare le gomme dure Pirelli durano meno delle morbide, e prima della fine dovrà fare altre 34 soste ai box che gli precluderanno ogni speranza di vittoria. La carta del “pit stop furbo” si rivela così un “pit stop pirla”. A fine gara Hamilton è così visibilmente in crisi di gomme che ne approfitta Alonso per recuperare e tentare il sorpasso, ma sorpresa! il Campione delle Asturie sfascia l’alettone per la gioia del Banco di Santander (i cui dirigenti si sono suicidati in massa usando i loro fermacarte da tavolo) e deve rientrare ai box.

Vince alla fine Vettel, che poteva essere insidiato solo da Hamilton che però mostra tutti i suoi limiti nella gestione delle gomme (nonostante per Capelli lui sia uno “esperto nel gestirle”), seguito da un intelligente Button, un resuscitato Heidfeld, Webber e Massa.

Petrov, avendo bevuto un po’ di Red Bull prima del gran premio, verso la fine mette le ali e decolla su di un cordolo, atterrando rovinosamente e sfasciando il piantone dello sterzo.

Paul Di Resta, invece, rimane sempre a punti, ma di lui non parla nessuno, perché il duo delle meraviglie Mazzoni & Capelli Ma Che Commentiamo Affà S.P.A. si concentra solo su Perez che guida nel Ferrari Driving Academy con Bianchi e vedrete, un giorno vincerà dieci mondiali per la rossa.

A fine gara è da lapidare Alesi, secondo cui l’errore di Alonso è colpa di Hamilton. Un po’ tutto lo studio di Pole Position, in un’ondata di lecchinaggio generale, concorda con la versione del microcefalico siculo-francese, ed è d’accordo nel fatto che Hamilton è anche la causa di tutti i guai della Ferrari e andrebbe squalificato a vita.

I commissari dal canto loro penalizzano sia lui che Alonso di 20 secondi, scelta assurda perché era un normale contatto di gara, ma ormai ogni gran premio riserva qualche decisione di infinita tristezza. Alonso invece poverino, non ha fatto una cappellata valutando erroneamente lo spazio in cui infilarsi e la sua velocità di punta fin troppo superiore, è solo un onesto campione ingiustamente penalizzato dal comportamento truffaldino del pirata dei caraibi che voleva rievocare Culotardo di Spa 1998. Faccio comunque notare che se quell’errore l’avrebbe fatto Massa, ora tutti l’avrebbero voluto crocifiggere.

Comico Domenicali, che ritiene che senza il contatto non solo Alonso sarebbe arrivato primo con venti secondi di vantaggio su Vettel, ma, perché no, avrebbe doppiato tutti. Allievi, invece, commenta il ritardo della Ferrari in una maniera ancora più comica: “La Ferrari è troppo rispettosa del regolamento”. Riferendosi alla storia degli alettoni che si piegano (che avevano introdotto proprio alla Ferrari l’anno scorso). Cioè, se siete sicuri che gli altri sono illegali e ne avete le prove, dimostratelo, invece di fare questi piagnistei per distogliere l’attenzione dalle carenze tecniche del team! Prima avete detto che l’auto sarebbe stata estrema e poi è la più conservativa fra i top team, sempre prima dicevate di essere a conoscenza di ambiguità nel regolamento e non avete neanche approntato le carte da giocare (carte che fra l’altro avevate a disposizione già da 8 mesi), siete ingenui voi allora.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...