Commenti sugli ascolti 2008

Di seguito alcuni brevi, superficiali, incoerenti e ignominiosi commenti su quel che ho ascoltato nell’anno appena passato (con link a recensioni fra cui anche mie), sperando di non essermi dimenticato nulla.

I voti sono più bassi di 0.5 o 1 rispetto ai commenti su Rockline per via della diversa scala utilizzata:

Amanda Palmer – Who Killed Amanda Palmer?

Bei pezzi alternati ad altri più noiosi, l’avrei preferita concentrarsi maggiormente sui Dresden Dolls perché qui ci sono alcune buone idee ma un po’ annacquate/dilungate.

Voto: 6

Au Revoir Borealis – Dark Enough for Stars

Intimista lavoro tipicamente dream pop con elementi più folk, piacevolmente melodico ma alla lunga poco incisivo.

Voto: 6.5

Black Mountain – In the Future

In definitiva un buon lavoro, fra hard rock sabbathiano aggiornati agli anni 2000 ed elementi psichedelici a cavallo fra retrò e ammodernamento, a parte qualche momento più piatto e ripetitivo.

Voto: 6.5

Boondox – Krimson Creek

Hip hop mordace ed oscuro, sporcato di influenze che vanno da un conutry-blues scanzonato ed accattivante ad un ebm cupo ma catchy. Non so giudicarlo bene visto che sono troppo ignorante a riguardo, però.

Voto: s.v.

Boris – Smile

Dissonante, rumoroso, bizzarro, eccentrico, folle.

Voto: 7.5

Cavalera’s Conspiracy – Inflikted

Una potente bomba di speed-death e groove thrash che ripesca il sound originale dei Sepultura dei due fratelli Cavalera con un approccio ed una produzione un po’ più moderni. Oltre però alla blanda operazione nostalgia che nulla aggiunge alla scena, i brani tendono ad essere piatti, monotoni e insipidamente simili, risultando così carenti se non per chi cerca unicamente una proposta simile.

Voto: 5

Coldworker – Rotting Paradise

Divertente e massiccio, mi aspettavo di più sinceramente ma in definitiva non male.

Voto: 6.5

Cult of Luna – Eternal Kingdom

Troppo monotono e prolisso, risultando così ripetitivo e soporifero.

Voto: 5

Darkspace – Dark Space III

Black metal cinematico, ipnotico, claustrofobico ed emozionale, fra divagazioni maggiormente psichedeliche, inquietanti sintetizzatori di sfondo e momenti più thrash-oriented. Però spesso è troppo ripetitivo e prolisso.

Voto: 6.5

Deerhoof – Offend Maggie

Compatto, intenso e psichedelico, ma preferisco il precedente disco in ogni caso.

Voto: 6.5

Detroit Metal City – Makai Yugi

Raccolta di varie tendenze metalliche fatto un po’ per tributo, un po’ per cazzeggio, mancano però i brani sostanziosi visto che a parte qualche sussulto il disco è dall’inizio alla fine povero di idee, ripetitivo e piatto.

Voto: 4.5

Dragonforce – Ultra Beatdown

La solita minestra barocca e stratificata con i peggiori cliché del genere (cit. steppone).

Voto: 3.5

Electric President – Sleep Well

Orecchiabile, ma non mi entusiasma.

Fennesz – Black Sea

Diversi pezzi molto gustosi ed atmosferici, altri eccessivamente minimali e prolissi (sfociando in un po’ di monotonia).

Voto: 6.5

Fleet Foxes – [s/t]

Pregevole lavoro folk rock fra influenze di cantautorato classico, spunti psichedelici e alcune belle melodie.

Voto: 7

Goldfrapp – Seventh Tree

Dischetto pop leggero e sciolto, che riprende parte dell’oniricità del primo disco abbinandola ad un approccio diretto e mordace in cui si avverte l’esperienza dei successivi ben diversi lavori.

Sarebbe stato troppo facile fare il terzo lavoro da dancefloor o ritornare stupidamente sulle stesse identiche sonorità di Felt Mountain per far contenti i vecchi fan, ma chissà che effetti avrà nel futuro questa sorta di “compromesso”.

Voto: 6.5

Guns’n’roses – Chinese Democracy

Disco in bilico fra l’intento di rinnovarsi, con apprezzabili (seppur ogni tanto artificiose) influenze di vario stampo inserite nelle canzoni, ed un approccio eccessivamente barocco e nostalgico, in particolare quando ci sono sonorità eccessivamente pompose che fanno il verso ai Queen e quando capitano ballate trite che riciclano stilemi ottantiani.

