Fa abbastanza caldo in Ungheria, patria di piloti del calibro di Baumgartner, quando il circus della F1 approda al circuito dell’Hungaroring.

Se si esclude la solita Williams che va velocissima in prova per poi sparire, le sessioni prima della domenica riservano qualche sorpresa, con Sfigatello che perde pezzi e, oltre a non riuscirsi a qualificare per il Q3, centra in pieno Massa con una molla che gli rompicchia il casco (stile Ayrton ’94) e gli fa fare un dritto sotto i copertoni (stile Michael ’99). Per l’orso delle caramelle che ha perso un mondiale per un solo punto e infiniti testacoda per fortuna solo una contusione, una breve perdita di coscienza e tanto spavento, ma dovrà saltare la gara.

Per schierare le auto in griglia comunque c’è qualche difficoltà, perché il cronometro decide di spirare proprio all’ultimo minuto. Si decide così di far decidere il tempo ai piloti, con Alonso che balza in pole position con un giro record di 4 secondi e 2 millesimi.

La domenica continua ad offrire sorprese, perché in uno dei tracciati con meno sorpassi in assoluto si vedono un sacco di duelli nella prima metà.

Alonso el grande campeon deve comunque ritirarsi perché fra i meccanici ci sono delle spie di Hamilton che gli sabotano la gomma e mettono lo zucchero nel serbatoio, tant’è che proprio Luigino passa in testa.

Ma le Red Bull? E le Brawn? Ah beh, Vettel sembra guidare un carretto tirolese e si ritira, Webber si ritrova intruppato fra Rosberg, Kovalainen e Raikkonen, Button è tornato a guidare la BAR-Honda di qualche anno fa e lotta per la zona punti, Barrichello è fra la perduta gente.

Vince alla fine meritatamente Hamilton, veloce come ai bei vecchi tempi (anche se la McLaren sembra essere particolarmente competitiva solo su questo tipo di circuiti, vedi anche Monaco, e probabilmente a Valencia per lui non sarà altrettanto facile) seguito da un ottimo Raikkonen e da Webber che sfruttando le debacle di Giasone Bottone e Sebastianino Fettèl recupera punti in classifica.

La vittoria è prontamente festeggiata dalla di lui fidanzata, che durante tutto il gran premio si è messa a saltellare come una cavalletta ad ogni azione del pilota dei caraibi (dalla semplice entrata ai box al passaggio in una chicane).

Ci vediamo fra un mese per vedere uno dei più brutti circuiti degli ultimi tempi.

Luigino torna alla carica

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