Biological F.A.Q.

Visto che io a ottobre inizierò il secondo anno accademico e che molti sono in procinto di iscriversi all’università, caso mai ci fosse qualcuno che ha fatto un pensierino verso il mio stesso orientamento, vi stilo un breve commentario sulla mia facoltà, cioè quella di scienze biologiche, una delle più sottovalutate nell’ambito delle scienze mm. ff. e nn.

E lo faccio col metodo delle F.A.Q. (Frequently Asked Questions):

1) cosa posso fare con questa laurea e che prospettive di lavoro potrei avere?

Saprete già che “biologia” dal greco significa “studio della vita”. Banalmente quindi, un biologo studia gli esseri viventi, i loro meccanismi, i loro livelli di organizzazione, l’interazione con il mondo naturale.

Un biologo può ritrovarsi in un laboratorio medico a condurre esperimenti su micro-organismi per studiarne gli effetti benefici o malefici, oppure ad effettuare le inseminazioni in vitro per conto di un ginecologo o a sviluppare nuovi farmaci; può analizzare enzimi di piante o animali alla ricerca di sostanze utili a fini farmaceutici/cosmetici/nutritivi/industriali/ecc.; può essere assunto da un’azienda per supervisionare il controllo della qualità alimentare o degli interventi su di un patrimonio zootecnico, come consulenza sullo stato di salute di un ambiente in caso di impianti industriali, per monitorare un ecosistema in modo da individuare fattori di rischio o prevenire danni, oppure per migliorare la produzione agricola sia per quantità che per qualità; può operare in un team della polizia scientifica per condurre un certo campionario di analisi sui cadaveri e sulla scena del delitto; può condurre ricerche ed esperimenti sul DNA, sul genoma umano, sulla manipolazione genetica; può applicarsi direttamente allo studio di animali o piante, per esempio seguendo le migrazioni di una specie di delfino o ritrovandosi in qualche giungla a catalogare piante rare; altro così su due piedi non mi viene in mente, ma qualche idea ve la siete fatta.

Le specializzazioni infatti sono molteplici, dal biologo sanitario al biochimico, passando per lo zoologo e il botanico. Ed un biologo spesso lavora in team a stretto contatto con ingegneri, tecnici ed altri scienziati; e può operare in comodità in un laboratorio come sul campo, come in mare studiando il plancton o in una foresta analizzando vegetali.

(foto: come direbbe Carli, “non c’entra nulla ma mi garba”)

Da questo punto di vista emerge che la professione del biologo è molto utile e importante, anche più di certe altre facoltà che, però, ottengono molta più promozione e molti più iscritti.

Un ottimo campo scientifico quindi, utile e che potenzialmente offre molte porte da spalancare per entrare nel mondo del lavoro – che vogliate diventare ricercatori, tecnici di laboratorio, esploratori o semplici insegnanti.

2) non penso che un biologo sia utile quanto un altro scienziato, è vero?

Purtroppo in Italia è diffuso un pregiudizio abbastanza idiota ed ignorante (cit.), quello del biologo come spensierato osservatore di creature viventi il cui unico impiego è quello di guardarsi un animaletto e impararsi a memoria la sua classificazione tassonomica, senza alcun beneficio sociale, industriale, tecnico, nient’altro che mera speculazione scientifica che non produce nulla di concreto, quasi come un hobby retribuito.

(foto: “non c’entra nulla ma mi garba” parte 2)

Beh, qualche possibile impiego l’ho elencato prima, ma anche tenendo conto dell’ultimo menzionato (semplice osservazione e studio di viventi), che può essere frainteso, ricordiamoci che il semplice osservare il comportamento stagionale di una specie (migrazione, riproduzione ecc.) non serve solo a fare i documentari per il National Geographic che ci guardiamo dopo pranzo, ma può anche, per esempio, far comprendere il delicato equilibrio di un particolare habitat e quindi far capire quando lo si sta compromettendo, con tutte le conseguenze del caso che coinvolgono anche noi (dei delfini che iniziano ad evitare una zona prima frequentata possono far scoprire che lì c’è moria di pesce perché un’industria riversa scarichi illegali in mare, senza contare che quello stesso pesce magari poi ce lo mangeremo anche noi), oppure può condurre alla scoperta di sostanze utilissime in tantissimi campi industriali (le piante per esempio, con tutti i loro enzimi che dopo averne compreso le proprietà sfruttiamo per miliardi di prodotti di ogni natura, oppure certi veleni usati nella ricerca medica, o la seta di ragno che si è scoperto essere in proporzione più resistente dell’acciaio).
Penso non ci sia poi bisogno di spiegazioni poi nell’ambito della microbiologia.