Voto: 5.5

Have a Nice Day – Deathconsciousness

Disco atmosferico e corposo, ma anche in diversi punti monotono e soporifero, a volte troppo di maniera e tendenzialmente prolisso, come se ci fosse troppa carne al fuoco. Qualche brano svetta in particolare sugli altri, comunque.

Voto: 6

Iced Earth – The Crucible of Man

Ritorno alle sonorità che li glorificarono poco rinfrescatore anche se lo stile è sempre il loro personale. Le canzoni però mancano di carisma e di spessore.

Voto: 5.5

In Flames – The Mirror’s Truth

EP scialbo e poco ispirato, nonostante qualche spunto melodico godibile.

Voto: 5.5

In Flames – A Sense of Purpose

Non molto brillante nonostante le aspettative, ma comunque più incisivo e coinvolgente del precedente album. Però quegli stacchi metalcore, le melodie heavy metal e l’attitudine moderna d’impatto ma emotiva continuano a sembrare troppo laccati e ricalcati sui trend musicali del momento che, ironicamente, si rifanno a gruppi che gli stessi In Flames in parte influenzarono in passato.

Voto: 6

Jon Oliva’s Pain – Global Warning

Le solite sonorità vecchie di vent’anni per i fan di Jon Oliva. Qualche pezzo maggiormente positivo che cerca di rinfrescare un po’ la proposta comunque c’è, ma il lavoro nel complesso mi ha annoiato e l’ho così accantonato.

Voto: 5

Kayo Dot – Blue Lambency Downward

Un bel cumulo di esibizionismo stilistico, stratificazioni sonore sfarzose e arrangiamenti pomposi per fare figo e intellettuale.

Il tutto suona molto fine a sè stesso e poco creativo… però qualche sezione figa c’è qua e là.

Voto: 5

Klimt 1918 – Just in Case We’ll Never Meet Again

Mi è sembrato troppo debitore dei cliché stilistici post rock e shoegaze, nonostante i picchi emozionali non indifferenti ma comunque annacquati da un eccessivamente melenso sentimentalismo.

Voto: 5.5

Kokia – Tatta Hitotsu no Omoi

Il solito singolo J-pop banalotto e radio-friendly, nonostante i ritornelli accattivanti.

Voto: 5

Lunatic Soul – [s/t]

Lavoro cupo ed atmosferico, con eleganti influenze abilmente intrecciate in un tessuto decadente ma melodico. Un gradito esordio per i polacchi.

Voto: 7.5

Marillion – Happiness Is the Road

Ritorno per i Marillion all’insegna di tonalità dolci, soffuse e a tratti ambient, ma anche capace di momenti più intensi e vissuti come di qualche divagazione pop/rock. Un disco che non dice molto di nuovo ma che risulta personale, piacevole ed intimista, anche se nulla di imperdibile.

Voto: 6.5

Meshuggah – obZen

Potente, bruciante, alienante. Però decisamente meno geniale, imprevedibile e fuori dagli schemi dei precedenti album, come se fosse una parentesi di assestamento.

Voto: 7

Metallica – Death Magnetic

Disco derivativo, spento e noioso, per lo meno i Metallica copiano sè stessi ed un sound che proprio loro hanno introdotto per primi e che più di tutti hanno istituzionalizzato, diventando seminali ed influenti per milioni di gruppi.

Peccato che la minestra venga allungata troppo rislutando prolissa in maniera fastidiosa.

Voto: 4.5

Mogwai – The Hawk Is Hawling

Emozionale, atmosferico e avvolgente, come anche catturante in alcuni momenti più decisi. Però non c’è sorpresa e i Mogwai sostanzialmente permangono sugli stessi stilemi ormai inflazionati anche se con l’approccio da loro coniato – e comunque seguendo la loro impronta personale e distinguibile.

Voto: 6.5

Nachtmystium – Assassins: Black Meddle part I

Black metal sperimentale dall’impronta psichedelica con spunti elettronici e elementi black’n’roll. Anche se non mi appassiona troppo il songwriting in alcuni punti, ma magari in futuro lo rivaluterò.

Voto: 6.5

Nine Inch Nails – Ghost I-IV

Lavoro massiccio davvero, con diversi spunti avvolgenti e affascinanti, solo forse ogni tanto c’è “troppa carne al fuoco” come si suol dire, ma d’altronde con quattro cd…

Voto: 7

No Age – Nouns

Un lavoro interessantuccio fra elementi di dissonanza e cenni noise, compatto e vagamente punk-oriented in alcuni punti.

Voto: 7

Opeth – Watershed

Oscuro e avvolgente, ma capace di sferzate furiose ed infuocate – alternate ai soliti stacchi eleganti e meditativi.

Gli Opeth sono ormai da tempo un gruppo di una classe ed una personalità uniche, col quale confezionano dischi compatti e massici, ma anche, e questo è l’altro verso della medaglia, a tratti eccessivamente di maniera.

