Dopo una settimana passata a dover sopportare mongoloidismo di vario genere (il prete con la svastica, i soliti cripto-fascistoidi che sbroccano il 26 aprile perché il tradimento gli alleati nghé nghé ma poi il duce non era così male sbroc sbroc, gli sciachimisti che tornano all’attacco, i popolani convinti che il governo ladro e corrotto sappia di prossimi terremoti e ce li tenga nascosti perché sono malvagi e crudeli, Giuliani che ogni giorno annuncia un nuovo imminente Apocalisse a Sulmona, i fanboy di Ahmadinejad, un coglione che mi ha inviato le solite mail false su ricariche di cellulari spacciandosi per l’admin di ForumFree, tutti quelli che c’hanno ammorbato con le tiritere sul Grande Fratello ecc.) ritorna finarmente il tragico carrozzone della F1.

Per chi si fosse perso gli ultimi due gran premi, s’è visto che:

– la Brawn GP è davvero di un livello superiore a tutti, ma se invece di Button e Barrichello avesse Hamilton o Alonso che prestazioni otterrebbe la scuderia?

– le Red Bull ci sono, soprattutto sul bagnato, e da bovini rossi sono diventati sul serio tori; anche se chi dice che Newey ha dato ennesima prova del suo genio sbaglia: lo era dieci anni fa, quando portava al titolo pipponi come Hill o Villeneuve, ma attualmente è da diversi anni che sforna macchine da metà classifica ed una sola stagione, tra l’altro sfruttando tutto il casino successo (alcuni team già sviluppavano la macchina da inizio 2008, quelli in lotta per il mondiale fino all’ultimo invece sono partiti molto in ritardo), prima di dire che sia tornato ad essere il genio di un tempo aspettiamo la prossima stagione e vediamo se non si rivelerà un fuoco di paglia.

– la Ferrari è coordinata dal Grande Puffo. E non lagniamoci con Schumacher al muretto, lui non ha responsabilità proprio di niente, semmai lamentatevi con i vari Baldisserri & co. che fra l’altro si permettono di essere arroganti pur facendo cappellate a iosa (“noi quelli della Brawn GP non li contiamo”).

– i commissari di gara sono sempre più imbecilli, Malesia docet con orario assurdo, lentezza a non finire nelle decisioni e piloti costretti a guidare praticamente al buio.

– le varie Toyota/Williams/BMW che dovevano lottare alla pari non si sono viste, almeno le Toyota sembrano essere davanti come prestazioni ma come al solito sfighe varie si accaniscono sui jappi.

– la McLaren sta crescendo molto.

Finalmente in Bahrein si può avere una gara illuminata e asciutta, anche se dopo l’incredibile diluvio in Qatar a pochi km di distanza nel motomondiale ci si può aspettare una solita applicazione delle leggi di Murphy.

Ma visto il caldo asfissiante, forse qualcuno rimpiange un poco i diluvi universali in estremo oriente. Non li rimpiange però la Toyota che riesce finalmente a piazzarsi con entrambe le auto in prima fila per sperare nella vittoria. Male le BMW regredite al livello di trattori bavaresi dopo l’inizio promettente, male le Ferrari caricate di benzina come carretti emiliani e male Webber che pensa di giocare al girotondo con Sutil rimettendoci la qualificazione. Le Renault arrancano, le McLaren van così-così, le Williams sembrano sparite.

Le Brawn GP sembrano esser state recuperate dalla concorrenza, che segna prestazioni uguali se non superiori, e ci si chiede quanto possa sperare di rimanere competitiva questa scuderia, se non ha i mezzi finanziari necessari per stare al passo con gli aggiornamenti. Banana Ross per di più dice che la vettura ha problemi al motore e ad altre componenti.

La domenica tutti incrociamo le dita per Trulli, la cui strada è stata tagliata in mattinata per tre volte da un gatto nero e che ha rotto quattro specchi di cui uno inciampando in una scala mentre ci passava sotto. Ma la macumba peggiore è quella dell’inviata francese di Sky, che dice che Trulli è andato a “raffreddarsi” per via del caldo. In pratica ce lo ritroveremo a metà gran premio che rientra ai box con 40 di febbre per l’influenza e non riesce a guidare.

Al via il pescarese si fa passare da mezzo-schieramento, mentre le Ferrari grazie al kers ottengono 39284979734289 posizioni da regolamento e Webber, partito con un cucchiaino di benzina per rimediare alla qualifica immeritata, passa sopra tutti.

