Roland – paladino vagabondo (parte 1)

C’era una volta una casta di uomini valorosi inscatolati come dei pelati, perennemente in viaggio per un non meglio precisato motivo e che sopperivano al loro scarso acume con molta forza bruta: i cavalieri.

I loro privilegi erano molto richiesti dai sovrani per le loro guerre (meno noto invece è che c’era anche un giro redditizio di richieste da parte delle… sovrane), ma spesso i cavalieri erano costretti ad errare in stato di disocc… senza un signore da servire. In tal caso si offrivano come mercenari al miglior offerente per qualche bel saccheggio, oppure passavano il tempo razziando di propria iniziativa villaggi indifesi, così alla fine il sindacato dei lavoratori agricoli fece pressioni alla DC e al Vaticano per conferire loro uno status “sacro” in modo che scaricassero la loro irrequietezza ormonale in qualche guerra santa piuttosto che contro inermi villici.

Fu così che nacque la leggenda letteraria dei “difensori della cristianità”, “protettori dell’Europa”, “paladini sacri” e altre tenere, sognatrici, modestissime favolette credibili quanto i giuramenti di castità di Bill Clinton.

Le caratteristiche principali di queste figure avvolte nel mito erano:

– coraggio (eufemismo letterario per la stupidità dei soldati)
– cultura (sapevano contare ben fino a quattro)
– sentimento (corteggiavano nobili fanciulle in cambio di una un po’ meno nobile apertura di gambe)
– avventurosità (ogni mattina andavano in una taverna e raccontavano di qualche viaggio strano, probabilmente di LSD)
– religiosità (uccidere in nome di qualche essere divino è sempre stata una moda molto trendy in ogni epoca)
– altruismo (concedevano il paradiso a molti pagani ed eretici)

Fra di essi vi era un baldo giovanotto francofono appartenente alla cosiddetta cerchia dei “conti palatini”, ovvero i guerrieri più fidati di Carlo Magno, che allora era il presidente degli Stati Uniti dell’Impero.

Nemici giurati degli Stati Uniti erano i terroristi islamici guidati dallo sceicco arabo Bin Salàdin, la cui estesa rete del terrore minacciava il mondo occidentale premendo in Turchia (divisa fra l’entrare in Europa come vorrebbe il governo di Costantinopoli e l’unirsi ai fratelli musulmani come vorrebbero i fondamentalisti dell’entroterra anatolico) e organizzando attentati in Spagna tramite le cellule segrete di Còrdoba, Grenada e Sevilla.

Il giovanotto di cui stiamo parlando altri non è che Roland, l’Eletto che libererà l’umanità da Matrix… ehm, volevo dire, il prode paladino membro d’onore dei cavalieri europei medievali quindi, per definizione immotivata, acculturati, galanti e virtuosi, oltre che puramente innamorati, che seminano morte per il mondo in nome della amata e di Dio (e degli sponsor).

Dato che la loro causa è del tutto giusta non possono che vincere anche contro miliardi di arabi attorno, giganti venuti da non si sa bene dove e principi mori barbari e ignoranti (come è naturale che siano, d’altronde non sono nè europei nè cristiani, no?) che per illuminazione divina comprendono quale sia la vera fede solo in punto di morte. Prima di esalare l’ultimo respiro quindi avviene la conversione del tapino di turno, grazie all’intercessione del solito Roland che è più bello, più forte, più intelligente, più figo, più tutto.

Le sue gesta sono state immortalate da tre grandi opere: la Chanson de Roland, l’Orlando Innamorato e l’Orlando Furioso. Le esamineremo ora in ordine cronologico, non della stesura, ma degli eventi narrati.

Iniziamo perciò con la seconda opera a narrare le gesta del prode Ronaldo… volevo dire Rolando, scusatemi, sono mortificato.

Rimanete sintonizzati con noi!

P.S. le immagini sono screenshot di Medieval: Total War 2 presi dal forum ufficiale della serie.

P.P.S. il titolo se non si fosse capito è una citazione a Kenshin – samurai vagabondo.

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