Kylesa – Spiral Shadow

Dopo a malapena un anno dal riuscito e acclamato Static Tensions ritornano i Kylesa, ormai stabilmente affermatisi fra il pubblico di appassionati dello sludge metal, con il loro quinto album studio in 9 anni, intitolato Spiral Shadow.
Si tratta di un disco che è la naturale evoluzione del suo predecessore, con una produzione densa e ruvida per ricreare delle suggestive atmosfere secche abbinandole ala grinta ed al carisma del loro distintivo stile.
Rimane però un album fondamentalmente orecchiabile, come testimonia anche l’ossatura dei brani, lineari e con ritornelli catchy, anche antemici alle volte, e dagli arrangiamenti essenziali, per renderli tutti diretti e facilmente assimilabili riavvicinandosi in ciò sempre al loro retaggio hardcore punk.
Nel complesso però in realtà è un disco non molto punk-oriented bensì relativamente ancor più psichedelico e vicino ai Baroness, con un approccio chitarristico che si fa più variopinto e facente ricorso a più effetti, ma senza rinunciare alla giusta dose di riff indomabili, vicini sia allo stoner per la corposità di certe melodie vagamente kyussiane che al noise rock dei Sonic Youth per l’asperità e ai Fugazi più hardcoreggianti per l’intensità.
Le linee vocali sono più equilibrate, dal canto tendenzialmente più dosato, in linea con l’atmosfericità di fondo dovuta alle crescenti, man mano che si procede con la tracklist, infiltrazioni settantiane di psichedelia pesante, ma bisogna fare un discorso a sè per la voce della Pleasants: suadente e avvolgente, tuttavia a volte tende ad essere un po’ piatta, rispetto agli altri due cantanti ed i suoi interventi sono più riusciti quando accompagna la melodia portante della canzone, apparendo invece  più deboli e meno espressivi quando si posizionano in primo piano.
Infine, notevole è soprattutto la sezione ritmica, con bassi dinamici che pervadono i brani ed un supporto della doppia batteria ancora più versatile, senza impegnarsi in poliritmi intricati ma piuttosto per ricreare un piglio intenso, frizzante, con anche occasionali stacchi quasi tribali.

Forse non sono ancora entrati nell’olimpo della musica, ma il titolo di onesta band che scrive bei dischi se lo sono ampiamente meritati perché fra gli attuali alfieri del metal psichedelico, i Kylesa di certo non sono i primi arrivati, ma ne sono probabilmente fra i migliori interpreti odierni.

Voto: 7

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