Voto: 7

Paranormal Mysteria – Incurable Illness

Dal death metal più ruvido del primo demo passano ad un gothic metal maggiormente melodico, loro però rimangono un po’ anonimi nonostante qualche spunto interessante in alcuni brani che cerca di conferire loro personalità.

Voto: 4.5

Portishead – Third

Ritornano dopo dieci anni i Portishead con un disco ostico, rarefatto, inquietante e post-industriale, in cui vengono abbandonati elementi come il battito downtempo o il turntable (non si può più definire un gruppo trip hop) in favore di un approccio ancora più decadente, di arrangiamenti sempre più minimalisti e di un’aura ottenebrante e angosciante di fondo che permea ciascun brano.

Voto: 7.5

Primal Scream – Beautiful Future

Disco incalzante ed orecchiabile, ma che non aggiunge nulla alla discografia del gruppo e che ben presto cade nella monotona prevedibilità e nella ripetizione dei soliti schemi melodici più come esercizio di stile che altro.

Voto: 5.5

Radiohead – The Best of

La selezione di brani è buona, anche se, ovviamente, ne avrei messi altri al posto di alcuni.

Voto: s.v.

Rage of Tyrants – [s/t]

Scimmiottamento ridicolo di stilemi black metal stra-derivativo, impersonale e grottescamente emulatore, al punto che i passaggi più forzati risultano comici nella loro scontatezza. La cosa peggiore però non è che vengono prodotti rifiuti del genere, ma che esistano addirittura imbecilli che li prendono sul serio e li supportano.

Voto: 2

Raunchy – Wasteland Discotheque

Meno piatto e stantio del precedente disco, l’ultimo capitolo in casa Raunchy rimane però la solita solfa di metal melodico un po’ thrashy, un po’ catchy, un po’ groovy, un po’ core, un po’ incazzato, un po’ trascinante, un po’ aggressivo, un po’ emozionale.

Almeno lo fanno con spontaneità e genuinità.

Voto: 4.5

Rome – Masse Mensch Material

Dark-folk abbastanza ispirato e avvolgente, fra inquietanti ma raffinati intrecci neo folk, contaminazioni goth e pop, riferimenti al folk apocalittico, samples e aura decadente di fondo.

Voto: 7

Rota Temporis – Der Weisse Bazzof

Robba folkloristica molto piatta e ripetitiva, oltre che dal retrogusto di preconfezionato, risultando così solo noia.

Voto: 4

Shit and Shine – Cherry

Ipnotico, eclettico e multisfaccettato, a tratti anche un pochino velatamente nevrotico per poi assumere tratti più ironici.

Voto: 7

Slipknot – All Hope Is Gone

Potente e aggressivo, ma ancora a tratti troppo forzato nello sfoggio di rabbia e frustrazione. Inoltre la maggior propensione verso il metal estremo puro in molti pezzi non lo rende fresco, originale ed inquietante quanto i primi dischi.

Voto: 6

Soulfly – Conquer

Involuzione verso un thrash/death furioso e martellante che già Max Cavalera aveva contribuito a creare e consolidare con i Sepultura, ma che ora suona solamente uno stanco ritorno al passato molto meno creativo del precedente fresco e vitale Dark Ages, nonostante tutto l’impatto e la genuinità delle canzoni. Non si capisce bene perché Max abbia scelto ciò, visto che così si assottiglia la distanza fra i Soulfly ed il progetto parallelo Cavalera’s Conspiracy (vedi) dopo il cui esordio ci si aspettava un lavoro maggiormente etnico-tribale/atmosferico per il gruppo principale. Menzione speciale comunque per l’oscura parentesi doom/nu di Touching the Void.

Voto: 6

Squarepusher – Just a Souvenir

Abbandonate le radici elettroniche, tutta la vena free-jazz, fusion e avant-rock di Squarepusher viene qui condensata in una svolta significativa e spiazzante.

Voto: 7

Sun Kil Moon – April

Non inventa nulla ma ha una gran classe, atmosfere malinconiche evocative ed un approccio personale apprezzabilissimo.

E comunque Gika è indie.

Voto: 6.5

Takahiro Kido – Fleursy Music

Soffuso, atmosferico ed intimista disco dall’impostazione ambient molto focalizzata nel ricreare particolari, suggestivi paesaggi. Peccato per qualche eccesso di sentimentalismo e per qualche passaggio un po’ troppo di maniera – comunque sempre elegante, grazie anche a qualche tocco di strutturazione post rock qua e là.

Voto: 6.5

Tearwave – Different Shade of Beauty

Molto evocativo e suggestivo, con atmosfere corposamente intense e melodie malinconiche ed emozionanti, ma anche piuttosto ordinario e di maniera, senza molti spruzzi creativi.

