Recuperando sul fronte anime

Alcuni “disagi logistici” degli ultimi mesi hanno un po’ frenato la mia ambizione di riuscire entro il cinquecentesimo compleanno di raggiungere il record di visioni interrotte di sua droppingosità Woland (in realtà non ci tengo affatto a raggiungerlo ma vabbè).

Aggiungiamo un’estate passata o a far esami o a cazzeggiare al mare, rimane ben poco spazio per le produzioni jappe.

Se si escludono alcuni fansub di serie passate, ben poco son riuscito a gustarmi in tutto e per tutto, solo una serie nuova di zecca (Maria Holic) più due relative novità proposte da MTV.  Partiamo prima da queste.

Tralasciando i vari Death Note (semi-rovinato dal doppiaggio italiano come ben tutti tristemente saprete già) e Full Metal Panic 2nd Raid (meglio, anche se si sente la mancanza di Massimiliano Alto per Kurz), che avevo comunque già visto in precedenza, intendo parlare di Michiko to Hatchin e di Nabari no Ou.

La prima serie, Michiko e Hatchin, mi è grosso modo piaciucchiata pur con qualche riserva. Se si escludono alcuni passaggi troppo banali (la prima puntata mielosamente melodrammatica per esempio, oppure qualche stereotipo dell’inseguimento poliziesco) ci sono abbastanza momenti carini che combinano la giusta dose di azione sfrontata e ciaciarona, tematiche infra-episodio interessanti e personaggi secondari ben caratterizzati invece di fare solo le comparse fredde e vuote. Buona impressione anche per regia e fotografia, diciamo anche per la colonna sonora, per un impatto audio/visivo complessivamente gustoso.

Peccato che ogni tanto si abbandoni a qualche grossolanità eccessiva, che la narrazione episodica tenda a sminuire la personalità dei personaggi principali (per fare un confronto con Cowboy Bebop, a volte paragonato a MtH, c’è un grosso distacco fra Spike & soci e le due fuggiasche), che a volte forma e stile per quanto buoni prevalgano un po’ troppo sulla sostanza e che il finale sembri un po’ affrettato tanto per concludere la serie – e sorvoliamo sull’epilogo smielato, trito, inconcludente.

Passiamo ora a Nabari. Diciamo che quest’anime mi ha lasciato un po’ perplesso. Se devo essere sincero a prima vista mi è sembrato quasi una presa in giro insipida ad Evangelion: il ragazzino psicolabile con la gioia di vivere di un becchino, il tutore che inizialmente detiene autorevolezza per poi perderla in coincidenza con quando inizia a lottare con sè stesso, la ragazzina decisa che mette in gioco sè stessa a causa di traumi infantili, il merluzzo apatico (anche se molto più testardo), l’ambientazione fan-service di contorno a far da “miele” per assaporare meglio i contenuti in teoria più “introspettivi” (ninja cazzuti al posto dell’immaginario cabalistico). Il tutto ovviamente con molta meno intricatezza di trama e più leggerezza di umore.

Ma superata quest’impressione iniziale emergono molte differenze, in primis il fatto che nessuno dei seguenti personaggi è dotato della stessa caratterizzazione e profondità psicologica: i personaggi di Nabari sono molto più sbiaditi, a volte eccedono di sentimentalismo buonista, e certi risvolti psicologici sembrano frammenti leggeri messi lì senza arrivare a parare su questioni importanti, tergiversando su quelle secondarie. Rokujo è davvero una palla insipida, la biondina di cui mi sono scordato il nome alla fine annoia e l’albino immortale è anonimo.

In secondo luogo c’è una sorta di empatia fra alcuni personaggi ai limiti della “gaiezza”, ma in fondo chissene.

Un barlume di luce comunque in questa serie c’è, quelli che all’inizio vengono presentati come gli antagonisti acquisiscono una loro identità, narrativamente vengono posti sullo stesso piano del gruppetto di partenza, hanno delle loro motivazioni sensate per cui sono opposti ai “protagonisti” e ci si sofferma su di loro osservandone i comportamenti, le idee, le emozioni e le psicologie dando loro rilevanza e spessore, invece di buttarli lì come il Nemico™ e basta.

Sul mio MyAnimeList non ho comunque messo un voto perché mi sono ripromesso che forse prima o poi avrei rivisto la serie con più attenzione, soprattutto nei passaggi più psicologici, magari per cogliere qualche sfumatura dell’anime che avevo superficialmente ignorato, ma onestamente la sensazione che quest’anime possa tranquillamente scorrere via senza lasciare nulla mi rimane.

Per quanto riguarda quella figata di Maria†Holic, nonostante sia un anime nuovissimo (2009), parlerò di meno, perché è stata una mini-serie di soli dodici episodi e attendiamo la seconda stagione.

Mi basta dire che è qualcosa di folle e divertentissimo, con una protagonista che si è letteralmente fottuto il cervello (facendo così scompisciare dalle risate in continuazione), “una” che vincerebbe i mondiali di bastardaggine ed una regia che passa con disinvoltura dai tranquilli e pregevoli scenari scolastici ad una dimensione schizzata, colorata, imprevedibile e frenetica. I momenti non-sense non suonano quasi mai fini a sè stessi, le parti più demenziali sanno divertire senza strafare e le citazioni sono pregevoli. Buonissimi anche i disegni. Ottime le sigle, soprattutto l’opening.

Dovrei menzionare anche gli sketch umoristici di Suzumiya Haruhi-chan no Yuutsu, spin-off comico, parodistico e deformed di La malinconia di Haruhi Suzumiya e l’altro spin-off di Nyoron Tsuruya-chan, gentilmente concessi via Youtube da Bandai, ma sfortunatamente il sisma presso una certa città, in cui casualmente ero domiciliato per l’università, mi ha fatto interrompere la loro visione e quando sono tornato a consultare la rete a casa mia le puntate che mi ero perso erano già state rimosse; ora aspetto che qualche fansubber completi il pack da scaricare. Comunque, la prima mi ha fatto un’impressione positiva, con alcune gag divertentissime (a parte qualche passaggio piattino e alcuni momenti in cui i personaggi sembravano un po’ fuori carattere), mentre la seconda mi è sembrata vuota, priva di mordente ed in definitiva inutile.

Ora attendiamo questa stagione autunnale per vedere cosa ci riserveranno le reti italiane e cosa riuscirò a recuperare dai fansub, come per esempio i nuovi episodi di Haruhi che però pare siano delle fetecchie.

MTV di sicuro trasmetterà la seconda serie di Gintama, che sinceramente non mi interessa. Non so se manderà in onda proprio Haruhi, in passato la Dynit disse che la riteneva “troppo otakuistica” per l’Italia e quindi difficilmente la vedremo in TV, ma d’altronde quello stesso riferimento era rivolto all’acquisto dei diritti dell’anime che alla fine invece è stato importato l’anno scorso. Avendo già gustato quest’ottima serie comunque per quanto mi riguarda non mi perderei nulla, neanche il vederla col doppiaggio italiano visto che mi feci già “le anteprime” con i dvd-rip sul tubo di chi a novembre 2008 già acquistò i dvd (e per la cronaca non mi piacque troppo il casting nostrano, magari se la trasmetteranno davvero ci farò un post a riguardo).

Invece mi incuriosirà molto vedere le edizioni italiane di Code Geass e Tengen Toppa Gurren-Lagann su Rai 4, che però è accessibile solo sul digitale terrestre. Io ho Sky, ho fatto la procedura per visionare anche i canali del dt (a me Rai 4 è sul canale 9600 per la cronaca) ma non riceve niente, boh, vedrò in futuro.

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