Il ruggito McLaren, il singhiozzo Red Bull

Serata fresca e umida all’Albert Park di Melbourne, dove il cirucs della F1 approda per la seconda gara del mondiale.

Il sabato finiscono subito in pole position le Red Bull-Renault, che cercano di rievocare i fasti della Williams-Renault nonostante le recenti prestazione abbiano più affinità con la McLaren-Mercedes di un certo periodo. Subito dietro le Ferrari con in mezzo Bottone, segno che la McLaren è in netta ripresa dopo il Bahrein. Hamilton però per motivi che nessuno ha capito (forse nemmeno lui) si ritrova solo 11°, il pilota anglo-caraibico è visibilmente nero dalla rabbia.

Schumacher viene lievemente infastidito da Alonso durante il giro buono, i due si chiariscono e finisce tutto tranquillamente, ma i giornalisti italiani di merda montano lo scandalo: Schumacher il traditore litiga con Alonso! Schumacher attacca la Ferrari! Veleno in pista!

Purtroppo c’è chi a queste braccia rubate all’agricoltura darà pure retta.

Al mattino della domenica c’è una leggera pioggerella che impone a tutti le gomme intermedie. Viene annunciato che un pilota ha avuto dei problemi è partira dai box. E chi poteva essere se non Trulli, l’uomo più sfigato del mondo? Anzi, neanche parte nemmeno da lì. Più tardi vengono rinvenuti dei dirigenti Lotus suicidatisi nel retro-box.

Al via le Mucche Rosse scattano subito velocissime mentre Alonso parte male e si gira per la gioia di Massa che può cercare di allungare sul mondiale. Ma indietro c’è un ulteriore patatrac con 3427984810330 incidentati che fanno scendere in campo la safety car. Ci si aspettano le solite sanzioni, soprattutto ai danni di Button, ma non giunge nulla.

Alla ripartenza ritroviamo le Red Bull che hanno messo le ali e volano imprendibili, Hamilton che s’è bevuto pure lui qualche litro della bibita austriaca, Kubica davanti che non vuole assolutamente fare la fine di Alesi e Alonso che inizia a tirare come un dannato. Schumacher invece si ritrova invischiato fra le Virgin perché s’è bevuto la gazosa di Barrichello.

Non passano molti giri comunque che la pista inizia ad asciugarsi, pensa di approfittarne Bottone ma all’uscita dai box se ne va per prati a cercare funghi. Solo due giri dopo rientrano gli altri tranne le Red Bull che sono talmente lontane che non si accorgono della cosa e iniziano a perdere terreno. Chris Dyer bestemmia con i suoi strateghi e alla fine anche le vetture blu rientrano.

Vettel riesce a mantenere la prima posizione ma Webber viene passato da 834279798 altri piloti dopo la sosta, ne approfittano le Ferrari e soprattutto le McLaren, con un fortunato Button che si ritrova speranzosamente secondo ribaltando la brutta uscita di prima e un Hamilton che inizia a passare ed asfaltare tutti. Tocca pure con l’alettone ma non si danneggia, anzi, continua a guadagnare impressionantemente su tutti, evidentemente l’aerodinamica così modificata è più efficiente di quella progettata a Woking. Quando si avvicina ad Alonso, allo spagnolo comunicano via radio il distacco di Hamilton, e Nando risponde categorico: “non me ne frega un cazzo.”

Le Mercedes invece vanno male. Ciccio Haug lancia fumate nere di rabbia mentre Sauron invia i Nazghul a cercare di far incidentare qualcuno per far passare Rosberghino e la Scucchia.

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Ad un certo punto difatti colpo di scena: Vettel si ritira per problemi ai freni, ma non è colpa dei nazghul, perché su di lui incombe l’aura di Raikkonen che, guardacaso, nei rally è sponsorizzato proprio dalla Red Bull. Che per lui si profili una stagione analoga a quella 2005 del finlandese?

Potente contrograttata di coglioni da parte di tutti quanti.

Al comando comunque ci passa Button, che non è un fulmine di guerra ma ha il merito di gestire bene le gomme e mantenere il vantaggio sugli altri. Dietro in fatti c’è Kubica che fatica a tenere indietro Hamilton, Massa in crisi d’aderenza, Alonso che ha recuperato un miliardo di posizioni dal fondo ma non riesce a passare il compagno, Webber che alterna buoni scatti a cagate abissali e Rosberg che si avvicina pericolosamente trainato da uno dei draghi volanti del Signore degli Anelli.

Ad un certo punto i meccanici McLaren richiamano dentro Hamilton per il cambio gomme, confidando di guadagnare sugli altri al momento del pit stop, ma qualcosa va storto: Kubica infatti non rientra. Ha le gomme dure e la strategia paga al comunque veloce di suo polacco. Davanti a lui compare l’immagine luminosa di GP2 (Giovanni Paolo II eh, non il videogioco) che gli benedice le mescole che così iniziano a far temponi.

Però neanche le Ferrari rientrano, e hanno le gomme morbide. Già che c’era  GP2 ha benedetto anche le Ferrari, così Hamilton inizia a tirare nuovamente come un dannato per passare i passabili e solo nei giri finali riagguanta le rosse. Tenta l’attacco ad Alonso che gli inchioda davanti e viene tamponato dietro da Webber, che quando deve fare la seconda guida è un bravo pilota, ma quando deve attaccare come una prima punta sprofonda nell’abisso degli abissi.

Vince alla fine un bravo ma anche molto fortunato Button (paziente, intelligente, veloce e costante, ma anche affetto da alonsite quando si salva dall’uscita per funghi e subito dopo vede Vettel ritirarsi davanti a lui con 328479 guasti alla macchina). L’inglese è davanti ad un eccezionale Kubica con una macchina che non gli rende giustizia e a Peso/g che zitto zitto cerca di guadagnare punti su Alonso. Lo spagnolo però ha dato una prestazione super recuperando dal fondo, deve essere lui la prima guida Ferrari, altrimenti in futuro rischieranno di pestarsi i piedi a vicenda.

Anonimo Schumacher che lotta fino alla fine con Alguersuari che non gli da strada, il campione tedesco è ancora un po’ arruginito ma diamogli tempo. Benino Rosberg che poteva ottenere di più se non fosse stato per il casino delle gomme, sfortunato Hamilton che corre veloce e attacca sorpassando tutti senza paura ma viene penalizzato prima da una qualifica bizzarra, poi dall’inutile sosta ai box e infine dal tamponamento di Webber. Se fosse partito dalla stessa posizione di Button dove sarebbe finito?

Ci vediamo fra 7 giorni in Malesia, dove le pioggie si preannunciano anche più torrenziali e dove difficilmente la Red Bull risolverà i suoi problemi di affidabilità visto il poco tempo a disposizione. Incrociamo le dita per Vettel, sfortunatissimo e che avrebbe meritato di vincere.

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