Killing Joke – Absolute Dissent

Absolute Dissent è il quattordicesimo album studio dei Killing Joke, primo dopo ben 28 anni a presentare la line-up originale del gruppo dato il rientro del bassista Martin “Youth” Glover e del batterista Paul Ferguson.
Album monolitico e aggressivo, i testi approfondiscono tematiche geopolitiche e sociali, mentre la musica, seguendo la scia degli ultimi album secondo un coerente percorso evolutivo, è un rock diretto e abrasivo, sporcato da un’attitudine punkeggiante (quasi thrashy in certi momenti, con spunti simil-metal ereditati da Killing Joke 2003) e dal piglio “grezzone”.
Rabbioso, deciso e schiettamente up-to-face, Absolute Dissent soffre però come negli ultimi dischi una tendenza a riscaldare un poco la pietanza, forse indice di una prevedibile stanchezza compositiva, anche se di certo sarebbe assurdo aspettarsi innovazioni nella loro proposta; ma più precisamente le 12 canzoni tendono dopo un po’ in certi frangenti ad essere leggermente ripetitive nei momenti più heavy e chitarristici, i quali con tutta probabilità avrebbero potuto essere maggiormente contaminati da infiltrazioni elettroniche e tonalità goth-wave senza rinunciare all’attitudine rocker. In ogni caso facendo così si risaltano le interessanti e gustose variazioni sul tema che fanno capolino ogni tanto fra i pezzi, inoltre ciò non impedisce che figurino ritornelli da intensità sfrenata in sede di concerto e anthem trascinanti.
In conclusione, si tratta di un lavoro duro, diretto, essenziale, esente da tecnicismi e certo divertente, con diversi pezzi che potrebbero diventare inni nei concerti, ma anche a tratti un po’ prevedibile e senza reali picchi che decollino in maniera netta, facendo livellare tutti i pezzi su di uno standard tutto sommato accettabile ma non di più e che non cattura l’attenzione più di tanto togliendo longevità al full-lenght.
Ciò non vuol dire che il gruppo sia in crisi d’ispirazione, anzi sembra più probabile che i Killing Joke siano in forma e pronti per proseguire in futuro con lavori ancora più efficaci, ma Absolute Dissent è probabilmente più consigliato agli instancabili delle sue sonorità nude & crude: in questo senso l’album è un discone e promette di soddisfare il palato, per gli altri invece probabilmente dopo un po’ l’appetito rimarrà.

Voto: 6

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