
Si è conclusa su Sky la prima stagione di Spartacus: sangue e sabbia, di cui vi parlai già qualche tempo fa a proposito della puntata pilota.
Ebbene, nonostante permanga di fondo un fondamentale senso alla spettacolarizzazione e al “facciamo vedere uomini machi, tette, culi e sangue che è tutto figo e agli spettatori piace”, la serie migliora decisamente negli episodi successivi e soprattutto in quelli finali, poiché la trama si fa molto più intricata e le relazioni fra i personaggi molto più profonde. Emergono come funghi intrighi, passioni, intrecci fra i protagonisti, plot device scioccanti e sentimenti molto passionali; ma soprattutto, sono le bastardate del binomio Ashur/Batiatus ad essere delle delizie di astuzia e gioco sporco. Migliora anche il comparto grafico, o per lo meno ci sono molte meno ruffianate pseudo-300 come nella prima puntata. Ah, niente buonismo nè pietismo, soprattutto verso un personaggio per il quale ci si sarebbe aspettato un esito diverso.

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