La lotta alle raccomandazioni dei parenti

Pare che in un comune che non nomino si abbia deciso di lottare clientelismo e familismo proibendo di far assumere in comune persone imparentate fra loro anche di terzo grado.

Subito un’ondata di approvazione s’è sollevata richiedendo che ciò venga esteso a tutto il paese. La cosa sembrerebbe legittima, visto che non è ammissibile che in un comune o in altro luogo amministrativo (ma non solo da loro) uno faccia assumere il proprio fratello/zio/nipote/cognato unicamente per fare un favore al parente.

Io però ritengo che finché la legge non verrà resa molto più flessibile, precisa e sicura, accadrà che verrà facilmente aggirata (“io mando Tizio a lavorare da te, tu mandi Caio a lavorare da me”) e a rimetterci saranno i parenti che lavorano nello stesso luogo pubblico per semplice coincidenza e non per reale favoritismo.

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