Voto: 6

Teenage Bottlerocket – Warning Device

Spento ed incolore gruppo che persiste nel riciclare stancamente i dindini dei propri gruppi punk pop preferiti, ne risulta l’ennesimo lavoro ripetitivo e sbiaditamente derivativo. Da dimenticare.

Voto: 3

Textures – Silhouettes

Post-thrash all’apparenza innovativo ed esaltante, in realtà più un sapiente collage di influenze varie in cui i Textures si dimostrano abili nel dargli coesione, impatto e efficacia sonora. A parte qualche intermezzo un po’ monotono è un disco dinamico e potente, dotato di un’impronta immediata e felicemente distinguibile dalla massa; attendiamo ancora però che gli olandesi sfornino un disco che non sia “bianca e nero” ma che riesca finalmente a fondere il tutto in un compatto “grigio”.

Voto: 7

The Dresden Dolls – No, Virginia

Raccolta di b-sides ed inediti che non mi ha detto molto e ho trascurato.

Voto: s.v.

The Sound of Animals Fighting – The Ocean and the Sun

Dischetto accattivante e ben congegnato, con tonalità proprie ed un approccio personale nel costruire canzoni “cerebrali” ma melodiche e dal sapore coinvolgente.

Voto: 7.5

These New Puritans – Beat Pyramids

Accattivante, catchy e trascinante, ma qualche canzone sembra più un riempitivo poco incisivo.

Voto: 6.5

This Will Destroy You – [s/t]

Lo schema è prevedibile e di maniera, ma nonostante la sua poca originalità il disco eccelle nell’intrecciare melodie emozionali e atmosfere avvolgenti senza risultare statico e insipido come altri dischi fanno. Ma è tutto qui.

Voto: 6

Toxic Holocaust – An Overdose of Death

Insipida accozzaglia di cliché speed-thrash senza la minima personalità e con il solo intento dichiarato di ricopiare e ricopiare il sound duro dei tempi che furono, il tutto perché ciò è True e quindi fa figo a prescindere per gli esaltati (pardon, appassionati) del genere. La cosa peggiore è che i Toxic Holocaust è da anni che riscaldano la stessa minestra già vecchia e andata a male, al terzo tentativo iniziano a diventare fastidiosamente inascoltabili e ridicolmente prevedibili.

Voto: 3

Tricky – Knowle West Boy

Passo in avanti dopo i precedenti brutti lavori per Tricky, l’album è a tratti disomogeneo e ancora confusionario, ma ci sono più idee, più convinzione ed un paio di brani avvolgenti ed intriganti.

Voto: 6.5

TV on the Radio – Dear Science

Giocoso, melodico e stilisticamente ricco, il tutto accompagnato dalla solita classe cristallina e dall’estro personale, coinvolgente ed invidiabile.

Voto: 7.5

Why? – Alopecia

Lavoro come al solito raffinato, personale e melodico, dall’estro melodico unico anche se con poche sorprese.

Voto: 7

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3 pensieri su “Commenti sugli ascolti 2008

  1. Fino a 4 anni fa ero un accanito divoratore di musica, di qualsiasi tipo. Non mi piacevano tanto le hits che impazzavano in radio e su MTV (allora MTV era un canale di musica, e non un’ accozzaglia di reality depressi di serie Z): preferivo piuttosto i piccoli capolavori nascosti che scoprivo sui canali di musica alternativa di SKY, come Brand : New e National Geographic Music.
    Poi, appunto 4 anni fa, quei canali sono stati soppressi, e adesso non c’é più modo di ascoltare canzoni che non siano le solite 10 – 20 in cima alla hit parade.
    L’ unica canzone indie che ho beccato negli ultimi 4 anni (http://www.youtube.com/watch?v=RrhXbkOnqys) mi é arrivata all’ orecchio per puro caso qualche mese fa, mentre zompavo tra i vari blog WordPress. Ringrazierò in eterno il blogger che l’ ha caricata in un suo post (tra l’ altro non ricordo chi sia), perché é davvero un capolavoro, imho.
    Altri capolavori musicali sono quelli che ci hanno regalato i cantanti soul degli anni 70 e 80. Di quel periodo ricordo con piacere:

    Average White Band – Let’s go round again
    The Brothers Johnson – Stomp!
    The Commodores – Lady (you bring me up)
    Dan Hartman – Relight my fire
    Delegation – You and I
    Dynasty – Here I am
    George Duke – Shine on
    Odyssey – Going back to my roots
    Sharon Redd – Can you handle it?
    Skyy – Here’s to you
    Tavares – Heaven must be missing an angel
    Teena Marie – I need your lovin’

    Ascoltale: mi ringrazierai. : )

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