3) quante occasioni offre l’Italia per i biologi?

Visto il pregiudizio prima elencato, purtroppo la situazione nello Stivale non è tutta rose e fiori, soprattutto al sud.
Considerando che poi nel nostro paese i fondi destinati alla ricerca sono ridicolmente bassi, possiamo ben capire quanto sia sottostimata questa facoltà, e di come spesso vi siano maggiori possibilità d’impiego andando all’estero, in qualche paese che al settore scientifico ci pensa e ha una classe politica che almeno sa cos’è un biologo. Quando si sente parlare di “fuga di cervelli” o di “i ricercatori italiani vanno all’estero” è proprio a causa del nostro essere rimasti indietro, soprattutto in confronto a paesi come la Finlandia.

Ma non c’è bisogno di considerarsi dal destino segnato e di ritenere l’impiego in Italia off-limits.

(foto: “non c’entra nulla ma mi garba” parte 3)

4) che altri pregiudizi ci sono a riguardo della biologia?

Ci sono altri piccoli pregiudizi, o meglio, fraintendimenti, riguardo la biologia, addirittura a volte fra gli stessi iscritti, e fra di essi ne svettano due in particolare: il primo si può riassumere con la frase “ma cosa me ne frega degli animali o delle piante”, forma di pensiero che lascia un po’ perplessi, perché se detta da un biologo che fin da principio voleva fare proprio il biologo allora dovrebbe suscitare lo stesso effetto di un matematico che dice “ma cosa me ne frega dell’aritmetica, io voglio fare l’algebra!”.

In quanto studio della vita, a rigor di logica, l’interesse per il mondo dei viventi dovrebbe essere più o meno una base della biologia – che poi se uno lo vorrà approfondire ulteriormente si specializzerà in zoologia o botanica ma i concetti fondamentali dovrebbero rimanere nel bagaglio culturale del biologo.

Fortunatamente questa cosa viene detta più spesso da chi non è stato ammesso a medicina ed ha ripiegato su biologia, ed in questo caso è comprensibile e giustificabilissimo senza alcuna recriminazione. Ma se avete in mente proprio la carriera biologica eppure di studiare animali o piante non ve ne frega niente allora pensateci diecimila volte prima di iscrivervi, o rischierete di incontrare difficoltà in futuro. Perfino un membro del RIS dovrà avere delle nozioni generali sugli artropodi, in particolare gli insetti che colonizzano i cadaveri.

Il secondo è più subdolo, e riguarda principalmente la matematica, ma di questo ve ne parlerò più tardi.

5) com’è il fattore figa a biologia?

Diciamo che ne ho incrociate di diverse graziose.

6) come sono le materie che si incontrano all’inizio?

Riassumiamo intanto le materie che si incontreranno nel primo anno di studi:

Biologia cellulare o citologia

Non penso ci siano bisogno di spiegazioni.
Al liceo scientifico si fa (poco e male) fra il secondo e il terzo, occhio che imparare a memoria certi nomi (di proteine per esempio) può essere un po’ palloso, ma tranquilli che non è importante sapere a pappagallo tutti i nomi di tutti gli enzimi (anche se dipenderà sempre dalla vostra specializzazione).

