“Vojamo la pena de morte pe’ canicidio”

Gira su Feisbuc un link che fa discutere:

Se un cane fa del male ad un uomo viene soppresso. Perché se è l’uomo a fare del male ad un cane non accade lo stesso?

Capisco che chi creda in queste cose provi un gran dolore all’idea che un animale venga maltrattato perché ama gli animali, anch’io amo gli animali, MA da qui a mettere una persona sullo stesso identico piano giuridico di un qualsivoglia animale ce ne passa, anche parecchio, e chi non è d’accordo forse non ha ancora capito come va la vita.

Innanzitutto equiparare una vita umana ad una vita animale non sta nè in cielo nè in terra, si tratta di una cosa ridicolmente assurda. Una vita umana (tralasciamo il caso che lo stesso umano non se ne sia mostrato meritevole, magari macchiandosi di qualche delitto) a parità di condizioni ha insindacabilmente più valore della vita di un qualsivoglia cane. D’altronde, se vi trovaste di fronte alla scelta “ora io ucciderò una persona a caso oppure un cane a caso, puoi scegliere chi risparmierò”, TUTTI voi scegliereste in linea di principio e comunque per istinto di conservazione l’essere umano, nessuno si contorcerebbe nel dubbio fra chi dei due salvare ritenendoli in qualche modo “uguali”.

Qualcuno a questo punto potrebbe dire che la vita in sè è importantissima e per questo tutti gli esseri viventi devono avere gli stessi diritti ed essere considerati sullo stesso piano, ma, a parte la contraddizione con l’uccidere chi uccide, ciò vorrebbe dire anche che sarebbe una gravissima colpa “fare del male” ad un ratto che ci rosicchiava la dispensa, o una mosca che ci dava fastidio, o tutti i microrganismi che uccidiamo battendo le mani o facendoci la doccia. Nessuno di voi si azzarderebbe a dire qualcosa di simile, e a qualsiasi persona dotata di senno sembrerebbe comica la scena di un tribunale che condanna a morte per “aver malmenato un animale”, per tanto si ritorna al punto per cui uomini e animali NON sono sullo stesso piano.

Se un cane si rivela pericoloso per le persone che lo circondano e attacca qualcuno, allora viene soppresso per il bene degli individui, giustamente. Mentre un uomo che fa del male ad un cane va incontro alle sanzioni normalmente previste dalla legge (che comunque ci sono) ma non certo equiparato ad un animale che aggredisce un essere umano. Lungi me dal difendere chi maltratta gli animali, e uno che picchia un cane per me è sempre una carogna, ma NON passibile di pena di morte. Senza contare anche che uno stronzo che si diverte a picchiare il cane, o a dare fuoco a un gatto, o a centrifugare un pappagallo

Mi chiedo quanti di voi uccidereste sul serio un balordo che vi picchia il cane se ne aveste la possibilità e quanti di voi non penserebbero di salvare un figlio/cugino/amico azzannato da un cane rabbioso anche uccidendo quest’ultimo.

Mi chiedo anche quanti di voi sparerebbero alla ragazzina che tempo fa su Facebook pubblicò le foto di un gattino sezionato, o ai gestori dei canili-lager mostrate qualche anno fa da Striscia, o a un bambino scemo che si diverte a tirare i sassi ai gatti per strada (per quanto siano tutti delle teste di cazzo). Nessuno, ne sono stra-arcisicuro, proprio perché una vita animale non è per niente equiparabile a quella umana nè pertanto può essere messa sullo stesso piano giuridico con uguali considerazione, trattamenti e gravità. Potreste pure protestare, dire di sì a prescindere spinti da qualche reazione emotiva, dire che in realtà io sono un mostro senza cuore e sto difendendo chi maltratta gli animali (LOL), ma mi ci gioco tranquillamente la casa che nessuno di voi farebbe gli esempi di qui sopra, a meno di essere degli squilibrati.

Altrimenti, dimostratemi il contrario armandovi di quel che volete e andando a giustiziare qualche picchia-cani (e ancora ci scommetto quel che volete che nessuno lo farebbe sul serio).

Inoltre chi ha creato in origine questa nota ha utilizzato un sottile trucchetto psicologico mettendoci l’immagine di un cagnolino dolce e che ispira tenerezza, andando quindi a puntare dritti sull’emotività dei più e a suscitare il pregiudizio del cucciolo indifeso ingiustamente soppresso da qualche uomo per deduzione spietato e senza cuore. Ma vorrei vedere cosa accadrebbe se girasse invece l’immagine di un cane aggressivo con le zanne nel collo di un malcapitato con l’unica colpa di esser capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Perché poi c’è anche da contare che un cane pericoloso che aggredisce un uomo è per l’appunto pericoloso, e magari potrebbe aggredire e anche uccidere altre persone (le cui vite spero che voi conveniate siano importanti), mentre uno che prende a bastonate il cane è molto più probabilmente un coglione che non ha niente di meglio da fare (o che sfoga le sue frustrazioni su qualcosa che non può reagire).

Sarò pure un razionalista, ma far leva sul sentimentalismo e sull’emotività, andando ad influenzare il giudizio altrui con elementi puramente soggettivi, NON è il modo migliore per condurre una costruzione costruttiva.

Fermo restando che, in ogni caso, la vita umana è più importante di una vita animale e per questo non possono avere lo stesso trattamento e la stessa considerazione, per quanto un essere umano possa diventare la feccia della feccia.

(L’importante è che non arrivino anche qui i talebani a decretare la condanna contro chi non si prostra davanti all’idolo brasiliano).  asd
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