Bird in the Shell: Man/Condom interface

Sono quasi le tre del mattino, non ho sonno e ho voglia di sproloquiare di cose di cui non fregherà una mazza a nessuno e che spingerà la maggior parte di voi a dirmi “ma che ‘tte droghi?”.

Al giorno d’oggi purtroppo non vanno più di moda tematiche come la clonazione o l’eutanasia, piuttosto si discute molto per questioni etiche e filosofiche presuntamente rilevantissime (oltre che necessitanti di eoni di meditazione per giungere ad un’ardua decisione) come l’uso del preservativo o la legittimità della presenza di un crocifisso in un’aula scolastica.
Roba da perderci la calma per quanto scuotono l’animo e la mente, proprio; soprattutto per quanto riguarda i goldoni.

Io però prevedo (o meglio ci spero) che fra cinquant’anni queste cose sembreranno solo infime sciocchezze perché nel frattempo saranno emersi veri altri spunti di dibattito ben più significativi, profondi e incidenti lo sviluppo della cultura umana. Alcuni di essi sembreranno banali perché affrontati già da molto tempo in molti filoni narrativi, ma nella realtà di tutti i giorni in verità non hanno ancora trovato concretezza.

Per esempio, il rapporto con intelligenze artificiali altamente progredite e dotate di personalità e consapevolezza di sé stesse, la manipolazione del genoma umano per “potenziare” gli esseri umani e renderli più forti/robusti/intelligenti, tutte le divisioni e i contrasti che sorgeranno in campo sociale da questi avanzamenti; e poi la modifica se non la riscrittura della memoria di un individuo, la connessione di un cervello ad un mondo virtuale “interpretato” come reale dalla sua mente, il confine fra uomo e macchina in caso di sostituzione di componenti artificiali alle parti biologiche del corpo mediante ingegneria cibernetica (e se esiste, quando sopraggiunge tale limite, dopo quale o quante cellule rimpiazzate), il trasferimento di un’IA in un corpo biologico o il trasferimento di una mente umana in un computer, la colonizzazione dello spazio e l’eventuale incontro con altre civiltà.

Ma soprattutto il dilemma più grande di tutti: Michelle Hunzicker ha mai avuto un cervello? E se sì, chi glielo dice alla Bindi?

Sì, lo so, per ora sono astrazioni astruse, inapplicabili nella realtà pratica attuale e probabilmente ancora per molto relegate al campo della mera speculazione narrativa; ma a meno di essere truzzi grezzoni o neo-fashoni inniorannti (cit.) mi pare lampante che quando le persone si porranno realmente queste domande allora molti dei temi di discussione d’oggi appariranno inezie risibili.

(per spunti di riflessione consiglio la visione di: Blade Runner, Ghost in the Shell, L’uomo bicentenario, Terminator, Akira. Ovviamente non guardateli troppo altrimenti vi ridurrete nelle mie condizioni folli e aprirete blog inutili solo per sparlare di questioni troppo grandi tanto per passare il tempo)

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