Bear Grylls

« Pancia mia fatti caparra! »

L’ultimo fenomeno popolare del momento è Edward “Bear” Grylls, probabilmente destinato a rimpiazzare i vari McGyver/Chuck Norris/similia come bersaglio di ironie varie.

Prima di spiegare il perché, sintetizziamo alcune generalità su di lui, tanto per introdurlo: è stato nei corpi speciali inglesi svariati anni, è un apripista esperto di tecniche di sopravvivenza e di molte altre cosuccie che in molti non saprebbero neanche come fare, può vantare uno stuolo di ammiratrici che lo ritengono non poco attraente e virile, ha il coraggio di affrontare molte situazioni spinose a mani nude e sfruttando tutte le sue abilità e le sue conoscenze, conduce anche un programma televisivo intitolato Man vs Wild (o anche Ultimate Survival) in cui si ritrova come un pirla in posti sperduti del globo e mostra come sopravviverci (casomai vi perdeste nella giungla nera o nella tundra siberiana, sapete com’è).

Fin qui nulla di strano, parrebbe, a parte il fatto che la maggior parte delle persone sane di mente si chiederebbero chi glielo fa fare, a gente come lui o i vari Crocodile Dundee.

Il fatto che lo rende assai “peculiare” è che uno dei suoi talenti innegabili è quello di avere uno stomaco di ferro, forse neanche di ferro, ma di qualche lega cazzuta sconosciuta ai comuni mortali.

Ora, sappiamo tutti che sperduti in qualche posto ostile, uno dei problemi nel sopravvivere è trovare cibo e acqua. Abbiamo sentito tutti le storie di chi, nel deserto, s’è trovato a bere la propria urina per non morire disidratato, e di chi si è messo a mangiare insetti e piccoli animali a molti chilometri dalla civiltà. Pensandoci dall’alto delle nostre comodissime poltrone fa un po’ schifo, però in fondo comprendiamo che in certi casi estremi si arrivi a questo punto.

Ma Bear va oltre. Lui è il fagocitatore universale per eccellenza.

Ovunque lui vada, è imminente lo sterminio della quasi totalità delle specie animali ivi trovate. Qualsiasi larva di insetto sarà in proporzione più proteica di una bistecca, qualsiasi serpente sarà così saporito da essere addentato vivo, nessuna parte innominabile di qualsivoglia essere animale non sarà abbastanza nutriente/ricca di sali minerali/fa morale da non poter essere ingurgitata. La pagina su Nonciclopedia, per dire, è una delle poche del sito che mi ha fatto davvero ridere, ironizzando sulla figura di Bear.

Mammiferi, rettili, pesci, uccelli, invertebrati di ogni tipo. Cotti o crudi, catturati o trovati già morti. Una tarantola o uno scorpione in fondo sono croccanti, e prima che si congeli quella carcassa di yak può essere sventrata per assaporarne organi nutrienti come il fegato o l’occhio.

L’ho visto pure mangiare pezzi di mela cagati da un orso e bere i liquidi di una cagata di elefante, il ritornello giustificante è sempre “non è molto saporito ma vi darà le energie/i sali minerali/i liquidi per andare avanti” oppure “non è molto nutriente ma vi darà il morale per proseguire… e poi sa di pollo”. A questo punto potete pure saltare sulla vostra sedia.

Calmato lo schifo? Bene.

In realtà tutto ciò è solo una piccola parte del suo show (è più uno show che un documentario vero e proprio in effetti), nonostante questo qualche giorno fa ho visto su Italia 1 uno special di un programma, intitolato Wild (che per la cronaca mi ha fatto cagare), che lo presentava come se la sua missione di vita fosse solo stupire gli spettatori con dei cosiddetti “menu estremi” e non servisse ad altro (e gli ha pure cambiato il doppiatore figherrimo, guardatelo su Sky piuttosto). Lo scrittore Giovanni d’Alessandro l’ha definito più o meno il conduttore di un programma trash fatto solo per scioccare con mangiate schifide, questo immagino possa valere solo per il programma Mediaset perché su Discovery Channel c’è anche altro.

