Gentlemen, start your engines

Fra poco meno di tre settimane ripartirà il campionato del mondo di F1, da noi commentato o dall’impareggiabile ditta Strafalcioni & Gaffes S.p.A. di Ivan Capelli e Giancarlo Mazzoni (per la RAI) o dall’obbrobriosa Sky, per chi ha parabola e decoder.

Analizziamo un po’ in breve i maggiori protagonisti del mondiale:

Lewis Hamilton


Numero: 1
Scuderia: McLaren-Mercedes
Soprannomi: Luigino, Prosciuttilton, Hamilstronz, Negro di merda, Cioccolatino, Il Ragazzetto, Dio, Orlando Bloom, Pirata dei Caraibi, Obamilton, Fenomeno.

Situazione: l’anno scorso, galvanizzato dalla vittoria iniziale, ha annaspato per qualche gara, come se si fosse montato un po’ la testa, ma ha saputo poi risollevarsi e vincere il mondiale nonostante la Ferrari fosse complessivamente una scuderia di poco superiore alla McLaren – aiutato però anche da autogoal clamorosi dei rossi come a Singapore.
I ferraristi gli rinfacciano di aver rischiato di perdere il mondiale all’ultima gara, purtroppo loro si dimenticano che il mondiale lo si raggiunge nel corso di tutti i gran premi e che a fronte di un ultimo gp schifoso c’è stata una stagione con molti alti.
D’altronde, per uno che all’esordio ha fatto sudare sette camicie al bi-campeòn Alonso (non certo il primo che passa per strada) e che così giovane lotta già al vertice senza avere un UFO stile Williams 1997 sotto il culo, è innegabile che il talento ci sia.
Il problema è il carattere, che deve fare i conti con l’esperienza di soli due anni, fattore indubbiamente penalizzante. Già l’anno scorso l’abbiamo visto faticare alla prima difficoltà dopo la vittoria iniziale, in attesa di calmarsi e ingranare la marcia giusta e con alcune cappellate clamorose (es. il tamponamento in Canada); e la pressione nell’ultima gara ha rischiato di fargli perdere il secondo titolo di fila.

Ora, l’aver vinto il titolo lo ha fatto maturare definitivamente o gli farà credere di essere chissà chi? Difficilmente, in caso la risposta fosse la seconda, l’imparare un po’ d’umiltà al primo momento di crisi gli consentirà di agguantare facilmente il secondo titolo.

Che la soluzione in tal caso sia l’addio di Dennis per rimetterlo in riga?

Kimi Raikkonen

Numero: 3
Scuderia: Ferrari
Soprannomi: Ice Man, Flying Finn, Rikkio, Rikkionen, Ubriakonen, Uomo del Nord, Dormiglionen, Kiminchia.
Situazione: il suo è uno strano caso. Sembrava destinato a diventare un grande campione una volta lasciata la Caffettiera-Mercedes, ma da quando è alla Ferrari è stato attanagliato dalla discontinuità. Questo non gli ha impedito di conquistare meritatamente il titolo nel 2007, ma l’anno scorso (certo, complice anche un po’ di sfiga di troppo) ha deluso molti che confidavano in lui.

Ora, Raikkonen in termini di velocità pura rimane un purosangue, capace di mettere a segno giri record e di lottare al massimo per vincere, se vuole. Questo è il problema: se.
Il finlandese spesso è demotivato, non ha più l’entusiasmo di un tempo e si ritrova giusto a piazzare il giro veloce della bandiera dopo che è stato parecchio tempo dietro un trenino da sorpassare e la prima posizione è lontana.
Sappiamo inoltre di tutta la sua sfiducia verso il business della F1, la spettacolarizzazione commercialistica di questo sport e quel che il circus è diventato – fattori che, insieme ad altri, l’hanno indotto a contemplare il ritiro una volta scaduto il contratto con la Ferrari.

Purtroppo i mondiali non si vincono svegliandosi all’improvviso nel bel mezzo del gran premio del Belgio e cercando di vincerlo (pur con molti punti di distacco in classifica) salvo poi scivolare fuori strada per via della pioggia.

Speriamo per lui che la stagione nuova gli dia gli stimoli per tornare al vertice e che non lo convinca a mollare sul serio.

