“Impara a disegnare i manga” con DeAgostini

Da poco tempo la DeAgostini ha lanciato una particolare iniziativa, un corso per imparare a disegnare in stile manga, con lezioni periodiche e materiale allegato.

Incuriosito dall’iniziativa ma anche scettico (conoscendo come vanno le cose in Italia e conoscendo la DeA), mi sono convinto a provare ad acquistare il primo numero per via del prezzo davvero abbordabile, 1.99 €, giusto per vedere cosa raccontavano e se non altro ottenere le robe carine che regalavano.

Sperando che non mi si accusi di far pubblicità nè che arrivi qualcuno di loro ad abbaiarmi perché commento negativamente alcuni aspetti, mi sono fatto un’idea un po’ generale su questa iniziativa.

Non mi aspettavo molto dalla parte dedicata alle “lezioni”, e difatti le mie aspettative si sono rivelate fondate. Il fascicolo, abbastanza sottile, è articolato nelle seguenti sezioni:

* Universo manga: praticamente un’introduzione al mondo del fumetto e dell’animazione del Giappone, a mio parere abbastanza sintetica e secondaria (per dire, basta farsi un giro su Wikipedia o qualsiasi sito di appassionati per trovare molte più informazioni anche più dettagliate e precise).

* Mangaka files: cenni generali su matite, impostazione delle figure, tipi di tratto, con poca didattica e più illustrazione. Oltretutto le pagine avevano molti spazi vuoti, quindi vien detto meno di quel che potrebbe sembrare.

* I segreti del disegno: beh, si parte con la classica storia della testa, disegnando quindi ovale e assi di riferimento… peccato che i passaggi siano un po’ vaghi e che manchino cenni sui dettagli del viso (cioè occhi, naso, capelli ecc.) che vengono invece rimandati alla seconda uscita. Chi parte da zero, insomma, fino a quel momento dovrà improvvisarli andando solo per imitazionie (e a quel punto inutile spiegare come disegnarli dopo se nel frattempo ha già fatto da solo), sarebbe stato molto meglio metterli insieme nella prima uscita. Ma così facendo si vende un’edizione in meno.

* Parola di…: interviste almeno per il momento poco utili ad alcuni mangaka, che occupano pagine con spigolature su come sono disposti gli oggetti nelle loro case, che opere hanno fatto, banalità sull’utilizzare la carta disponibile ecc. spero per chi vuole seguire le uscite che in futuro arrivino consigli più consistenti.

* Enciclopedia: qualche opera famosa menzionata senza dire nulla.

Diciamo che non è superlativo come corso, insomma. Fra quelli semplici per dilettanti, se ne possono trovare di più dettagliati, almeno per il momento, su Internet (ad esempio la famosa Manga University ma non solo), senza contare volumi istruttivi veri e propri che sicuramente saranno abbissalmente superiori come qualità.

Dietro tutto c’è chiaramente l’intento più che altro di invogliare giovani fumettofili all’acquisto (riempendo così le tasche degli editori), sfruttando l’allettante richiamo del “diventa anche tu un mangaka!” e la tendenza a completare ciò che si inizia – cioè quindi ad acquistare tutte le prossime, numerose uscite, un patrimonio.

Alla fine questi 2 € circa vengono giustificati più che altro dal materiale allegato: diversi fogli Fabriano di qualità, un quaderno per gli schizzi, una gomma in vinile, una matita morbida di marca, un’art grip (che sono sempre una figata) e prossimamente il manichino, il pennino e altre cosuccie.

Tutta roba che, tuttavia,  in realtà si potrebbe tranquillamente acquistare in negozio, ad esser sinceri, senza bisogno di aspettare le uscite DeA – ma qui bisogna vedere anche i prezzi della cartoleria sotto casa, se maggiori o minori rispetto all’offerta in allegati delle uscite.

Sfortunatamente dal prossimo numero il prezzo aumenta a circa 7 €, che potrebbero risultare troppi per quanto offerto, ma dipende anche dall’allegato (per esempio il manichino di legno in alcuni casi può costare ben di più). Il problema è che le uscite sono 60, un numero spropositato chiaramente deciso per ragioni di mercato che fa sfondare gli oltre 400 € di spesa e non so quanti vorranno spenderseli.

Spero proprio che chi proseguirà fino alla fine vedrà il corso svilupparsi sempre più e diventare molto più approfondito e ben fatto. Ma temo che la speranza, per quanto ultima a morire, proprio per questo morirà lo stesso.

Una nota positiva è che si possono ordinare i numeri 2 e 3 ottenendo uno sconto del 50%, alcuni regali extra ed eventualmente il primo numero gratis casomai lo si fosse perso (o se si volessero scroccare altri allegati ), che è un’offerta molto conveniente. L’abbonamento poi si può disdire quando si vuole quindi nessuno vieta di farlo dopo aver ricevuto questa prima spedizione.