Fortunatamente Trulli riesce a recuperare, dopo una lotta serrata con Hamilton che sembra tornato su di una McLaren competitiva, e alla fine ripassa anche Glock dopo la sosta ai box. E qui la tragedia, alla Toyota sbagliano strategia e montano le poco performanti gomme dure ai due piloti, col risultato che iniziano a perdere un sacco di tempo mentre gli altri lo guadagnano, e quando alla fine mettono le morbide, guadagnano quando hanno una vettura davanti che li rallenta. Col risultato che Button vola via.

Vince alla fine meritatamente Button, la cui vettura continua a sbalordire e a segnare prestazioni ottime nonostante tutte le voci in giro. C’è davvero da chiedersi quanto riusciranno a recuperare gli avversari dopo i tanto attesi aggiornamenti di Barcellona. Briatore intanto, che l’aveva definito un paracarro, non può far altro che rosicare mentre El Grande Campeon Alonso ottiene un misero punticino. In realtà però Button non è questo fenomeno, è un discreto pilota di medio livello, e anche il terzo posto ottenuto con la BAR nel 2004 che a Sky hanno menzionato fu dovuto grazie ad una macchina che portava a podio persino Sato (che è tutto dire) ma anche grazie all’involuzione della Renault in quella stagione. Non è però un pippone, ed è sbagliato anche definirlo come l’erede di Damon Hill come qualcuno ha fatto, visto che rispetto al vecchio Damiano lui sembra avere molta più lucidità e sicurezza, oltre a vincere tranquillamente anche quando parte dietro, o almeno non fa cappellate e tamponamenti ridicoli.

Secondo Vettel, veloce come al solito ma che sull’asciutto, come a Melbourne, rimane dietro all’inglese. Ma ancora una volta come a Melbourne avviene un contrattempo che ci impedisce di valutare al 100% la condizione del giovane tedeschino, in questo caso un buon numero di giri passati dietro al tappo Trulli con le gomme Vigorsol al posto delle Bridgestone. Senza di lui avrebbe preso Button? Chissà.

Terzo Trulli, che proprio non riesce a vincere (anche se si difende come un leone), quarto Hamilton con una McLaren in continua crescita, quinto Mozzarello, sesto Raikkonen che finalmente porta a casa qualche punto in casa rossa, settimo Timo Allocco che abbaia ma non morde (ma in questo caso è stato vittima anche lui degli pneumatici).

Le Ferrari sono un’incognita. Massa mai in gara a causa di un contatto all’inizio proprio con Raikkonen che lo costringe a tornare ai box, Kimi che quando ha pista libera sembra essere veloce quanto chi gli è stato direttamente davanti nonostante il gran carico di benzina. Se la tanto attesa versione B della monoposto in Spagna offrirà davvero un significativo passo in avanti in termini di prestazioni, allora la Ferrari quest’anno potrà ritornare sul gradino più alto del podio, perché come velocità pura non è troppo distante dagli altri. Il problema è qui a livello di testa, con un effetto a catena sinergico di frustrazione per gli errori, pressione per ottenere risultati, ansia da prestazioni (ehm), aspettative tradite ecc. che generano ulteriore nervosismo, il che amplifica questi fattori per un circolo vizioso che va rotto se i rossi vogliono ottenere qualcosa.

Comunque, sono tristissimi certi ferraristi che sbraitano, piangono e sbroccano cercando di scaricare responsabilità addosso a qualcuno (che sia un capro espiatorio interno, che sia qualcuno di quei luridi bifolchi stranieri che imbrogliano, truccano partite e rubano caramelle perché noi italiani in quanto tali siamo per forza di cose i più bravi e giusti e quindi dobbiamo sempre vincere).

Semplicemente si vince e si perde, ogni scuderia ha i suoi cicli e chi in un tempo è grande in un altro può passare dalle stelle alle stalle – e viceversa. Accadde per la McLaren, accadde per la Williams e adesso accade per la Ferrari. Tutto qua. Dopo l’abbuffata di mondiali del periodo schumacheriano, mi parrebbe strano se per il team non giungessero anni di magra, come sono capitati a tutti.

Ci rivediamo in ogni caso in Catalogna per assistere alla pole position di Alonso ottenuta con due unghie di benzine per fare bella figura davanti al pubblico spagnolo.

2009 Bahrein

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