Spartacus: sangue e sabbia

Il lungo periodo senza nuovi articoli su questo blog viene interrotto ora che su Sky Uno è stato dato il via alla nuova serie ispirata alla figura del gladiatore Spartaco.

Ci si potrebbe aspettare una serie tipo Il Gladiatore, invece la puntata pilota ha rivelato un format grafico e narrativo d’impatto che ricalca (in maniera anche zoppicante a momenti) nientemeno che 300, con sequenze d’azione riprese quasi di pari passo, colorazioni chiaramente derivate e tutta un’atmosfera di passione e virtù guerriera simile. Anche la colonna sonora tenta di imitare in certi passi quella di Tyler Bates.

Troviamo anche nella produzione e nel casting dei collegamenti con i telefilm mitici australo-statunitensi come Hercules e Xena (la cui attrice protagonista, Lucy Lawless, compare anche come personaggio), ma il metodo narrativo e lo script sono del tutto differenti.

La puntata è stata abbastanza povera, basandosi più che altro sull’impatto emotivo che risulta dal forte amore ostacolato fra Spartaco e la sua sposa (separati dalla guerra e dalle ingerenze imperiali) e sulla “coolness” dei combattimenti a la 300, tuttavia senza eguagliare la cura certosina e il dettaglio di quest’ultimo, anzi, lasciando molte sequenze quasi come se fossero estrapolate da un b-movie; funge da attira-pubblico anche l’accentuata videogenia dei personaggi principali, per i maschietti in particolare di Sura (Erin Cummings) e Ilithyia (Viva Bianca) che si contengono la palma di topolone del caso (e sono azzeccatissime: la prima intenerisce col volto angelico e gli occhioni azzurri, la seconda ammalia con un fare più provocante e malizioso), mentre per le femminuccie potrebbe suscitare interesse Spartaco con il suo fascino rude e la passionalità che sprigiona nel suo legame con Sura.

Da contare anche che originariamente la serie è andata in onda su di una tv privata neozelandese, e quindi ci sono molte scene di nudo gratuito e dettagli truculenti purtroppo scarsamente realistici e dettagliati. La versione importata è censurata, il che da un lato è un peccato, ma dall’altro ha reso le scene di sesso un po’ più “poetiche” (i fading fra Sura e Spartaco) e ci ha risparmiato la cg dozzinale dei dettagli degli squartamenti, che davvero, li fa apparire ridicoli. Nel week-end va però in onda la versione integrale.

La sceneggiatura è davvero povera, spesso forzata negli eventi e fioriera di cliché: il generale invidioso e spedito in culo al mondo invece che dove c’è gloria, le bombe sexy, gli intrighi politici, le donne o come messaline pronte a tutto o come virtuose mogli di eroi. Non si capisce come faccia il legato Gaio Claudio Glabro a trovare subito per punirlo Spartaco, dopo la diserzione degli ausiliari per il voltafaccia romano dato che lui se n’era andato a ovest di parecchi km, nè come possa aver ricevuto tanto presto un dispaccio di richiamo in seguito al suo fallimento: al senato saranno stati avvisati via Skype?

Ancora più misterioso come faccia Sura, in pieno inverno, ad andare in giro tanto scoperta per… cogliere cachi da un albero carichissimo di frutti, come si vede nella scena in cui viene aggredita dai predoni geti. A questo punto il massimo della banalità sarebbe dipingerla come guerriera intrepida a la Xena, ma invece più realisticamente la bella Occhioni Blu urla di paura e maneggia la spada a caso, il che è apprezzabile come il suo mostrare del fegato dando ginocchiate e sassate per cercare di salvarsi… almeno finché non interviene il paladino Spartaco con un salvataggio che più banale non si può condito dal solito abbraccio+slinguazzata+gemitidafilmporno trito e ritrito. Non ci voleva un grande genio per fare un copione un po’ più curato in questo caso.

La fedeltà storica è altalenante: fa piacere vedere riferimenti a Mitridate re del Ponto o alle tribù getiche, ma fanno storcere molto i costumi: queste ultime che sembrano trogloditi mezzi demoniaci, le cittadine romane con abiti e acconciature troppo moderne, le solite loriche segmentate, eccetera.

La recitazione originale sembra interessante, con dialoghi che cercano di imitare qualche forma idiomatica “latineggiante”, mentre il doppiaggio italiano è poco espressivo, addirittura i nomi latini sono per metà in originale e per metà nella forma italianizzata.

Che dire, come puntata pilota mi ha deluso molto, ma in fondo sono pochi episodi.

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