Insomma, il mio consiglio è: se avete la passione per i manga, vi piacerebbe provare a farne uno e volete disegnare a tutto spiano, ma non sapete un’acca di come farlo, date precauzionalmente prima uno sguardo ai tutorial (in inglese però) che si trovano per la rete, ed eventualmente valutate se l’offerta del corso vi interessa al punto da aggiungervi anch’esso. Potreste anche prenderlo solamente per i regali (almeno finché sono convenienti/utili/vi interessano), se volete.

Se invece avete già qualche rudimento, non aspettatevi nulla da questo corso almeno inizialmente, non vi darà nulla di aggiuntivo alle basi che già avete. Se continuerà su questi binari val la pena di reperire solo i primi tre numeri tramite spedizione per ottenere gli allegati e difficilmente sarete invogliati a proseguire. Ma chissà che magari in futuro un numero avanzato non stuzzichi il vostro interesse con qualche contenuto di livello superiore.

Un ultimo appunto: molti probabilmente non solo disegnano per hobby, ma sognano di diventare addirittura fumettisti un giorno (ignoriamo quelli che si crederanno subito mangaka già appena iniziato a scarabocchiare qualcosa).

E’ un bel sogno.

Ma, non per fare lo stronzo, inserirsi nel settore e ritagliarsi un posticino sarà una cosa molto difficile e non aspettatevi certezze di alcun genere (e sarà ancora più difficile se vi affidate alla guida DeA).

Il motivo è molto semplice: siamo in Italia, non in Giappone. Qui non c’è lo stesso mercato che c’è lì a riguardo, la nostra è una situazione completamente diversa e, mi spiace dirlo, molto più limitata.

Scordatevi il fiume di testate settimanali e mensili che assumono aitanti fumettisti e sfornano una caterva di storie, scordatevi la soddisfazione di vedere una vostra opera vendere un saaacco di copie diventando famosa, scordatevi di vederla diventare una serie animata di successo, scordatevi il forte giro di richieste e di ritorni economici. Tralasciamo poi l’ovvia concorrenza dei fumetti d’importazione. In Italia la situazione è ben più dura, non fatevi troppe illusioni.

Non è un caso che qui siano mooolti di meno quelli che possono permettersi di cercare di entrare nel mondo del fumetto – e ancor meno quelli che ci riescono.

Oltretutto, un tratto modellato su quello giapponese (ma se di qualità non ci giurerei), come quello di chi è interessato a iniziative stile DeA, potrebbe anche esser snobbato da qualche editore, se persino un autore storico come Sergio Bonelli lo trova “grottesco”.

A questo punto penso sia ovvio immaginare che ad un aspirante fumettista in Italia aspettano tanta gavetta, guadagni minori di quelli che si percepiscono con le professioni più comuni, molta fatica ed impegno duro anche solo per posti marginali.

Un’altra notizia spiacevole è che fra gli editori italiani c’è la tendenza, per andare sul sicuro, ad assumere solo disegnatori già formati, con un tratto discreto, ignorando la politica del “ha talento e sembra promettente, prendiamolo sotto la nostra ala e facciamolo crescere”, quindi scordatevi di poter fare qualcosa se vi sembra anche solo vagamente di non disegnare troppo bene. La strada da percorrere per diventare fumettisti non va facendosi progressivamente più irta, è già ripida dall’inizio.

Se avete realmente una grande, profonda passione per il disegno e per il fumetto potreste comunque provare ad iscrivervi ad un’accademia come ad esempio la ScuolaComics per migliorarvi esponenzialmente e cercare di entrare in un certo giro professionistico avendo un qualche attestato di riconoscimento, ma queste scuole sono spesso molto costose e fortemente selettive – ammesso poi che il diploma possa servire, visto che non garantiscono nulla gli stessi organizzatori, rischiando di farvi spendere tantissimo per nulla.

Nell’esempio linkato come potete ben vedere ci sono le simpatiche peculiarità della retta annuale esorbitante per poche lezioni, del numero chiuso ultra basso e della visione in anteprima dei disegni dell’aspirante allievo (tradotto significa che se non avete già una certa mano non vi prenderanno).

Buona fortuna sul serio se volete provarci comunque – ma ci vorranno molto più impegno, lavoro e dedizione che fortuna.

Consiglio anche la lettura di questo testo con molte considerazioni e riflessioni interessanti a riguardo.

Immagino che questi fattori bastino, purtroppo, a ridimensionare i sogni di molti giovinetti aspiranti fumettisti, se non spegnere quelli di coloro che, non potendo permettersi di tentare la carriera, dovranno invece fare i conti con l’amara realtà e limitarsi a schizzare qualcosa nel tempo libero come passatempo dilettevole e rilassante.

Oppure boh, al limite potreste provare all’accademia Disney visto che la Walt Disney Co. pubblica molto su tutto il territorio nazionale (quindi in teoria ci sono più possibilità d’impiego ma magari sono disinformato e mi sbaglio), però ha i propri stili specifici magari non di vostro interesse e rischia di farvi disegnare topi e paperi per luuungo tempo.

Infine ci sono vignette/strisce su giornali, riviste di non si sa che e periodici d’enigmistica, ma non credo aspiriate a questo.

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