The Walking Dead

Visto che si è conclusa poco tempo fa la prima parte della serie (che verrà ripresa nel 2011), ne approfitto per dire la mia in breve:

Vedendo l’episodio pilota, la prima impressione avuta, a naso, è che ci fossero ancora con troppi stereotipi e luoghi comuni stra-usati nei racconti di zombie: il risveglio in ospedale, la parvenza di ricordare quando si era vivi da parte degli zombie (la bambina che raccoglie il pelouche, la donna che prova a entrare a casa), i sopravvissuti che scambiano il protagonista per uno di loro, la riattivazione della parte più primitiva del cervello ecc.

Poi lasciano perplessi anche i paradossi forzati per esigenze di copione. Va bene la sospensione dell’incredulità, però immaginare che gli zombie riescano a sopraffare l’esercito della nazione più potente e industrializzata del mondo, costringendolo addirittura ad abbandonare carri armati e postazioni di mitragliatrici dentro la città perché i militari non riescono a fronteggiare l’attacco, mi sembra assurdo, soprattutto in confronto al fatto che i superstiti poi sembrano cavarsela egregiamente.

Però la regia, i personaggi e lo sviluppo della trama sembravano molto accattivanti. Commovente il dramma personale del nero, che non riesce a premere il grilletto contro la moglie zombizzata, così come la pietà provata dal protagonista nei confronti del cadavere gambizzato che si trascinava con le mani, per quanto non fossero situazioni originali.

Come in molte altre serie (per esempio, Jericho con la guerra nucleare, o Lost con il gruppo di sfigati sperduti nell’isola), gli zombie sono fondamentalmente un pretesto per esplorare i rapporti tra i personaggi e il loro comportamento in situazioni estreme come questa, e nelle puntate successive quel che emerge effettivamente sono proprio le relazioni e gli scontri psicologici fra i protagonisti, relegando i non-morti al ruolo di comparse. Non ci sono momenti leggeri, è sempre tutto molto drammatico o psicologicamente teso, come per la coppia di fratelli bulli, o le sorelle piene di rimpianti, o la moglie devota al marito violento, o al migliore amico che si è fatto la moglie del protagonista credendolo morto e si ritrova spiazzato e rifiutato quando lui torna.

Però, col passare degli episodi, la serie non decolla, si mantiene su di un limbo poco incisivo, le caratterizzazioni non vengono esplorate a dovere nonostante sembra sempre ci sia qualche approfondimento in arrivo, le situazioni iniziano a farsi prevedibili e scontate, nè la trama si rivela coinvolgente, anche se nell’ultimo episodio trasmesso c’è un piccolo miglioramento.

In definitiva la serie inizia suscitando grande interesse, che però va poi lentamente perdendosi. Speriamo che quando sarà recuperata con la prossima stagione gli episodi migliorino.

Visivamente rimane, in ogni caso, ottimo.

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