Felipe Massa


Numero: 4
Scuderia: Ferrari
Soprannomi: Peso/G, Peso/g, L’Orso Felipe, Dolce Remy, Scimmione, Felipao.
Situazione: schiettamente, Felipe è troppo sopravvalutato. Incostante sull’acqua (a volte proprio penoso), entra facilmente in crisi quando le gare si fanno in salita, capace di distrazioni fatali. D’altronde le sue vittorie sono più che altro “vittorie alla Damon Hill”, se parte davanti e la macchina funziona difficilmente gli si strapperà il successo, altrimenti accendete un cero…
Inoltre una volta abolito il traction control ci si chiedeva chi sarebbe stato il primo a fare un testacoda, ed è stato proprio Felipe.

Non male, per quello che avrebbe meritato il titolo “più di Hamilton” in virtù della sola ultima gara.

Però c’è da dire che Massa ha grinta, ambizione, motivazione e come pilota cresce ad ogni stagione. Se Kimi dovesse prendersi l’ennesimo anno così-così, la Ferrari per vincere il titolo nel 2009 dovrà per forza puntare su di lui, invece di rischiare che i propri piloti si strappino punti a vicenda. La scelta più conveniente, o comunque la “meno peggio”. Nessuno però ci vieta di pensare che per il 2009 Massa sia maturato abbastanza da poter legittimamente ambire al titolo e soprattutto a convincere di essersi meritato la posizione.
Altrimenti, le ombre di Kubica e/o Vettel già incombono sui sedili Ferrari.

Vedremo.

Fernando Alonso


Numero: 7
Vettura: Renault
Soprannomi: Culonso, Astronzo, Nano delle Asturie, Nando, El Grande Campeòn, El Roy, Campeon dos Asturias, Figlio di ***, Stronso, Feccia.
Situazione: ecco l’uomo che prima i ferraristi odiavano e insultavano, ora bramano con disperazione. Uno capace di dominare la prima parte di stagione e poi faticare tanto nella seconda, di partire gasatissimo e poi di farsi mettere nel sacco da un debuttante, di far ridere i polli andando su di una macchina scassata e poi lasciare tutti a bocca aperta vincendo anche con essa.
Ora, Alonso non è come pilota quello che lui crede di essere. Ma rimane pur sempre un campione con tutte le caratteristiche necessarie come velocità, costanza, ottimo senso del set-up, ambizione, eccellente guida sul bagnato, mente calcolatrice e capacità di imporre ordine al team tramite una linea guida direttiva.
Con una Renault su cui tutti dubitavano, l’anno scorso è riuscito a strappare due vittorie (ma è stato anche aiutato dalle disgrazie altrui) ed in generale ha evitato che finisse all’Inferno – quando tutti parlavano di un Limbo analogo a quello della Benetton post Schumacher.

Non è questo fenomeno che si pensa, ma sarà sicuramente in lotta per il titolo, a garanzia che la Renault gli abbia dato un’auto competitiva. Per il momento è solo orribile da vedere, ma l’estetica è secondaria.

* Outsiders *

Robert Kubica: un pilota veloce, talentuoso e che si è mantenuto ad alti livelli anche dopo l’abolizione del traction control (lui era contrario, il che ha fatto sospettare che preferisse una guida molto più semplice). L’incognita è la BMW, che sembra sempre gli manchi qualcosa per diventare un top team a tutti gli effetti e lottare per il titolo.
Sebastien Vettel: giovane enormemente promettente, ha stupito tutti con la Toro Rosso e si spera che alla Red Bull abbia le occasioni per far parlare di sè. Ma tutto questo considerarlo il futuro Schumacher non è un po’ prematuro? Voglio dire, non si rischia di bruciarlo con le aspettative prima ancora che combini concretamente qualcosa, facendolo diventare un Alesi o un Brundle qualunque?
Heikki Kovalainen: un pilota nel complesso mediocre, rimasto all’ombra di Hamilton ma con tutti i margini di miglioramento per potersi togliere in futuro qualche soddisfazione ogni tanto. Ma non possiamo ancora sapere se questa seconda guida diventerà come Coulthard oppure no.

Aspettiamo con impazienza il via a quel campionato che tutti critichiamo, processiamo, bistrattiamo, ma che alla fine seguiamo sempre con entusiasmo alzandaci persino la mattina presto per seguire i gran premi in Andocazzostan o Culonia. Perché la passione non muore mai, per quanto possa diventare discutibile un qualcosa.

(io però che ho Sky mi posso risparmiare le levataccie per fortuna)

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