Cala il sipario sulla F1

E così un’altra stagione è finita. Con un campione del mondo su cui nessuno avrebbe scommesso ad inizio stagione, ulteriori veleni, tanti cambiamenti e molte speranze per il futuro (Dio, che sequenza di banalità).

Abbiamo avuto il mondiale che più di tutti in tutta la storia del circus ha mostrato la superiorità del mezzo sul pilota: come spiegare altrimenti che due piloti non certo fulmini di guerra si siano contesi il titolo, che i campioni siano rimasti tagliati fuori dalla lotta, che a seconda delle caratteristiche del circuito a cui si adattava bene o male una macchina poteva fare la pole per poi finire ultima, che le Force India da cenerentole si siano trasformate in UFO ad un certo punto, che la McLaren fosse in crisi per poi resuscitare dopo alcuni aggiornamenti, che il tanto discusso diffusore garantisse mezzo secondo di vantaggio, che una squadra all’inizio dominasse stile Ferrari 2002 e poi a metà stagione arrancasse, che il pilota campione ha vinto solo nei primi gp per poi sparire a lungo, che piloti rimasti nell’ombra a lungo siano poi comparsi nei primi posti e… ci siamo capiti.

Certo, c’è stata la rivoluzione nei regolamenti che ha scombussolato tutto. Speriamo quindi che dall’anno prossimo si assista ad una lotta più serrata fra i vari Hamilton/Alonso/Vettel, senza trovarci in mezzo dei Fisichella che all’improvviso rischiano di vincere per qualche miracolo di San Gennaro o delle Toyota che pescano da un cappello la posizione in griglia.

Beh, la Toyota non ci sarà di sicuro, come per la Honda i jappi han deciso di lasciare, perché per loro è solo businness e se non ottieni risultati alla fine è meglio andarsene. E non appare più come un dinosauro, ma come l’ultimo membro di tempi che furono, il povero Frank Williams, con la sua scuderia malinconicamente sempre a metà schieramento perché il balzo tecnico sospirato non c’è mai e Rosberg non è Schumacher. Spero che almeno alla Toyota abbiano la dignità di ammettere che fino ad ora sono stati coglioni loro, invece di fare di nuovo scaricabarile sul povero Trulli che è stato l’unico a portare risultati decenti alla squadra.

Comunque c’è da dire che, alla fine, Button un po’ il titolo se l’è meritato, lottando anche nell’ultimo noiosissimo gp di Abu Dabhi con Kobayashi (a proposito: che talento!) e Webber, mostrando due gran bei duelli che molti altri si sarebbero risparmiati per pigrizia.

Ora attendiamo questo 2010, con i rifornimenti aboliti, il ritorno della Lotus, nuovi team e Giacomino Villanuova che vuole tornare (argh).

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