Volata finale per il titolo di Formula 1 (ritorna la Controcronaca)

Siamo nella terra del Sol Levante e il tragico circus della F1 si appresta a consumare gli ultimi fuochi di questo mondiale.

Mentre nel paddock Kimi Raikkonen, affiancato da alcuni misteriosi gangster russi e sudando freddo, annuncia che non correrà per la Renault, ai box della Sauber si festeggia l’assunzione di Perez per la prossima stagione appendendo una pignatta carica di Emmenthal, Swatch e barrette di Milka (e danzando El son de la negra indossando dei sombreri abbinati a vestiti tirolesi). Non è molto contento Heidfeld, che si ritrova così virtualmente appiedato per il 2011: “ma tanto kvanto lo zcukkione ferrà defenestraten dalla Mercedes farò coppia con Rosberg ja”. Alle sue spalle passa Hamilton che ascolta alcune audiocassette di tedesco per principianti.

Al sabato negli studio di Pole Position intanto si freme per la volata finale verso il titolo, il cui risultato è scontato: Alonso ha già vinto tutte le prossime gare, compresa quella in Corea fra i trattori e i cantieri. Sfortunatamente la pioggia raffredda l’entusiasmo, perché le qualifiche vengono rimandate alla domenica.

Il giorno successivo, come prevedibile, la prima fila è tutta Red Bull, seguiti a ruota da Kubica ed Hamilton che però viene retrocesso per aver cambiato il cambio che non cambiava le marce: pensa di approfittarne Giasone Bottone, che monta le gomme dure con l’intento di fermarsi dopo 32419782397 giri in modo da recuperare sugli altri.

Dopo che Di Grassi decide di provare i guard rail durante lo schieramento, vengono rinvenuti alcuni meccanici della Virgin suicidi nel retro dei box. Entusiasmanti le interviste sulla griglia di partenza: “Martin, secondo te chi vincerà il titolo?” “Fernando, punti al podio oggi?” “Michael, non è stata una stagione fortunata questa.” Io avrei aggiunto: “ma un cervello per fare domande più intelligenti lo avete?”

Al via Kubica scatta bene e supera Webber, mentre Pietro il Russo decide di imitare Di Grassi su istigazione dell’Incredibile Hulkenberg. Quasi contemporaneamente dietro Peso/g (Massa) decide di chiudere in bellezza la sua carriera in Ferrari cominciando con il vendicare il povero Pietr; successivamente i gangster russi di prima verranno visti congratularsi con il brasiliano e deporre qualche bossolo vuoto nella cassetta delle lettere di Nico.

La safety car conseguente congela il gran premio per molti, troppi giri, durante i quali a Kubica esplode un po’ tutto per colpa del malocchio che si è attirato addosso all’idea che Raikkonen l’anno successivo avrebbe fatto coppia con lui.

Alla ripartenza, il gran premio procede noiosamente fino alla fine senza che le posizioni di testa cambino: primo un buon Vettel che si riavvicina pericolosamente alla testa della classifica, secondo Webber che viaggia di conserva gestendo il suo esiguo vantaggio in classifica, terzo Alonso che riesce a limitare i danni, quarto Button che (sorpresa!) sbaglia strategia e quinto Hamilton a cui si rompe di nuovo il cambio e perde la terza marcia. Sul podio si festeggia cantando inni alpini, mentre tornati in studio si elogia a dismisura la fenomenale prestazione di Nando l’Eletto che oggi giungendo terzo è come se avesse vinto perché le Red Bull sono astronavi che danno 34 secondi al giro a chi gli sta dietro e ciò dimostra matematicamente che questo e i prossimi 4 mondiali saranno vinti dalla Ferrari che ha acquistato Alonso.

Il vero vincitore è, però, come sempre, Bernardo Meilander con la sua safety car.

I veri duelli sono dietro: Kobayashi davanti al pubblico di casa si entusiasma, si ricorda di essere un pilota di F1 e inizia a tirare come un dannato facendo un sorpasso dietro l’altro; Schumacher prova ad attaccare Rosberg, ma il tedeschino chiude la porta in faccia al tedescone e lo irride di buon gusto, salvo poi far sghignazzare lui quando 400 giri dopo (senza che Michelone riuscisse a passarlo) gli salta uno pneumatico sempre per colpa dell’influsso di Kimi (è stato detto che se non fosse andato in Renault, forse sarebbe andato in Mercedes al posto di un deluso e deludente Schumacher).

Infine c’è Sutil che inaugura una grigliata in mezzo alla pista, con fuochi d’artificio e tanto olio in curva per far felici gli avversari dietro.

Ci rivediamo (forse) in Corea, dove lo stato dei lavori è paragonabile a quello dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...