Il tragico carrozzone della F1 approda sul circuito di Costantinopoli attorniato dagli schiamazzi della stampa anglosassone, che preannuncia l’imminente acquisto degli sfollati da parte di Rupert Murdoch per creare i campionati F1 Premium, MyF1 e F1 HD; e della stampa ferralonsista che annuncia: questo sarà il gp della rinascita e la rossa n. 5 doppierà tutti.
Suscitano preoccupazioni anche le gomme Pirelli, dato che il tracciato ha un asfalto abbastanza abrasivo (in particolare alla curva 8) e si calcola che si farà un pit-stop ogni 2 giri e mezzo. Sul forum di Gpx intanto si propone di rinominare le asettiche curve numerate in onore a personaggi famosi, dato l’ambito sportivo dell’evento e considerando la solida tradizione sportiva della Turchia il più caldeggiato è Hakan Sukur.
In realtà la fonte di maggiori rumors è il fatto che il Nano decrepito abbia chiesto un godzillione di dollari all’Istanbul Park per continuare a organizzare l’evento, cifra che gli organizzatori non vogliono pagare.
Comunque sia, le prove mostrano un Alonso in vantaggio cospicui sugli inseguitori ed un Vettel che fa botti paurosi, ma solo perché piove. Al muretto rosso si assistono a danze tribali per evocare la pioggia, ma al sabato non piove e così Nando si deve accontentare del canonico quinto posto, mentre Massa incappa in una rottura multipla sconnessa del semiasse parabolico argozigogolato al rapporto pneumo-citredelico dell’ultra-cambio. Prima fila tutta bibitari.
La domenica assistiamo all’involata solitaria delle Red Bull, mentre Mazzoni lancia una macumba sul povero Hamilton dicendo che fino ad ora non è stato sorpassato da nessuno: e difatti già al via va largo e si fa involare da Alonso, Button, la vettura doppio 0 delle Wacky Races e una ragazzina in bicicletta, mentre durante i pit stop il meccanico invisibile di Raikkonen gli rompe tutti i bulloni facendogli perdere quarantadue miliardi e trecentocinquanta sei milioni di secondi. Riuscirà alla fine comunque a limitare i danni e a giungere quarto.
Massa si diverte a giocare a sverniciare e farsi sverniciare con tutti e a spiattellare lo pneumatico, le due Lotus nere/Renault credono di essere all’auto-scontro come quando in McLaren c’erano Raikkonen e Montoya, Button invece secondo l’ing. Bruni passa ad una strategia a più gare: cioè ha caricato benzina per arrivare fino al gp di Monaco. La sua strategia però non paga perché anche se all’inizio riesce ad essere persino più veloce di Hamilton e a giocare di sorpassi con lui, alla fine si farà sorpassare da un po’ tutti perché non cambia le gomme.
Nel frattempo la prestazione di Michele il calzolaio viene commentata così da Jean Alesi con tutta la sua brillantina: si sta semplicemente divertendo. Quindi in pratica il tedescone è lì in pista ad arrancare in posizioni che vanno dalla quinta alla quindicesima e a giocare a sportellate varie, a tentativi di omicidio reciproco con Barrichello, percependo uno stipendio miliardario che ha causato il licenziamento di vari dipendenti Mercedes, tanto per cazzeggiare. Effettivamente è plausibile ma ci chiediamo perché Michelone non si compri una PlayStation per giocare a rFactor allora.
Vince alla fine il solito Vettel, perfetto dall’inizio alla fine, ma un po’ di onore va anche ad Alonso che, partito bene al via (miracolo!) arriva terzo e, per un periodo, grazie anche alle noie di Webber alle gomme, è stato buon secondo e sembrava anche potesse finire così.
Ci vediamo fra due settimane in Spagna, terra di Qlonsisti sfegatati, per vedere che scusa si inventeranno in Ferrari per giustificare il fatto che per diventare competitivi bisogna aspettare gli aggiornamenti della quinta/sesta/settima (!) gara.

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