The SuperEgos – Afterglow

I friulani Superegos sono il progetto personale di Francesco Nguyen, al quale si sono aggiunti via via sempre più membri e collaboratori. Dopo un album d’esordio omonimo nel 2009 e un interessante full-lenght pochi mesi fa (Embracing December) il collettivo si appresta ora a rilasciare un nuovo mini intitolato Afterglow contenente 5 traccie sulla scia del predecessore, un po’ più delicato ma in maniera più semplice e lineare, oltre che con un approccio compositivo più “ambientale”.
Il disco si presenta così come un esercizio di stile elettro-ambient in cui vengono provate varie tonalità e soluzioni sonore per ricreare un’atmosfera suggestiva, avvolgente e intimista; in particolare le traccie, tutte strumentali, si incentrano su di un umore dotato di una malinconia dolce, quasi rievocando imminenti scenari autunnali.
Non è nulla di inaudito o particolarmente raffinato e le composizioni sono anche leggermente ripetitive, ma gli intrecci di melodie commoventi e timide bollicine elettroniche sono perfettamente godibili, mai pesanti e lasciano ben sperare per il futuro.

L’iniziale Summer Ends è una breve strumentale atmosferica e malinconica sullo stile di compositori di “soundscapes” come Takahiro Kido. Si basa su di un motivo ovattato e rieptuto di pianoforte, sul quale si stagliano sample vari (svetta il ticchettio di una sveglia), archi struggenti, beats elettronici rarefatti e piccoli altri inserti che contribuiscono a rendere il pezzo dolce e nostalgico. Non brilla certo per originalità e forse può sembrare un po’ stucchevole
La successiva indietronica/ambient di Teenagers Love Nietzsche si basa su di un cupo drone elettronico prolungato per tutta la durata della canzone assieme ai ritmi elettronici di sottofondo e riverberi inquietanti. L’arrangiamento è molto semplice e di contorno ci sono poche aggiunte melodiche ed elettroniche che cercano di aumentare la varietà del brano.
The Sky Above inizia come un tenue ambient etereo, ma non passa molto prima che subentrino guizzi elettronici giocosi seguiti da un battito downtempo cadenzato e da droni più corposi, sempre mantenendo un’aura “onirica” generale vicina a certe cose fatte dai Sigur Ròs. La progressione emotiva e soprattutto la coda di chiusura riportano a galla inoltre influenze dal post-rock, che erano maggiormente percepibili nel precedente album.
Infine abbiamo Afterglow, ambient spaziale vellutato ed un po’ di maniera nel suo dilatare e prolungare i riempimenti tastieristici, con solo qualche percussione all’inizio.

C’è anche una traccia bonus, una versione alternativa di Summer Ends, allungata, molto più chillout ed elettronica e con un climax centrale intenso e dinamico, rappresentante forse il culmine emozionale dell’EP, che non farà gridare al miracolo ed è inferiore ad Embracing December ma che ci conferma le buone intenzioni del gruppo.

Voto: 6

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