E qui arriviamo alla seconda cosa di cui volevo parlare, cioè il suo effettivo valore come “esperto di sopravvivenza”.

Diciamo subito che non è la guida definitiva per affrontare ogni situazione, certo mostra trucchi vari, dispensa qualche consiglio utile, ma sicuramente sarebbe una cosa superficiale rispetto a quello che vi insegnerebbe una guida dal vivo in qualche reale esercitazione di sopravvivenza. Si tratta più di uno spettacolo in fondo, fatto per mostrare un avventuriero masochista che cerca di cavarsela in qualche posto sperduto e divertire con le sue escursioni, ed in questo ci riesce. Però, seppur limitati quantitativamente, i suoi consigli sono realmente effettivi, ci sono addirittura testimonianze di gente che assicura di essere sopravvissuta a dei pericoli solo perché si ricordava delle puntate di Bear in situazioni simili. Ora però tralasciamo il fatto che difficilmente a noi ci capiterà di perderci per il Kenya, la foresta del Nicaragua, le badlands americane o la Siberia, che sono la maggior parte degli ambienti da lui trattati! Ma un lago ghiacciato come una foresta fitta può esserci anche da noi.

Qualcuno sospetta che le sue avventure siano architettate ad hoc e non ci sia reale pericolo, l’ho sospettato già anch’io una delle prime volte che l’ho visto in cui Bear entra in un tunnel ferroviario, dice che potrebbero arrivare treni all’improvviso… e puntualmente eccolo, il treno, con Bear impegnato in una corsa per la vita uscendo dalla galleria proprio all’ultimo momento. Dai, è fatto apposta. Lo stesso disclaimer del programma avvisa che in casi più pericolosi Bear e la sua troupe si sono avvalsi di aiuto esterno nelle situazioni più pericolose.

MA:

1- sebbene a qualcuno possa sembrare un “tradimento” (?!) verso lo spirito del programma, nelle situazioni più difficili in fondo è anzi intelligente imbrogliare un pochetto, non avrebbe senso rischiare la vita con le esalazioni venefiche di un vulcano, una scalata su di una roccia troppo friabile o una traversata in una palude piena di parassiti e agenti patogeni, solo per compiacere lo spettatore… io non lo biasimo per questo;

2- comunque ciò non toglie che le tecniche mostrate siano vere e che Bear le applichi in pieno, non si inventa frottole, sa quello che fa e quello che dice, e le sue belle scarpinate su distese assolate e rocciose (oppure arrampicate durissime, o nuotate in posti melmosi ecc. ecc.) se l’è fatte in ogni caso;

3-tornando un attimo alla parte sulle sue abitudini mangereccie disgustose, va notato che chiunque di noi inorridirebbe all’idea di mangiare anche solo una larva o un tubero sporco di terra, lui il coraggio e la coerenza di mangiarli li ha, e nel cercare il cibo a volte si è pure fatto male, per esempio si è fatto ben mordere la mano da un pesce gatto per catturarlo e si è fatto pungere in fronte da un’ape per rubare del miele, ci saranno pure gli aiutini ogni tanto però non si può dire che abbia la pappa pronta. Non puoi condurre un programma sulla sopravvivenza, dire che in mancanza di cibo puoi fare così e cosà, e poi non farlo perché ti fa schifo.

Insomma, sarà pure scemo-masochista, ma le abilità e soprattutto le palle ce le ha.

Perché all’improvviso inizio a difenderlo?

Il fatto è che ho notato che in giro ci siano un po’ di sbroc nei suoi confronti e che essi siano nel 90% dei casi fatti da gente che da tutta l’idea sotto-sotto di… rosicare. Perché magari non saprebbe che fare neanche in un pic nic senza l’apriscatole. La puzza di invidia io in certe situazioni la avverto subito e in tal caso mi schiero dalla parte di Bear.

Quindi, ben vengano Bear, i suoi ripari di emergenza costruiti con conchiglie e fieno, gli aiutini, le sue stomachevoli mangiate e i suoi percorsi assurdi in posti che chiunque dotato di senno eviterebbe.

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