Matematica

La bestia nera, perché molti pensano che sia qualcosa di assolutamente non necessario, oppure applicabile in certi settori naturalistici ma solo con un carattere semplicemente speculativo, invece in molte specializzazioni ci sarà la cosiddetta bio-matematica che servirà a descrivere certi elementi (oltre che ad analizzarli, studiarli, comprenderli ecc.). Eppoi sappiamo tutti che, come disse Galileo, l’universo è come un libro scritto in lingua matematica, senza la quale cadrebbero tutte le scienze, in primis la fisica che è quella che descrive tutte le leggi e i principi a cui obbediscono materia ed energia (e di conseguenza i fenomeni chimici, biochimici, biofisici, biologici).
Questo in ogni caso porterà il 99% degli iscritti a trascurarne un po’ lo studio, e per chi ha fatto il liceo scientifico (e non era una sega totale in matematica) c’è da considerare anche che il corso sembrerà ben più facile di molte cose fatte in passato il che porterà a sottovalutare ulteriormente lo studio della matematica, rimanendo indietro e trovandosi a dover recuperare tutto in seguito.
Il terzo guaio potrebbe consistere nel corpo insegnanti, un mio amico che fa matematica dice che a biologia spediscono di solito la feccia, il che può essere tradotto in spiegazioni approssimative, poco chiare e superficiali.
C’è anche una parte di statistica, che potrà sembrare difficile, ma una volta che vedrete le prove d’esame di vostri amici iscritti ad ingegneria inizierete a ridere.

(foto: “non c’entra nulla ma mi garba” parte 4)

Chimica inorganica

Comprensiva anche di cenni di chimica-fisica e di termodinamica, per quegli argomenti d’ambito fisico strettamente correlati alla spiegazione o alla comprensione di certi fenomeni chimici.
Di tutt’altro spessore rispetto a quella che si fa in quarta liceo, è per molti la materia più difficile, ma è anche potenzialmente la più interessante di tutti, dipende dal professore. Rimane in ogni caso importantissima, visto che alla base di tutta la vita ci sono reazioni chimiche, anzi, si potrebbe dire che la vita è un processo chimico, il che ci riconduce anche a…

Chimica organica

Apprese le basi della chimica, si passa nel secondo semestre a idrocarburi, carboidrati, proteine, lipidi e vitamine. Il corso è un po’ laborioso con tutti i suoi argomenti, quindi si consiglia di seguirlo con interesse ed attenzione per non rimanere indietro.

Istologia

Ovvero lo studio dei tessuti, come gradino successivo a quello dello studio delle cellule. Vi sembrerà un corso molto vicino a medicina, ma naturalmente è importante anche per la biologia, soprattutto (indirettamente) per la zoologia in questo primo anno di corsi.

Zoologia

Un corso che a quanto pare o si ama o si odia.
Un tempo divisa in Zoologia I e II in due anni, dall’anno scorso è stato tutto accorpato in un unico corso necessariamente più affrettato, sintetico e pesante. Lo studio dei principali phyla (es. cnidari, poriferi, artropodi ecc.) e dei concetti più importanti come la speciazione, i tipi di riproduzione, il mimetismo o l’adattamento può risultarne così molto più stancante, soprattutto se si rimane indietro con gli esami a ridosso. E gli stessi professori si lamentano di questo nuovo ordinamento.

Botanica

Anche qui, come per la zoologia, c’è stato un accorpamento di due corsi, ma qui c’è in più una parte citologica ed istologica addizionale che introduce argomenti ovviamente pertinenti al solo mondo vegetale. Lo studio tassonomico è invece più ridotto come raggio d’azione rispetto alla zoologia.

Faccio notare anche che chi al liceo faceva latino e/o greco, qui avrà molta facilità a ricordarsi i nomi utilizzati per la sistematica e soprattutto a capire cosa significano. Può aiutare, soprattutto in un esame quando non si ricorda bene cosa è qualcosa e basterebbe un minimo flash per farsi tornare in mente tutto.

Laboratorio

Ricettine da imparare a memoria su come preparare il vetrino, che additivi e sostanze metterci, secondo quale ordine, seguendo chissà quanto tempo… vale pochi crediti e molti lo snobbano in favore di esami più pressanti.

(foto: “non c’entra nulla ma mi garba” parte 5)

Inglese

Solitamente è senza voto, cioè non influisce sul voto finale di laurea, però i crediti li da lo stesso. Considerando che qualunque scienziato sarebbe bene fosse cosmopolita anche solo per avere una vaga idea di cosa succede al di fuori dell’Italia (poi non è necessario che stia costantemente all’estero per lavorare, anche se per molti sarà così) è bene studiare l’inglese e non sbuffare perché non lo si vuole imparare.

7) in conclusione?

Fate quel che vi pare, io torno ad ascoltarmi l’omonimo capolavoro dei cLOUDDEAD (sì, è scritto così e non Clouddead) che mi sono un po’ stancato dopo aver scritto tante cose inutili che scrollerete di gusto. Anf!

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